Piacere! Io sono un water(e la storia prosegue..)

Settimo capitolo: Lingerie da urlo!

(Capitolo riservato ai soli adulti con cuore e altri organi perfettamente in ordine, pena un infarto da Nobel)biancherialingeriedaurlolingerie.
L’ho pensato giorno e notte quel completo intimo da prima notte di nozze.L’ho sognato per una vita: io con addosso solo un water, venivo spogliata di brutto dal marito che stanco di essere da me sessualmente rifiutato perché si dice che si deve arrivare vergini alle nozze,usava martello e scalpello per togliermi di dosso reggiseno e slip.Altro che strappare l’intimo con i denti,! Altro che distruggere le calze a rete con le unghie dei piedi! Se il completo è di ottima marca, cioè la ceramica è buona, a volte potrebbe servire anche il martello pneumatico. Mi risvegliavo madida di sudore ma con mia grande soddisfazione ho visto il tutto nella mia mente disegnato e perfettamente realizzato. Il reggiseno dovrà essere a pieghe confezionato e cucito con la carta igienica rosa, i seni verranno così appoggiati nelle due tazze con naturalezza estrema. I coperchi saranno in pura seta ed in genere si presenteranno abbassati; i porta capezzoli due piccoli pitali da notte le spalline due catenelle per azionare lo sciacquone. Catenelle realizzate all’uncinetto fermate con un nastrino, ed i gancetti appositi in oro e brillanti, con la scritta al centro della schiena ”aprimi subito”.
In questo modo si alzano i coperchi, si tolgono i pitali, si liberano i seni e voilà! Se il fidanzato non presta attenzione e non copre il viso con un elmetto, si troverà catapultato a terra per l’urto violento che i seni, liberi e di solito arrabbiati, gli procureranno. Se li troverà stampati in viso ricevendo un paio di schiaffi al naturale, schiaffi di carne, ma pur sempre sberle.reggiseno marylin

Voi mi chiederete “Ma se non ho molto seno, se ho una sottozero,come faccio a fargli avere quei due schiaffi che si merita? Non acquisterò mai quel reggiseno! Perché mai dovrei acquistarlo, anche se è l’ultima moda? Visto la tavola da surf che mi ritrovo sul davanti, è meglio pensi ad acquistare una tuta da surfista!”. Ho pensato anche a questa ipotesi: dalla taglia zero alla numero due, vi metterò a disposizione un pittore, sì avete capito bene. Un artista che con pennelli e tempere, disegnerà due piccoli seni accucciati dentro due altrettanto carini pitali da notte.Il gioco è fatto: seni disegnati con il pennello, depositati all’interno del nostro reggiseno sui toni del rosa carne, egli saprà disegnare anche la stradina per aprirlo al momento opportuno.Non me ne voglia il cesso, ma bisogna fare di necessità virtù e questa volta invece di essere reale, sei solo virtuale e malizioso amico mio.Manca qualcosa però: la parte di sotto naturalmente e qui mi sono sbizzarrita, arrivando persino a cantare a squarciagola da sola sul mio water, per quanto sono riuscita ad inventare. Care amiche, partiamo da un presupposto ben preciso: non tutti i sederini sono mandolini, non tutte le natiche sono fatte col compasso, non tutte le donne hanno vent’anni.E su questo dato certo nessun cesso potrà mai venirci a dire il contrario. Di conseguenza non ho potuto disegnare un modello di water a mutanda, che andasse bene per tutte le chiappe.Non potendo controllare di persona ogni fondoschiena per ovvi motivi, mi sono rifatta alle antiche usanze,dove le mutande non venivano usate.Tutto qua. Fine del libro, niente mutande, culetti al vento,trombette libere, si mostrano le chiappe chiare ma.., tremendo ammutinamento del water.

Nell’augurarvi come sempre una sana e gaudiosa lettura, ho pensato di pubblicare oggi solo la prima parte del capitolo, che considero il migliore di tutto il libro! Mi divertii moltissimo a scriverlo e rileggendolo oggi, a distanza di tre anni non so come ho fatto a scrivere simili cose! Forse ero in un momento di creatività cessosa non indifferente, ma mi sono comunque divertita. Quando a suo tempo, feci le mie ricerche mi accorsi, che nessuno prima di me scrisse notizie su quest’oggetto di uso più o meno quotidiano. Anche il prof. Ferrarotti Franco (esimio sociologo di Roma)mi scrisse, di suo pugno una lettera di congratulazioni per aver trattato un argomento in modo non scurrile. Ma che aveva buone se non ottime possibilità di diventare volgare, modus che non mi appartiene. Ancora una volta, raccomando di leggerlo ed interpretarlo nel giusto modo, ricordandovi sempre che cessi siamo e super cessi moriremo. E’ la vita, ragazzi! Cosa volete farci??

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