Il desiderio del giorno.

Stamattina risveglio forzato da una suoneria del cellulare di mio marito, che seppur dolce e soave, mi è risultata molto insistente stamane. I suoni mi hanno indotta a “voltare gallone” per altri cinque minuti. Poi pur non desiderandolo, mi sono dovuta alzare, mentre il mio stato d’animo e la sonno mi chiedevano di rimanere ancora al calduccio. Una volta scesa in cucina e preparate le tre colazioni, consumando in silenzio la mia solita, identica a giorni alterni e ghiotta (per me) colazione, cioè: uno yougurt di soia alla pesca,(sono intollerante al latte e ai suoi derivati) cinque biscotti sbriciolati dentro, nome Privolat ( sempre per via dell’intolleranza), tre noci sbriciolate per mantenere giovani ed elastici i tessuti e per il cuore, (si dice..) pensavo a che cosa avrei scritto sul blog oggi. Non mi veniva in mente nessun desiderio o incombenza particolare, proprio niente di nuovo da fare, nessun obiettivo, nessun progettino, niente da stirare, niente di niente da dichiarare. Data l’umidità elevata, il grigiume dell’inizio giornata e la nuvolosità diffusa i pensieri erano chiusi per stanchezza e sonno. Niente di nuovo da fare, nulla da comunicare, a parte il mantenere controvoglia l’impegno preso con mia sorella. Dovevo andare a prenderla a casa sua e insieme, saremmo andate a zonzo per la città: lei per eseguire i duemila impegni, veri o presunti tali che siano, io per strascicarmi in giro per il Mercato, bere un caffè con mio marito e far passare stancamente la mattinata grigia, bigia, fosca e losca. Bleah! Che brutto per me non avere progetti, obiettivi o desideri nel cuore! Al pensiero di cincischiare, stare sdraiata tutta mattina sul divano a leggere, girovagare senza meta in centro, per mè è inconcepibile, per lei, che ha quasi settant’anni è diverso. le piace il centro storico e ripeto, trova sempre qualcosa da fare, fosse anche passare la mattina a dialogare con un ciabattino su che colla usare per rinnovare i sopratacchi di quel paio di Chanel che ha acquistato a Mantova nel millenovecento e fischia….Poi per fortuna, nel tragitto abbiamo battibeccato, come si conviene a due sorelle che tra amore e rabbie pregresse, vanno avanti ognuna diritta per la propria strada, ben lungi dall’ascoltare le motivazioni dell’altra. Ma questo pesantuccio battibecco ha prodotto un qualcosa di inaspettato, dolce, affettuoso e non preventivato, che forse mi ha gratificata e destabilizzata positivamente. A volte il non avere desideri e lasciare andare la giornata come vuole lei porta ad esiti soddisfacenti. Ve lo racconto nel prossimo post, ora vado a prendere il mio amore a scuola. Buon pranzo a tutti!

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