Stronzi o cattivi?

Mi offre lo spunto per sviluppare questo tema, Stefania, che in merito alla seconda parte dell’intervista che ho “subito” dalla Bignardi, mi dice “Io non so essere stronza, mi manca la giusta cattiveria”. Queste sue parole mi fanno riflettere parecchio, non amando la parola “stronzo” e dovendola usare diverse volte nel corso di questo post, la sostituirò con la parola “striminzito”. Personalmente non credo che per essere striminziti occorra essere cattivi, non vanno di pari passo i due aggettivi qualificativi usati al negativo. Si può essere striminziti solo in determinate occasioni,non con tutti e si colpisce mirando bene l’obiettivo “persona”. Striminziti non si è sempre e tutti i giorni, a tutte le ore di tutto l’anno! Si usano certi toni, certi eufemismi,certe sdolcinerie, si finge di sorriderti davanti e ti trombano dal dietro, con una nonchalance elegante e subdola. Questa potrebbe essere di primo acchito la definizione più calzante che mi viene in mente per riferirmi allo striminzito. L’essere umano cattivo/a invece lo è sempre non finge, lo è con tutti, non può fare diversamente e non sa progettare a priori l’atto di stronzaggine acuta, riversata con goduria sul bersaglio giusto. Non su un altro, con il quale può dimostrarsi al contempo, carino e molto gentile, nonché accattivante, altra leggera variante dello striminzito. Il cattivo per eccellenza non è dotato di un’intelligenza eccezionale, o quantomeno la usa e la dosa molto male, lo sento come un essere molto rozzo e grezzo, che spara cattiveria a vanvera, anche laddove non ce ne sarebbe bisogno. Capace di compiere azioni grossolane, si avvale di un linguaggio molto forte e deciso, sa come farsi mal volere, a volte può chiedere scusa pentendosi del gesto compiuto. Lo striminzito no, è arguto, perspicace, sa qual’è il punto debole dell’avversario e affonda la lama nella piaga elegantemente, quasi sempre sfoderando un sorriso beffardo. Abbino la stronzaggine (nonriesco a sostituire questa parolaccia!) soprattutto al genere femminile, non me ne vogliano le mie sorelle in Eva! Colloco la cattiveria invece in tutti e due i sessi, se poi una persona oltre che striminzita è anche cattiva le faccende relazionali si complicano maggiormente. Cattivi lo si può diventare in seguito a vicende molto dolorose accadute nel corso della propria esistenza. Successivamente si potrebbero sviluppare astio e livore, aggressività, violenza, ferocia, e altri stai d’animo non riconducibili alla stronzaggine pura e semplice. Trovo che chi si comporta da persona striminzita abbia questa peculiarità sin dalla nascita, ereditata dai genitori o da chissà chi, ma l’ombra e i primi sentori si intravedono già in tenera età, per poi coltivarla in adolescenza, conclamandola nell’età adulta. la persona striminzita può anche aiutare un altra persona in gravi difficoltà di salute, o se la vede sdraiata per terra, l’essere umano cattivo non aiuta nessuno. A meno che, ma qui entriamo in un meandro molto complicato, non ne tragga un enorme beneficio per se stesso. Per guarire da questa peculiarità non saprei che cappello mettermi, se ce l’avessi come costante della mia vita. Non saprei se rivolgermi ad un Santo per guarirne, ad un medico, al Parroco o se tenermela ben sapendo di possederla. Diverso è il problema della cattiveria, che se mal gestita può sfociare in perfidia sino a far compiere al soggetto cattivo, atti e gesti dei quali potrebbe amaramente pentirsene. Il cattivo per eccellenza, i film, i libri, i racconti ce lo insegnano: ci sono sempre i buoni ed i cattivi, in genere sono i buoni che vincono alla fine. In genere il bene vince sul male, ma contro la st…..aggine poco si può fare. Colui che riveste il ruolo reale di “cattivo” può anche arrivare ad uccidere, lo striminzito in genere sta dietro le quinte e manda avanti il cattivo per manovrare con stronzaggine i fili. Non mi sento perciò di appartenere a nessuna delle due categorie, ma se dovessi darmi un brutto voto me lo darei per la stronzaggine che a volte ho usato e uso, in dosi lievi e sporadiche. Ma attenzione! Solo con chi lo è con me per primo, allora reagisco e qualche battuta pungente mi scappa. Altro non saprei fare, altro non voglio fare, dal momento che non sono una persona cattiva. Anche quando ho ricevuto tanto male non ho reagito con cattiveria, ma ho incassato, mettendo “le pive nel sacco”. Che poi il mio sia un atteggiamento giusto e risolutivo questo non lo so, so per certo che tra i tanti difetti che ho, la cattiveria non mi appartiene. Forse su questo ci dovrei lavorare un poco, non mi piace per niente essere striminzita, anche se qualcuno/a lo meriterebbe molto di più di quanto io non sia stata. Aspetto vostre sensazioni e pareri, che mi auguro siano costruttivi e sinceri come sempre. Buon appetito a tutti, anche se il galateo non lo prevede, ma qua siamo tra amici…

Intervista a Fabiana Schianchi (seconda parte).

In questa seconda parte dell’intervista, sono andata a kamikaze, senza aver concordato nulla con la signora Bignardi. Le ho lasciato farmi fare anche le domande più imbarazzanti e le ho riunite tutte in questa seconda parte,anche se alcune erano precedenti. Voglio incollarvi alla sedia, crearvi il batticuore e desidererei sentire degli “oooohhhhhh”, vediamo se concentrandole tutte batto il mio record personale di letture! Faccio quindi una scommessa tra me e me: siete pronti per le domande allo sbaraglio, senza anestesia?

D. Mi pare una donna in gamba lei, anche se non sono ancora riuscita ad inquadrarla cara Fabiana. Non riesco a collocarla in nessun gruppo,in nessuna cerchia, non riesco a darle un settore di appartenenza, sembra snob e con la puzza sotto al naso più di Marina Ripa di Meana, poi mi accorgo che ha umiltà e semplicità da vendere, sembra fragile ma è forte allo stesso tempo..
R. la fermo subito Daria, non cerchi mai di incasellarmi o di mettermi in un settore,non sono una conserva da mettere nel reparto delle conserve a lunga conservazione! Non ce la farebbe ed io terminerei qua l’intervista che ora si sta facendo interessante. Se lei prova a prendermi, io scappo lontano, ha presente il film “Se scappi ti sposo!”?
D. sì l’ho presente, ma lei l’ha fatto per ben due volte, quindi non vale!
R. no, la devo correggere, solo una. Il primo matrimonio è stato reso nullo dalla Sacra Rota, quindi non c’è e non è mai esistito.Non è stato annullato che è faccenda diversa, è nullo.
D questo per la Chiesa, ma non per lo Stato Italiano, dove se io vado a guardare lei è stata sposata per ben….Quanto ha pagato per farselo rendere nullo? A suo tempo non ci riuscì nemmeno Carolina di Monaco!
R, ma lo sa che lei quando ci si mette è proprio una rompi cabbasisi? Non ho speso nulla a prate il conto salato dell’avvocato. Vada a guardare dove vuole, io sono sposata in prime nozze con mio marito Corrado, punto e basta!
D. ho capito, si sta inalberando!
R.. sì e mi sta venendo anche una vampata di climaterio appurato,quindi cambiamo discorso!
D. a quanti anni ha fatto sesso la prima volta?
R. quello vero o quello finto?
D. cosa intende per vero o finto?
R. dovrebbe saperlo meglio di me, visto che lo chiede a tutti gli ospiti che intervista. Se intende penetrazione a ventuno anni, se intende petting sempre a ventuno, se intende sesso vero dai venticinque anni in poi.
D. cosa vuol dire sesso vero? Il sesso è sesso, mica ha molte interpretazioni.
R.. questo lo dice lei. Io specifico ed intendo sesso misto ad amore, conclamato da uno o più orgasmi. Il sesso senza amore, non mi è mai interessato.
D, e quello senza orgasmo l’ha conosciuto? Le interessa? Lo pratica, così solo per il piacere di far godere il partner.
R. Che imbarazzo mi crea! D’altra parte gliel’ho concesso io, quindi non mi devo lamentare! Allora vediamo un pochino di ricapitolare: sesso senza orgasmo finale mio o del mio partner è successo parecchie volte e succederà ancora, non avendo io più trent’anni o quaranta, Che mi interessi concludere così un atto d’amore, direi di no. L’ho subito, l’ho fatto subire, è successo e pace, che abbia esultato perché orgasmo non ebbi, questo no. Che io ci rimanga male e mi faccia delle domande questo sì, sempre. Cerco la verità anche in un momento così bello mancato.
D. non compreso bene, lei ha il potere di bloccare un orgasmo ad un uomo? Cos’è l’anti Viagra del 2014? Mi dica come fa..
R.: non ho poteri extra terreni, dal momento che è il cervello che comanda su tutto il corpo umano, può accadere che l’uomo per diversi fattori, non riesca a culminare con l’orgasmo. Oppure, in casi di emozione,o troppo desiderio non riesca nemmeno ad avere un’erezione decorosa?
D..cosa intende per decorosa Fabiana? ( e qui la Bignardi si toglie e si mette le stanghette degli occhiali in bocca..)
R. intendo un’erezione sufficientemente eretta per riuscire ad entrare nel corpo di una donna, o meglio nelle sue parti intime. Ma son domande da farsi alla sua età scusi? Credo che lei sappia come nascono i bambini, o no? Oltretutto sono cose scontate che non credo interessino al rutilante mondo degli ascoltatori! Lei invece che poteri ha su di un uomo, su suo marito ad esempio?
D. Le avevo già detto che l’intervista sarei io che la faccio a lei, o vuole che ci fermiamo?
R.. beh se è possibile, mandiamo la pubblicità, dovrei andare in bagno e ho sete. Bevendo due litri di acqua al giorno sempre per il discorso della pelle conservata in modo perfetto, mi occorre anche tanta acqua e dopo devo fare tanta plin plin”
D: stia zitta per carità! Non si può far pubblicità.
R. ma io non l’ho mica detto che si tratta dell’acqua che beve l’uccellino di Del Piero, la Rocchetta se non erro.
A questo punto sigla, pubblicità e una Bignardi incazzata nera perché mi è scappato il nome dell’acqua! E va beh, non sono mica perfetta accidenti!
Si riprende, in un clima ancora più agguerrito, con il pubblico che sventagliava fazzoletti e e ventagli in seta, uomini compresi, a me in dieci minuti, oltre alla pipì, avevano rifatto trucco, parrucco, cambiato l’abito (come avevo chiesto io) e chiesto alcuni autografi sul libro “Piacere io sono un water”,quelli della troupe. Mi son chiesta come mai ce n’erano in giro ancora, non ho avuto risposta! Mi hanno trattato come una vera diva, una di quelle che contano, una di quelle della TV vera, una di quelle che insomma.. una di quelle che io non sopporto.
D. allora, ha espletato le funzioni corporali Fabiana Schianchi? Si sente meglio ora?
R.: sì abbastanza bene e ne approfitto per chiederle subito se suo marito ha mai fatto cilecca?
D: guardi se glielo dico, poi lei risponde all’ultima domanda sul sesso?
R. ci provo, a patto non sia troppo personale!
D: anche mio marito in passato ha avuto difficoltà sessuali, ma ora si è tutto aggiustato, con qualche aiutino come tutti, ma va tutto a gonfie vele!
R.: ahhh, allora lo confessa che usa dei mezzi chimici come si legge in giro! Quindi se non ho capito male assume qualcosa per farlo gonfiare! Che cos’è, mi dica il nome e dove lo acquista.
Daria non risponde e passa al contrattacco.
Domanda: lei ha anche trattato il tema/Tabu’ della masturbazione, la pratica oggigiorno? Da sola, o davanti a suo marito?
Risposta: ma ce l’ha proprio con me per bacco! Non più da sola, quindi l’opzione giusta è la seconda. Ora però cambiamo argomento davvero o me ne vado.
D. D’accordo, mi fermo, ma lo sa che lei è una tipa tosta davvero? Avevano ragione quando mi hanno suggerito il libro sul Water! Che cosa ne pensa dell’Italia oggi? Che cosa vorrebbe che succedesse a tutti gli Italiani per far sì che questa crisi cessasse?
Risp. ha visto come la parola cess e derivati ricorre nel nostro parlato? L’Italia di oggi è quella che vede anche lei, non ho bisogno di essere retorica e di ricordare che molto sta andando a rotoli. Per quanto riguarda gli Italiani, ci sono ancora molti ricchi e benestanti e la crisi così devastante che ci dicono esistere, non è reale. Fino a che i ristoranti, i luoghi pubblici, gli aerei, gli hotel saranno “tutto esaurito” non siamo alla canna del gas, ma non ci arriveremo. L’Italiano ha ancora i soldi come ce li ha lei e ce li ho io, anche se in misura certamente inferiore. Il problema è un altro: ognuno di noi li spende dove vuole. A me interessa in questo momento un riconoscimento economico a tutte le casalinghe come me, che io chiamo simpaticamente “Dirigenti di Famiglia”. pretenderei che si parlasse di più dei molteplici ruoli che svolgiamo e che non venissimo sottovalutate, da voi, dirigenti esterne le mura.
D.: quali mura?
R.: le mura delle casa, è ovvio! Senza di noi, voi non riuscireste a stare molto su queste sedie con le gambe accavallate a far domande! mi sento anche badante e governante, non mi vergogno, e non mi venga a dire che si fa presto a parlare. Ho lavorato anch’io fuori casa per 25 anni, gestivo figlio, casa, genitori allettati e altro, quindi so come ci si sente! Non avevo la colf fissa nepalese, solo una signora qualche ora alla settimana…Poi nel 2009 le dimissioni dalla banca.
D: e non è andata in depressione dopo aver lavorato tanti anni fuori casa? sempre a contatto con il pubblico, mi pare di leggere.
R. ci sarei andata se avessi continuato in un luogo che non mi emozionava più, avevo trascurato tutto e tutti, sopratutto la mia grande passione.
D. suo marito?
R. ricomincia a punzecchiare? No, intendo dire la scrittura, mio marito è altro, sarebbe riduttivo chiamarlo “una grande passione”. le passioni passano, gli amori grandi restano per sempre, anche a costo di soffrire per amore, lui resta.
D: come fa ad esserne così sicura? Cioè lei Fabiana è sicura che suo marito non la lascerà mai? Non può affermare questo, non ci crede nemmeno lei se ci pensa bene….
R:Non solo ne sono sicura al cento per cento, ma le dico anche che rimarrà con me anche dopo le nostre dipartite, oltre la vita. Anche se per la verità, nella prossima vita io avrei appuntamento con un altro uomo, ma questo non glielo diciamo e tagliamo questa frase. Non vorrei se ne avesse a male, dopo tutto ciò che fa per me….
D. quindi lei, dopo la morte amerà ancora e ha un appuntamento al buio, come si suol dire. E’ un uomo che conosce già?
R. altro che se lo conosco: è l’unico che non sono riuscita ad avere per motivi suoi di codarderia, mi passi il termine non consono. Abbiamo comunque appuntamento nella prossima vita e lì, mi rifarò. Spero solo non ci sia anche mio marito, non mi sono mai piaciuti i triangoli!
D. che importanza hanno i figli nella sua vita?
R. come ho già detto e scritto migliaia di volte, sono al primo posto, parimerito con mio marito. Sono una mamma chioccia, la tipica Italiana per niente simile alle mamme tigre.
D. la religione quanto conta nella sua vita? E’ credente?
R. Dio mi ha aiutata moltissimo nella mia vita, non sarei qui se non ci fosse stata un’entità superiore che mi ha sempre indicato le strada da seguire. Se poi molte volte non ho ascoltato, sono affari miei e ho pagato di mia tasca tutto. Sono molto credente in Dio, nella Madonnina ed in alcuni Santi, non credo nei preti, nelle istituzioni religiose e sono poco praticante. La messa e la Chiesa ho un modo tutto mio di vederla e per prima cosa, farei dire la Santa Messa alle donne comuni. Cambiando donna ogni domenica. Ammiro molto le suore, quelle di clausura. Ho il mio Santo preferito, quello al quale mi rivolgo sempre in caso di necessità grave, quando non voglio disturbare Gesù.
D.. chi è questo santo se posso chiederglielo?
R. sta diventando umana sul finire della chiacchierata? Comunque glielo dico, anche se non ha bisogno di pubblicità, è Padre Pio. Mi ha dato diversi segni della sua santità, in momenti gravissimi di salute mia o di miei familiari. Non disturbo i santi per scemenze.
D. Siamo giunte al termine di questa chiacchierata densa e vivace con la signora Schianchi Fabiana, che proprio oggi ha compiuto 50 anni! Non posso far altro che ringraziarla e dirle che è davvero una donna in gamba. Un’ ultima domanda, prima di salutarci, quella di rito: ha un desiderio da esaudire?
R:. sì, ce l’ho, vorrei che questa intervista non finisse mai!

Canali in Festa 2014 e il gruppo ANTA!

IMG_2092IMG_2089Anche quest’anno si è svolta in modo dignitoso e colorato, la consueta festa del nostro Paese. Causa la crisi, il gran caldo che ci ha massacrati, le tantissime, (troppe) iniziative dei Paesi e città limitrofe, non è stata una Fiera con numeri eclatanti di visitatori ed incassi. Il mio punto di vista, però mi suggerisce che nonostante tutto remasse contro, la festa è andata bene. Mi preme sottolineare l’impegno, la forza e voglia di lavorare gratuitamente,la generosità dei negozianti come signora Federica del Forno Ca’ Bianca,(per citarne una..),che ringrazio a titolo personale, che ha offerto dieci ghirlande o trecce di pane, servite per abbellire i nostri spazi espositivi. Le abbiamo appese legate ad un nastro rosa fucsia fluorescente sulle tovaglie bianche di fiandra, ed erano magnifiche, facendo risaltare ancora di più gli oggetti che vi erano esposti. Ringrazio l’instancabile e competente organizzatrice, signora Elisabetta Mariani, per la collaborazione, la pazienza, l’estro, la volontà che dimostra ogni anni nel prendersi una simile responsabilità! E’ persona eccezionale ed offre la possibilità di far sfilare i nostri bambini e bambine a mò di gioco scherzoso, con gli abiti del suo bellissimo e variopinto negozio! Ringrazio le aiutanti tuttofare, i bambini che hanno allestito molti spazi espositivi, le parrucchiere e le truccatrici che hanno reso i bimbi dei veri “modelli per un giorno” sudando e sciogliendosi loro stesse, ma lavorando senza sosta con phon, arricciacapelli, pennelli, rossetti e fard, rendendo meravigliosi i nostri bambini. Tutti quanti hanno dato il loro contributo, creando come ogni anno quel clima di amicizia e bontà che dovrebbe sempre accompagnarci tutto l’anno, non solo in queste rare occasioni!Ieri ero molto stanca, come lo sono tutte le mie amiche del mitico e unico “GRUPPO ANTA”! La raccolta del materiale da vendere è iniziata a marzo, noi lo abbiamo diviso, pulito, tolto le cose rotte o sporche, prezzato, messo dentro agli scatoloni, procurato i gazebi, i tendoni, le tavole, le tovaglie e quant’altro serva per rendere una bancarella allegra, ed accogliente. Abbiamo portato i frigo da pic nin con le riserve di acqua ed altro, ci siamo aiutate e sostenute a vicenda, offrendoci l’un l’altra affetto e amicizia, come facciamo sempre tutto l’anno. Non c’è rivalità di tra di noi, a volte durante le riunioni scleriamo un pochino e brontoliamo come una pentola di ceci, ma subito tutto torna al proprio posto e perseguiamo l’obiettivo insieme. Succede ovunque di avere opinioni diverse, anche nelle migliori famiglie ed in parlamento, figuriamoci in un gruppo di donne che vanno dai quaranta ai novant’anni! E’ il bello di queste cose, è l’aspetto vero e genuino, quello che crea il mordente per proseguire in opere gratuite che in pochi secondo me, oggigiorno riescono a portare avanti ed a termine, senza specularci. Mi sento di affermare ciò con conoscenza di causa purtroppo! Senza guadagnarci assolutamente nulla, se non la gioia di aver aiutato chi è meno fortunato di noi. Ripeto che il caldo torrido, scoppiato d’improvviso domenica qua a Reggio Emilia,come in molte città dìItalia, aveva raggiunto i 33/35° e rimanere tutto il giorno sul cemento, anche se con qualche tiglio a farci ombra, mi ha devastata, tant’è che alla sera ero fisicamente distrutta. Penso di aver bevuto qualcosa come sei litri d’acqua circa, più diversi gelati che non mangio mai e tornata a casa alle 20.30 sono rimasta sotto la doccia circa un’ora ,consumando ettolitri d’acqua! Il pianeta spero mi perdonerà per questa volta, di solito metto il timer e raramente mi concedo docce sprecone! Ringrazio anche la mia carissima amica d’infanzia, Roberta R, che è venuta a darmi il cambio verso le ore 13, per permettermi di andare a casa a fare una sciacquatina e un cambio d’abito che era incollato a me come una seconda pelle, è rimasta con me sino alle 17 e mi ha aiutata nelle vendite! Ieri, però contrariamente alle mie abitudini, ho dovuto starmene a letto, o sdraiata sul divano a dormire e a riprendere le forze, causa continui giramenti di testa, spossatezza, crampi e nausea. Pazienza! Ne valeva la pena ed ora sto meglio, lo capisco perché stamane ho pulito i bagni di casa. Sono molto contenta, anche quest’iniziativa benefica è andata a buon fine, le vendite sono andate bene e riusciremo a mantenere gli impegni presi. Vi ricordo che le somme guadagnate andranno a tre iniziative benefiche, certe e serie. Tutto il guadagno derivante dalla vendita di: oggetti vintage ed antichi, quadri, mobili, biancheria, pizzi, merletti, abbigliamento, borsette, ceramiche meravigliose dipinte a mano da un altro gruppo di amiche decoratrici che si sono private di pezzi da collezione per aiutarci e quant’altro ci è stato DONATO, da chi ha ancora un cuore, andrà ad aiutare due famiglie di Canali, che si trovano in gravissime difficoltà economiche. E’ un granellino di sabbia nel deserto, ma per fare un deserto occorrono tanti granellini insieme, noi daremo loro il primo. La terza iniziativa è quella di contribuire ad aiutare una bambina moldava di sette anni,facente parte di Cosmohelp, che dovrà sostenere un trapianto di cuore qua da noi in Italia. Dopo aver subito cinque interventi, è ancora in gravissime condizioni e rischia la vita. Cercheremo di aiutarla e ad aiutare la sua famiglia a sostenere tutte le spese necessarie, affinché torni a vivere e a sorridere e non lasci questa vita terrena. Ora noi amiche ANTA, ci ritroveremo giovedì mattina a fare il punto della situazione, a destinare le somme e a parlare della nuova iniziativa che chiuderà l’estate, a metà settembre circa. Siamo api operaie, mai ferme, mai abbattute e se una di noi non sta bene, come è successo ad una nostra carissima amica negli ultimi giorni, tutte stiamo male e ci preoccupiamo per lei. Ringrazio ancora tutti coloro che hanno lavorato, donato, pettinato, vestito, sfamato, la comunità e vi do l’arrivederci alla prossima edizione, che faremo in modo di preparare per Maggio 2015.canali in festa 2014

Intervista a Fabiana Schianchi.

Nell’attesa di vedere in TV la trasmissione condotta da Daria Bignardi,riporto qua di seguito la prima parte dell’intervista. L’intervista, andrà in onda (registrata perciò!) dopo l’estate nell’ambito di un programma sul mondo dei blogger. Mi hanno dato però il consenso a pubblicarla sul mio blog. Mi sono molto divertita nel rispondere alle domandedirette e molto piccanti che la signora mi ha posto. Ho cercato di rispondere con la massima sincerità come mio uso e costume, anche se a volte e per alcune domande ho sudato parecchio. Vi riporto senza tagli, la prima intervista, quella originale non modificata. Siete pronti?

D. intanto grazie signora Fabiana per aver accettato di essere intervistata da me, comincio con il farle gli auguri per i suoi 50 anni, non è traguardo da tutti!
R. iniziamo subito a mettere il dito nella piaga vedo, comunque la ringrazio, non ho dubbi che anche ne avessi compiuti 40, mi avrebbe detto la stessa cosa!
D.: non lo so e non mi porgo il quesito, come si sente oggi?
R: benissimo, come ieri e come domani, il compleanno è un giorno come gli altri…
D: sì ma questo è un traguardo importante, non tutti ci arrivano, in molti o meglio molte, ci arrivano semi distrutte sia nel fisico che nella mente! Le richiedo come si sente?
R. le rispondo nuovamente che mi sento molto bene, sono emozionata come una bambina al suo primo fidanzatino, questo sì. In merito a fisico e mente, ci ho lavorato sù mezzo secolo per essere come lei mi vede attraverso questo monitor o nelle foto che le ho mandato. Mi può però credere: io sono così e non ho fatto ritocchi, né visibili e nemmeno invisibili.
D.:ha fatto un patto con il diavolo?
R: non solo con lui, anche con Renzi, con i lquale ho un sospeso. Direi che sono due persone tutto sommato abbastanza intelligenti ed astute, hanno una parlantina superiore alla mia e dono molto accattivanti, fanno promesse a chilometri, vedremo sele manterranno!
D: ahia, qua cominciamo subito a parlare di politica e sento un certo astio o ruggine da parte sua nei confronti del Presidente del Consiglio.
R: ma no, si sbaglia, nessuna ruggine che poi viene il tetano! Sono solo un pò contrariata con Matteo perché non risponde alle mie missive sull’importanza dello stipendio alle Dirigenti di famiglia e sul rutilante mestiere che svolgiamo. Per quanto riguarda il Diavolo, mi riferivo a mia madre, che alla venerabile età di 91 anni, non ha rughe, cellulite, smagliature o altri segni di cedimento. Non fosse per quello stronzo di tumore….si può dire “stronzo” in televisione?
D. oramai l’ha già detto! Quindi il fisico, la pelle, il viso e tutto l’armamentario che lei possiede è una questione generazionale diciamo, ereditata anche senza la sua volontà? e qua interrompo la Bignardi di brutto! : Continua a leggere “Intervista a Fabiana Schianchi.”

Le difficili scelte di un ventenne.

E’ da poco uscito di casa mio figlio maggiore, mi manca già anche se so che lo rivedrò domani o tra due giorni al massimo. Deve essere in classe alle ore 19.00, frequenta le serali e ha trovato lavoro in una grossa azienda reggiana, per un periodo di tempo determinato. E’ stato fortunato, in mezzo a migliaia di giovani a spasso a cazzeggiare per la città. Perchè non tutti, pur avendone l’opportunità decidono di mettersi alla prova e lavorano, questo noi adulti lo sappiamo molto bene, non facciamo finta di nulla.Non tutti hanno voglia di lavorare, tanti non trovano nulla, ma è diverso. Mio figlio mi ha salvato in passato dall’impazzire, dall’entrare in una casa di cura, dopo aver trascorso sedici anni con suo padre, mio figlio è stato la mia ragione di vita, la personcina per la quale lavorare in Banca, guadagnare lo stipendio e crescerlo al meglio di come potevo allora. L’unico e dico, l’unico, scopo per il quale decisi di proseguire in questo cammino terreno. E’ ancora uno degli scopi (assieme a sua sorella) per i quali ho ancora l’entusiasmo di una ragazza della sua età, ed è ancora il sole della mia vita. Mio figlio è un giovane uomo che sta cercando il suo percorso e la sua strada e non gli riesce per niente facile! Non abita più dentro le mura di questa casa da tre anni, ma abita sempre dentro il mio cuore e la mia anima. Ogni giorno, lavora, vive, mangia, dorme,va in compagnia con gli amici (pochi e selezionati!), lavora otto ore e ha deciso, anche se non lo comprende ancora, da solo parecchie situazioni. Mi ha detto, sbocconcellando un maxi toast che gli ho preparato, che è sempre indeciso sul da farsi e che dev’essere un male di famiglia. Ha quest’eterna indecisione e paura di non fare le scelte. “L’avrò ereditata da parte di mio padre, tu sei sempre un vulcano, sai sempre cosa fare e come farlo” mi ha detto, ed io con la mia voce ed il mio veloce ritmo nel parlare quando sono in difficoltà, gli ho risposto che io non sono così forte come sembro. Lui, dopo tutto ciò che ha patito suo malgrado, in buona parte anche per colpa mia, lo ha incassato sempre con dignità, con pudore,con rassegnazione intelligente, usando i mezzi che aveva a disposizione, tirando fuori dal suo essere prima di bambino, poi di adolescente la forza per andare avanti. E lo fa, giorno per giorno, prosegue il suo cammino in avanti, senza fermarsi, un passo dopo l’altro, una fatica dopo l’altra ma va avanti. Questo gli ho detto “Questo tuo modo di vivere R. è già scegliere, non è indecisione, non è apatia. In questi momenti anche se non ti sembra, stai scegliendo.” Così come stasera hai deciso tu di venire a trovarmi, hai deciso di fare la doccia qui, nella tua vecchia casa e hai deciso, ancora una volta, di mettermi al corrente dei tuoi stati d’animo. Ci siamo sempre parlati moltissimo noi due, prima che io mi risposassi e che avessi la tua sorellina, eravamo una cosa sola, io e te, “attaccati l’uno all’altra come la coda è attaccata alla mucca” mi dicevi sempre, facendomi ridere un sacco. “Ma io sono la coda o la mucca?” Ti chiedevo e ridevamo come due matti! Ad oggi non l’ho ancora capito, ma ho capito che hai superato dei momenti terribili, hai deciso tu di superarli, così come hai deciso di riprendere gli studi per conseguire (il prossimo anno)quel benedetto Diploma delle Scuole Superiori. E intanto ti sei fatto un gran bel ragazzo, serio, distinto, consapevole, un ragazzo/uomo che si fa delle domande, com’è giusto che sia, che pretende in fretta delle risposte, come fanno tutti i giovani, che ha una madre che per lui si farebbe spezzare un braccio e che cerca di dartele tutte quelle risposte. So che non ne sono capace di prevedere il tuo futuro, so che qualunque cosa io ti suggerirò, tu farai l’esatto contrario, ma mi sta bene così, perché in quel momento sei tu che scegli in prima persona. Scegliendo senza rendertene conto, misuri la vita,misuri le tue forze, provi a te stesso che ce la puoi fare, rischi e sei pronto anche ad un’eventuale delusione. Non ti facevo forte e così deciso! Non conseguirai forse tre lauree ma sei in gamba, sei un duro, un tosto! e le esperienze passate ti hanno forgiato. Siamo cresciuti tu ed io, ma tu per farlo hai dovuto allontanarti da me, che sono chioccia all’ennesima potenza, hai deciso tu di andare a vivere con il papà. Hai deciso, hai scelto, hai preso le tue posizioni con fermezza e grinta. Prima di andare a scuola ti ho detto che le soluzioni arriveranno da sole, le risposte ti abbracceranno e tu sceglierai ancora in totale libertà per il tuo futuro. Non temere, figlio mio, saranno le scelte che sgorgheranno fluide senza forzarle e tu, quando non te l’aspetterai avrai già fatto la tua scelta, in modo naturale, senza quasi accorgertene. Non ti fare un cruccio ora, i vent’anni sono meravigliosi e non tornano più, tu hai ottenuto molto più di quanto io sperassi e oggi, ti dico, che sei il figlio che ogni madre vorrebbe avere. Di questo sono certa e consapevole e anch’io scelgo di amarti e di starti vicino, per sempre, in un angolino raggomitolata per non intralciare il tuo cammino, ma ci sono. Attaccata a te, come la coda è attaccata alla mucca. Ti aspetto tesoro mio, torna presto a trovarmi.

Il contagio della tristezza.

Vi confesso che un po’ mi sono stancata. Anzi non solo un po’, in verità molto. Consideriamo il fatto che solo in Italia ci sono qualcosa come 170 milioni di blog, appurato e constatato che ognuno imposta e crea il proprio spazio virtuale con un tema a piacere, lo veste come vuole e sviluppa argomenti vastissimi, che spaziano dalle ricette di cucina al morbo di Crohn. C’è n’è per tutti i gusti e tutte le tendenze, sappiamo tutto, possiamo tranquillamente pubblicare spam o cacca, improvvisarci poeti ed attori,scrittori e saltimbanchi, divenire stimati giornalisti e ottimi insegnanti, ma ovunque si sbirci ed in qualsiasi blog si capiti, c’è sempre e comunque, un comune denominatore che li abbraccia tutti. In ogni forum compare in tutta la sua nudità la tristezza e lo sgomento per fatti avvenuti o situazioni negative che accompagnano colui/lei che scrive. Fiumi chilometrici di poesie e racconti tristi, che più tristi non si può. Tra una ricetta ed un post sull’abbronzatura che sarà di moda quest’anno, leggo ogni giorno, in ogni minuto dell’anno, storie d’amore non corrisposte. Tragedie famigliari subite o messe in atto,suicidi minacciati e qualche volta portati a termine, problemi legati ai sentimenti che pare prendano il sopravvento su tutto il resto della vita quotidiana. Ma tanta tanta tanta tristezza, scoramento, disperazione, sgomento,rabbia, delusione, avvilimento, depressione,abbattimento e sconforto per situazioni sentimentali descritte con una tale enfasi, che leggendo viene la malinconia e la voglia di piangere. A volte verrebbe anche voglia di tagliarsi le vene per quanto son tristi queste storie, ma soprassediamo ed andiamo avanti.Ci si arriva a chiedere se la nostra relazione funziona, se va tutto bene, ci si fanno delle domande che forse prima non ci facevamo, ma leggendo di cotanto strazio, qualche dubbio serio può venire. Mi chiedo come mai ci sono così tante delusioni sentimentali in giro, così tanta disperazione da doverla vomitare virtualmente in un contenitore d’acciaio che non ci può rassicurare e nemmeno aiutare. Non possiamo essere così stupidi (io in primis!) a sperare di risolvere stati d’animo e sventure legate alla nostra reale e fisica persona. E allora perché lo facciamo tutti? Io pubblico una specie di poesia strappalacrime e subito dopo ne leggo un’altra infartuosa, da lacrime a fiotti, da strapparsi i capelli, se scrivo di un amore terminato secoli fa ecco spuntare il racconto di un altro amore finito male, con corna e contro corna. Tutto gira attorno ai sentimenti d’amore e di passione? Tutto il nostro micro cosmo interno è legato a relazioni sentimentali più o meno pericolose e dannose per la nostra salute? Mai una storia solare, serena, positiva, non ci sarà mai un finale allegro e giusto? Prevedo qualche risposta che dovrebbe essere scontata: siamo tutti esseri umani, perciò in mezzo a 170 milioni di blogger qualche migliaia deluso e avvilito per forza ci dev’essere cara Fabiana. No, forse non mi sono spiegata bene: in ogni angolo, in ogni punto, in ogni linea dedicata, in ogni salotto, forum, chat, blog, sito chiamiamolo come cappero vogliamo, trasuda tristezza e delusione sentimentale. Un qualcosa da dover aggiustare, fatti sui quali si piange ancora e non si vede la via d’uscita, sentimenti così devastanti provati anche a vent’anni che fan pensare come mai ci hanno messo al mondo. Sono a 48 ore dal mio compleanno, ho amato tantissimo, qualche volta sono stata ricambiata qualche altra no, ho scritto anch’io oceani di parole dedicate all’amato e fuggito bene. Che cosa ho ottenuto, se non diffondere a macchia d’olio ancora più tristezza e malinconia? Nulla, un bel nulla incartato con la carta dorata dell’illusione, ho recitato migliaia di Rosari, fatto fioretti, sperato che le carte cambiassero ma non è servito a nulla se non ad invecchiarmi quando ero giovane e a farmi venire le zampette di gallina a furia di piangere. Oggi con quel filo di maturità che mi ritrovo, senza più zampette di gallina capisco che questa frustrazione sentimentale scritta e non urlata, non parlata, non comunicata a chi di dovere fa molto male. Quando non c’erano i computer ed i blog, come facevamo a far sapere a milioni di persone che stavamo soffrendo per amore? O per quello che credevamo fosse Amore? Lo dicevamo al prete nel confessionale? Alla nostra migliore amica, alla sorella, alla mamma o al papà? O lo facevamo capire e sapere al diretto/a interessato? Forse la voce aiuta di più, ed io in certi momenti maledico questi strumenti elettronici che non ci permettono più la libertà di parola vera, non ci consentono di essere noi stessi senza recitare una parte, quella della disperata, quella dell’abbandonata, la parte del cornuto e mazziato. Son sicura che viene tutto amplificato quando si scrive! Ci si contagia l’un l’altro, esprimendoci con termini ancora più altisonanti per comunicare che la tua sofferenza è più grande della mia, io ho pianto di più perché ho amato di più e quindi sto peggio di te….Spezziamo questa catena di disperati umani, lasciando più spazio alla voce e alle parole affidate ad una tastiera e ad un monitor. Proviamo a pubblicare solo notizie frivole e leggere senza auto convincerci, che scrivendolo staremo meglio. No, peggio, la teoria della scrittura come terapia anti dolore la sto abbandonando, allora piuttosto scriviamo a mano e a biro, affidandoci al vecchio e caro diario, chiuso a chiave con il lucchetto.

Gattolona è ancora viva!

Gentili e premurosi amici, sono ancora qua a miagolare, non mi hanno ancora fatto la festa, ma me la faranno (impegni permettendo) il sei Giugno, giorno del mio cinquantesimo compleanno. Sono sparita per qualche giorno e qualche mia cara amica si è giustamente preoccupata. E’ un momento importante per me, oltre al mezzo secolo di vita che considero già mio, una giornalista televisiva, leggendo il mio forum si è messa in testa di intervistarmi, anche se io non avrei voluto accordare il permesso per pubblicare poi l’intervista. Poi sappiamo come vanno a finire queste cose, la vanità è donna, la civetteria è femmina, le bellezza è di tutti e va bene: mi farò intervistare da Daria Bignardi. Non so se la conoscete, quella signora un poco aciduzza, tagliente, sapiente, intelligente che conduce varie trasmissioni televisive come ad. es. Le invasioni barbariche. Stiamo perciò preparando l’intervista, via skipe, sì va bene confesso ho anche questo mezzo super tecnologico molto interessante. Poi ci vedremo io e lei per registrare l’evento. Le ho lasciato la libertà di chiedermi tutto ciò che vuole, anche se sono collusa con i Parmensi, tanto lo sanno tutti che i miei genitori sono di Langhirano (PR), voglio proprio vedere che cosa ne uscirà. Notizia numero due: per affrontare un simile traguardo mi sto preparando adeguatamente con una coach che mi allena, mi segue nella dieta, cura il mio look, mi sta facendo fare meditazione, ogni mattina mi controlla la pressione ed altro. Voglio arrivare a venerdì 6/6/2014 in forma più che smagliante e direi che se continuo così e non mi piglia un infarto, sono sulla buona strada. L’ultima volta che mi feci fare da un fotografo, mi spiego meglio, mi feci fare un servizio fotografico avevo 38 anni, ed ero all’apice della mia persona. Mai nella mia vita fui così a posto in ogni settore: fisicamente, psicologicamente e lavorativamente. Quel book fotografico, con una Fabiana anche molto audace è conservato nei miei cassetti e devo dire che la Belen e la sua farfallina,non mi faceva nemmeno un baffo. Vorrei arrivare a venerdì così, pronta per essere immortalata, chissà che tra le centinaia di scatti non ce ne sia uno adatto per il mio epitaffio. Staremo a vedere. Ah proposito: la coach sono io e sono anche piuttosto severa. Notizia numero tre ma non ultima per importanza: sabato 7 e domenica 8 giugno ci sarà “CANALI IN FESTA”, cioè la fiera del mio delizioso Paese. Siamo arrivati alla quarta edizione e con il mio gruppo “ANTA” stiamo preparando tre stand espositivi che hanno per titolo “C’era una volta..”. Come sempre si devolverà il ricavato in beneficenza. Quest’anno il nostro Parroco, ci ha chiesto di aiutare due famiglie, emerse durante un centro d’ascolto a Rivalta, che non hanno più i mezzi di sostentamento per la vita quotidiana, noi le aiuteremo molto volentieri sperando di fare ottimi affari di vendita, per consegnare al Parroco la cifra, in modo tale che sia lui a darla alle famiglie. Naturalmente noi Anta non siamo tenute a sapere chi sono, per privacy e per dignità dei componenti delle famiglie, che ci dicono, non riescono più nemmeno a pagare le utenze. Perciò in questi giorni sono veramente occupata, felice, attiva, ripoata, serena, dimagrita, tonica,atletica, superextrastra felice perchè sta anche finendo la scuola e con essa le attività correlate, pomeridiane. Vi aspetto quindi DOMENICA 8 GIUGNO 2014, dalle 8 del mattino sino alle 20 di sera, per partecipare alla Festa ed acquistare tutto ciò che di vintage ed antico siamo riuscite a mettere insieme!Vi aspetto e non trovate scuse: molti di voi soche abitano vicino, tipo Parma, Milano, Piacenza,Modena,Ravenna, Ferrara, Viadana, Mantova, Salsomaggiore Terme… per non dire gli amici di Reggio Emilia: vi voglio tutti attorno per festeggiare anche il mio compleanno! Vi bacio e vi stra abbraccio.Vorrei anche quelli che abitano molto lontano ma forse non sarà possibile…
torta-di-compleanno-alle-fragole