Il mio vecchio e sano medico condotto!

labicidelmedicocondotto Rimpiango amaramente l’antica e obsoleta figura professionale del caro Medico Condotto di quando ero bambina.Egli, spiente medico con il naso ad uncino come la figura del dottor Balanzone, possedeva infarinature generali in tutte le discipline sanitarie senza precluderne nessuna.All’occorrenza sapeva anche levare un dente marcio senza tirarla troppo per le lunghe, riusciva a districarsi in qualsiasi situazione sanitaria d’emergenza gli si presentasse davanti.Senza perdersi d’animo e senza demandare ad altri il suo responso. Questa rassicurante e sempre presente figura, è purtroppo sparita nel corso dei decenni, rimanendo comunque viva nella memoria di ognuno di noi. E’ stata sostituita dai medici generici, dalle Asl, le Usl, la Saub, dai Cup, dalle guardie mediche, dal Pronto Soccorso, dai consultori famigliari, dai SERT, dai vari CSM, dal 118 nei casi più gravi. Esistono anche le quattro ambulanze con le loro croci: verde, azzurra, rossa e bianca. Nostalgica qual sono, ammetto che mi manca nel medico di oggigiorno quella familiarità e confidenza, che il mio Medico Condotto di Rivalta mi trasmetteva: arrivava in bicicletta, anche nel cuore della notte, se avevo la febbre alta. Veniva chiamato dal mio papà che anch’egli in bicicletta lo andava a svegliare. Lodevoli le figure dei medici di oggi!(FILEminimizer) Dott. Onofrio Palamara Insostituibili per la nostra precaria salute, ci aiutano quando li troviamo reperibili, quando non sono sostituiti o ai corsi d’aggiornamento. Indispensabili quando ci fanno la grazia di venire a visitarci in casa, a patto che si abbia la febbre quasi a quarantadue e un piede già nella fossa. Sovente però si limitano a prescrivere al telefono: antipiretici, antispastici, antibiotici (ma non bisogna accertarsi di persona della malattia, prima di prescriverli?!), antiemetici, antidolorifici, anti tosse… e tutti gli “anti” possibili ed immaginabili pur di evitare la fastidiosa visita domiciliare. Posseggono il dono della “diagnosi a distanza”, beati loro!

Se ne servono come consuetudine, per riuscire a gestire le migliaia di pazienti che hanno in carico e che vogliono continuare a tenere, nonostante possano rinunciare liberamente a qualche centinaia.Ma le percentuali recepite su ogni paziente in carico, ahime’!frenano la scelta. Dimenticato ed archiviato il saggio Medico Condotto, che alla bisogna si trasformava anche in levatrice, conduceva se stesso a visitare i suoi clienti, senza distinzione di classe sociale. Visitava tutti quanti:ricchi o poveri recandosi nel suo paesello ed in quelli limitrofi. Svolgeva il suo lavoro come una missione, era sempre a disposizione ventiquattro ore su ventiquattro e raramente si lamentava.Conosceva tutti i segreti ed i malanni delle famiglie,un po’come l’altra scomparsa figura del Parroco di Paese dava consigli agli Sposi fungendo anche da consultorio familiare. Oggi lo chiameremmo terapeuta di coppia.don_camillo_peppone_web Spesso il Medico Condotto svolgeva anche la funzione di maestro d’appoggio per i bambini, li seguiva nei compiti pomeridiani prestandosi anche a far loro da Padrino per i Sacramenti Cristiani.Oggi anno duemilaquattordici, i medici generici sono più che saturi come numero di pazienti da gestire. Teniamo presente che non fanno nemmeno un’iniezione (c’è l’infermiera per questo) si occupano solo e soltanto di linee base generiche, oltre non vanno. Siamo perciò costretti a rivolgerci ad uno specialista, anche se un consiglio in più potrebbero sicuramente darcelo. Va da sé che con i tempi biblici della mutua attendiamo mesi e mesi, diversamente impieghiamo un quarto del nostro stipendio se vogliamo essere ricevuti “a pagamento” in un paio di giorni. Noi ammalati, non più pazienti ma impazienti e rattristati da approssimative diagnosi e rimedi, reclamiamo la nostra giusta dose di attenzione e cura pagando salato per ottenerle, non solo in termini di trattenute nelle buste paga. Il medico, nel quale noi tutti riponiamo fiducia e stima, non dovrebbe arrabbiarsi e neppure urlare al telefono perdendo le staffe, se qualche paziente è più impegnativo di altri, usando la scusa che il paziente al telefono, sta rubando tempo prezioso a chi in quel momento gli è seduto di fronte. Esistono le segretarie e le infermiere in quasi tutti gli Studi medici di oggigiorno, si può richiamare e concordare un appuntamento di persona o telefonico. Dopotutto la delicata professione che svolgono è stata una loro scelta e giurata secondo un codice deontologico ben preciso. E non gliel’ha ordinata il Dottore!

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8 commenti

  1. A propositi di medici , ho prenotato in data 10 ottobre 2014 una visita allergologica pediatra con i test allergologici per mia figlia e dovrò aspettare il 5 marzo 2014 per poter fare la visita, altrimenti se non mi va bene sarò costretta ad andare privatamente , perché con la mutua é così , paghiamo le tasse per aver il servizio sanitario e l’istruzione eccetera ma ai tempi d’oggi solo i ricchi possono aver tutto , invece noi persone normali ogni giorno dobbiamo aver a che fare con la burocrazia e altre cose che non vanno bene .un sorriso Viola

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  2. Correggo il 5 marzo 2015 é stata fissata la visita tramite la mutua,sono in attesa perché a volte mia figlia succede che li vengono delle macchiatine piccole rose sulla pelle che poi scompaiono a poi ritornano e il pediatra mi ha consigliato una visita specialistiche e i test del allergia per capire da cosa é dovuto.

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    • Gentile Viola, in Italia funziona così da secoli, non vedo perchè i “potenti” dovrebbero cambiare il sistema, visto che per loro funziona. C’è chi paga regolarmente le tasse e chi no. C’è chi evade e l ofarà sempre e ci sono i cretini come me e penso anche come altri che continuano a pagare anche per chi non lo fa.Ma è giusto così: finchè mangiamo, scriviamo cazzate, ceniamo, dormiamo ed evacuiamo è giusto che chi ha il potere di farlo, continui a prenderci per i fondelli. o la mutua e sei mesi d’attesa o paghiamo 120 euro dallo specialista. a noi imbecilli la scelta!

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      • É un triste realtà , io spero di lasciare ai nostri figli un paese migliore , dove tutti rispettoso le regole e il buon senso , dove esisterà l’equità e giustizia sociale perché non é giusto che gli scrittori e scrittrici facciano la fame e senza tutele da uno stato assente .Dobbiamo lottare con i nostri mezzi anche attraverso la scrittura come fai tu a sensibilizzare e informare per passaparola , perché solo la conoscenza e il rispetto ci salverà .buon fine settimana a te e famiglia.a presto

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      • Probabilmente sarà allergia che gli si manifesta sporadicamente e aspetterò il 5 marzo per fare esami approfonditi , del resto abito in un paese molto inquinato , ci sono le raffinerie e hanno scoperto anche rifiuti tossici nella mia zona .

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      • Accipicchia! Questa notizia non è bella per niente, mi dispiace moltissimo. Anche in questo caso dobbiamo ringraziare l’uomo e le sue “conquiste”. E chi ne fa le spese? La risposta è fin troppo ovvia….

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  3. Ti ringrazio per l’intelligenza che hai messo nelle tue parole. Spero anch’io di lasciare con i miei scritti, spesso pungenti e diretti, qualcosa di buono per le generazioni che verranno dopo di me.Sono consapevole di mettere spesso il dito nella piaga, su problematiche ed argomenti antipatici a tante persone, ma come dici tu, desidero sensibilizzare ed informare, chi ancora tace e fa finta di nulla. Ma come dico spesso chi tace è complice ed acconsente, altrimenti non vedo il perchè di tutta quella miriade di commenti inutili su post a volte, del c….! Sai qual’è il bello della storia? Che così facendo mi attiro “le iazze” e gli accidenti di molte persone vive e vegete o anche virtuali. Ma a me non importa, io vado avanti dritta per la mia strada, senza far male a nessuno, ma esprimendomi con libertà di pensiero e chiarezza, onestà e severità quando occorre. Senza trascurare argomenti buffi o scherzosi quando serve. Questa è la mia vita oramai, questa sono io e non mi cambierei con nessun’altro, per tutto l’oro del mondo.! Notte serena a te e ti dico ancora che stai diventando sempre più brava con le fotografie. Un abbraccio sincero.

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