BUON COMPLEANNO@ III ed ultima parte.

CHIUDO DEFINITIVAMENTE IL MIO BLOG.

Dopo averci pensato molto ho preso una tra le decisioni da dover prendere in settembre.

CHIUDO DEFINITIVAMENTE QUESTO SALOTTO. O MEGLIO NON SCRIVERÒ PIÙ E NON RISPONDERÒ PIÙ A NESSUN TIPO DI COMMENTO. LI LEGGERO’ CON MALINCONIA MA NON RISPONDERÒ A NESSUNO. È STATO UN CAMMINO VARIEGATO E COMPLESSO,DOPO 9 ANNI QUELLO CHE DOVEVO DIRE L’HO DETTO.

Auguri a chi rimane e ringrazio solo le uniche e preziose persone che mi sono state sempre vicine.

Lascio i miei recapito se qualcuno volesse contattarmi in privato:

faby1964@alice.it.

cell 320 4380039

Un alito di vento

KEANU REEVES

Giorni duri e difficilissimi da gestire. Ero ripartita felice di scrivere, ma il diavolo ci ha voluto mettere di mezzo la coda. Problemi di salute ancora e ancora affliggono in modo pesante la mia famiglia. Senza tregua! Devo trascurare non solo il blog ma anche amiche e i miei hobbies e sono entrata in un vortice dal quale sono risucchiata. Spero di uscirne presto, ma questa volta sarà molto molto dura.

Come farebbe Nonna Ione in questa intricatissima situazione? Prima di tutto starebbe molto calma, emergerebbe il suo lato che io chiamo “Zen”

Poi metterebbe il problema dentro ad un quadrato, contestualizzando l’accaduto e pensando con raziocinio a come fare x uscire dal tunnel. Temo però che questa volta anche lei avrebbe molta molta difficoltà a saltarci fuori. Spero che da dove si trova mi mandi un segnale, un messaggio, una dritta su come comportarmi e quale strada seguire. Sarò stupida e un po’ illusa ma voglio credere che sarà così e che nonna mi illumini. In fin dei conti la speranza è l’ultima a morire ed io non ho ancora buttato la spugna@

I rimedi di nonna Ione.

Per chi ancora non la conoscesse ci tengo a dire con orgoglio che non è un personaggio inventato, ma era la mia amata nonna materna. Ci ha lasciati nella notte del ferragosto del 1977, io avevo solo 13 anni. Non l’ho mai dimenticata e ogni anno in prossimità dell’anniversario della sua scomparsa scrivo di lei. Quest’anno non ho scritto nulla, lo faccio ora sperando possa perdonarmi.

Ione Corvini sui monti parmensi.Una delle rare volte in cui non ha il foulard al collo!

Una categoria di questo blog parla solo di lei: se lo sapesse si vergognerebbe molto, pudica com’era, ma educata e rispettosa del prossimo nonché molto affezionata alla di lei nipote più piccola, mi lascerebbe fare con buona pace e tanti sorrisi per me.

Cerco con i ricordi nitidi e precisi che ho ancora di lei, di tenere viva la sua memoria e anche di far conoscere a chi mi legge, questa donna straordinaria, che dopo un giorno dalla nascita fu portata alla ruota degli esposti a Parma. Non lo dico per eccesso di affetto ma per pura realtà. Oggi vi vorrei raccontare di come nonna Ione affrontava il gran caldo delle estati di qualche decennio fa e per i ricordi che ho io, vi assicuro che anche allora non si scherzava! In più non vi erano mezzi tecnologici per ripararsi come il condizionatore ovunque, casa-auto-negozi-uffici…i

Vi sono anche lampadari a pala che muovono l’aria per chi ha problemi con cervicali o altro. Ventilatori a piantana o da scrivania, insomma tutto quello che esiste oggi, mia nonna e la sua generazione non lo avevano! Non vi erano nemmeno i doppi vetri, e soprattutto non esistevano le zanzariere per ripararsi anche dalle odiose zanzare che da semplici insetti sono divenute delle tigri feroci! Ma lei, pacata e come si direbbe oggi molto ” zen” non solo non si lagnava del caldo torrido e già questo atteggiamento fa sentire meno il caldo, ma cercava soluzioni casalinghe a portata di mano, usando solo l’ingegno e la volontà. Un metodo sfruttato ancor oggi era senz’altro quello di tenere le imposte chiuse durante il giorno, vetri ( semplici non doppi) compresi, x impedire al caldo di entrare in casa.

Teneva solo aperta la lunga finestra a vasistas che portava al piano di sopra dove c’erano le camere da letto, unico punto aria/luce dove non batteva mai il sole. Aveva capito che tenendo alzata di 3 dita la tapparella del bagno faceva corrente con la finestra della scala, quindi con tutte le porte aperte un poco di aria circolava in tutta la casa.

Piedi all’aria x volare in alto!

Stava spesso seduta in terra sull’erba fresca, all’ombra di un pesco o ciliegio approfittando della nostra frutta che mangiava in grande quantità. Era uno spasso vederla allungare la bocca e mangiare la frutta direttamente dal ramo!

Questo le serviva non solo per procurarsi vitamine e sali minerali ma diceva giustamente, che la frutta la dissetava anche. Riusciva così ad evitare di bere litri e litri di acqua, perché era convinta che ➕si beve ➕ si berrebbe! Ed inoltre si dilata in modo abnorme lo stomaco.

Beveva acqua si, ma non fredda e a piccoli sorsi. In estate aveva abolito i cibi pesanti da digerire, perché affermava che con il gran caldo” le si piantavano nello stomaco” ed aveva perfettamente ragione! Cosa che noi umanoidi del 2000 non abbiamo ancora capito! Nonna mangiava i cibi prodotti a km zero della ns piccola fattoria: frutteto,orto, pollaio, un po’ di latte delle nostre mucche e non si faceva mai mancare un caffè dopo pranzo! Aveva capito da sé e badate bene che aveva frequentato solo la I elementare, che indossando abiti di puro cotone o lino di colore chiaro, stava molto più fresca e sudava molto meno. In estate abolito il colore nero nelle sue gonne e camicette perché sappiamo bene che il nero attira il sole. E non aveva certo nozioni di merceologia Ricordo che sia in estate che in inverno portava al collo sempre un foulard di seta per assorbire il sudore che in caso di colpi d’aria le avrebbero procurato come minimo un torcicollo o un attacco feroce di cervicale.

Servizio da caffè OLD COUNTRY ROSES BY ROYAL ALBERT. ( PRIVATO)

Negli anni in cui mia nonna ha abitato con noi non l’ho mai vista con una linea di febbre o un raffreddore, anche se io mi ammalavo spesso e dormendo con lei, avrei facilmente potuto contagiarla! Macché!ha sempre avuto una salute d’acciaio, sembrava una donna bionica! Sino a quel brutto cancro di un tumore che ce l’ha portata via troppo presto! Proseguendo con i suoi rimedi estivi, ricordo che rispettava le leggi e gli orari della natura: lavori pesanti che facevano sudare solo dalle 5 del mattino alle 11. Poi un bel bagno caldo e ristoratore ( x sentire maggiormente il fresco dopo) e poi si apprestava al suo parco pranzo. Un bel riposino al buio sulle famose lenzuola di tela in “,rotoballe” con canottiera e mutande alte e poi nel pomeriggio,cioè nelle ore più calde stava in casa 🏚 ancora con le tapparelle chiuse x cucire, rammentare e preparare la leggera e fresca cena x tutti. Finalmente verso le 20.30 apriva e spalancava le finestre di tutta la casa che fortunatamente essendo esposta su 4 lati, faceva corrente e si iniziava a tirare il fiato! Poi al mattino verso le 7 dato che era già in piedi da almeno 2 ore, le richiudeva tutte ed iniziava il solito rituale! Un altro stratagemma importante che forse oggi non è più in uso era quello di lavare il pavimento in cotto con molta acqua, in modo tale che impiegasse molto tempo x asciugare rilasciando poi frescura nelle varie stanze! Che ingegno, che donna ” tecnologica” per i tempi che erano, con le semplici ma efficaci tecniche che nessuno mai le aveva insegnato. Che volontà ferrea e pazienza nello svolgere tutte le attività casalinghe e contadine senza mai un lamento o un disappunto! A letto la sera, scioglieva la sua crocchia di capelli lunghissimi per ridurla a grossa treccia, non lasciava mai liberi i capelli in estate soprattutto.” Così sudo molto meno!” Diceva

…e come ultimo rituale 4 stagioni le preghiere con me ed una breve favola. Poi si spegneva l’abate jour, si accendeva lo zampirone e buonanotte ai suonatori. Ciao nonnina, al prossimo racconto.

Se ne sta andando…

Me ne accorgo dal canto delle cicale sino a pochi giorni fa continuo ed assordante.  Notte e giorno un frinire fortissimo, con un tono molto più alto delle altre estati. Che anche loro si siano accorte che qualcosa di grande è avvenuto? Un martellare nella testa senza tregua ad ogni angolo di casa mia e dintorni, pure in citta’ purché ci siano viali alberati,  un coro incessante che mi aveva fatto venire il mal di testa più di una volta.  Il verso della cicala maschio ha lo scopo di sedurre le femmine che, ammaliate dal canto, si recano dal maschio per la copula.

Le cicale muoiono con l’arrivo dell’inverno non perché non hanno provviste per affrontare il freddo… ma perché il loro ciclo di vita giunge al termine. Le cicale, infatti, non sono annoverate tra gli animali che vanno in letargo.

Me ne accorgo dal lenzuolo che verso il fare del giorno con gli occhi chiusi vado a cercare in fondo ai piedi, per coprirmi da quella leggera brezza mattutina che tanto bramavo. Quanto ho aspettato questo momento ! È stata un’estate particolarmente calda ed afosa, pesante, sotto molti punti di vista, il condizionatore che avrà fatto lievitare non poco la bolletta ora è spento. Le tonnellate di acqua per annaffiare pratino, fiori, piante e siepe ora stanno leggermente diminuendo! Le continue docce che tutti abbiamo fatto più volte al giorno x rinfrescarci, mia figlia che per essere ancora più bella ogni giorno lavava i capelli, le migliaia di acqua che abbiamo bevuto….insomma un’estate dispendiosa e molto calorosa! Ora avremo magari una coda ed un exploit di caldo che come un fuoco d’artificio andrà a chiudere quella che è stata un’estate tra le più complesse che io ricordi. Le lenzuola di cotone sono pronte e stirate per coprirmi al mattino, voglio avere freddo e riaddormentarmi arrotolata nel cotone….ed intanto dal mio atelier fanno già capolino gli addobbi di Halloween 🎃..

Voglio volare.

L’ammissione della colpa/bugia.

Chi non ha mai sbagliato almeno una volta nella vita, scagli la prima bugia. Oppure chi non ha mai mentito nella vita dica la seconda bugia. Il meccanismo mentale degli esseri umani è talmente contorto e complicato che spesso s’inceppa e non riesce nel giro di pochi minuti ad autoripararsi. In questi casi per saltar fuori da una situazione imbarazzante il cervello tenta di difendersi recitando una o più bugie” A fin di bene” come usava dire spesso mia madre! Mi discosto dalla sua idea in modo totale, dire bugie non è mai corretto, è come barare giocando a carte. In questo modo l’umano crede di aver risolto la situazione con buona pace dei credenti o creduloni alle di lui parole. Non è così. Dire una bugia implica poi di doverla sostenere, dicendone altre per essere creduti, senza perdere il filo logico e senza ingarbugliarsi nelle parole dette. Dal momento che ciò che si è affermato non è vero, si potrebbe incorrere ( e spesso accade) di mescolare la realtà con la fantasia, arrivando ad un minestrone nel quale è molto difficile distinguere i ceci dalle lenticchie. Per ogni bugia raccontata c’è sempre dietro ad essa una colpa per qualcosa di sbagliato che si è detto o fatto.. È come un’ammissione di non colpevolezza, un volersi lavare la coscienza, perché assumersi la colpa per qualcosa di sbagliato è molto amaro da digerire. La ricerca della perfezione che sta dietro ad ognuno di noi, l’immagine di infallibilita’ che vogliamo mostrare, la convinzione che ” io non sbaglio mai ci portano in un delirio di onnipotenza dal quale è molto difficile uscire puliti e indenni. Di conseguenza la colpa da ammettere fa ancora più male e soprattutto è come una malattia: nessuno di noi la vuole. Rifletto spesso sul fatto del silenzio, del ” bel tacer che non fu mai scritto” del non dire piuttosto che dire la bugia. È una colpa anche questa o un mettere la testa sotto alla sabbia sperando che nessuno mai venga a sapere del misfatto?

L’importanza di capire.

NEMO PROPHETA IN PATRIA

Quando diede questa intervista, nel 2016, Giovanni Sartori aveva quasi 92 anni e la sua lucidità era ancora abbacinante. Sarebbe morto un anno dopo. Le sue parole sono di una attualità estrema.

«Non mi importa nulla di destra e sinistra, a me importa il buonsenso. Io parlo per esperienza delle cose, perché studio questi argomenti da tanti anni, perché provo a capire i meccanismi politici, etici e economici che regolano i rapporti tra Islam e Europa, per proporre soluzioni al disastro in cui ci siamo cacciati».

Quale disastro?

«Illudersi che si possa integrare pacificamente un’ampia comunità musulmana, fedele a un monoteismo teocratico che non accetta di distinguere il potere politico da quello religioso, con la società occidentale democratica. Su questo equivoco si è scatenata la guerra in cui siamo».

Perché?

«Perché l’Islam che negli ultimi venti-trent’anni si è risvegliato in forma acuta – infiammato, pronto a farsi esplodere e assistito da nuove tecnologie sempre più pericolose – è un Islam incapace di evolversi. È un monoteismo teocratico fermo al nostro Medioevo. Ed è un Islam incompatibile con il monoteismo occidentale. Per molto tempo, dalla battaglia di Vienna in poi, queste due realtà si sono ignorate. Ora si scontrano di nuovo».

Perché non possono convivere?

«Perché le società libere, come l’Occidente, sono fondate sulla democrazia, cioè sulla sovranità popolare. L’Islam invece si fonda sulla sovranità di Allah. E se i musulmani pretendono di applicare tale principio nei Paesi occidentali il conflitto è inevitabile».

Sta dicendo che l’integrazione per l’islamico è impossibile?

«Sto dicendo che dal 630 d.C. in avanti la Storia non ricorda casi in cui l’integrazione di islamici all’interno di società non-islamiche sia riuscita.Pensi all’India o all’Indonesia».

Quindi se nei loro Paesi i musulmani vivono sotto la sovranità di Allah va tutto bene, se invece…

«…se invece l’immigrato arriva da noi e continua ad accettare tale principio e a rifiutare i nostri valori etico-politici significa che non potrà mai integrarsi. Infatti in Inghilterra e Francia ci ritroviamo una terza generazione di giovani islamici più fanatici e incattiviti che mai».

Ma il multiculturalismo…

«Cos’è il multiculturalismo? Cosa significa? Il multiculturalismo non esiste. La sinistra che brandisce la parola multiculturalismo non sa cosa sia l’Islam, fa discorsi da ignoranti. Ci pensi. I cinesi continuano a essere cinesi anche dopo duemila anni, e convivono tranquillamente con le loro tradizioni e usanze nelle nostre città. Così gli ebrei. Ma i musulmani no. Nel privato possono e devono continuare a professare la propria religione, ma politicamente devono accettare la nostra regola della sovranità popolare, altrimenti devono andarsene».

Se la sente un benpensante di sinistra le dà dello xenofobo.

«La sinistra è vergognosa. Non ha il coraggio di affrontare il problema. Ha perso la sua ideologia e per fare la sua bella figura progressista si aggrappa alla causa deleteria delle porte aperte a tutti. La solidarietà va bene. Ma non basta».

Cosa serve?

«Regole. L’immigrazione verso l’Europa ha numeri insostenibili. Chi entra, chiunque sia, deve avere un visto, documenti regolari, un’identità certa. I clandestini, come persone che vivono in un Paese illegalmente, devono essere espulsi. E chi rimane non può avere diritto di voto, altrimenti i musulmani fondano un partito politico e con i loro tassi di natalità micidiali fra 30 anni hanno la maggioranza assoluta. E noi ci troviamo a vivere sotto la legge di Allah. Ho vissuto trent’anni negli Usa. Avevo tutti i diritti, non quello di voto. E stavo benissimo».

E gli sbarchi massicci di immigrati sulle nostre coste?

«Ogni emergenza ha diversi stadi di crisi. Ora siamo all’ultimo, lo stadio della guerra – noi siamo gli aggrediti, sia chiaro – e in guerra ci si difende con tutte le armi a disposizione, dai droni ai siluramenti».

Cosa sta dicendo?

«Sto dicendo che nello stadio di guerra non si rispettano le acque territoriali. Si mandano gli aerei verso le coste libiche e si affondano i barconi prima che partano. Ovviamente senza la gente sopra. È l’unico deterrente all’assalto all’Europa. Due-tre affondamenti e rinunceranno. Così se vogliono entrare in Europa saranno costretti a cercare altre vie ordinarie, più controllabili».

Se la sente uno di quegli intellettuali per i quali la colpa è sempre dell’Occidente…

«Intellettuali stupidi e autolesionisti. Lo so anch’io che l’Inquisizione è stata un orrore. Ma quella fase di fanatismo l’Occidente l’ha superata da secoli. L’Islam no. L’Islam non ha capacità di evoluzione. È, e sarà sempre, ciò che era dieci secoli fa. È un mondo immobile, che non è mai entrato nella società industriale. Neppure i Paesi più ricchi, come l’Arabia Saudita. Hanno il petrolio e tantissimi soldi, ma non fabbricano nulla, acquistano da fuori qualsiasi prodotto finito. Il simbolo della loro civiltà, infatti, non è l’industria, ma il mercato, il suq».

Si dice che il contatto tra civiltà diverse sia un arricchimento per entrambe.

«Se c’è rispetto reciproco e la volontà di convivere sì. Altrimenti non è un arricchimento, è una guerra. Guerra dove l’arma più potente è quella demografica, tutta a loro favore».

E l’Europa cosa fa?

«L’Europa non esiste. Non si è mai visto un edificio politico più stupido di questa Europa. È un mostro. Non è neppure in grado di fermare l’immigrazione di persone che lavorano al 10 per cento del costo della manodopera europea, devastando l’economia continentale. Non è questa la mia Europa».

Qual è la sua Europa?

«Un’Europa confederale, composta solo dai primi sei/sette stati membri, il cui presidente dev’essere anche capo della Banca europea così da avere sia il potere politico sia quello economico-finanziario, e una sola Suprema corte come negli Usa. L’Europa di Bruxelles con 28 Paesi e 28 lingue diverse è un’entità morta. Un’Europa che vuole estendersi fino all’Ucraina… Ridicolo. Non sa neanche difenderci dal fanatismo islamico».

Come finirà con l’Islam?

«Quando si arriva all’uomo-bomba, al martire per la fede che si fa esplodere in mezzo ai civili, significa che lo scontro è arrivato all’entità massima».

Da Il Giornale, 17/01/2016

Buon compleanno( II PARTE)

Passavano così i gg ed i mesi ed io, sempre più intenta a postare e a studiare gli argomenti che potevano interessare al grande pubblico perdevo intere giornate di vita su un vecchio monitor, naturalmente muto e rassegnato. Oramai i tasti erano divenuti inutilizzabili per il mio picchiettare convulso su di essi, le matite smangiucchiate, le stanghette degli occhiali pure e le urla dei miei famigliari che mi dicevano che avevano fame! Una smania da blog, una voglia incontenibile di scrivere, una bulimia continua ma senza il rigetto del dopo. Pensavo scioccamente di raccogliere tanti di quei seguaci o followers come si dice nel gergo dei social, da divenire che ne so.

chissà….un’influenzatrice delle masse di coglioni che seguono talora l’uno o talora l’altro!

Non capivo allora che non si può essere così sprovveduti da farsi influenzare da un personaggio qualsiasi anche se noto in tutto il.mondo! Dobbiamo avere i ns gusti e le ns idee ben precise, i ns gusti nel vestire e nel parlare! Invece mi accorgevo che ogni blog era il clone di un altro, seppur sviluppando temi diversi.

Tutti eravamo e siamo qui non x noi stessi perché ci fa piacere scrivere ( faccio presente a chi non mi conosce) che amo la scrittura smisuratamente sin dai tempi della scuola materna) non x tenere un diario personale, che non sarebbe certo divulgato, ma perché vogliamo fortemente essere letti dal popolo sovrano. Seguiti, condivisi e commentati, e forse dato che da cosa nasce cosa…magari anche sviluppare un flirt con qualcuno…

Spiaggia di MASTICHARI a KOS (GRECIA) LUGLIO 2021.

Non doveva essere così. Stavo per aprire gli occhi ed acuire i sensi, rendendomi conto ben presto che non volevo condurre un dialogo così, non in quel modo! Non età quello il gioco che sognavo! Tutti quei personaggi iscritti , mai conosciuti, che mai lasciarono un commento, mi stavano facendo perdere la pazienza e perciò li invitavo caldamente a disiscriversi e a cercare altre persone. Non volevo presenze mute ed oltretutto assenti come parole. Io sono una persona molto fisica e x me il grosso limite di questi social è il non potersi guardare negli occhi, non sentire la voce dell’altro, non capire le emozioni e le sensazioni che ci trasmettiamo a vicenda, insomma stavo per mollare il blog. E parecchie volte l’ho fatto. Lunghi o medi periodi di tempo nei quali ero assente, per poi ritornare magari con una veste grafica diversa e con nuovi argomenti da offrire gratuitamente a chi svogliatamente mi leggeva. Stava nascendo in me la convinzione che ero di troppo, che anche se avessi chiuso definitivamente i battenti non sarei certamente mancata a nessuno! Ovunque mi girassi c’era un nuovo blogger, una flotta intera di persone che non sapendo come meglio trascorrere il tempo…..aprivano un blog! Spuntavano come funghi, mi sentivo accerchiata ed imprigionata in un meccanismo perverso ben diverso da ciò che speravo!

Questi strani personaggi oltre a pubblicare una foto presa dalla rete e dire” buongiorno, buon pranzo, felice pomeriggio, serena notte, andate in pace e così sia.

Altro non avevano da dire. E fu così che la tristezza mista a consapevolezza stavano prendendo il sopravvento in me. Dovevo cambiare rotta e farlo al più presto se non volevo essere inghiottita.( continuerò..)

Ci prendete per il c..o?

Buongiorno alla redazione e ai gentili lettori, premetto che io e tutta la mia famiglia siamo in possesso di green pass, felicemente vaccinati con le 2 dosi di rito.  Essendo passato molto tempo dall’ultima somministrazione, ci auspicavamo di aver prodotto una discreta quantità di anticorpi.   Per motivi privati ci siamo recati in una farmacia della ns città per controllare in primis se siamo mai venuti a contatto Con il ” carogna virus” in secondo luogo che percentuale di anticorpi abbiamo sviluppato.  Le risposte sono state queste: 2 test erano fallati quindi sono stati buttati nel pattume, gli altri davano zero come percentuale di anticorpi.  Sbigottiti dopo un paio di gg ci siamo recati in una struttura ospedaliera x fare i test molecolari,  dove x ognuno di noi sono uscite le relative percentuali.  Ora mi chiedo: ci hanno iniettato acqua e prosecco ( come purtroppo in molto no vax affermano!) Oppure i test della farmacia non sono attendibili?  Attendo una gentile risposta dagli addetti ai lavori per tranquillità ns e di tutta la comunità. Grazie.


Fabiana Schianchi Ugoletti 

Buon compleanno! ( I PARTE)

Non avrei detto che erano passati così tanti anni dall’apertura di questo ” salotto x amici” come lo chiamavo all’inizio!

Più che un anniversario sembra la cornice di un epitaffio, ma va bene uguale!

Quante cose sono cambiate in me e nel modo di rapportarmi con il mondo che non conosco, in questi 9 lunghi anche se da un lato cortissimi anni! Soprattutto è cambiata la concezione di come gestirlo e di cosa aspettarmi da un mezzo di comunicazione oramai obsoleto. A quel tempo x me era la scoperta dell’America, tutto nuovo, persone mute che mi scrivevano alle quali io rispondevo con temi lunghissimi! Emozionata come una bimba che riceve un giocattolo nuovo e non sa come usarlo. Mente ingenua, cuore da donare senza riserve, condividere tutto con tutti senza limitazioni. Insomma non avevo capito nulla!

Comportamenti sbagliati e soprattutto mi sono spesa troppo per ricevere in cambio quasi nulla… avevo accumulato parecchi followers e x ognuno che si iscriveva al mio salotto, scrivevo un post di benvenuto per lui/lei, personalizzando ad hoc! Quanta fatica mista ad entusiasmo fare lavorare le meningi di continuo come se per ogni persona in più che si iscriveva da me, io ricevessi un premio! Mera e pura illusione! La voglia di essere letta, capita, seguita sempre era molto forte. Le cause di questo mio voler ” apparire ed essere sempre sul pezzo” vanno ricercate in radici profonde e molto antiche. Non è questo certamente il post adatto x sviscerarle. Venne poi la fase del ” va e vieni”, dei like messi a caso senza leggere l’articolo, delle persone che si iscrivevano poi non lasciavano mai un commento.

Tutti questi comportamenti per me molto ambigui non facevano altro che accrescere la mia smania bulimica di scrivere oceani di parole, facendo anche ricerche accurate su ciò che pubblicavo.( continua con la II PARTE)

NINUCCIA RIPARTE DA ZERO: III PARTE

Se non avete niente di meglio da fare in queste giornate torride ed afose, se nessuno vi ha invitato per la classica e.oramai obsoleta grigliata di Ferragosto, vi consiglio ” caldamente” di mettervi comodi vicino ad un condizionatore e leggere dal principio ed in fila, il mio romanzo. Buona lettura

Sapeva bene che Greta odiava i bambini piccoli, sapeva che faceva uso di contraccettivi e sapeva che se fosse rimasta incinta….non lo avrebbe sicuramente tenuto. ” la odio quando dice e pensa queste cose! Ma a chi assomiglia questa benedetta figlia? Io per tutta la vita ho rimpianto e cercato il mio bambino , lei se rimanesse gravida e sarebbe anche ora, data l,,,’età! Non lo vorrebbe. Ma che cosa le ho insegnato io? Che cosa ha capito dei miei libri dei miei insegnamenti? Mi rifiuta come mamma e come donna, come amica e confidente, rispetta sicuramente di più un cagnolino che le passa davanti che la sottoscritta!Mi ha sempre detto che ciò che vado predicando sono eresie e che con I bambini ci vorrebbero solo schiaffi e punizioni. Io non la penso certamente così e via a litigare…

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Lo so con certezza: non sono una buona madre,te l’ho sempre detto Rosina, mi meraviglio di coloro che leggono i miei libri” Rosina con la solita pazienza e saggezza anche se abuffava era solita ripeterle” vuoi dei complimenti oggi cara Ninni? Che cosa è successo in ufficio per farti andare il morale sotto alla tomaia delle scarpe? Certo che la tua menopausa è più violenta della mia dati i chiari sintomi anche di disistima che hai…perciò vai a farti una doccia ed ascolta un disco, non pensare a Hreta, quello che ti dice non è quello che ha nel cuore, dovresti saperlo bene! Invece devo sempre essere io a ricordartelo: sei una mamma molto in gamba, una donna forte e volitiva con le palle che non sono solo dentro ai tuoi slip ama anche dentro al tuo cervello. Sei la signora Quattropalle, sono stata chiara Ninni?”

A queste parole Ninuccia rideva sempre, la faccenda delle palle chissà perché riusciva sempre a tranquillizzarla e d’impeto correva nel primo specchio che trovava per verificare la grandezza delle stesse.” Ma tu lw vedi Rosina queste super palle? Dove sono attaccate. Alle tempie o proprio dentro la testa? ” Mentre rideva abbracciva Rosina e le faceva il solletico cosa che lei proprio non sopportava e cercava di divincolarsi dicendole ” Ho da fare Ninni,basta ti prego,Non sopporto il solletico,lasciami andare via” e ridevano tutte e due ancora di più. Era veramente forte il legame tra di loro, senza Rosina al fianco Ninuccia non avrebbe fatto un passo così grande come abbandonare il paese e venire su al Nord esenza Ninuccia Rosina si sarebbe sentita un’anima persa e sola al mondo dato che era una trovatella sola.senza nessun parente. Angelica e Biagio l’avevano adottata all età di sei anni per aiutarli nei lavori domestici ed ottenere così il contributo dl Comune per gli orfanelli. Conosceva Ninuccia fin nella piega più intima del suo cuore, sapeva prevederne gli stati d’animo e le leggeva con facilità nel pensiero. Per Rosa Giudici la sua amica era un libro aperto,forse anche per quella specie di dono di natura che aveva: leggeva nelle menti delle persone e diceva che comunicava con i defunti. Che potesse leggere nelle menti Ninuccia lo poteva anche credere, forse perché Rosina, abbandonata e rifiutata dai genitori, era dotata di una sensibilità fuori dal comune. In più le tecniche imparate stando al fianco di Ninuccia avevano affinato ancora di più le sue doti naturali. Che potesse conferire con i morti invece era un pensiero che andava fuori dagli schemi rigidi di Ninuccia, ma per farla felice ogni tanto lechiedeva di poter parlare con suo padre Biagio..Nessuno sulla faccia della terra aveva un simile dono,questo era fuori discussione e Ninuccia dotata di razionalità e con una mente forgiata ed inquadrata scientificamente non avrebbe mai accettato una simile tesi.

La valigia era asciutta e con essa tutto quello che conteneva. Prese il maglione,controllo’ il. Doppio fondo e vide che era tutto a posto: ora doveva iniziare seriamente a lavorare e a guadagnarsi il ritrovamento di suo figlio. Per prima cosa si lavo’ il viso con l’acqua gelata del catino sbeccato in smalto appoggiato nel bagno adiacente a quella specie di camera da letto. Si pettino’ i capelli cortissimi con le mani e Cercò per tutta la canonica una vestaglia da lavoro o quantomeno un grembiule scuro. Inciampo per caso su un attaccapanni dove ve n’era appeso uno nero e logoro,sporco ma abbastanza lungo e largo per coprirla tutta da quella sporcizia che spostava con i piedi mentre cercava di familiarizzare con l’ambiente.in seguito si sarebbe premunita anche di lavare il grembiulone nero. Mentre camminava scrutava con occhio attento il susseguirsi delle stanze della Parrocchia. Voleva memorizzare perbene il percorso e aprendo le porte si poteva rendere conto del lavoro da svolgere per poter tentare di essere accettata da Don Pasquale, alias il capo chiesa. Voleva avere ben chiaro fin da subito l’ordine ed il numero delle stanze, la propria collocazione, l’arredamento che le componeva, ma.soprattutto voleva capire subito dove si trovava l ‘archivio storico della Parrocchia. Le troppe medicine prese nella sua vita alle volte le facevano perdere un poco di memoria. Avrebbe telefonato a Rosina quanto prima per chiedere a Rosina il nome di quel medicinale che assumeva quando stava preparando la tesi di laurea: non avrebbe potuto farle che bene! Già! Perché ora ne era sicura; quella era la sua vecchia Parrocchia,ora ne era certa, la parrocchia di Santa Liberata in Campo( continua)

Buon Ferragosto a voi tutti!

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