L’impiego in banca nel 2017(I PARTE).

L’impiego in banca nel 2017(I PARTE).

Ho lasciato il mio impiego di Responsabile Reparto Cassa nell’Aprile 2008, dopo 17 anni di onorato e ben retribuito servizio svolto. Impiego che faceva seguito a  tre anni  nel gruppo MAX MARA (oggi hanno aggiunto FASHION GROUP  ndr)  e ad altri 5 in un CED della mia città.   La decisione presa allora a cuore non leggero, fu per importanti  motivi di famiglia, che richiedevano la mia costante presenza. Per me, donna NON MULTITASKING come si usa dire oggigiorno,  persona che sul luogo di lavoro deve SEMPRE dare il massimo e non scaldare la sedia come fanno in tanti, era divenuto pressante e sbagliato il modo in cui io lavoravo. Portavo in ufficio il carico emotivo e psicologico di casa e questo mal si conciliava con il mio modo di lavorare. Ero diventata insofferente, distratta, spesso assente per malattia e iniziavo al mattino gia’ indisposta verso la cassa e i clienti. Capii che dovevo fermarmi, fare una lunga pausa, prendere in mano la situazione e risolvere per quanto possibile i miei problemi personali.  Per farlo, chiesi il famoso anno sabbatico, che poi si trasformò in dimissioni perenni. 


  Non fu facile decidere di abbandonare il mio impiego, che mi venne comunque a piacere moltissimo! Impiego bramato e sognato soprattutto dai genitori dei diplomati in Ragioneria di quegli anni, che desideravano per noi il famoso, sicuro, stabile posto fisso: l’impiego in Banca. Impiego  che mi avrebbe ( in teoria) portata sino alla pensione. Avrei fatto tutt’altro nella vita,  l’ho detto e scritto decine di volte,  ma non certo la Ragioniera e non certo “un impiego in banca…” come diceva Gino Paoli in quella famosa canzone. Mi diplomai in un luglio torrido, senza condizionatori e senza zanzariere, molto somigliante ad alcuni mesi estivi di questi ultimi anni. Era  il Luglio del 1983, più precisamente il 26 quando io ragazzina educata, sensibile, timorosa di Dio e rispettosa della scuola e degli insegnanti, sostenni l’esame orale.

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 Ci arrivai stremata, stressata, impaurita, preoccupata di non riuscire a spiccicare parola, io che oggi per tacere, ho bisogno di una grossa laringite! Nell’ultimo mese, dopo aver sostenuto gli scritti, cioè il tema d’italiano e il compito di COMPUTISTERIA non dormivo più la notte,  perché la materia obbligatoria sorteggiata, quella che non si poteva cambiare per intenderci, fu proprio la mia acerrima nemica “RAGIONERIA“.  Seppi poi durante l’orale che avevo fatto un tema da dieci e lode, “il più bello di tutto l’Istituto”  disse la commissione esterna! E questo contribuì non poco a portarmi ad un voto finale più che buono! Nell’ultimo  triennio avevo collezionato una serie di quattro, quattro e mezzo, cinque, dal cinque al sei,   sei meno meno, sei meno, e qualche sei e mezzo, come voto piu alto che io ricordi. Battevo il peggiore della classe, del quale non cito il nome, perché ancora vivente e potrebbe leggermi, abitando molto vicino a me. L’insegnante di allora, fetente e crudele come la materia che insegnava, a giugno inoltrato mi promuoveva sempre,  con un sei politico che oggi saprebbe tanto di “nepotismo o cuccio nel sedere” come diciamo noi Reggiani. La prof.sa Cavagni R., alta mt 1,5o come il giornale mastro ed i mastrini che tanto odiavo,  alla fine dell’anno premiava la mia sconfinata volontà,  la mia educazione e rispetto nei suoi confronti.  Premiava l’impegno, la dedizione per gli  studi ed il fatto, che nonostante io e la ragioneria non andassimo d’accordo per niente,  prendevo ripetizioni a casa, cercando di ottenere la sufficienza piena almeno nell’orale  . Ed aggiungo, facendo spendere parecchie Lire al mio amato papà Antonio, che brontolando in modo diciamo concitato,   in dialetto parmense ( era nato a Langhirano di PR…), mi accompagnava a lezione 2/3 pomeriggi alla settimana, sulla mitica e mai dimenticata SIMCA 1000 di colore beige, con gli interni in eco pelle rossi. Papa’, che al mattino si svegliava ancora alle 4 per mungere le nostre mucche, al pomeriggio andava a fare il meritato “riposino del contadino“.  Abitudine che perse in fretta perché non SOLO DOVEVA  accompagnarmi a lezione, ma DOVEVA anche venire a riprendermi, su ordine tassativo del generale Bianca, che non voleva che io prendessi l’autobus, come facevano gia’ gli altri miei compagni di classe.

  1.  Tralasciando questi remoti e dolcissimi ricordi, riuscii in quel luglio del 1983, a conseguire il mio Diploma di “Ragioniere e Perito Commerciale ” con la votazione finale di 50/60.  Termino’ così per me un quinquennio molto bello, sereno, felice, nel corso L Di via Franchetti, anche se con qualche piccolo intoppo e rabbia, dovuto alla mia ferrea educazione impartita dai genitori.  Ricordo che terminato il colloquio orale, che duro’ non piu di venti minuti e dopo aver buttato giù dalle scale (ero al V Piano, DELL’ANNO I.T.C., GASPARO SCARUFFI DI REGGIO Emilia ndr) il libro di Ragioneria, non pensando bene se poteva finire in testa a qualche bidello, .feci un enorme  urlo liberatorio.  Abbracciai mio papà,  che mi aspettava fuori dall’aula e gli dissi che gli esami erano finiti una volta per tutte. Antonio Schianchi, che non è più accanto a me da dieci anni, fu molto felice e mi disse “brava la mia Ragioniera!” Dopo tutte quelle lezioni di ragioneria che poverino mi aveva pagato, conseguire il diploma con un voto piu che buono, era il minimo che io potessi fare.   
    Se tu fossi ancora qua con me, sapresti che da nove anni io non lavoro più all’ex B.S.G.S.P., ora BANCO POPOLARE, EX BANCA POPOLARE DI VERONA E NOVARA,  CHE SI FUSE CON….ma vedresti che mi occupo con soddisfazione di tutt’altro, includendo in parte, ciò che avrei voluto fare allora. E ne saresti sicuramente felice! Se avessi potuto scegliere come fanno oggi i nostri figli,  avrei sicuramente scelto un Istituto Superiore che mi consentisse poi di diventare psicologa e giornalista, amando smisuratamente sia l’una che l’altra materia.  Dopo il lancio del libro e le meritate ferie d’Agosto nella mitica Cervarezza, al ritorno a casa in settembre si poneva già la questione di portare la domanda di lavoro nel posto più ambito e sognato dai genitori dei neo diplomati Ragionieti di quei mitici anni ’80. E dove portare quindi la fotocopia del mio Sudato Diploma con annessa domanda di lavoro? La risposta è scontata amici miei.: in
    banca, nel posto fisso, impiego  per la vita e oltre.  AMEN. (Continua).

Natalina e Ciclamino.

Potrebbero essere una coppia di fidanzati, o una vecchia coppia di coniugi che festeggiano il cinquantesimo di matrimonio. Invece sono solo  2 miracoli della natura a tema floreale. Ognuno con un ruolo ben preciso, ognuno con colori e fioriture diverse in diversi periodi dell’anno. Partendo x cavalleria dalle signore, vi presento ora Natalina, una pianta grassa, con un colore fucsia accesi, che dovrebbe fiorire verso Natale, come si può evincere dal nome

Arriva ora il fidanzato, messer Ciclamino, ben nutrito e assai fogliuto, che invece di avere i fiori, come si conviene alla stagione in corso, è colmo satollo di foglie. Eccolo qua

Come dicevano i nostri vecchi” non ci sono  più le stagioni di una volta”, io aggiungo che non ci sono nemmeno più le fioriture di una volta! Comunque sono lo stesso una bella coppia, non trovate?


Una generazione di nevrotici.

Inutile dirlo e scriverlo ancora per la milionesima volta, ma è bene tenerlo a mente e non dimenticarlo mai. Ma che cosa non dobbiamo dimenticare, mi chiederete voi, sciagure e shoah a parte? La risposta e’ piuttosto banale. Non dobbiamo dimenticare che NOI Uomini e Donne non siamo animali, non siamo vegetali, abbiamo il dono della parola, dovremmo avere quello dell’intelligenza, e possediamo anche lo sgradito dono di gesticolare ad ogni pie’ sospinto. Noi Italiani in primis e Reggiani pure, siamo dei gesticolatori seriali. Perdonatemi la nuova parola, che se letta dalla persona giusta potrebbe anche fare la sua comparsa all’Accademia della Crusca. Arrivo presto al sodo: noto un nervosismo palpabile in QUASI TUTTI gli  esseri umani, una fretta indiavolata in ogni corpo. Sia in chi deve timbrare un cartellino ma, cosa assurda! anche nei ns. pensionati in coda alla posta, che raramente ti lasciano passare se hai fretta. Tu sei lì che friggi,  perché devi correre in ufficio, devi volare in farmacia a prendere la Tachipirina perche’ tua figlia ha 39 di febbre…Oppure devi correre a casa a buttare la pasta perché alle 12.46 arriva la ciurma affamata e se non trovano pronto…Sempre di corsa direttore, sempre con l’ affanno perenne e l’infarto in agguato. Perennemente con il malefico cellulare in bocca, che non abbandoniamo mai. Nemmeno quando andiamo in toilette ad espletare le ns funzioni fisiologiche, ed anche quelle, mi perdoni…ma le facciamo di fretta! Mi chiedo sovente che cos’avranno mai di cosi’ urgente da fare i nostri adorati nonnetti, se non comprare il pane, il quotidiano pagare la bolletta dell’Enel..in posta per l’appunto! In ogni giorno della settimana, a qualsiasi orario, con qualsiasi condizione meteo, in ogni via o rotonda che si rispetti, la gente sfreccia da ogni dove, anche da destra e ti dà dell’imbecille se non ti sposti x tempo. E se non lo capisci al volo,  te lo spiega con gesti eloquenti o parole pesanti. Non se ne può più di tutti quei clacson che ci suonano nelle orecchie se al  verde non scattiamo via come un razzo! Non si sopportano più i maleducati o i furbetti delle code,  che ti passano davanti fingendo indifferenza e facendoci passare x i fessi di turno. Aborro oramai alla mia venerabile età, coloro che nulla perdonano e sono sempre pronti con il “mitra puntato” per rimproverare al primo stupido ed umamo errore che commettiamo. Ma direttore, come mai siamo diventati così nervosi, agitati, frenetici e maleducati? Qual’è la molla che ci ha fatti diventare così schizzati? Poi va da sé che chi tra noi non commette mai errore, scagli la prima pietra…

Schianchi Fabiana.


Il mistero delle pulizie di Pasqua. 

Ogni anno e’ la stessa storia: lo stesso copione si ripete, la stessa commedia viene messa in scena, gli stessi gesti forzati vengono compiuti. Ci ho studiato a lungo, ho provato a capire da sola, ne ho discusso animatamente con amiche, suocera  e colleghe, ma non c’è stato nulla da fare! Ai primi giorni di sole tiepido e giornaliero,  le brave “dirigenti di famiglia” e pure “quelle di banca” o chi per loro ne fa le veci, iniziano la danza sfrenata delle mitiche “pulizie di Pasqua”. È una cosa che ha del prodigioso, ma anche dell’inverosimile! Mi domando ancora perché vengono concentrate in un “tour de force” che dura circa un mese, tutte le incombenze casalinghe che in genere si potrebbero fare un po’ per giorno, in ogni mese dell’anno. Tralasciamo x un attimo, il noto ed ambito “cambio degli armadi”, termine obsoleto ed errato che si usa per diffondere la notizia, che abbiamo riposto ed imbustato x bene,  la biancheria invernale per far posto a quella per la primavera/estate. È utile ricordare a chi ci legge, che se cambiamo armadio ogni anno, le pulizie pasquali ci costerebbero di certo una fortuna! Tutto il resto a mio modesto avviso, si può diluire poco alla volta, lavando magari i vetri a febbraio, pulendo i tappeti in maggio, lucidando l’argenteria ad Ottobre e via discorrendi. Ritengo che sia assurdo e molto faticoso concentrare le pulizie più profonde e seriali, tutte nel periodo che precede la Santa Pasqua. Così facendo, non solo si arriva stanchissimi alla triade più importante dell’anno nel mondo Cristiano, ma ci si illude che sino all’autunno la ns. dimora non si sporchi più e rimanga in ordine come la casa del mulino bianco, in quella nota pubblicità. Amici ed amiche che mi leggerete, la mia esperienza da “Dirigente di Famiglia di I Livello” ora, e da ex “Dirigente di Banca” negli anni passati, mi ha portato ad una semplice quanto mai efficace conclusione. Pulizie profonde o di routine che dir si voglia tutto l’ anno, un po’ per settimana con calma e criterio. Senza farci prendere dalla nevrosi tipicamente femminile del : tutto e subito”. E per quanto concerne il cambio degli armadi..beh solamente quando l’armadio non sta più su da solo e cade a pezzi! Ne approfitto x augurare ai lettori e a tutta la Redazione del Resto del Carlino e agli amici del mio blog, una serena e gioiosa Pasqua. Magari andando a tavola apparecchiata, senza dover per forza di cose estrarre dalla credenza antica il servizio buono?  che si usa per l’appunto…solo a Pasqua e a Natale! 

Fabiana Schianchi


La lavanda dei piedi. 

Stasera è il Giovedì Santo, le campane sono legate e lo saranno sino a domenica 16 aprile,  giorno di resurrezione di Nostro Signore e giorno anche del 45 esimo compleanno di mio marito. 

 Questa  serata è ben nota a chi frequenta assiduamente la Chiesa. Infatti anche nella mia parrocchia di Canali si sta svolgendo l’antico rito della lavanda dei piedi come fece Gesù ai 12 Apostoli. Io come da un bel po’ di tempo a questa parte, non andro’ a vedere “la messa in scena” ma sono in caa da sola. Mio marito purtroppo e’ fuori x lavoro, lui che alle 20.30  e’ gia’ in “pataglia: cone me a guardare  NOW TV. Mia figlia alice, e’ dalla sua MAPS, e tra pochi minuti vado a ritirarla….l’altro figliolo grande, Riccardo, anni 23 dove sia nessun lo sa!

Ed io? Potevo starmene da sola in casa, con le mani in mano?? Dato che a me i piedi non li lava nessuno, ma tra poco vado a fare la doccia e me li lavo da sola, ho pensato di preparare il pesto x fare domani i cannelloni ripieni. Li mangeremo a Pasqua o a Pasquetta, né farò in quantità industriale, così poi li congedo e nel momento del bisogno…

Chat su whats app: il flagello dell’umanità.

Mi offre lo spunto per questo articolo radio Capital, che ascolto con piacere mentre guido. Stamane mentre andavo ai colloqui con i Prof. di mia figlia, sento che un giornalista ed uno psicologo, ( categoria da me molto amata…ndr) stanno proprio parlando delle malefiche chat di gruppo. Un altro regalo di whats app, che ci fu donato a sua volta dalla tecnologia degli smartphone. Che ci sono stati tramandati di cellulare in cellulare, da quei furboni di Samsung, Wuawei, LG, IPhone e compagnia bella…e che ce li dovremo tenere appiccicati nei secoli dei secoli, amen. Hanno inventato un altra maniera piu’  “moderna e veloce” di FB.,  Twitter, Instaura…  per condividere in diretta se hai fatto la cacca dura o un poco più liquida, quante volte hai rimesso e quante linee di febbre hai. Il modo c’è se vuoi farlo sapere a 50 o 500 persone,  in un nano secondo. Questa modalità di conversazione è altamente deleterea per i cervelli e x le menti, sia di adulti, che di ragazzi, che di anziani, che credono in questo modo di tornare ragazzi. 

Noto con sommo dispiacere, che sono più che altro i genitori che x ad ogni foglia che si muove, viene costruita LA CHAT AD HOC. Per compleanni,  riunione di classe, gruppo della danza, gruppo del catechismo, pallavolo, nuoto, corso di cucina, incontri dal ginecologo, consigli x gli acquisti, chat per la cena del diploma del milleottocento e fischia…..Non se ne può più ragazzi!  VOGLIONO, DEVONO, BRAMANO E CREANO LA MALEFICA Chat di gruppo“. E tu, nonostante non voglia entrare nel GIRONE DANTESCO, ti ci ritrovi dentro e non sai come uscirne fuori. Perché tu non sei l’amministratore della Chat, perché se tu vuoi, lo puoi abbandonare il gruppo, ma ne paghi le conseguenze. Ed in modo salato assai.  Vieni considerata una mummia da Museo delle cere, una mamma che se frega di come vanno 28 ragazzini in classe con la tua, una mamma che non partecipa alla vita sociale di 28 bambini  e relativi 56 genitori, con i relativi 56 + 28 problemi, da condividere con chi come me,  non ne vuole sapere mezza. Se poi sei dentro alla chat della squadra di pallavolo o nuoto, ti ritrovi con 250 genitori perche’ ci sono gli under 11, 12, 13, 14 ecc….gli allenatori, i vice allenatori, i coach,i motivatori atletici, il medico della società, il presidente   (è lui che ha creato la , che Dio lo benedica…)….Insomma se voglio parlare con 1 solo genitore alla volta,  posso farlo, senza che il mondo intero mi legga e mi ascolti? Posso tornare al vecchio e mai dimenticato SMS? Posso usare la mia voce e chiamarti se ho bisogno, senza che tutti gli altri lo sappiano in diretta?  Concludo dicendovi che x un compleanno di compagno di classe di Aliceaurora, nella chat del compleanno di D.F., un amico non era stato invitato e naturalmente si è saputo subito in chat….apriti o cielo,! Credo che i genitori del festeggiato e del non invitato, non si parlino più.  Aspetto come sempre Vs stimolanti pareri e anche x oggi benediciamo “SANTA CHAT DI GRUPPO”!