Spiagge.

E’ una poesia meravigliosa, si può leggere anche senza musica. Quel grandissimo artista e poeta che è renato fiacchini, ha saputo interpretarla cantandola, ma sono certa che anche se la leggesse solo, cosa non facile peraltro! sarebbe un successo enorme. Vi riporto il  testo, pensatela come meglio credete, abbinandola ai vostri momenti più intensi o malinconici.Vi ricordo che uscì nel 1983 nel  Q-disc Calore che contiene l’hit radiofonico Spiagge (il Q-disc è un invenzione discografica anticrisi di quel periodo, un LP solitamente con soli quattro brani, venduto a un prezzo a metà strada tra il 45 e il 33 giri).

 

Spiagge, immense ed assolate,
Spiagge già vissute, amate poi perdute,
In questa azzurrità, fra le conchiglie e il sale,
Quanta la gente che, ci ha già lasciato il cuore.
Spiagge,
Di corpi abbandonati,
Di attimi rubati,
Mentre la pelle brucia,
Un’altra vela va, fino a che non scompare,
Quanti segreti che, appartengono al mare.
Un’altra estate qui, e un’altra volta qui,
Più disinvolta e più puttana che mai,
Mille avventure che, non finiranno se,
Per quegli amori esisteranno nuove
Spiagge,
Di cocco e di granite,
Di muscoli e di bikini,
Di stranieri e di bagnini,
Quel disco nel juke box,
Suona la tua canzone,
Per la tua storia che,
Nasce sotto l’ombrellone.
Spiagge
Un’altra vela va,
Fino a che non scompare,
Quanti segreti che,
Appartengono al mare.
Un’altra estate qui, e un’altra volta qui,
Più disinvolta e più puttana che mai,
Mille avventure che, non finiranno se,
Per quegli amori esisteranno nuove
Spiagge,
Dipinte in cartolina,
Ti scrivo tu mi scrivi,
Poi torna tutto come prima,
L’inverno passerà,
Tra la noia e le piogge,
Ma una speranza c’è,
Che ci siano nuove Spiagge…, Altri testi di Renato Zero meravigliosi potrebbero essere:

 

Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

12 pensieri riguardo “Spiagge.”

  1. poesie per sognare, per riflettere, per commuoversi e per ricordare….
    Io ricordo una spiaggia immensa, bianchissima, infinita, lambita da un mare che non ho più trovato nemmeno nei miei migliori viaggi in giro al mondo!
    lì, avevo 18anni e passai l’esperienza più formativa della mia esistenza: 40 giorni su una spiaggia bianca di un’isola selvaggia, in Sardegna, in compagnia di 20 amici più grandi, in tenda, su un territorio deserto, immacolato, in riva al mare e senza alcuna comodità.
    Abbiamo tracorso una vera “isola dei non famosi” negli anni 70, con tutte le avventure, le sorprese, le delusioni, le convivenze obbligatorie, le tempeste del mare e del vento, vere tempeste di sabbia, che ci obbligavano a dormire “fuori”, in riva al mare, direttamente nell’acqua, solitamente cristallina e fresca, divenuta tiepida e paludosa, per cercare refrigerio impossibile nelle notti infernali a di 52 gradi …..
    La gioia incontenibile di svegliarsi dopo tre giorni, con il beltempo ritornato, i colori del cielo e del mare più accesi dal vento, riapparsi improvvisavmente nel loro splendore …..e noi che correvamo, finalmente, a nuotare e festeggiare, tuffandoci insieme nel mare tornato ai suoi colori caraibici lasciandoci alle spalle le paturnie e le fatiche appena subite!
    E i pescatori al mattino all’alba, che ci portavano a fare la pesca del corallo!
    e le patelle raccolte per ore algi scogli per avere un poco di proteine…
    e il pesce in più ….che i pescatori ci lasciavano inteneriti, cucinato alla griglia sulla spiaggia….
    e le sere di vento, quando il fuoco non si accendeva, ed eravamo obbligati a mangiare quel che c’era, pane e formaggio o pane e pomodori.
    Il mare e l’siola selvaggia divennero il luogo della mia crescita emotiva, della certezza che ce la potevo fare anche da sola, senza nessuno dei miei, senza uomini o findanzati, senza comodità e vestiti e cibi buono e semplice da cucinare….. senza bagno e specchi per farsi belle e curarsi …
    quanto è servita, alla mia vita di poi, quell’isola dei non famosi …..
    Baci, cara Faby, grazia

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    1. Beata te che hai potuto fare questo tipo di esperienza con gli amici, via da casa e senza genitori. Sono le esperienze di vita che servono per maturare e per provare a cavarcela da soli, anche nelle situazioni più impervie! Hai descritto molto bene il tuo ricordo, bravissima! Fabiana.

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  2. Grazie, Faby,
    ti confesso che, per poter partire, dovetti litigare con mia madre (partii con il magone perchè lei non mi salutò nemmeno) e non ci sentimmo fino al mio ritorno perchè mancava il telefono) e dovetti portarmi via solo 250.000 Lire (che anche allora erano veramente poche, poi per un mese e più…) e pensa che erano i miei soldi !!!!!!perchè a 17 anni già lavoravo!
    Ma avevo capito che, se non mi fossi imposta, implorando mio padre, non avrei mai combinato nulla nella vita con il tipo di madre che avevo, (seppur da me tanto amata).
    La cosa peggiore, quando tornai, fu che a mia sorella, minore di 4 anni!! fu invece concesso, nel frattempo, di fare 15 gg. con il fidanzatino ….. solo perchè per lui stravedevano e mia madre era gelosa solo di me ……come vedi la mia era una famiglia con una educazione ……. senza nè capo nè coda …..
    Alla prossima!

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    1. Grazie alle persone come te Bea, che anche se distanti, sento ugualmente presenti e vicine a me. Un altro fantastico ed istrionico personaggio di Roma, il nostro amato Renato Zero! Quanto sarei voluta andare a vedere un suo concerto da ragazzina! I miei genitori severissimi al limite dell’impossibile, mi davano sempre il divieto su tutto , motivo per cui, per scappare di casa mi sposai a 22 anni con una persona sbagliatissima per me. Renato Zero è una di quelle persone sagge ed intelligenti, che più invecchia e più migliora e sa farlo in modo raziocinante. Quando era giovane, si travestiva, mascherando se stesso e le sue fragilità, le sue ambiguità che molto probabilmente gli pesavano. Che belli tutti quei costumi luccicanti e meravigliosi che io adoravo, poi a mano a mano che gli anni passavano si è saputo adattare alle nuove stagioni che lo attendevano. Veste di nero da anni, si è tagliato i capelli,ha un pai odi occhiali tondi da intellettuale, ha la pancia, adottò un ragazzo, gli diede il suo cognome ed ora Renatino è nonno! Una persona di un’umanità straordinaria: nei momenti in cui Loredana Bertè sua carissima amica, è vicina al suicidio (tentato varie volte..) perchè afflitta e sofferente da sempre di depressione e problemi psicologici di varia natura, lui accorre e l’aiuta a tirarsi sù. Voleva fondare sempre a Roma, Phonopoli la città della musica per i ragazzi, poi non so se ebbe dagli organi preposti i vari permessi e sovvenzioni. E’ per me una bella persona che non si è mai montata la testa, ma ha saputo mutare con il mutamento degli anni e del suo aspetto fisico. Ti chiesi alcuni giorni fa, se in questo periodo di piogge e alluvioni stai dipingendo qualcosa di nuovo, un carissimo ed affettuoso abbraccio. Faby.

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