Partire, ritornare, ricominciare…

Tre mesi di assenza dalle mura domestiche, tre mesi lontano dai mattoni che e dai prati che mi circondano, novanta giorni e altrettanti notti, nella speranza di dimenticarmi di tutto e di tutti, di ricominciare tutto riavvolgendo la pellicola oscurata e piena di ditate. Novanta lunghissimi, estenuanti, brevissimi giorni nei quali ancora una volta ho riposto le mie speranze più bramate, sognate e difficili da raggiungere. E come ogni volta che provo a lasciarmi tutto alle spalle e a dirmi, “ok, ora ricomincio da meno zero, ce l’ho fatta, la vacanza mi è servita ed ho staccato tutte le spine!”, la cantonata che prendo è ancora più forte. Il calcio nelle palle che a volte tiro fuori, fa ancora più male. Tra le tante cavolate alle quali si crede c’è questa del viaggio via da casa, della vacanza tanto attesa, dell’assentarsi per guarire e dell’allontanamento per dimenticare, guardando nuovi orizzonti che invece sono stati già prosciugati da altre povere anime in pena come me. Fare la valigia e riporci dentro speranze e sogni assieme alle creme solari e alle mutande pulite, mi dico che serve a poco, serve ad illuderci che quando torneremo saremo diversi, come il primo giorno dell’anno quando si fanno i buoni propositi per l’anno nuovo! Li manteniamo? Manco mezzo!Rari giorni davvero belli e con obiettivi da raggiungere ho vissuto. Ma quelli felici sono stati intensi e pieni di vitalità e cose nuove sperimentate. Popolarità e complimenti? Troppi! Non ci sono abituata o se lo sono non me ne frega niente, non credo ai complimenti, sono allergica e raramente sono sinceri, ma lasciano trasparire spesso, mentre vengono pronunciati, un velo di invidia palpabile. Un sottile strato di cacca, alias invidia e rabbia, mascherato da un velo di miele, cioè il sorrisino stentato, per quel pochino che si riesce ad ottenere e che chi ti loda, in quell’attimo non prova. Stronzate! Quello che faccio di solito lo faccio gratis e per gli altri, se volessi soldi e consensi pieni avrei optato per un altro tipo di occupazione, meno faticosa e senz’altro più redditizia. Quale che sia non ha importanza, tante occupazioni o hobby se vogliamo, rendono di più del niente che sto facendo io da qualche anno a questa parte. Ma questo niente mi occupa corpo e mente, anima e cuore e mi aiuta a non pensare, per me è l’unico scopo che mi sprona ad andare avanti, tra una pastiglia per gli attacchi di panico e l’altra per la menopausa, tra un antidepressivo e la compressa per dormire. Sono normale? Non la sono più da secoli? Sono cambiata oppure ho sempre avuto questo tipo di disagi che mi accompagnano quasi ovunque e che io accolgo come vecchi e putrefatti amici di merende? Eppure le persone che conosco e che incontro,fatto strano anche le donne! mi dicono, e sembrano convinti che non dimostro l’età che ho, che sono sana come un pesce e che con l’abbronzatura greco/africana che ho preso non volendo a Creta, sono ancora “più accattivante ed invitante”. Ma chi se l’è cercata l’abbronzatura? Me la sono ritrovata, cercherò di conservarla per qualche giorno come testimonianza di buona salute e di vacanza ottima!Si sa che con poche docce ben eseguite l’abbronzatura si scioglie come neve al sole, lasciandoti con una scoloritura giornaliera verde/grigiastra e la polverina bianca che sembra forfora! Evidentemente il sole della Grecia è più potente di quello Italiano, abbronza e si attacca molto meglio, è più forte, è deciso come il sirtaki che ho ballato l’ultima sera,almeno quello lasciamoglielo!Non ho ancora trovato le risposte che cerco da tanto, forse è troppo presto. Eppure all’apparenza, svolgo tutte le incombenze come tutte le persone del pianeta e onestamente non so, se anche loro per continuare a vivere si devono appoggiare a dei maledetti, ma indispensabili veleni chimici per vivere. All’aereoporto di Heraklion mi hanno palpeggiata e perquisita ovunque, meno male era un agente donna a farlo! O forse no, la vergogna è stata doppia, in quanto era assai maldestra. Mio marito invece era visibilmente contento, perché non indossavo il reggiseno, mi stringeva troppo sullo stomaco già provato da una nausea fortissima iniziata sul pullman e poteva scatenarmi anche un attacco di tachicardia. Ammetto di essermi servita molto del buffet nel villaggio e ho acquistato una taglia in più di seno, il resto sembra non essersi allargato! Hanno rovesciato la mia borsetta ed il mio piccolo bagaglio a mano e dentro che cosa ci hanno trovato? Solo medicine “salvavita”, un paio di ventagli per farmi aria, il Rosario, la foto della Madonna, il braccialetto di Padre Pio, la mia agenda, i fermenti lattici, (per la diarrea del viaggiatore che ha funzionato al contrario,m bloccandomi tutto!), il Travelgum, i polsini per l’aereo per mia figlia….tutto qua! Inoltre gli occhiali da vista, da sole, da riposo, da lettura e da scrittura, un mini beauty con dentro diversi cosmetici e rossetti, con siero antirughe che mi hanno cestinato (era della Lancome!) perchè liquido e non capendo se era una bomba atomica, nel dubbio….l’hanno vuotato, buttando nel cestino una cifra sconsiderata per un siero del quale, onestamente parlando potrei farne ancora a meno. Ieri, domenica 7 settembre 2014, dopo aver dormito ed esserci ripresi un poco siamo andati a fare un minimo di spesa per riempire quello splendore di frigorifero “sbrinato”, cioè privato della brina e del ghiaccio, igienizzato, lucido,. ma tristemente vuoto! E al supermercato mi sono resa conto di essere ritornata veramente in Italia, a Reggio Emilia, mi sono accorta di non sapere che cosa acquistare esattamente, mi son persino dimenticata dei codici pin dei vari bancomat, carte prepagate per i super e via discorrendo! Non so che cosa ho messo in quel carrello, domani la rifarò in modo decente con la lista alla mano da spuntare, fatto sta che al ritorno abbiamo comperato tre pizze da asporto e ce le siamo mangiate davanti al TG5. Non ci siamo nemmeno più ricordati di un telegiornale e di tutte le porcherie che succedono e che ci trasmettono, per fortuna poc’anzi ho portato la piccola ad un compleanno, ma io che non sopporto i compleanni dei piccoli me la sono svignata subito! Andrò a riprenderla alle 19 circa: è proprio ricominciato il caos quotidiano? Io non sono ancora pronta e finché dura questa forte e nera coloritura che mi vedo non sarò pronta e le mie risposte non arriveranno. Di questo ne sono certa.

UNA LUNGA STORIA D’AMORE _ Facebook

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