E’ qui la festa?

Domani dovrebbe essere il 31 aprile per come la penso io, anche se so a priori che con questo articolo mi attirerò molti accidenti e forse anche un nuovo ascesso dentario. Sono pronta al dibattito e ai pareri contrari, l’ho messo in preventivo! Ma come ben sapete, la lingua ce l’ho ancora, me l’hanno fatta per usarla, il cervello per pensare e ragionare se ci riesco e le mani per scrivere su questi animali strani chiamati “blog”. Le mani oltre che per fare le carezze alla figlia piccola, al marito,  al figlio grande no perché si sterza,le uso anche per tirare a mano la sfoglia, in qualche occasione speciale, come domani. Per principio e per modo di vedere le cose, per come mi sento io come donna, per come mi hanno insegnato i miei genitori, onesti e instancabili contadini, si lavora nella stalla tutti i giorni dell’anno, si va nella porcilaia tutti i giorni a pulire i suini, a dar loro il cibo e l’acqua. Le mucche devono essere munte ogni giorno, tutti i santi 365 giorni dell’anno finché danno il latte. Le mucche, sante femmine e mamme esemplari! si lasciano tirare con forza le mammelle per una vita, da una specie di tiralatte, per regalarci senza essere stipendiate, il primo ed indispensabile alimento che permette a noi pseudo umanoidi, di vivere. E non possono nemmeno scioperare o fare rimostranze, non si possono rifiutare di distribuire latte, che sia il 25 aprile, la domenica pomeriggio, il primo di maggio, il due di giugno, il giorno di Natale. Se vuoi che la mucca elargisca latte, tu devi curarla e mungerla tutti i giorni, altrimenti il latte non te lo da più, si ammala di mastite bovina, chiude la fabbrica e chi s’è visto s’è visto. E ben ci starebbe! Figuriamoci poi il sei gennaio, quando arriva la Befana: anzi! ciotola di latte anche per la signora. Festeggiare qualcosa che non è più esistente come dovrebbe, domani primo maggio 2014 è solo una scusa bella e buona per non lavorare. Come fare “i ponti”, ma chi ha inventato la filastrocca del “chiuso per ponte”? Ma se dobbiamo operare una persona al cuore il primo maggio, altrimenti rischia la morte, lo lasciamo aspettare fino a lunedì, se c’è in mezzo anche il sabato e la domenica? Gli dicimao, sa c’è il ponte, non possiamo intervenire! Ma stiamo scherzando? Lasciamo che sia Calatrava a fare i ponti, non quei lavoratori  onesti che ancora hanno un posto di lavoro e gradirebbero fare di tutto per tenerselo stretto! Sono tutte scuse, feste inventate per dormire e non andare ad alimentare il settore che mi pare, ma forse sbaglio, è il più in crisi in questi ultimi anni. Scritta questa premessa, festeggiare non lavorando il primo maggio, è non solo un diritto ma anche un dovere di ogni cittadino lavoratore. Non si è mai parlato di scelta, di libera scelta, libera decisione se andare a lavorare oppure no, se lavorare e prendere doppia paga ad esempio, come fare gli straordinari. Non mi piacciono le imposizioni, devo poter decidere io, se lavorassi ancora in Banca domani chiederei di lavorare e in 17 anni di banca non ho mai scioperato un solo giorno. Oppure giriamo la questione e facciamo dei distinguo: spetta il giorno di festa solo a chi ha raggiunto l’età quasi pensionabile e si riposa un giorno, a chi ha disagi fisici, a certe categorie protette, alle mamme gravide con una pancia quasi partoriente. Non spetta a quei giovani fannulloni che domani, dovrebbero andare a fare del volontariato, ad aiutare chi non riesce ad alzarsi dal letto, quegli sdraiati, che non si adattano a nessun tipo di mestiere e qualcuno del nostro bel Governo gli fa pure credere che c’è crisi e lavoro per loro non ce n’è più. Forse i nostri figli, giovani Italiani e Italiane, termine che nella seconda guerra mondiale significava tutt’altro, dovrebbereo andare a scuola domani ed imparare, studiare, apprendere e non rimanere degli eterni imbecilli. Non spetta a chi sul lavoro fa la larva umana e timbra il cartellino per tutti i colleghi, poi va in centro a farsi i c… suoi. Non spetta a chi danneggia l’azienda e denigra il padrone, sputando nel piatto in cui ha mangiato per trent’anni. Non spetterebbe a tanti di quegli emeriti disgraziati, che hanno fatto del “nero inchiostro” per una vita a danno di chi, cornuto e mazziato ha pagato sino all’ultima lira di tasse. Come me, come voi, come tutti i cittadini onesti Italiani che spero siano fieri di non aver mangiato, ingozzandosi, il vitellino ancora nella pancia della mucca! Ditemi voi, che cavolo c’è da festeggiare domani? Lo stivale va a rotoli dicono, le pizzerie e gli hotel sono sempre pieni però. La benzina è cara come l’oro, l’oro vero è sceso sottoterra però. Da noi a Reggio Emilia rubano di notte le gronde ed i pluviali di rame, oltre ai vasi porta fiori nei cimiteri, sulle tombe dei defunti, ma ve ne rendete conto? Perché il rame è alle stelle ed è ternato ad essere un materiale collezionato, ricercato, un materiale anche da fondere e da vendere a peso…di rame. Per fare la spesa al supermarket devi lasciarci un quarto dello stipendio e porti a casa solo borsine e contenitori di plastica, le tasse le han messe anche sulle evacuazioni corporali, pensate chi soffre di colite!! Ci devastano, ci umiliano, ci dicono davanti A e dietro al sedere fanno B, urlano tutti come dei venditori di pesce al mercato, siamo lo zimbello di tanti stati europei e mondiali anche se non vogliamo stare dietro la lavagna. I nostri giovani, non tutti per fortuna di Dio! non si adattano a fare i netturbini o i badanti per anziani, non si vogliono sporcare le mani facendo gli operai in catena di montaggio, nell’anno nuovo forse ci mettono le mani nel portafoglio per prenderci i famosi 80,00 euro a chi ne ha giustamente bisogno. Ma cosa siamo diventati? I Robin Hood della situazione? Io domani lo festeggio a modo mio: faccio dieci uova di sfoglia, preparo i tortelli verdi e con il ripieno che ho nel congelatore, preparo anche i cappelletti ,aiutata dai miei famigliari. Poi congelo il tutto e faccio un poco di scorte, per quando ho fretta oppure se sono ammalata e mio marito cuoce al mio posto. E se vedo un bandiera o uno striscione per i “festeggiamenti” giuro che lo incendio! Sono impazzita o ci vedo ancora bene??

Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

4 pensieri riguardo “E’ qui la festa?”

      1. Ne sai più tu che sei antico come Noè, che i sindacalisti di oggi. e soprattutto usi il buon senso o sale in zucca, come si diceva ai tuoi tempi. scherzi e per stare nel tuo bellissimo mondo, è come dire festeggiamo il diritto respirare e a fare la pipì o la popò. Vorrei vedere anche quella! ma con tutto quello che sta succedendo aspettiamoci anche la festa delle evacuazioni! Grazie della siesta nella mia umile dimora.

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  1. Spesso con la società di oggi, per quanto ne sappia io, si tende a trascurare il lavoro vero.
    Quando ero ancora nell’antica Roma, mio padre, vasaio, lavorava in continuazione. Non c’erano feste che permettessero si stare a casa a far nulla. Il lavoro era un fattore costante. Pensiamo anche a contadini e allevatori. Oggi la concezione di lavoro è diversa. Forse, in alcuni casi, non si dovrebbe neanche considerare lavoro.
    Cornelio.

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