Le 150 sfumature del Corteggiatore per errore (lettera L).

 

Dove eravamo rimasti? Alla lettera I come intubato…mi mancava molto la sua presenza ed il poter parlare di lui e delle sue gesta antiche;  gli chiedo venia. L’ho dovuto trascurare per altri impegni improrogabili e inevitabili, ma ora decisa e convinta, mi dedicherò a lui, anima e corpo. Gli altri compagni di “lettera”, mi hanno riferito, che se non mi sbrigo a pubblicare tutto l’alfabeto, ha minacciato di rompere le teche di cristallo del Museo dove è conservato. Ad occhio e croce se le rompe tutte i danni sono inestimabili: 21 teche per le lettere dell’alfabeto tradizionale, più le lettere straniere. k, j, y, w, x.! Non son certa che abbia fatto l’assicurazione, ma se ritornasse a circolare liberamente sai che danni a quelle povere donne, in cerca di corti spietate? Mah, non perdo altro tempo e vado a cominciare…lumaca-immagine-animata-0064

 

Lettera L come lumacone. Questo nostro amico corteggiatore è nato mollusco ma solo per errore. E’ di una specie molto particolare, non è molto alto, mangia poco e di tutto, non gode di ottima prestanza fisica, ma sfrutta le doti di intelligenza acquisite in anni di pestaggi sotto i piedi. Subiti, s’intende! Vivendo a stretto contatto con la natura, non indossa scarpe e nemmeno biancheria. Potrebbe diventare a lungo andare, un ottimo investimento, considerando i costi odierni per abbigliarsi! Verrebbe la tentazione di confonderlo con l’uomo chiocciola, che per paura di perdere la sua poltrona cioè la sua casa, si sposta  con la casetta sempre incorporata. Il lumacone è il tipico tipo/topo sornione ma astuto, predilige l’aria aperta e va a caccia completamente nudo come mamma l’ha fatto. Per questa strana particolarità è subito riconoscibile agli occhi di tutte. Se ha un lieve difetto fisico, questi non è camuffabile con mezzucci e trucchi artificiali. E’ tutta carne e niente ossa, insomma un vero uomo tutto d’un pezzo.comare

Quando piove o diluvia è felicissimo e mostra tutta la sua voglia di arrampicatore sociale: lo troviamo sugli alberi, sui fiori, sui balconi di casa, accovacciato sugli zerbini, intrecciato alle finestre della cucina: ovunque ci sia bisogno di lui, lui c’è ed esiste! Se lo si tocca lievemente nei punti giusti, gli spuntano due piccole corna, non provocate da emozioni ma da madre natura. Appartiene all’antica, nobile e viscida famiglia dei Gasteropodi Limacidi, non è ben visto dai confratelli Corteggiatori, per questo motivo si muove molto cautamente, stando ben attento a non far rumore e a mettersi poco in mostra. E’ lentissimo, prima di accostarsi alle labbra di una pretendente per baciarla potrebbe passare anche un anno, poi quando finalmente si è arrampicato su di essa, il bacio dura dai 30 ai 60 giorni! Vale la pena di aspettarlo, se non si desidera arrivare subito ad un amplesso: per quello occorre attender una vita intera! ne valesse poi la pena…Teniamo presente che è un similuomo, pigro, astuto, non frettoloso, ed in certi casi è cosa buona e giusta! Alcune dame, soprattutto quelle meno attente potrebbero scambiarlo per essere docile e mite che si fa abbindolare facilmente! Tutt’altro! E’ molto furbo e nel suo incedere elegante, ma mortalmente lento, si guarda intorno con circospezione e astutamente fa le sue scelte. Peccato  perchè quando arriva il tanto sospirato momento della scelta, le dame sono già in odore di naftalina, ma se per grazia ricevuta ne trova una ancora disposta ad attenderlo, scoppia l’unione! Peccato però con quello scherzo di Madre Natura: quel suo corpo così umido, lascivo, languido ed attaccaticcio, viscido ed antipatico, fa sì che se tenta l’accoppiamento con una signorina, questa rimane impigliata ed attaccata ed invischiata a lui per tutta la vita!Con tutta quella bava schiumogena bianca che produce e tutto quell’humus che lo ricopre, beh…. contenta lei….

 

Nuove forme di vita oltre la morte.

 

Cè altra vita oltre la morte terrena? Questa è una di quelle difficili domande che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si è posto e forse non è ancora riuscito a darsi una risposta plausibile. Ci abbiamo provato in mille modi e maniere, ci siamo aggrappati a tante situazioni e fatti successi a noi o imparati, ma la certezza assoluta che ci trasformeremo in spirito o in qualcos’altro, oppure che continueremo a vivere in un’altra dimensione dopo la nostra dipartita terrena, non ci è ancora dato saperlo. Alcuni di noi con studi ed esperimenti anche scientifici, hanno dimostrato e raccontato di aver vissuto non una, ma diverse vite antecedenti a quella in corso. Si sono rivolti a medium, veggenti, sensitivi, ( Gustavo Rol…),ciarlatani che leggono la mano o fanno i tarocchi, ma nessuno è mai tornato indietro per raccontarci come si sta, dall’altra parte della barricata. Erroneamente o giustamente si usa dire che una volta morti, “i va di là”, in un altra dimensione, in un altro mondo e si usa dire “è andato all’altro mondo”. Ma qual’è signori quel’altro  mondo che nessuno è ancora riuscito a provarci che esiste? Potremmo anche rimanere in questo mondo,  magari sotto forma di una farfalla, potremmo reincarnarci in un pappagallo o divenire un uomo, oppure nella peggiore delle ipotesi una volta chiusi quegli occhi terreni, il corpo in rigor mortis, ha cessato tutte le sue attività, punto e chiuso,  avanti un altro, Non c’è nessuna forma di vita, nessun spirito che aleggia attorno a noi, sono fasulli tutti quei rumori e quelle urla che si odono in certe abitazioni, dove qualche componente della famigglia, ha fatto una fine atroce e crudele. Ci sono i fantasmi che abitano i castelli abbandonati? Spiriti in pena in attesa di pace e giustizia, non ci sono più i nostri cari che ci hanno abbandonato per fare posto agli altri? Dure sentenze, dolorose affermazioni che potrebbero dar luogo a migliaia di interpretazioni. Giro la frittata dall’altra parte e vi dico, che spesse volte ho avuto la sensazione netta e precisa di essere già stata in un determinato luogo e di aver già vissuto e detto chiare parole. Vi è mai successo? Mi succede all’improvviso e mi dico “Io questa situazione l’ho già vissuta, ne son certa, ho già proferito questi discorsi, ho già agito con questa persona in queste precise modalità”. Non vi nascondo che me ne spavento e mi chiedo dentro al cervello quanti miliardi di informazioni e ricordi teniamo stipati. A volte succede di fare sogni premonitori, poi si avvera in modo preciso ciò che si è visto in sogno. Com’è possibile? Sento chiara e nitida spessissimo la presenza, il fruscio di ombre leggerissime che mi passano accanto, quasi mi abbracciano. Avviene soprattutto quando sono sola in casa, premetto che non faccio uso giornaliero di sigarette, alcool, o sostanze stupefacenti. Se sono disperata e a volte penso capiti a tutti, quando sono nei momenti di difficoltà estrema, quando piango e quando non trovo la soluzione ad un serio problema, avverto che qualcuno sente le mie accorate preghiere e sento l’aria che si sposta, qualcuno accorre forse in mio aiuto. Vorrei tanto pensare e credere che sia il mio papà che viene da me. Tutti nei momenti di difficoltà ci affidiamo a qualcuno: chi a Santa Rita, chi a Padre Pio, che direttamente a Gesù o alla Madonna. Chi prega i genitori defunti, insomma tutti quanti ci aggrappiamo a qualcuno che non c’è più per farci aiutare. Come mai, crediamo maggiormente nell’aiuto terreno di una persona scomparsa, che nelle stampelle di chi è ancora accanto a noi? Alcuni amici seri di famiglia, dopo infarti importanti, incidenti stradali o ictus forti, sono entrati in coma. Tutti e dico tutti, pur non conoscendosi certamente tra di loro, hanno raccontato a me e ad altri miei cari, di essere usciti dal corpo e di essersi incamminati per un sentiero di pace, con una luce bianca fortissima, tanti fiori intorno,accompagnati da sconosciute sensazioni di beatitudine e, strano a dirsi, assenza completa di dolore. Stavano bene in quel posto luminoso, alcuni udivano dei suoni, ma tutti erano concordi nel riferire che di là, si stava molto meglio che di qua. Loro, spiriti bianchi, si vedevano di sotto attaccati alle flebo, nel letto d’ospedale. Pazzesco! Vedevano le mogli, i figli che piangevano sul loro corpo inerme, si chiedevano da lassù, come mai essi piangevano dal momento che loro stavano benissimo e non sarebbero più voluti ritornare indietro!Poi un risucchio fortissimo li ha riportati indietro, loro malgrado, si sono reintrodotti nel corpo sdraiato sul lettino, hanno provato un dolore immenso e d hanno ricominciato ad urlare come prima del coma indotto. Tre sono ritornati ed hanno potuto raccontare questi fatti sconcertanti, uno tornò solo per brevissimo tempo: il tempo di riferire alla moglie che doveva ritornare là, lo stavano aspettando, le riferì anche con precisione assoluta tutte le parole intercorse tra lei ed i medici. ovviamente la moglie pensava alla morfina per lenire i dolori, ma lui non aveva mentito: dopo poco ritornò indietro, incontro alla luce, non aveva paura disse, confermando che “di là” si stava divinamente bene e “di qua” non sarebbe più ritornato. Non mentiva affatto.

Questi tradimenti sempre più esibiti….

Cari concittadini e Italiani tutti, che cosa ne pensate delle lacrime di coccodrillo?Argomento molto d’attualità, assieme a spread, spending rewiev, alluvioni ed il nuovo Circo di Montecitorio. Direi che basta sfogliare una qualsiasi rivista o ascoltare la radio, per imparare che a testimonianza di corna e tradimenti carnali, vi sono anche le prove scritte. Sta nascendo la consuetudine, (Silvio docet…) per quanto mi riguarda di pessimo gusto, di scrivere una lettera con la penna rossa, profumata all’acido muriatico, nella quale si confessa a cuore aperto al/la coniuge di essersi  accomodati sul corpo di un altro/a compagno. Così con nonchalance , come si preparasse la lista della spesa. Lettere di scuse e contro scuse per aver commesso e ammesso il fatto. Ma quale fatto? Perdonatemi l’ardire, ma qui trattasi di “corna” vere e proprie, intese non come complemento d’arredo per case di campagna! Corna intese come tradimento carnale e morale al/la partner, corna alla famiglia e ai figli, ai buoni sentimenti, corna alla dignità e alla stima, alla fiducia reciproca, alla serenità della vita e anche a quella firmetta fatta davanti ad un Sindaco o davanti ad un Parroco. Poco importa davanti a chi, ma firmando e non mantenendo, siamo venuti meno ad una promessa fatta all’altro. Non voglio passare per una vecchia e antipatica bacchettona, le mie voglie sessuali ce le ho ancora fortunatamente! e me le tengo ben strette! Gli occhi per guardare ed ammirare li posseggo ancora, ma mi stupisco di come oggigiorno si proceda pubblicamente, senza ritegno e dignità alcuna, in materia tradimenti, rispetto agli anni passati. Bisognerebbe anche saper tradire con eleganza, con dignità, pudore e rispetto, verso se stessi, verso l’amante, verso i figli se ce ne sono, verso il compagno/a ufficiale. Il tradimento è un arte, un artificio compiuto e se lo si deve per forza di cose perpetuare, almeno lo si compia nel riserbo più assoluto. Continua a leggere “Questi tradimenti sempre più esibiti….”

Toglietemi tutto ma non la mia cellulite!

Carissime lettrici e curiosi lettori, mi rivolgo stamattina, non solo ad un pubblico che vuole sempre essere informato ed aggiornato su tutto quello che succede in Italia e nel mondo, ma anche a coloro che desiderano leggere qualche notizia “frizzante e leggera”.Dal principio fu Eva, che mostrava il proprio corpo in tutta la sua stupenda irregolarità, dato che era la prima bozza di donna sulla faccia della Terra. Ora mi chiedo e, forse mi rispondo anche: come mai noi donne del ventunesimo secolo, donne che lavorano fuori casa, dirigono, operano e salvano vite umane, donne che vanno nello spazio, partoriscono deliziose creature, guidano aerei, sono addestrate e pronte a dirigere interi plotoni di “maschi”in guerre eventuali, donne che compiono qualsiasi gesto o azione un tempo adibita solo a uomini, come mai siamo ancora e sempre ogni anno più intimorite e addolorate per quei benedetti buchini di emmental o rotolini di innocua e simpatica ciccia che si presentano sul nostro involucro corporale? Ovviamente le difficoltà maggiori le manifestiamo in estate, quando il nostro corpo è esposto agli sguardi altrui, ed è osservato e giudicato in ogni singolo centimetro che lo compone, unghie del piede comprese. Ciò mi fa riflettere molto ed un pochino arrabbiare:tutte queste impietose valutazioni arrivano quasi esclusivamente, ironia della sorte! Proprio da altre donne! Non riusciamo forse ad accettare di avere una conformazione ormonale diversa da quella maschile, soggetta perciò a continui cambiamenti nell’arco della nostra vita? Ora ditemi  intelligenti lettrici, come possiamo pretendere, che il nostro corpo non risenta di tutti quegli stravolgimenti ormonali, dal menarca in poi e non reagisca di conseguenza, in un modo o nell’altro? Non arricchirei in modo esponenziale le tasche di farmacie, estetiste, profumerie o chirurghi estetici. Esponiamoci al pubblico senza remora e senza timore di non piacere agli altri o di essere giudicate, togliamo dagli armadi quegli odiosi parei o grembiuloni informi che tolgono ogni briciolo di femminilità, quei camicioni da partoriente abbottonati sul davanit: quelli sì, che fanno scappare molto lontano i nostri compagni! Cerchiamo invece di valorizzare il punto del nostro corpo che riteniamo sia il più dolce e gradevole. Sto capendo oggi che la ricerca della perfezione è “Mission Impossible” e cerco con fatica, di accettarmi. Rispetto il mio corpo, lo amo, lo curo e lo espongo senza esagerazione, non sarei più io ma un fantoccio di me stessa, non riuscirei più a ritrovarmi e a suscitare quel pizzico di ammirazione e sguardi ancora compiacenti che mi vengono rivolti. Vi prego, toglietemi tutto, ma non la mia cellulite!

E’ peggio essere gay o pedofili?

Buongiorno a tutti, vorrei agganciarmi ad un post molto interessante che mi ha colpito moltissimo. L’ho letto attentamente sul blog dei miei amici “Moschettieri”, (umanoidipazzoidi). L’articolo ben strutturato, tratta il complesso argomento delle unioni tra persone dello stesso sesso.  I ragazzi, hanno anche fatto riferimento, giusto peraltro, all’antica Grecia e a Plutarco, dove le attenzioni di adulti maschi nei confronti di ragazzini era all’ordine del giorno. Il mio pensiero personale oggigiorno, anno 2014, l’avevo già espresso nel post intitolato”essere gay o lesbiche non è essere diversi”, scritto il 14 agosto 2013, ed archiviato su “I miei articoli pubblicati sul Resto del Carlino”. E’ inutile ricordarvelo perciò. Una delle lettrici/ori del blog si poneva il seguente quesito, a seguito di un lungo dibattito:
“Ma tu ai tuoi figli non diresti cosa è giusto o cosa non è giusto? Loro hanno bisogno della differenza perché sennò rimangono confusi.” Orbene, abbiamo compreso che i figli hanno bisogno della differenza, cioè hanno bisogno di avere come riferimento corretto e dignitoso di un genitore maschio e di un genitore femmina per crescere sereni e felici. Invece no. I bambini, hanno innanzi tutto bisogno di avere accanto due figure che non siano in contrasto tra di loro, cioè che non devono urlarsi a vicenda quando si parlano, che non si  picchiano come consuetudine, né tanto meno picchiano i figli o si ubriacano davanti a loro.  Due figure che seguono la stessa linea di vita e di insegnamento, due figure che possano trasmettere valori ed amore e sulle quali i bambini, possano sempre contare. Mi troverei in grossa difficoltà a spiegare a mia figlia Alice Aurora di anni 9, come mai ed il perché, hanno raccontato al telegiornale,con dovizia di particolari, che un nonno e una nonna, (figure fondamentali per la serena crescita di un bambino!) hanno violentato il nipotino. Perchè per anni, nessun famigliare si è mai accorto di nulla, o se sapeva ha taciuto, rendendosi complice di un fatto gravissimo?? I nonni, sottolineo che sono un uomo e una donna. erano un uomo e una donna, cara lettrice, la differenza di sesso c’era, la deviazione mentale o la malattia psichiatrica pure.Non saprei nemmeno come giustificare il perché un alto prelato, come un cardinale, un vescovo, un papa (V: Borgia…) o un basso pretino di montagna, non mi interessa, ha sodomizzato e abusato per anni, bambini e bambine innocenti. Doveva occuparsi delle loro anime e della loro crescita, che fosse sana, priva di immoralità, religiosa, pulita e acculturata. Ed invece? Violenze taciute per anni, che hanno creato adulti cattivi, violenti, labili mentalmente, psicologicamente disturbati, dei potenziali violentatori a loro volta, potenziali genitori crudeli e abusatori quasi certi dei loro figli. Genitori sempre uomo et donna, con la differenza incorporata!. Desidero precisare e sottolineare che una coppia che si ama profondamente, che si rispetta, che non dà scandali pubblici, che svolge il proprio lavoro in modo onesto e leale, che decide di percorrere un cammino insieme, con rispetto e dignità profonde, a me personalmente non da fastidio e non mi fa differenza da quale dei due sessi è formata. Non esistono categorie a parte, non esistono i gay, le lesbiche, le coppie omosessuali, bisessuali o trisex:siamo noi bigotti che vediamo coppie diverse, mentre i diversi siamo o potremmo diventarlo anche noi, gente perbene un giorno!! Dovrebbero esistere solo persone che si amano e, se desiderano prendersi cura di quei bambini abusati, la legge glielo consenta. Un bambino ha bisogno di amore, di cure, di non essere “toccato” da mano sporca e lussuriosa, ha bisogno di nutrimento d’amore e di riferimenti certi se si ammala, se prende un brutto voto a scuola, se la ragazzina non gli è più amica, oppure se ha subito atti di bullismo. Cari signori e care signore, è ora di parlare della pedofilia, soprattutto dei preti pedofili, in modo forte e chiaro,senza stendere più veli omertosi. Anche Papa Francesco lo sta facendo, con i dovuti e rispettosi metodi, senza peli sulla lingua però. Ha deciso in coscienza e davanti a Dio di non rimanere più in silenzio davanti alle grida di quei ragazzini abusati, ai quali veniva messa una pezza in bocca per non farsi udire. Quante grida in quelle cellette degli orfanotrofi? Quanto sangue uscito dai corpicini di parti intime e sante, appartenenti a bambine o bambini puri e vergini è stato versato su quei muri dei bagni, sulle lenzuola dei lettini, sui tavoli freddi delle infermerie, dentro ai confessionali? Tutte queste mura, tacite tesoriere di segreti inenarrabili,  se potessero parlare, denuncerebbero tutti quantim poi si sbriciolerebbero in mille puntini adimensionali.  Il nostro amato Papa e papà, non starà più zitto su quelle orge, come hanno fatto i suoi predecessori, papa Wojtyla e papa Ratzinger. Quest’ultimo, al limite dello scandalo e della bomba atomica che gli stava scoppiando tra le mani, non ha retto e ha dovuto dare le dimissioni. Concludo dicendo che Gesù se fosse vivo e tra di noi, brucerebbe i pedofili, coloro che vendono droga, i trafficanti d’armi, i protettori ed incitatori alla prostituzione, i mafiosi, coloro che violentano e poi uccidono i bimbi…. Gesù,  non condannerebbe sicuramente una coppia serena e seria, formata da due donne o da due uomini, che come unico desiderio, ha quello di far felice un bimbo solo. Riflettiamo. e non facciamoci inutili e sterili domande sulla “differenza”.

Si aggiungono altre fotografie…..altri ricordi!

IMG_1874IMG_1873IMG_1869…..nelle prime due fotografie una coppia di amici storici con la loro figlia, poi c’è il mio amore Alice Aurora, e con il libro in mano, un’altra storica ed antica amica di una vita. Il marito era a casa con i figli, peccato che non c’eri L..!ti avremmo immortalato con noi, come ai vecchi tempi, ma lo sapete ragazzi che ci conosciamo e ci frequentiamo da soli 35 anni?? Io ne avevo 15 e se a giugno ne compio 50, i conti son presto fatti! Caro L.B.,  sei sempre il migliore della piazza come allora? In quale senso però non l’ho mai capito! Vi voglio bene amici miei sinceri di una vita, ai prossimi 35! Nell’ultima foto, si vede la signora Bulgarelli che ha messo le mani sul tavolo, a dimostrazione che le mani si devono vedere sempre, poi c’è Federica che guarda e si fa guardare i lunghi e rossi capelli,la signora in “beige cremisi” sta predicando ed il caro e gentile dott. Gherardi sta guardando basso e pensa….Grazie a coloro che mi hanno inviato le foto, ne aspetto altre per reclamizzare l’evento!! Fabiana.Skmc25214011410180

Questa sono io, non c’è trucco e non c’è inganno!

IMG_1885IMG_1890IMG_1881IMG_1880Ecco a voi alcuni momenti simpatici della presentazione della fiaba “Gattolona Pasticciona”, svoltasi domenica 2 Febbraio 2014, nella sala civica della Biblioteca di Albinea. Ho pensato per ora, di pubblicare i momenti più carini. Altre foto mi arriveranno via posta elettronica da altri e altre fotografi improvvisati per l’occasione: i miei amici!  Se qualcuna si salverà ed io risulterò veritiera, le pubblichero’. La prima foto è con le volontarie della Biblioteca, che hanno curato il buffet e le volontarie di “NATI PER LEGGERE”, che hanno letto qualche piccolo passaggio per i bambini, quella bella signora tutta di nero vestita è la mai fatina tuttofare, colei che ha organizzato tutto sin nei minimi particolari: la dottoressa Bulgarelli Maria Cristina, che abbraccio con affetto.Nella seconda foto, alla fine della presentazione io e la mia relatrice, stanca con gli occhi chiusi, forse stava già schiacciando un pisolino, dopo la tensione: era la prima volta che faceva da giornalista/moderatrice e devo dire che male male non se l’è cavata! Nella terza fotografia, la scrittrice che firma un autografo e alcune bambine intorno a lei! Nella quarta foto, i protagonisti del film di quel pomeriggio: i bambini, coloro che mi auguro, supportati e guidati dai genitori leggeranno la mia favola. Chiudo in “sicurezza” questa prima carrellata, con i gentili amici Vigili del Fuoco, del comando di  Reggio Emilia, che sono rimasti in piedi durante tutta la presentazione, poverini! Non hanno assaggiato nulla dello squisito buffet, non hanno bevuto neanche un goccio d’acqua, va beh che erano in servizio, ma almeno il classico bicchier d’acqua! Vedrò come ringraziarli, forse facendo avere loro una delle mie proverbiali torte da 2500 kcal:!!  Nella sala i cellulari non avevano campo, perciò sono dovuti rimanere accanto alla porta di sicurezza, per eventuali chiamate d’emergenza: sono il Capo Squadra sig. Giordano, ed il vigile sig. Andrea. Non ricordo bene i cognomi, ero troppo stanca per ricordarli tutti e, a scanso di figuracce non li trascrivo. Li ringrazio con affetto sperando di rivederli ancora in altre occasioni di feste o alla loro festa di Santa Barbara (protettrice dei Vigili del Fuoco). Se avranno bisogno di una Gattolona Pasticciona per leggere o recitare fiabe ai bambini, per loro sono sempre a disposizione! Ringrazio tutti i partecipanti, gli organizzatori, l’assessore del comune di Albinea, Poletti Luca, la direttrice della Biblioteca dottoressa Bulgarelli Maria Cristina, il dottor Gherardi Eugenio (pediatra) ed il suo importante intervento, ringrazio la TECNOGRAF senza la quale il libro non sarebbe stato stampato gratuitamente, ringrazio le volontarie che hanno reso un servizio domenicale impeccabile. Ringrazio la signorina Andreoli Federica, che ha spiegato l’attività di clown terapista che svolge all’ospedale di Reggio Emilia. Per ultimi, ringrazio anche coloro che non solo non hanno partecipato, ma non si sono nemmeno degnati, come la buona educazione ed il galateo richiederebbero, di darmi un cenno di disdetta, come avevo pregato nell’invito! Alle prossime fotografie, augurando un buon mercoledì mattina a tutti.

Presentazione fiaba del 2 Febbraio 2014
Presentazione fiaba del 2 Febbraio 2014

Il quaderno dei conti di mamma e papà.

…in quegli anni era piccolo, a quadretti, con la copertina a tinta unita di solito blu o rossa. Dai miei ricordi doveva misurare cm. 15 x cm. 17 circa. All’inizio di gennaio di ogni anno che io ricordi, mamma ordinava a papà di andare a comperare il quaderno dalla tabacchina di Rivalta, la signora Malvina, chiamata “la palteina”, perchè vendeva sigarette e sale, era una di quelle Tabaccherie di una volta, date con la concessione governativa, numerate e con la loro bella insegna “SALI e TABACCHI”. In una famiglia che voleva condurre un tenore di vita decoroso, poter mandare a scuola i propri figli, vestirli decorosamente bene, non si doveva andare con i conti in rosso, per nessuna ragione al mondo. A costo di mangiare solo pane e cipolla, cibo peraltro molto salutare e diuretico. Tenendo bene in pugno la situazione economica di famiglia, significava progredire e non rivolgersi ad usurai, vendendo il proprio oro come si fa oggigiorno. Significava non emettere cambiali, non rateizzare i pagamenti (altra moda ritornata..), non chiedere prestiti alle banche con fidi o altro, restituiti con tassi spaventosamente alti.  In casa mia, non si trascurava la tenuta contabile giornaliera scritta sul Quaderno di famiglia. Si rischiava di non ricordare dove erano state spese le 500 lire, se dal macellaio o in farmacia,  se dal fruttivendolo o in merceria: La memoria delle poche ed essenziali spese eseguite poteva disperdersi, ed i conti non sarebbero tornati. Era mamma Bianca la cassiera, nonché scrivana e unica responsabile del Quaderno: alle sue domande precise non si poteva non rispondere: volavano ceffoni, se anch’io non dicevo che avevo speso ben 50 lire per un bicchiere di chinotto! Ella, occhiali bene inforcati e fare da vera Ragionera come ha tramandato alla sottoscritta, scriveva tutto a mano con la biro Bic, nera per le uscite, rossa per le entrate. Nulla o quasi le scappava: si dovevano conservare tutti i fogliettini dei negozianti dove si acquistavano i generi alimentari, o altro. Venivano messi in un cestello di vetro porta ghiaccio, poi al pomeriggio si vuotava il porta ghiaccio e si iniziavano i conteggi:  non volava una mosca, qualche paroluccia a volte sì, se i conti non le quadravano! Non vi era ancora l’uso obbligatorio dello scontrino fiscale, quindi il negoziante, a biro o a matita, scriveva la cifra spesa e per quale genere. Specificava il peso, lo moltiplicava per il prezzo in lire, ve le ricordate? e poi si faceva il totale. Il rito della tenuta contabile di casa Schianchi, avveniva di solito nel tardo pomeriggio, prima di cena, con grande disappunto di mio padre, che desiderava solo sdraiarsi per schiacciare un pisolino, stanco morto dopo le incombenze nei campi e la mungitura a mano, delle nostre amate mucche. Non si discuteva: si svuotava l’unico portafogli semi rotto, che circolava in casa, quello di papà, si sommavano le spese, si controllava se c’erano introiti di vendite di conigli, galline, uova, tacchini, verdura, vitelli o quant’altro. Mamma scriveva nei “mastrini” dare e avere, tirava le somme non certo con la calcolatrice o con un computer, ma con l’uso della mente. Il cervello era così allenato quotidianamente e, anche se i miei genitori avevano frequentato solo la prima elementare, la matematica la conoscevano molto bene e nel mondo, non avrebbero affibbiato loro, in quanto Italiani, il titolo di “studenti più ignoranti al mondo”, come risultano essere i nostri figli nelle materie di  italiano e  matematica. Alla fine della partita doppia casalinga, i conti dovevano essere perfetti, la cassa doveva quadrare, mamma era molto pignola: anche se mancavano solo cento lire, il costo di dieci caramelle, non si andava a cena, se prima non aveva trovato dove era l’errore! Poi terminati i conti, mamma chiudeva a chiave il Quaderno in una cassettina di noce, affinchè nessun componente di famiglia potesse aggiungere o togliere: nulla doveva venire occultato o cambiato, anche allora esisteva la trasparenza contabile! Poi metteva in seno la chiave, sino al pomeriggio seguente. Continua a leggere “Il quaderno dei conti di mamma e papà.”

Guai a perdersi un mio post!

Cari amici ed amiche, l’episodio pazzesco e fuori dagli schemi del quotidiano, che andrò a rivelarvi tra poche righe occorsomi nell’agosto 2013, ha dell’incredibile e vi confesso che io stessa, ancora non credo a ciò che vidi e all’episodio al quale mio malgrado, assistetti, rendendomi a mia volta partecipe, di tale fenomeno. Stamane, (agosto 2013 per chi leggerà oggi 2/2/2014) durante la mia consueta ed irrinunciabile camminata del mattino, ( ricordo che sono ancora a Cervarezza), mi sono avventurata per una stradina sconosciuta, nel bosco adiacente alla frazione di Talada. Ad un certo punto  forse perché erano le 6.15 del mattino, non mi sono più ritrovata e ho fortemente temuto di essermi persa.“Strano” mi sono detta, “A Cervarezza e dintorni non ci si perde nemmeno a volerlo fare apposta!”, Fatto sta, che guardando l’orologio ho visto che erano le 7.30. Dovevo aver camminato più del solito, non sapevo più dov’ero, ed il cellulare (quello nuovo appena ricevuto in regalp!) non aveva segnale. Dopo attimi di sbigottimento e paura di essermi veramente persa, ho visto in lontananza un cartello di legno, con una scritta, incisa, ed una freccia “Chiesa dei Beati Increduli ” anno 1569 D.C., Immediatamente ho seguito la freccia e ho visto in lontananza, una piccola Chiesetta in sasso, seminascosta dagli alberi, da dove provenivano delle voci che cantavano a voce piena. Ho ringraziato il Cielo, per avermi dato un’ indicazione di umanità e allungando il passo, mi sono diretta verso l’entrata della Chiesetta, certa che vi avrei trovato qualche anima pronta ad aiutarmi, a ritrovare la strada per Cervarezza. Madida di sudore, con gli occhi stralunati, il cuore che batteva all’impazzata, sono entrata e mi sono fatta subito il segno della Croce. Faccio per sedermi nell’ultimo banco, quando vedo una moltitudine di gente, che ovviamente vedevo solo di schiena, intenta ad ascoltare attentamente la prima Messa del mattino. Ho pensato ad un’allucinazione, ad un capogiro, ad uno scherzo della paura e della stanchezza, li guardo meglio ed erano tutti quanti completamente nudi. Vi erano donne, uomini, anziani, ragazzi e signorine, tre suore, riconoscibili per il velo nero che avevano in testa. Ho visto anche un altro parroco, seduto nel penultimo banco, con addosso solo il colletto bianco rigido tipico del clergyman, insomma saranno stati circa una cinquantina di persone, di ogni età, nudi come mamma li aveva fatti. Ho emesso un urlo acuto ed il parroco che diceva Messa, si è avvicinato a me e mi ha presa dolcemente sottobraccio, portandomi accanto a lui sul pulpito, dal quale parlava. Mi ha spiegato, sotto gli occhi divertiti dei fedeli, che non era un’allucinazione la mia, bensì una specie di esperimento programmato già da diverso tempo, ed autorizzato dal Vaticano. Mi ha subito specificato, che se volevo assistere al resto della Messa, avrei dovuto spogliarmi anch’io, altrimenti mi invitava con cortesia, ma con fermezza, ad uscire dalla Chiesa. Ho temuto di non aver capito bene ma, lui insisteva dicendo che davanti a Dio siamo tutti uguali e solo così, nudi come vermi striscianti, potevamo essere tutti fratelli e sorelle, tutti accomunati dallo stesso destino e senza diversità alcuna gli uni dagli altri. Riconosco che sono curiosa per natura, mi piace andare a fondo delle cose e dopo alcuni minuti di sbigottimento e vergogna, ho deciso di spogliarmi anch’io e di essere uguale agli altri. Nuda così, oserei dire che da un decennio a questa parte, mi ha vista solo mio marito: nemmeno il chirurgo che mi ha operata un anno fa, è riuscito a farmi togliere le mutande e a rimanere con addosso solo un telo verde ospedale, altrimenti sarei scesa dal letto operatorio e visto che l’anestesia era parziale, vi dico con certezza che i miei slip, me li sono tenuta addosso! Dentro quella Chiesetta in sasso, sperduta in una frazione, il cui nome per ora, non posso rivelare sino a quando gli altri esperimenti non saranno terminati, spoglia di ogni arredo sontuoso, disadorna, umile, abbellita solo con fiori di campo, ma piena di tutti quei corpi, fatti di carne giovane e non più giovane, mi sono sentita per la prima volta una modella. Perdonatemi, ma mentre ascoltavo con un orecchio il motivo di tale esperimento, davo un’occhiatina qua e là e non vi nascondo che ho fatto, mentalmente molti paragoni. Dovevo arrivare quasi a cinquant’anni, per perdermi in un bosco a due passi da casa e vedere una Chiesa con gente ignuda? E sentirmi per di più all’altezza della situazione, facendo ancora la mia figura! Non ho visto in nessun sguardo però  né malizia e né lussuria, non ho visto scherzi di natura sessuale negli uomini, e nemmeno le mani andavan odove si potrebbe pensare, ma rimanevano giunte. Gli occhi rivolti verso il basso, quasi a voler coprire la loro parte più intima, le cosiddette “vergogne”, solo qualche sbirciatina tra gli uomini, per i soliti triti e ritriti paragoni con dovute  misure da prendere. Il parroco spiegava con calma e serietà, anche se la sua nudità avrebbe portato a farsi due risate, il perché di quella scelta, come ho detto prima programmata ed approvata dalle alte sfere, alla quale hanno partecipato solo volontari, non costretti da nessuno ed assolutamente consenzienti e fieri di poter partecipare, a quello che si definirà, religiosamente parlando “il miracolo umano del secolo”. Alle fine della Messa, alcuni partecipanti mentre si rivestivano con gli abiti che avevano riposto, piegati in Canonica, mi hanno detto, felici, che l’evento era stato ripreso da una telecamera, per essere studiato da Psichiatri e componenti delle alte sfere del Vaticano, che avrebbero fatto le dovute valutazioni su come l’essere umano si comporta e reagisce, quando viene privato di tutto e quando si trova nella stessa identica situazione con altri simili. Sono caduti tutti i tabù, ho rivisto in pochi minuti tutta la mia stupida vita, ho ripensato alle persone che avevo perso per strada e a quando altre perderanno me. Ma poi mi sono detta che l’uomo nasce nudo, con fatica e solo, mica indossa lo smoking e il papillon! Così si dovrebbe continuare ad essere, nudi per tutta la nostra vita, coperti di pelli d’animale solo in inverno con la temperatura sotto zero. Anche al lavoro, per strada, sui mezzi pubblici, ovunque, tutti nudi e tutti uguali, senza pensare che invece su altre questioni, come l’IMU e le poltrone a Montecitorio, le differenze ci sono eccome e si vedono anche con gli indumenti addosso! Dopo essermi rivestita anch’io, ho pensato a come ero stata bene, senza falsi moralismi senza rivalità alcuna, a parte l’aver visto una signora sui sessanta circa, con un corpo levigato in ogni punto, pareva marmo di Carrara!Non so se fosse merito di madre lifting o solo di madre natura! Lo stupore maggiore, oltre al fatto si per sè strabiliante, è stato apprendere da un nonnetto che il filmato sarebbe stato mandato su tutti i canali televisivi e su Internet. Era molto contento e fiero di essere stato ripreso nudo, perché diceva che così, i suoi amici della Bocciofila, avrebbero finalmente visto di che pasta era ancora fatto, alla rispettabile età di ottantanove anni, smettendo finalmente di prenderlo in giro E’ stato proprio lui, che mi ha riaccompagnata a casa e solo nel tragitto di ritorno, mi sono resa conto che non mi ero persa nel bosco, ma se lo avevo fatto dopo tale esperienza, mi sono ritrovata. Il vecchietto mi ha spiegato, che succede quando si è molto stanchi e provati dagli eventi della vita, si perde la bussola e si immaginano cose strane, che non sono realmente avvenute, si può credere di aver perso la strada maestra, di non  ritrovare più il sentiero conosciuto, ma non è la verità. Semplicemente avevo girovagato in tondo, girando su me stessa, per un’ora buona. Questo ricordo e l’attesa di rivedermi nuda, “il tempo di montare il filmato e di preparare l’intervista ai volontari” disse il Parroco, assieme ai miei “compagni
di nudità”, penso che mi farà trascorrere il più simpatico e diverso Ferragosto di tutta la mia vita.

Fabiana Schianchi.  ( lo ripubblico, per gentile concessione e su richiesta di alcune persone, non più giovanissime che faticano a trovare nelle svariate categorie, alcuni post. Sono le persone che amo maggiormente assieme ai bambini e sono felice di poter accontentare anche coloro che con il computer, non hanno molta dimestichezza!) A voi giovanotti e giovanotte che me lo avete chiesto, io  chiedo però a voi, che avete il senno e l’esperienza, di commentare l’accaduto, non vi pare che sia stato un tantino stranuccio? Naturalmente è sottinteso che sono graditi commenti e sensazioni anche dai persone giovani! Vado alla presentazione, arrivederci a presto.