Un pannolone per ogni stagione.

Sento raccontare a volte con queste orecchie che non dovrebbero sentire, faccende e situazioni che di così eclatante da essere scritte sul Guinness dei Primati, non hanno proprio nulla. Siamo sempre noi donne a creare l’incredibile, noi vipere e non prive di invidie e rancori nei confronti di altre donne e mamme che vanno sbandierando i successi e le conquiste dei loro pargoletti. Come se fossero loro, cioè le mamme a raggiungere determinati successi o traguardi prima delle altre mamme. Non è così, non per i piccoli: ogni bambino ha i suoi tempi e i suoi metodi per abituarsi o disabituarsi a situazioni nuove o per staccarsi da oggetti e riti per lui molto importanti e rassicuranti. Io stessa quattro anni fa, ho forzato mia figlia al “disciucio” che come recita la parola è il contrario dell’inciucio, in poche parole l’ho costretta a consegnarmi il ciucio quando ella non era assolutamente pronta. Ovviamente ne ho pagato le conseguenze, in termini di disagi profondi. Stamane cercherò di affrontare la tappa, del cosiddetto “SPANNOLINAMENTO”, traguardo stupidamente fondamentale per quasi tutte le mamme che vogliano arrivare per prime. A che cosa non l’ho ancora capito! Forse a smetterla di sentire tutte le sfumature delle puzze di cacca e pipì che i nostri angioletti ci regalano, forse sono stanche di lavare culetti per circa otto volte al giorno, consumando altrettante paia di guanti sterili. Ho sentito una mamma che si vantava, urlandolo ai 4 venti che la propria figliola di mesi venti, cioè di nemmeno due anni, aveva tolto il pannolone a luglio. Conquista eccezionale per il mondo delle mamme, evento unico e raro, “UNA COSA DA PRIMATO, MAI AVVENUTA PRIMA!”. Questo hanno udito le mie orecchie, non ho proferito parola, ma ho iniziato la nota riflessione che mi ha dato lo spunto per questo spero, simpatico Post. Spannolinare o togliere l’abitudine del pannolone ad un bambino, se questi non è realmente pronto, potrebbe causare diversi disagi ai pavimenti e ai mobili antichi di famiglia. Dobbiamo essere certe che l’esserino dica con convinzione “Mamma, cacca” oppure “Mamma, pipì”, inoltre dobbiamo essere nelle vicinanze del pargolo per udire le sacrosante parole. Nel caso fossimo noi stesse a fare pipì o popò, oppure avessimo la musica della radio alta, l’esserino la mollerebbe dove capita, fosse anche sopra ad una ribalta in radica di noce del 1600. E con quel che costano i restauri al giorno d’oggi, non è il massimo della vita.huggies

.Questo si chiama Spannolinamento Forzato e spronato al fine di entrare nel Guinness dei Primati di cui sopra. Altro caso: il bambino, imitando i coetanei dell’asilo si sente pronto e sul famoso vasino con paperella evacua e innaffia. Se a chiederlo è lui o lei, possiamo essere certe che il momento è quello buono e non ci ritroveremo per casa e dentro ai cassetti della biancheria antica della bis nonna, i resti puzzolenti di nostra figlia. Non è finita qui. La bimba cresce, la mamma imbianca, il pannolone, anche se in formato ridotto ritorna. Con la prima mestruazione o menarca che dir si voglia, inizia un lungo e doloroso, nonché articolato percorso di pannolini o assorbenti intimi, che avrà termine dopo diversi decenni. All’inizio ci farà sentire “grandi”, “signorine” e in grado di conquistare i primi ragazzini, senza pannolone ci si augura! L’operazione è un poco meno complicata: si useranno solo una volta al mese per pochi giorni, poi il tutto si concluderà con l’ espellere un vecchio uovo, per covarne uno nuovo il mese successivo. pannolinihellokitty

Dal punto di vista monetario, si spenderà meno, e se proprio non possiamo permetterci gli assorbenti di nuova generazione, igienici, usa, impregna e getta, dovremo ricorrere al famoso baule dei grembiuli. Custoditi con amore e canfora, troveremo sicuramente gli antichi “ciripa’” o pannolini per bambini e le pezze di cotone per il mestruo delle nostre nonne. A voi la scelta. Finisce così dopo una quarantina di anni circa anche la stagione del pannolone mensile. Non ci manca, siamo felici, anche se parecchie vampate di calore e sudore ci avvolgono, ma in fin dei conti, stiamo bene così e ci siamo spannolinate, questa volta per mano di Madre Natura. Fine degli acquisti, si ripongono i “ciripà” nei bauli, previa sterilizzazione degli stessi. …e invece no! Passano altri anni e un bel giorno ci accorgiamo che le nostre mutandine sono bagnate…”Ma oggi non piove”, affermiamo con stupore. “Ma non le hai asciugate bene prima di indossarle?” chiede nostro marito, accorgendosi che anche lui sente umidità nelle zone basse. Ahia, ahi, ahi, care amiche pensierose e cari amici umidicci, che cosa starà mai succedendoci? Succede che arriva l’autunno e poi l’inverno e con esse, arrivano le perdite al governo e le perdite alle nostre stanche e provate vesciche. O viceversa alle strapazzate e morbide prostate dei signori uomini. Cosa fare in questi casi? Mica possiamo andare al supermercato o al cinema, lasciandoci dietro la scia acquosa, oppure non possiamo fare come i gatti che “segnano il territorio”. Dobbiamo perciò rassegnarci e ricominciare ad acquistare i pannoloni per incontinenza. Il formato sarà diverso, il pacco però molto ingombrante e, una volta usciti dalla Farmacia o sanitaria, si comprenderà benissimo che cosa contiene la borsa di plastica. vecchietti

Ne è passata di acqua sotto i ponti e dentro quei pannoloni! ma il significato non cambierà con gli anni, i pannoloni fanno parte della nostra vita e della nostra storia, ma stavolta temo fortemente che nessuno più, avrà il coraggio di venire a spannolinarci per poi farlo sapere ai parenti. A meno che non siamo in odore di “eredità” cospicua.
Buon pranzo a tutti e non dimenticatevi di acquistare oltre al grembiule, un pannolone per ogni stagione, non si sa mai!

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