Elogio alla lentezza.

Nella società odierna e nei modi di vivere di noi anime moderne, vi è troppa frenesia e nervosismo, ci vediamo costretti a compiere ogni gesto di corsa, anche il respiro si è fatto più affannoso e sovente, mentre chiacchieriamo con gli altri, andiamo in apnea o manifestiamo fame d’aria.  Dovremmo cercare di riprendere fiato in tutti i sensi, riappropriarci di piccoli ed all’apparenza banali, gesti ripetitivi e quotidiani, lasciarci cullare dal susseguirsi di azioni identiche, con gesti lenti e cadenzati. E’ più semplice dirlo che farlo, sembra sciocco ed inutile, ma non lo è. E’ un esercizio mentale, consigliato da molti psicologi e psichiatri: a volte può servire ad evitare una compressa per l’ansia e placare un attacco di panico sul nascere. Lo affermo per esperienza personale, anche se in principio ero molto scettica sul mettere in pratica questi accorgimenti semplici ma efficaci. Può essere il ricamo per noi donne: la mano che tocca il filo di cotone, ed esegue lo stesso gesto migliaia di volte, il braccio che si muove nell’identica maniera, gli occhi che si posano con attenzione, su quello che diventerà sicuramente un quadro di fili colorato o bianco e perfetto. E’ utile anche il dipingere, lasciare libera la mente di trasferire su carta, tela o stoffa, o quello che vogliamo, ciò che il nostro cervello vede e sente in quell’istante. La scrittura, metodo ampiamente suggerito e messo in pratica da molte persone,scrivendo  si scaricano le tensioni e le gioie,fissandole nero su bianco, anche quelle più segrete, che non si riescono a pronunciare a voce. Continua a leggere “Elogio alla lentezza.”

Le pubblicità ammazzadonne!

Esistono studi approfonditi ed esperti qualificati, che si occupano di creare frasi pubblicitarie, slogan e articoli allo scopo di reclamizzare, colpire il lettore e di conseguenza far vendere maggiormente determinate fasce di prodotto. Una frase che accompagna da sempre le vendite o i lanci dei nuovi prodotti si riferisce proprio alla pubblicità, sostenendo che essa è l’anima del commercio. Non sempre è vero a mio parere. Non sempre le campagne pubblicitarie, gli spot televisivi e le pagine delle riviste, oggigiorno in numero crescente rispetto agli articoli di altro genere, racchiudono all’interno messaggi positivi o volti a comunicare frasi che la/il potenziale cliente vorrebbe sentirsi dire. Mi spiego meglio. Se la stagione inizierà a ragionare, dovremmo essere alle soglie dell’estate e con essa le nostre menti volano, per molti di noi solo virtualmente, alle vacanze al mare. Il pensiero dell’acquisto dei costumi sempre più eclettici e striminziti, le proposte delle creme solari, che dal far dimagrire al farci abbronzare in 24 ore, promettono di svolgere numerose funzioni, le depilazioni definitive in ogni parte del nostro corpo con laser o altri strumenti, le creme dimagranti che agiscono “là dove il grasso è in esubero”, quasi tutte a base di caffeina o sostanze che agiscono sulla tiroide e sui centri nervosi che inibiscono la sensazione di fame, ci costringono a riflettere e a fare nostro il concetto che siamo tutto fuorché corpi perfetti. Queste frasi, sparate dai santoni della pubblicità colpiscono soprattutto noi donne, normali e non più ragazzine. Ci viene ricordata la nostra età, seppur con parole educate,come fosse una colpa avere cinquant’anni! Vengono mostrate le gambe perfette e lunghissime di una modella, noi guardiamo le nostre allo specchio tozze e non più toniche e facciamo, mentalmente inutili e sciocchi paragoni. Vengono mostrati migliaia di sieri e creme per le rughe del viso, del contorno labbra, del collo,alcune a base, badate bene, di particelle d’oro a ventiquattro carati! Prendiamo atto, che non abbiamo più i numeri da giocare al lotto: 90,60,90, il seno è un poco cadente dopo gli allattamenti e i relativi dimagrimenti, le cinquanta sfumature di colore sembrano una tavolozza di un pittore, servono per coprire i capelli ed i peli bianchi….Insomma una continua guerra quotidiana con questo bombardamento di messaggi, tutti rivolti alla non accettazione della nostra età e delle nostre modifiche corporee. Dulcis in fundo, creme, integratori, beveroni, deodoranti specifici e altri mezzucci, per combattere la delicata ma fisiologica fase della menopausa, sottolineandoci a caratteri cubitali, che non dobbiamo lasciarci andare, ma dobbiamo fare qualcosa per far sì che non si veda l’età che abbiamo. Personalmente ritengo che noi donne, al di là di qualche simpatico rotolino, o dietro una ruga nel contorno occhi, abbiamo altre cose da comunicare, ben più importanti e significative. Ritengo anche che sia giunto il momento di rivedere e riscrivere alcune campagne pubblicitarie, studiando nuovi messaggi, più clementi e di incoraggiamento a chi, non ha più vent’anni. I nostri fantasisti non devono dimenticarsi di prodigare consigli anche per la pancetta o l’incipiente calvizie di alcuni uomini, per non parlare di certe alitosi, che sono in grado di far cadere il Governo!

Fabiana Schianchi.

I chicchi di pioggia.

E’ una giornata umida di pioggia, sbagliata e fuori posto per essere il giorno ventidue aprile 2013, anche se si usa dire, che in Aprile “ogni giorno è un barile”, la pioggia oggi non ci dovrebbe essere, non è al proprio posto. Dopo il caldo disumano dei giorni scorsi, dove ho avuto un collasso per la pressione troppo bassa, ho pure sperimentato l’effetto “rebound” per non aver preso la mia compressa salvavita per ben 4 giorni! Ne avrei fatto volentieri a meno, non lo auguro nemmeno al mio peggior nemico, ammesso che io ne abbia uno. Mentre pigio le dita su questa tastiera per fissare bene l’accaduto, osservo le goccioline di pioggia attaccate ai vetri della veranda e mi interrogo ancora di più. I miei intricati sistemi nervosi, se ne stanno tornando al proprio posto, non sono più impazziti, la compressa li ha redarguiti e sgridati ed ora sono in cella d’isolamento, perciò non possono fare danni più di tanto. O almeno così pare. Nella realtà invece, l’effetto paradosso cattivo ed insopportabile, ha lasciato il posto alla solita quasi certezza di aver sbagliato in pieno ancora, di aver fatto soffrire me stessa in prima persona ed altri innocenti: come dire una strage a macchia d’olio….Peccato che avevo quaranta anni! L’età della maturità, si usa sempre dire, l’età dove si effettua il passaggio dagli “enta” agli “anta”, l’età nella quale una persona normale dovrebbe sapere quello che vuole per il proprio restante tempo di vita che ha. Continua a leggere “I chicchi di pioggia.”