Le 150 sfumature del corteggiatore per errore (Lettera G).

 

Saluto tutti augurandovi un buon venerdì sera! Vi ricordate che
avevamo iniziato il discorso sul nostro esemplare di Corteggiatore,
estinto per cause naturali relative all’età, acciacchi ovunque,
dovuti alle mille e mille peripezie compiute per catturare o cacciare
le prede? Siamo arrivati dunque al fatidico punto della questione: il
punto G, esemplare anch’egli mummificato, dimenticato chissà dove,
o trasformatosi nel tempo, in altri punti nevralgici e trafficati,
non privi di segnaletiche urbane difficoltose da comprendere. Che bei
tempi! quando millenni fa, l’homo era molto habilis nel procacciarsi
il cibo per il proprio sostentamento, ed era naturale per lui
procacciarsi anche le prede per il proprio godimento personale,
finalizzato al proseguo della specie. Per divenire quindi homo
erectus, doveva prima passare dallo stadio di homo sapiens, e
studiare bene “il caso preda “ del momento. Egli, solo e ignudo,
senza possedere ville d’effetto, privo di auto rampanti, senza casse
(di soldi) ma anche senza tasse, odorante esclusivamente di mascuolo
selvatico, doveva usare la mente e l’ingegno, per riuscire nella
conquista, diventando alla bisogna homo super sapiens sapiens, quando
la conquista era particolarmente difficile. Ma i tempi son cambiati,
le caverne sono sparite oppure abitate da animaletti simpatici,
l’uomo viaggia su quattro ruote d’autore e vive in dimore riscaldate.
Vi è l’imbarazzo della scelta su quale dama conquistare e portare
all’altare, l’homo e la donnas vanno al supermercato a procacciarsi
il cibo, approfittano, causa le accise e le accuse di mora, dei “tre
per due”, combinano casini umani indecifrabili! L’homo non è quasi
più homo, la donna ha perso le caratteristiche femminili e possiede
un miscuglio strano di addendi, attaccati al corpo in ordine sparso.
Se cambiamo l’ordine degli addendi di una donna, oggigiorno il
risultato cambia e ella ha stravolto le naturali leggi della
matematica. Io, vecchio mammut in perfetto stato di conservazione,
non ancora esposta al Museo delle Creature strane ed inconsuete,
abitudinaria allo spasimo, conservatrice delle origini, attaccata
alle mie storie primordiali e, ai dinosauri, ho creato nella mia
mente, tante possibili sfumature di come potrebbe essere il
Corteggiatore da evitare, se esistesse ancora, ai giorni nostri. Ed è
nato questo simpatico mi auguro “trattato” che diventerà
anch’esso un libro, che voi che mi seguite,(ma solo voi!) avrete già
avuto il privilegio di leggere e studiare a puntate.

G come gianduiotto.

Viene chiamato dagli amici più intimi Gianduia, per
abbreviarne il nome. Il primo esemplare del quale vi sono ancora
resti conservati in teche di cristallo, nacque a Borgo san Donato in
provincia di Torino. La mamma, cioè la futura suocera della dama
corteggiate e prescelta, lo aveva creato impastando alacremente
cacao, burro di cacao e zucchero con una potente cannella di legno. Le venne la brillante idea, (tipico
atteggiamento delle suocere), di aggiungere all’impasto tante nocciole
sminuzzate, fatte arrivare appositamente dalle Langhe. Figurarsi il
fastidio del Gianduiotto baby, con tutte quelle nocciole infilate in
ogni cavità corporale! Il figlio, umile e remissivo non poté
sottrarsi a questo trattamento assai cruento e odiò le nocciole per
i secoli a venire. Lo battezzarono in piazza, in occasione del
carnevale del 1865 al cospetto di tutti. Nacque cosìla famosa maschera di Gianduia, noto personaggio dispensatore di bontà. Il “battezzo” si tenne, sotto gli sguardi bramosi
delle dame del paese, che con la goccia di saliva alla bocca,
volevano gustarselo subito tutto in un boccone. Quest’uomo, basso e
largo, carnagione color cioccolatino, tozzo e senza piedi, ha una corporatura a forma di
barchetta rovesciata, prende i Natali da una nobile famiglia
la Caffarel sita in Piemonte. Nacquero in seguito altri esemplari di
Gianduiotto, sfornati da diverse famiglie dolci e prelibate come la
Peyrano, la Perugina, la famiglia Novi e Venchi, Il soggetto,
oggetto, delle nostre brame è persona dolce e morbida, anche se tutto
d’un pezzo, si scioglie in bocca dopo pochi attimi dalla presa della
cannibale di turno, portandola alla tentazione di
staccarne un pezzo con i denti e inghiottirlo. I suddetti passaggi, servono per
verificarne la dolcezza, la cottura e la consistenza, al fine di una
lunga e stabile relazione amorosa. Questo tipo di Corteggiatore, è
molto ricercato ed ambito, per la sua dolcezza ed il tipo di
abbigliamento assai ricercato, con il quale si presenta agli
appuntamenti galanti. Le ragazze di buona famiglia, conoscendolo ed
assaggiandolo meglio, hanno adottato una condotta in verità poco
seria, che mal si confà a chi, tra loro, brama la fede al dito. Si
comportano come le mantidi religiose: in pratica lo divorano con
voluttà, durante, o subito dopo l’accoppiamento, lasciando solo
l’involucro esterno. Poi dopo l’efferato delitto, non sazia e nemmeno
appagata, la mantide ne assaggia un altro per poi eliminarlo, un
altro ed un altro, dando vita alla strage dei Gianduiotti. Questa
femmina, sprudentata ma prudente, a volte si fa aiutare dalle amiche,
chiedendo loro di fare l’assaggio per prime. Il nsotro signore gentile, elemento dolce,
marroncino e piacente, veste sempre con abiti dorati o argentati,
confezionati con la carta lucida. Per dirla tutta egli vi è avvolto
completamente dalla testa ai piedi, non lasciando intravedere nulla
del proprio contenuto intimo. Le papabili lo spogliano con unghie
affilate, scartandolo come si fa con un cioccolatino, danno
un’occhiata sommaria senza andare troppo per il sottile ed iniziano
quella danza del ventre ingrossato che ben conosciamo. Mi rimane un
quesito al quale non riesco a rispondere: ma il ventre è ingrossato
per gravidanza in corso, o per la quantità spropositata del dolce
uomo inghiottito? Il Gianduiotto più grande ed alto del mondo fu partorito da mamma Novi, per essere esposto a Torino durante la manifestazione Eurochocolate del 2001: misurava 2 metri di altezza per 4 metri di lunghezza, per 1 metro di circonferenza, con un peso di quaranta quintali, frutto di 150 ore di travaglio da parte della partoriente. Vi ricordo che tale Corteggiatore andò in sposo ad una schiera di donne, che se lo divisero, in parti uguali da buone ed eque sorelle.

due gianduiotti torinesi gianduiotto Torino
due gianduiotti torinesi gianduiotto Torino (Photo credit: Wikipedia)

Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

4 pensieri riguardo “Le 150 sfumature del corteggiatore per errore (Lettera G).”

  1. Cara Fabiana, buon pomeriggio! Mi è piaciuto molto il “trattato”. L’ho trovato simpatico e divertente. Quando pubblicherai il libro? Buon lavoro, Bea

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    1. Ciao Bea, ho finito di stirare ora una montagna di biancheria! Ero rimasta molto indietro e oggi pomeriggio, mentre la bimba faceva i compiti con mio marito, io mi sono messa in pari. Devi sapere che nelle mie idee e pensieri futuri ci sono parecchie cose, (libri) in sospeso. Il primo che vorrei pubblicare è una favola, devo avertene già parlato….dedicata ad alcuni bambini ammalati di tumori e leucemie facenti parte dell’ass.ne GIOVANI SORRISI di Reggio Emilia. Questa ass.ne si occupa di esaudire i desideri dei bambini ammalati, a volte purtroppo gli ultimi desideri. C’è scritto tutto sul loro sito. La sto correggendo come grammatica,con l’aiuto di un’insegnante, apportando le dovute modifiche, ma il problema principale è un altro.La preside di una famosa scuola per illustratori, della quale abbiamo una Sede anche qua a Reggio Emilia (SCUOLA COMICS per illustratori e fumettisti)mi aveva assegnato un’illustratrice diplomata molto brava, che si era assunta l’impegno a titolo gratuito, di illustrarmi TUTTA la fiaba. Non so se conosci la scuola e se anche nella tua città, ce n’è una sede. Morale della favola, è il caso di dire! a marzo si era assunta l’impegno e a luglio mi scrive che non può mantenere l’impegno morale preso,dopo aver preparato un paio di disegni molto belli. Si è ritirata da questo importante e delicato progetto,facendo una pessima figura davanti a me, all’associazione, ma soprattutto nei confronti dei bambini ammalati. Pensa che io ho scritto sul Resto del Carlino e detto a TELE REGGIO (la nostra tele locale..) che non terrò per me nemmeno un euro, ma li devolverò tutti a loro.Ora, siamo in braghe di tela, manca un bravo/a illustratore che almeno mi facesse qualche schizzo dei principali personaggi. Sono abbastanza preoccupata: tu sai darmi qualche idea o suggerimento? Per quanto riguarda l’altro Romanzo, “NINUCCIA E LE SCARPE DEGLI ANGELI”, è AL VAGLIO DI PARECCHI EDITORI, MA NON VOGLIO PUBBLICARE A PAGAMENTO COME CHIEDONO IN TANTI. Credimi, non è semplice ,l’editoria è molto in crisi e gli editori seri e validi, che vogliono investire su un esordiente sono veramente pochi.Aspetto l’editore che creda in me e al quale piaccia il mio libro. Gl ialtri due, quello dei consigli del giorno e del Corteggiatore per errore verranno dopo….Hai dei programmi allettanti per la serata? Un abbraccio, fabiana.

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  2. Buongiorno e buona domenica Fabiana! Ho visitato il sito “Giovani Sorrisi” e ho letto adesso la tua risposta. E’ meritevole e generoso da parte tua dedicarti a questo progetto con tanta sensibilità e delicatezza. Adesso vado ad approfondire la lettura di Giovani Sorrisi di Reggio Emilia. A dopo, Bea

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