Le 150 sfumature del corteggiatore per errore (lettera D 1).

Trotterellanti ragazze d’ogni età, guardando su di una rivista, una fotografia della signora Valentina Cortese, nata nel 1923, nella quale si presentava per la prima volta al pubblico, senza il foulard d’ordinanza, ben calato sugli occhi, ho potuto apprezzarne il volto per intero. E’ ancora di una bellezza disarmante e dolcissima.  Paragonando le fotografie di quando era molto giovane e portava il capo libero dai suoi amati  foulard, capisco perchè abbia fatto perdere la testa a corteggiatori veri del calibro di Giorgio Strehler, Orson Wells, Federico Fellini, Richard Basehart sino all’ultimo marito, Carlo De Angeli, farmacologo e commendatore. Noi invece ci dobbiamo accontentare oggi, di studiare le caratteristiche e il comportamento di un altro esemplare non originale, che fa quello che può, ma che come i confratelli ha le sue belle peculiarità.

D come dentista. Trattasi di uomo, colto,  educato, pulito, raffinato conoscitore delle buone e salubri maniere, laureato e molto distinto. Non necessariamente è ciò che si può definire un gran bell’uomo, bello nel senso estetico e con i canoni classici della bellezza: alto, muscoloso, biondo, occhi azzurri, molti capelli ben curati. Possiamo invece affermare, senza ombra di dubbio, che costui è pulito ed igienizzato dentro e fuori. Prima di presentarsi al primo appuntamento, con la donna che lo ha colpito e che intenderebbe conquistare, esegue una serie di pulizie su se stesso in modo quasi maniacale. Dalla sua assistente di poltrona e di letto, si fa fare una pulizia per togliere il tartaro in eccesso, anche se l’ha eseguita il giorno prima, chiedendole di insistere molto nelle fenditure dentali sino a farsi sanguinare le gengive, indice, peraltro di buona salute, si diceva un tempo. Poi va dal callista per farsi estirpare eventuali calletti presenti, nei piedi, tra un dito e l’altro o sotto di essi. Per sicurezza e tranquillità, si fa mettere anche “la base”, cioè lo smalto trasparente per uniformare il colore delle unghie. Dopo queste due fondamentali operazioni, si reca dall’estetista, consigliata dall’assistente di poltrona, per l’operazione più dolorosa che esista per un uomo: la depilazione totale in ogni angolo della sua struttura corporale, o corpo se vogliamo abbreviare. Una volta, lavato, lucidato, rapato, cioè privato dei simboli maschili per eccellenza i peli, detartrizzato, privato dei calli e callosità varie, prende la sua ventiquattr’ore, dopo averla riempita con alcuni strumenti che un dentista usa di solito nel proprio gabinetto dentistico. Si reca all’appuntamento, suona il campanello della donzelletta, che tutta felice , incredula e sculettante, per aver trovato un laureato in igiene dentale, apre la porta. E chi si trova davanti? Il dottor Jekyll in persona. Togliendosi il cappotto, invece di ammirare un completo maschile gessato sul grigio tortorella, con camicia bianca recante il logo della loggia dei dentisti, indossa un camice bianco allacciato dietro, come fosse nel suo gabinetto. Nel togliersi il Borsalino originale e non la volgare imitazione, che aveva in principio colpito molto la ragazza, ella, stupita ma non stupida, vede che indossa la mascherina igienica con elastici, gli occhiali anti spruzzo di saliva e sotto un paio di guanti in daino, i guanti in plastica usa e getta. lei rimane paralizzata e lui imperterrito prosegue nella svestizione:  sotto quel bel paio di  stivali Ralph Lauren  che cosa ci saranno mai? Due calli rimasti in bella vista? Un’unghia incarnita che sbuca da un calzino? Una puzza di creolina che usa per disinfettare la biancheria? Nulla di tutto ciò. Due paia di ghette e calzari da ospedale, color verde sala operatoria. A questo, punto la ragazza, vacilla, si spaventa e gli domanda un bicchiere d’acqua, lui prima di dargliela le sorride, con ghigno a 48 denti bianchissimi, che più bianchi non si può, frutto di una sbiancatura con acido muriatico, la fa accomodare in poltrona e apre la famosa valigetta. Lei, trema, ma lui dopo averle fatto una carezza, le mette il classico tovagliolo con pinzette e le dice di aprire “forte forte” la bocca. Lei esegue, mentre una lacrima le scende sul viso e lascia una scia di fondotinta sino alle ghette di lui. Orrore allo stato puro, ora non esita più, le fa un’analisi spietata delle gengive, dei denti, delle mandibole e con una pila potente a luce bianca, controlla se per caso in bocca ha carie, denti fasulli, capsule, ponti di Calatrava o denti d’oro, ben sapendo che l’oro in questi giorni sta oscillando leggermente verso il basso. Si sofferma soprattutto sulle gengive, come si fa quando si desidera acquistare un cavallo: la gengiva non mente, se è sana il cavallo, in questo caso la puledra, si può conquistare. Il momento è imbarazzante e pericoloso assai, qua occorre prendere una decisione rapida ed indolore: quando il dentista, estrae dalla valigetta la siringa per farle pure l’anestesia, la signorina, che si suppone rimarrà tale ancora per tanto tempo, si toglie il bavagliolo, si alza dalla poltrona e strappandogli con i denti, (tutti originali e tutti sani) il grembiule e la mascherina, gli sussurra: dolcezza, saltiamo i preliminari e andiamo al dunque!

Buon appetito e non dimenticate di lavarvi i denti prima di andare a dormire! La vostra igienica fabiana.

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