L’età anagrafica non è un’opinione.

Ho mezzo secolo di vita! Mi fa una certa impressione dirlo e scriverlo così, sento un brivido che mi corre lungo la testa e la schiena. Un brivido freddo che mi spaventa. Se invece penso “ho compiuto il sei giugno,cinquant’anni!” Com’è la sensazione? Cambia il sentire quel brivido? Sorrido perchè ci sono arrivata anch’io o sento un nervosismo palpabile all’altezza dello sterno? Dipende dai giorni, dipende da come mi sveglio e mi sento la mattina, dipende con quali pensieri sono andata a letto la sera precedente, se ho fatto l’amore controvoglia o se l’ho fatto convinta e perchè ne avevo veramente voglia. Dipende da un sacco di variabili, tutte apparentemente slegate tra di loro, ma tutte concatenate insieme. Dipende da quante volte rifaccio lo stesso indentico gesto nell’arco di dieci minuti perchè non sono sicura di averlo fatto.Caspita, non me lo ricordo proprio, anche se è molto dura ammetterlo! Ho come un vuoto in quei momenti, un flash nero mi si para davanti e non so più nulla.E’ devastante per me scriverlo,è umiliante mi vergogno ad ammetterlo,ma tutto sommato è meglio che io lo butti fuori. La realtà è questa ed io non so se riesco già ad accettarla. Come tornare in cucina per guardare e riguardare se ho spento le luci ed il gas prima di andare in garage.E’ un classico gesto, ma io con la mente vado oltre e non penso a un momento di stanchezza o di super stress, no cazzo! la mia mente vola subito alla demenza pre senile, a quella terribile malattia che è l’Alzheimer..E m’intristisco ancora di più e combino pasticci uno sotto all’altro. Quasi a voler avvalorare la mia tesi che sto diventando vecchia. Non anziana, vecchia.Per me la differenza è sostanziale. Dipende dai miei figli, a volte me ne sento il doppio di anni, cioè mi cadono addosso i pesi e le fatiche di cento anni o di un secolo intero, mi arrivano tutte insieme e mi sembra di avere la febbre. Tremo, balbetto, il cuore mi scoppia, mi gira la testa ed ho le vertigini. Mi tocca sdraiarmi, rischio di svenire diversamente,a venti o trent’anni non ci pensavo a queste cose, al tempo che senza chiedermi il permesso passa. E passa come dice lui, non come vorrei io.Allora il peso da portare diviene un macigno, il macigno si trasforma un una montagna e la montagna mi appare inavvicinabile.Ma perchè ho cinquant’anni accidenti? Perchè non mi sono fermata ai quaranta, nell’anno 2004, quando facevo l’amore con l’allora mio fidanzato(ora marito!) due volte al giorno? Perchè non sono incinta come allora, durante quei nove mesi fantastici anche se sembravo una mongolfiera? Tutto si deve staccare da me, io sono sempre stata un tramite, un trampolino di lancio, un punto d’inizio e basta. E’ duro questo scritto, mi fa battere il cuore molto forte, mi fa riflettere ancora di più sulle mie dimenticanze,sul bisogno corporeo di compiere gli stessi rituali ogni giorno alla stessa ora, se non eseguo le mie azioni oramai divenute manie ossessivo compulsive, mi sento traballare, vacillare. Riconosco che sono dipendente da un sacco di manie e di rituali: dalla tisana alla melissa dopo cena, all’uso metodico delle medicine che aborro, la tazza d’orzo al pomeriggio, un caffè solo (purtroppo!) al giorno, gli orari per lo stiro, il minestrone fatto al martedì e la spesa all’Esselunga al mercoledì. Potrei ritornare ad essere dipendente dalle sigarette? Non credo! Dopo dieci anni di astensione totale del fumo,spererei di non ricaderci. Riprovai una paio di volte, solo qualche tiro cinque anni fa, eravamo al mare e ho avuto un grosso malore. Dovrebbe bastarmi solo il ricordo per tenermi lontana dalle tentatrici! Ricorro sempre maggiormente alle agende per segnarmi gli app.ti di lavoro, le persone che vedo e altre cose. Scrivo gli orari e le attività di mia figlia sui tre calendari che ho sparsi per casa, ricorro sempre alle liste della spesa e delle altre cose da fare quando vado in città. Sto invecchiando, fino a poco tempo fa avrei ricordato tutto solo con la mia memoria. Quando accompagnavo l’altro figlio a scuola, volavo! Spesso la colpa è anche delle mie molteplici attività che non mi consentono di essere presente sul resto del mondo. Ad esempio se sto scrivendo questo post, mio marito mi può chiamare mille volte ma se non ho finito, non lo sento neppure, a volte mi succede che strino qualche pietanza, poi qualcuno s’arrabbia e allora metto il timer anche al computer! Se sono immersa in un pensiero sono lì, sul pensiero, non mi schiodo e rimango “sul pezzo”, tutto il resto viene annullato, sono nel mio mondo e dimentico gli altri mondi. Non so ancora se è bene o male, non mi pongo il quesito, so che è così per ora, non desidero cambiarmi. Potrebbe essere anche egoismo, dovrò fare un coming out feroce su me stessa e scoprirlo.

Riccardo arrivava nell’atrio della scuola con largo anticipo ed io sfrecciavo via, felicemente diretta nella banca dove prestavo servizio in quei tempi! Niente mi pesava, solo il distacco obbligatorio dal mio amato figlio, ma riuscivo a non sentire, se non raramente, il peso del lavoro fuori casa, del crescere un bambino da sola e altre mille incombenze che una donna separata e sola, deve compiere.Oggi anno 2014, mi accorgo che sto invecchiando quando sono pronta per accompagnare mia figlia a scuola e una volta salita in auto, dimentico in casa la giacca o il telefonono, oppure parto e mi accorgo che sono ancora in ciabatte. Sono quei giorni nei quali vorrei farmi piccola piccola, sparire da me stessa e ritornare nel grembo di mia madre. Vorrei riavvolgere la pellicola e ricominciare tutto daccapo. Li sento molto i cinquanta! Le forze fisiche non sono più combattive come qualche anno fa, i cedimenti strutturali li vedo bene e li sento correttamente scoordinati. “Ma, va là che sembri ancora una ragazzina!” Mi fanno scappar da ridere queste frasi, per non dire da piangere.L’eterna ragazza non esiste,il falso mito dell’eterna gioventù è una grande fregatura,è ora di ammettere che gli anni passano per tutti.Che passino bene,male, così così, a qualcuno va meglio a qualcun’altro peggio, ma il tempo passa e compie ciò per cui è stato creato: trascorre e se ne va. Però ci da il tempo per essere vissuto con pienezza, siamo noi che non ne approfittiamo nel modo corretto e consono! Ce li ho tutti ‘sti cinquanta, anche se forse madre natura è stata con me sinora, generosa. Dimentico gli occhiali e mi scordo di scongelare il cibo, dovrei mettere un timer e un appunto ovunque, post it colorati su pensili e mobili che mi ricordino di fare quella cosa. Ma il metterli significherebbe ammettere e ancora non credo di essere pronta anche per i piccoli post…

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