Come reagire alle delusioni?

Capitano all’improvviso e senza preavviso alcuno nelle vite di ognuno di noi situazioni reali che mai e poi mai avremmo ipotizzato potessero verificarsi. Succedono mentre tranquilli e beati viviamo le nostre giornate, mentre sorseggiamo il nostro caffè o mentre stiamo facendo l’amore. Arrivano tra il collo e le spalle come mattoni per edifici anti sismici e spaccano in mille brandelli la nostra vita. Noi beati e “tranquillotti”,pensiamo sempre che vada tutto bene e che avremo gli esiti sperati, proprio quelli che avevamo pronosticato, senza mettere minimamente in preventivo che una virgola vada di traverso. Non ci passa nemmeno lontanamente per l’anticamera del cervelletto che il tale o il tal altro evento potrà succedere proprio a noi. Quando la bomba ci scoppia tra le mani è come se il cielo e tutti i suoi pianeti ci stessero cascando addosso, un boato ci squarcia in due e non riusciamo a spostarci per evitare la catastrofe, piccola o grande che sia.In tanti rimangono esterrefatti, impietriti e non sanno come muoversi da lì. Rimangono incollati al pavimento senza respirare, nè parlare, senza fiato in gola per urlare e senza forza per sbattere la testa contro il muro. Ci si trova quasi sempre impreparati ad affrontare il nefasto evento. Le delusioni si sviluppano in tutti i settori della nostra vita, non risparmiano nulla e nessun individuo, vanno a sparare nel punto della nostra fortezza che credevamo il più forte e protetto. La cosa che può stupire e lasciare a bocca stupidamente aperta, è che se tali situazioni, succedono ad altri, noi dispiaciuti e contriti pensiamo ”Accidenti! Ma come farà a sopravvivere ora? Poverino, pensa un po’ che cosa gli è capitato! Se succedesse a me, non so come farei a tirare avanti! Ma no, a me non succederà mai, non può capitarmi una cosa simile! E’ altamente improbabile che mi succeda, ho pensato a tutto, io!” E via con queste frasi tristi di circostanza, uguali alle condoglianze che si fanno, quando composti, ce ne andiamo a far visita al defunto e sulla bara contenente la salma, costosa ed infiorata abbracciamo i parenti superstiti, non sapendo dire altro che”Com’era buono! Aveva un carattere meraviglioso! Io sì che l’ho conosciuto bene, aveva il vizio di giocare a poker,di bere, di drogarsi, di andare a puttane, di scialacquare tutto il patrimonio della moglie, però che uomo distinto! Che classe” Che portamento!

Poi guardalo ora, sembra stia dormendo beatamente e sorrida! E com’è vestito bene, che bell’abito ha indossato” come se lo avesse indossato da solo! E che fiori stupendi e costosi hanno messo i parenti, mica hanno badato a spese! E’ stata la moglie, che avendo l’amante da trent’anni, almeno da morto, ha voluto rendergli omaggio. Già, dice l’altra cognata, cornuto, mazziato e pure morto! Che sfiga, ragazzi! Sono decenni che sua moglie scopa con un altro e l’ultimo ad impararlo sarà proprio lui,. “Sì ma nell’aldilà glielo diranno?” E’ identico a quando era vivo…” E via con queste cazzate pluridimensionali, non opinabili ma da accettare muti e rassegnati, tanto sono cazzate con la C maiuscla. Dimenticandoci che non è un matrimonio, bensì un funerale e un sano silenzio, accompagnato da un “Eterno Riposo” potrebbe fare senz’altro meglio. Scemenze pure, frasi sbagliate ed irrispettose per chi giace, frasi “prendi per i fondelli” per chi è rimasto. Ma tornando a noi, quando siamo immersi nel contrario di ciò che davamo per scontato, quando ci sentiamo morire e il cuore scoppia, come reagiamo e come pensiamo di proseguire il nostro cammino? La prima reazione che mi viene in mente, forse quella più scontata è la disperazione e lo sconforto totale. Non eravamo preparati, non l’avevamo messo in un angolino della nostra mente, che poteva verificarsi il contrario di ciò che stavamo beatamente vivendo? Può trattarsi di un trasferimento lontanissimo del luogo di lavoro, che ci viene comunicato dalla sera alla mattina, potrebbe essere l’avviso perentorio che il padrone di casa ci dà lo sfratto e noi non sappiamo dove andare ad abitare, oppure notizie ben più gravi come la malattia di un nostro familiare, la morte improvvisa, il tradimento del coniuge scoperto per caso, o il tradimento, sempre gravissimo di un amico o di un genitore. Potremmo tornare a casa la sera e trovare la casa svaligiata dai ladri, ma com’è successo? Avevamo messo l’antifurto di ultima generazione, abbiamo quattro cani rottweiler, la recinzione con le scosse elettriche, il sistema di videosroveglianza, la cuocera così cattiva e stronza che farebbe scappare anche un morto! Ma no,non doveva capitare proprio a me! Potrei citare un lunghissimo elenco di altre situazioni, che almeno un paio di volte ci hanno toccato da vicino e dalle quali nessuno di noi è o sarà esente. Ci sono le prime delusioni sentimentali, quando da ragazzine si prendono le cotte per il ragazzo più carino della compagnia, che puntualmente non ci fila e non ci guarda nemmeno di striscio, ma punta spudoratamente e sotto ai nostri occhi la nostra migliore amica. Due grandi ed insormontabili delusioni per l’ eta: la prima, per non essere ricambiate e la seconda, col senno di poi, la più dolorosa, quella di subire una sorta di tradimento dalla nostra amica del cuore. A quel punto, non si sa cosa fare, se prendere a schiaffi il giovanotto, rompere l’amicizia con la nostra cara amica o perdonarla. Quest’ultima, potrebbe essere una prima tranquilla reazione: il perdono. Esiste anche la certezza assoluta di prendere la sufficienza nel compito in classe di ragioneria, invece si porta a casa un quattro secco, con la conseguenza di rabbia e pianti, certi che almeno il sei politico l’avremmo preso. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di riprogrammare meglio l’obiettivo, facendo tesoro degli errori che reputiamo di aver compiuto nel primo tentativo.Quindi in questo caso, ci diamo un’altra chance e reagiamo, spostandoci dall’angolino del ring.Vi è anche una reazione neutra, liscia, morbida e di poco e poco visibile dolore: non crearsi delle grosse aspettative, ma vivere in modo normale senza aspettarsi nulla di più. A questo punto, potreste pensare che questa è una conduzione della vita “light”,liscia, senza bollicine, dove vi è l’accettazione di tutti gli eventi negativi o positivi che essa ci presenta, senza “squassarci” più di tanto ma attendendo che passi “a nuttata”. Potrebbe essere una soluzione: nessuna aspettativa, nessuna delusione, nessuna disperazione, nessuna vendetta. Con obiettivi precisi, ma senza farsi troppe illusioni..
A volte le delusioni non passano, non riusciamo ad elaborare il lutto qualunque portata abbia, per lunghissimo tempo e continuano a farci male come fossero appena accadute. Si dice che il tempo è un gran medico e cura, guarendo, tutte le ferite, si dice anche però il contrario che medico pietoso, fa piaga cancrenosa. Voi che ne pensate? Un caro abbraccio a tutti coloro che rimarranno ancora vicini a me, per quest’autunno 2014!

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3 comments

  1. Il tempo passa molto velocemente, ma ti dà il tempo per essere vissuto. E probabilmente offre anche la possibilità di far sbiadire i dispiaceri, di renderli meno presenti e opprimenti. Più il tempo passa più i contorni delle situazioni dovrebbero affievolirsi e fare meno male. Non hai tutti i torti, buona serata anche a te.

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