Le centocinquanta sfumature di un corteggiatore per errore.

Come aperitivo pre serale, vi informo che da stasera mi occuperò di studiare e di illustrare i vari comportamenti ed azioni, di una rara categoria di uomini in via d’estinzione: il corteggiatore doc. Purtroppo, assistiamo da secoli  e ne siamo consapevolmente vittime, che il signor corteggiatore d’altri tempi, non esiste più, non c’è, non si trova nemmeno al supermercato. Non si può comperare, o meglio, mi correggo, i gigolò ti corteggiano a meraviglia a suon di euro volendo e ti fanno sentire unica e la sola donna sulla faccia della terra, agiscono a comando pilotati dai nostri occhi e dalla nostra natura intima.  Ma se rimaniamo su una linea normale, di buon gusto e di vera conquista, il vero, grande corteggiatore con la C maiuscola, colui che ci aveva ai suoi piedi dopo un lavoro immane, ricoprendoci di tutto ciò di cui abbiamo bisogno, visoni e diamanti compresi non è più vivente. Si è trasformato con il tempo e con le mode, è lui che pretende di essere corteggiato e “preso”, per lui è troppa la fatica di conquistare una Donna e sono troppi i soldi spesi per farla stare bene e portarla a cena sul lungolago o a Cannes a prendere un caffè macchiato tiepido. Comincerò proprio come si fa con i remigini, dall’alfabeto cercando di essere il più chiara possibile per illustrare ogni sfumatura di queste creature bonaccione, ma oggigiorno imbranate e fuori luogo. Per trovarne uno, andremo al Museo o nelle catacombe romane per vedere, se qualche resto di  Corteggiatore è rimasto. Siete pronte per imparare e vedere se anche voi, come me, come tutte, vi siete mai trovate ad essere corteggiate ad esempio da un……..

A  come altruista: uomo di mezza statura e un’età compresa tra i trenta e i cinquanta. Buono di natura, generoso, non avaro, amoreggia sempre con più di una donna. Dona tutto di sè, un pezzettino a me, uno a te, uno all’altra, per sè non tiene nulla, solo il conto in banca. E’ rimasto single, ci sarà un perchè. Mentre corteggia te e ti fa credere che sei l’unica, ne ha “a mano” almeno altre due di scorta. Non essendo più di primo pelo, tende a fare confusione e chiama “micetta”, l’altra soprannominata “tigrotta”, quando invece la terza viene affettuosamente chiamata “panterona”. Come smascherarlo? Bendatelo e facendovi toccare chiedetegli di dirvi dove avete i nei, le macchiette e di che colore sono i vostro occhi….questa è la prova del nove. A volte porta a cena tutte e tre, chiamando altri due suoi fidati amici in aiuto, ma le tre, furbe e sgamate conoscendosi tramite facebook e fingendosi a loro volta uomini, iniziano ad avere seri dubbi, in merito….

Buona cena e buona serata a tutti, attenzione a non condividere tutto però!

 

 

 

 

Un’esperienza di vita fuori dal comune.

Sono agli sgoccioli del mio lunghissimo e travagliato soggiorno estivo a Cervarezza. Penso che la prossima settimana vi scriverò da quel di Canali, dopo che avrò riposto la quantità smisurata di oggetti ed indumenti che sono serviti a me e ai miei cari, per trascorrere questi due intensi mesi estivi. Non so se questa volta, in questo post, riuscirò ad esprimervi ciò che vorrei, ciò che sento dentro e mi ha cambiata molto. Ci proverò, ma l’argomento è talmente delicato e grave, che non credo sarò capace di scrivere bene. Mi perdonerete per questa volta e farete finta di nulla, se vedete errori di grammatica o frasi un poco sconnesse. Sono vicinissima con la mia presenza, il mio sostegno morale ad una persona ammalata, alla moglie e al figlio, con tutto l’affetto che possiedo. Quest’uomo, che considero il mio secondo papà, un tempo non molto lontano, era una roccia di intelligenza, grinta, autorevolezza, caparbietà ed aveva un sano egoismo che gli portava a vivere la vita quasi con menefreghismo, realizzando tutto ciò che si prefiggeva con correttezza e fermezza. Attaccato visceralmente alla sua famiglia, soprattutto a suo figlio, adorava la moglie che considerava indispensabile per lui sino a che l’ha riconosciuta. Ringraziando il Cielo era affezionato anche a me, mi considerava la figlia femmina che non ha mai avuto. Questa persona eccezionale, aveva la ferma convinzione di essere un “Highlander” e che mai e poi mai la morte, o una gravissima malattia lo potesse sfiorare. Diceva che i suoi Avi e i suoi antenati lo proteggevano, non sarebbe mai morto, ma si sarebbe trasformato in un essere soave e leggero che aleggiava sopra di noi, ma morire no! Questo mai! Anche se alcuni suoi amici, che avevano provato l’esperienza del “coma” gli avevano assicurato che di là, si stava molto molto meglio che di qua e tornare dentro al tunnel del proprio corpo era stato dolorosissimo. Quindi lui era fermamente convinto che la “morte” intesa come fine della vita e azzeramento del corpo umano, era un parola che non esisteva nel suo vocabolario. Combatte da un anno contro un male incurabile, non ha scampo purtroppo, ce ne dobbiamo fare tutti quanti una ragione. A suo tempo promisi a me stessa ed ai suoi famigliari, che li avrei aiutati e sarei stata vicino a lui e a loro sino alla fine di tutto. Ma non è una fine intesa come tale, non per lui. è solo un viaggio che andrà a fare molto lontano, prendendo l’aereo, perchè la località è  lontana. Ha ancora paura dell’aereo, ma non lo ammetterà mai, è troppo elegante e signore per ammettere una simile debolezza umana! Farò in modo con le forze che ho a disposizione, di far comprendere alla sua famiglia con le testimonianze che ho da lui raccolto in tutti questi mesi, che quella alla quale noi assisteremo (sempre ammesso che non avvenga il contrario…), sarà solo la fine di ciò che lui aborriva, ma sarà una rinascita per lui e per tutti. E’ diverso tempo che desidera andare a trovare i suoi genitori e molti dei suoi amici che ha perso cammin facendo. Forse questa è l’occasione giusta. Che dire? Mi perdo, lo sapevo, ve l’avevo detto. Non so in quanti di voi, hanno vissuto o stanno vivendo in questo momento, una situazione così delicata, ma vi posso giurare che sembra di essere in un’altra dimensione. Voler bene ad una persona, averla accanto da una vita, averla sempre vista in salute e con un carattere  autoritario ed egocentrico, non riesci, o almeno io non ci riesco, ad accettare il fatto che una malattia incurabile lo stia portando via giorno dopo giorno e purtroppo, non riconosca più nessuno. Ho già vissuto questa dolorosissima esperienza con la mia dolce e cara nonna materna, ma ero solo una ragazzina di tredici anni e non comprendevo esattamente il valore di una vita che si sta spegnendo, l’ho riprovata più consapevole ed inerme, con il mio papà pochi anni fa. Non ho potuto fare niente per lui, solo mentirgli e dirgli che sarebbe guarito, non sono riuscita a guarirlo ovviamente e nemmeno i dottori lo hanno potuto fare. Nessuno di noi è riuscito  ad evitargli tutti quegli atroci dolori. Ho ancora i sensi di colpa ed i rimorsi per essere andata poco a trovarlo, in casa di riposo dove poi si è spento, non ripeterò gli stessi errori mi sono detta questa volta. La malattia del mio familiare, mi ha fatto vedere lati di me che cerco sempre di nascondere, abbiamo fatto insieme (quando era lucido e cosciente) lunghissime chiacchierate e risate e mi ha raccontato tanti singolari episodi del suo passato. Mi ha lasciato in “eredità” molte lezioni di vita, lui che ha vissuto veramente a pieni polmoni la sua, mi ha trasmesso valori che credevo perduti per sempre e mi ha insegnato il valore della famiglia, intesa come coppia, con o senza figli. Continua a leggere “Un’esperienza di vita fuori dal comune.”

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Demonstration for gay couple Tutti in Pacs, Ro...
Demonstration for gay couple Tutti in Pacs, Rome, 14 january 2006, photo by Stefano Bolognini. (Photo credit: Wikipedia)
Italiano: foto mia, concedo tutti i diritti
Italiano: foto mia, concedo tutti i diritti (Photo credit: Wikipedia)
Vaticano
Vaticano (Photo credit: arinaldi94)

Buon lunedì a tutti voi che sicuramente siete tornati dalle ferie e siete in ufficio a lamentarvi! Buongiorno a chi vi è appena andato e spogliandosi sotto l’ombrellone si accorge che è ancora bianco ricotta, peggio per VOI! Io invece sono nera carbonella, dopo due mesi di montagna e sole godurioso ma non bollente. Dò il ben trovato a chi non mi ha mai scritto ma bruciava dal desiderio di farlo. A chi non ha mai dichiarato i propri sentimenti ed intenti nei riguardi di me stessa e del blog, perciò egli (o ella) è proprio coniglio dentro, coniglio fino in fondo….Saluto con affetto i miei pochi ma buoni iscritti, coloro che sono ammalati e coloro che sono ingrassati (come me) almeno un paio di chilogrammi, ma che hanno in programma di perderli appena rientrati alla base. Ed infine saluto con gusto e simpatia tutti coloro che hanno creduto fino in fondo al mio grosso grasso scherzo di Ferragosto!! Non vi fu, con mio grande dispiacere la Messa nel Santuario del bosco di Talada, dove tutti erano nudi… Devo dire che questo scherzo ferragostiano è stato quello che mi è venuto meglio degli ultimi vent’anni!! Mi sono permessa di prepararlo con cura e meticolosità, anche per rompere un poco l’atmosfera molto pesante che vi è a casa nostra, causa una gravissima malattia di un componente della famiglia, che ha, purtroppo ancora poco da gustare con noi. Anch’egli, nonostante la stanchezza è riuscito a sorridere molto per la situazione di nudità pure mia, e l’avergli strappato una risata mi ricompensa di tanta fatica psicologica e di tutte le lacrime che ho versato per lui. Purtroppo o per fortuna, ancora non lo so, non ho ancora assistito a nessuna Messa dove tutti, parroco compreso sono nudi, ma mi auguro che questo importante (dal mio punto di vista) esperimento si possa arrivare a farlo, con le dovute attenzioni e raccomandazioni. Le alte sfere del Vaticano,  capitanate da un uomo semplice ma perdonatemi intelligente e con due palle da fuori classe, dovrebbero girare a piedi nudi come San Francesco, indossare vesti strappate e qualche volta compiere il voto di nudità di fronte alla gente che li guarda e li invidia. Devono prendere l’autobus come noi poveri mortali, pagare il biglietto e dormire con i senzatetto per terra, per dare il buo nesempio.  Spero che preso Papa Farncesco annunci la vendita di tutti gli arredi ed i tesori che nascondono, si e vendano tutto all’asta per aiutare il prossimo. Noi non abbiamo nemmeno la più pallida idea del valore inestimabile che giace nelle Banche dello Ior, nelle loro Sale, nelle cassaforti o più semplicemente nei loro lussuosissimi appartamenti.  Peraltro se ci pensiamo, nulla  è di loro esclusiva proprietà, ma appartiene a quella grande misteriosa macchina del Cattolicesimo che hanno chiamato Vaticano. Dovranno pur compiere l’importante ed indispensabile passo,  arrivando a Italiano: Libro saggio scientifico "Tutti...

svuotare il Vaticano dei tesori smisurati che posseggono e recarsi su di una turca di legno a fare i loro bisogni!  Arrendetevi e spogliatevi di tutto per aiutare il mondo che muore, per salvare milioni di bambini che non hanno un goccio d’acqua mentre loro bevono in calici d’oro, toglietevi quelle vesti luccicanti e costose, non siete ad una sfilata di moda ecclesiastica. Prendete esempio, non mi stancherò mai di dirlo, dalla guida che il Signore vi e ci ha mandato. Toglietevi tutto e denudatevi, che non significa esclusivamente far vedere le vostre carni, non sempre immacolate e pure al mondo. Se il nostro eccezionale Papa, ha bisogno di un’aiutante, io mi presto a venire a Roma a fare i traslochi e iniziamo le aste di beneficenza. Buon lunedì a tutti!!!  La vostra sincera e mai bugiarda, Fabiana Schianchi.

Essere gay o lesbiche non è essere diversi!

 

Il fatto di cronaca verificatosi venerdì nove agosto, riguardante un ragazzino di quattordici anni che si è tolto la vita, gettandosi da un palazzo, a Roma, mi getta nello sconforto e nella rabbia più profonde. Come mamma e come donna, mi ritengo sufficientemente erudita per aver capito e studiato il comportamento umano, cambiando negli ultimi anni le mie opinioni ed i miei pensieri, sulle persone bisex. Non è il primo e purtroppo non sarà l’ultimo, perché così vuole la nostra stolta ed arcaica società, fiera di essere costituita da potere prettamente maschile, che mai e poi mai si sognerebbe di spartire il letto con un altro maschio. E’ doloroso apprendere, che il dono della vita, un adolescente se lo deva togliere perché ha intorno, familiari, compagni di classe, insegnanti, amici e gente comune che lo deride e lo addita come un diverso, come un ammalato da far curare, o peggio ancora, come un diavolo mandato dal “Capodiavoli” per traviare altre povere vittime. Oppure, non trova lo spazio ed i supporti umani e psicologici, necessari per fargli comprendere ed accettare la sua identità. Rifletto molto, ma sono disarmata di fronte alla confusione psicologica e ai pensieri negativi che un essere umano, poco più che bambino, deve provare nell’apprendere che dentro di sé qualcosa non è omologato ed uguale agli altri, che sarebbero i benpensanti, avvertendo chiari dei segnali, che potrebbero portarlo a convincersi fortemente della sua omosessualità. Tale confusione e smarrimento non è detto che sfocino in una direzione univoca, ma potrebbero banalmente rappresentare un momento di confusione adolescenziale, che può capitare a chiunque, mamme e papà compresi. E penso proprio ai genitori di questi ragazzi, se si accorgono per tempo della crisi e delle difficoltà che i loro figli stanno vivendo all’interno di questa bigotta società. A prescindere dall’orientamento sessuale che l’essere umano avrà, per il resto o per un pezzo della sua vita, credo di giungere alla conclusione, che si tratti di omicidio premeditato, pur senza armi da fuoco, ai danni di una persona fragile, debole e in grosso imbarazzo. Siamo ancora molto retrogradi sotto questo punto di vista, sarà dura sradicare negli uomini il pensiero e la convinzione che un gay è un diverso, mi vergogno profondamente per i miei antichi pensieri che fortunatamente, con gli anni e la capacità di raziocinio sono cambiati. Il mio Ferragosto, quest’anno sarà di riflessione e di sgomento per quanto accaduto, pregherò molto per quei ragazzi che potrebbero essere figli miei, ringrazio il nostro Papa Francesco per la Sua intelligenza e per la forza che ha, nel mettere in luce, senza paura o vergogna anche queste grosse problematiche da risolvere una volta per tutte.
Fabiana Schianchi Ugoletti.

Guai a perdersi nei boschi!

Cari amici ed amiche, l’episodio pazzesco e fuori dagli schemi del quotidiano, che andrò a rivelarvi tra poche righe, ha dell’incredibile e vi confesso che io stessa, ancora non credo a ciò che ho visto ed assistito, rendendomi a mia volta partecipe, di tale fenomeno. Stamane, durante la mia consueta ed irrinunciabile camminata del mattino, ( ricordo che sono ancora a Cervarezza), mi sono avventurata per una stradina sconosciuta, nel bosco adiacente alla frazione di Talada. Ad un certo punto  forse perché erano le 6.15 del mattino, non mi sono più ritrovata e ho fortemente temuto di essermi persa.“Strano” mi sono detta, “A Cervarezza e dintorni non ci si perde nemmeno a volerlo fare apposta!”, Fatto sta che guardando l’orologio ho visto che erano le 7.30. Dovevo aver camminato più del solito, non sapevo più dov’ero ed il cellulare (quello nuovo appena ricevuto in regalo….) non aveva segnale. Dopo attimi di sbigottimento e paura di essermi veramente persa, ho visto in lontananza un cartello di legno, con una scritta, incisa, ed una freccia “Chiesa dei Beati Increduli ” anno 1569 D.C.,.  Immediatamente ho seguito la freccia e ho visto in lontananza, una piccola Chiesetta, in sasso, seminascosta dagli alberi, da dove provenivano delle voci che cantavano a voce piena. Ho ringraziato il Cielo, per avermi dato un’ indicazione di umanità e allungando il passo, mi sono diretta verso l’entrata della Chiesetta, certa che vi avrei trovato qualche anima pronta ad aiutarmi, a ritrovare la strada per Cervarezza. Madida di sudore, con gli occhi stralunati, il cuore che batteva all’impazzata, sono entrata e mi sono fatta subito il segno della Croce. Faccio per sedermi nell’ultimo banco, quando vedo una moltitudine di gente, che ovviamente vedevo solo di schiena, intenta ad ascoltare attentamente la prima Messa del mattino. Ho pensato ad un’allucinazione, ad un capogiro, ad uno scherzo della paura e della stanchezza, li guardo meglio ed erano tutti quanti completamente nudi. Continua a leggere “Guai a perdersi nei boschi!”

Come reagire alle delusioni?

Capitano all’improvviso e senza preavviso alcuno nelle vite di ognuno di noi, situazioni reali assai pesanti, che mai e poi mai avremmo ipotizzato potessero verificarsi. Sono febbri improvvise che bruciano il corpo e lacerano l’anima, priva di anticorpi e di difese per scacciarle. Si verificano, mentre tranquilli e beati viviamo le nostre giornate, pensando che vada tutto bene e che avremo gli esiti sperati, oppure non pensiamo che qualcuno di nuovo possa turbare le nostre giornate, all’apparenza tutte fotocopiate uguali.Raramente mettiamo in preventivo che una virgolina possa andare di traverso o che un frammento di giornata possa venire spezzato. Non pensiamo mai nememno di poter bruciare la torta o l’arrosto, non ci sovviene che all’improvviso, a nostro figlio possa venire un quaranta di febbre e rovinarci così il week end al mare, programmato da mesi. Non ci passa nemmeno lontanamente per la testa, che il tale o il tal altro evento potrà succedere proprio a noi. Quando la bomba ci scoppia tra le mani, è come se il cielo e tutti i suoi pianeti ci stessero cascando addosso, un boato ci squarcia in due e non riusciamo a spostarci per evitare la catastrofe, piccola o grande che sia. In tanti rimangono esterrefatti, impietriti e non sanno come muoversi da lì, quasi sempre si è impreparati ad affrontare il nefasto evento. Le delusioni si sviluppano in tutti i settori della nostra vita, non risparmiano nulla e nessun individuo, vanno a sparare nel punto della nostra fortezza, che credevamo il più forte e protetto. Continua a leggere “Come reagire alle delusioni?”

Complicazioni sentimentali e sessuali parte terza.

Per forza di cose ho dovuto aggiungere la scontata ma veritiera parola “sessuale”, mi e ci servirà per capire che cosa succederà da quel bar in poi ai due protagonisti della nostra storia. Seduti più o meno comodamente sulle poltrone del Bar dei Fidanzati, l’ex marito non si capisce come mai, ma pare avere un tic nervoso che lo porta a grattarsi di continuo le parti intime, suscitando nella controparte un moto di obbrobrio non indifferente. Con un tono da educanda di convento e una vocina al miele d’acacia, gli sussurra dentro alla protesi dell’orecchio:”Ma allora ti faccio ancora un certo effetto, nonostante siano passati decenni?”,emanando un sentore di feromoni, che stordiscono lui e imbestialiscono lei. L’ex marito, ex aitante, ex risposato, ex dotato,  demoralizzato e contrito le risponde che è il pannolone che non ne vuole sapere di stare al proprio posto, mettendola in un grave imbarazzo. Affranti, decidono di ordinare due camomille con un sospetto di cognac dentro e un’idea di Sambuca Molinari, memori di quando ne sorseggiavano a litri prima di ogni incontro. Lei è felice, le sembra di essere ritornata indietro nel tempo e di avere vent’anni, ma quando il cameriere posa le noccioline, le patatine, le olivine ed i pistacchini, come accompagnamento alle tisane, lei addenta una manciata di tutto con la voracità di una leonessa a digiuno da due anni e fa partire, come un missile della Nasa, la protesi dentaria superiore che arriva diritta nell’occhio di vetro di lui, sbriciolandoglielo in mille piccoli bagliori! Beata protesi di cemento amianto! per una volta il dentista non ha mentito, dicendole che avrebbe distrutto una base nucleare e che poteva servire come arma impropria per i dirottatori di verginità occulte!  Rotto l’occhio di vetro, frantumato il cristallino, deformato l’iride e devastati i quattro interventi di cataratta, Ahimè! I due sono rattristati, delusi, intimoriti e le loro palpitazioni salgono a tal punto, che devono mettere sotto alla lingua la compressa per il cuore e per l’ipertensione, alla veloce, altrimenti un attacco di angina ciascuno non glielo levava nemmeno il Padreterno! E fu così che all’ex moglie, viene l’idea bizzarra di fuggire via da quel bar, per andare a rintanarsi vergognosamente nel suo nuovo appartamento da single poco convinta. I due pagano, tremolanti il conto, si avviano claudicanti verso casa, sostenendosi a vicenda l’un l’altro, consci e consapevoli che il tempo è passato e non ritorna più. Continua a leggere “Complicazioni sentimentali e sessuali parte terza.”

Complicazioni sentimentali: parte seconda.

 

Contravvengo al mio proposito di pubblicare la seconda parte dell’argomento in  questione. L’avrei pubblciata solo se avessi ricevuto almeno 5 commenti. Confesso che in realtà, saranno stati almeno una trentina, ma come di consueto, li ho ricevuti privatamente alla mia mail e per telefono. Non me lo so spiegare, ma tante persone non hanno il coraggio di scrivere pubblicamente ciò che pensano, pur non trattandosi, (in questo post) di argomenti sessuali scandalosi, né di politica che non  saprei trattare con diplomazia, ma nemmeno si lede o si offende l’essere umano per nome e per cognome. Una vera blogger, professionista seria, mi è stato spiegato che deve rispettare assolutamente il volere di chi la legge e la segue, non facendo nulla contro la volontà di chi esprime il proprio pensiero. E’ giusto ed è corretto e io soto alle regole….anche se sarei tentata di pubblicare i commenti più piccanti e veritieri. Ma sono donna d’onore e terrò custoditi questi ed altri segreti, per me, chiusi ben a chiave nel mio cuoricino, facendo tesoro anche di ciò che mi è stato suggerito. Ma dove eravamo rimasti? Continua a leggere “Complicazioni sentimentali: parte seconda.”