Non prestiamo il fianco ai figli.

Ripubblico con molto piacere questo articolo, che fu pubblicato a suo tempo (anno 2011) anche sul Resto del Carlino. Credo sia sempre molto d’attualità ed offra molti spunti di riflessione e di pensiero, su quale potrebbe essere un modo giusto ed intelligente di educare i nostri figli. Non sono pedagogista e nemmono psicologa anche se mi sarebbe piaciuto effettuare questi studi. Uso il buon senso e il metodo applicato dai miei genitori che furono con me e con mia sorella, molto severi, non permissivi, molto “cattivi” ma agirono per il nostro bene. Oggi all’età di cinquant’anni io e 92 la mamma, (il papà purtroppo non c’è più) io e mia sorella dobbiamo, (non uso il verbo “possiamo”)non finire mai di ringraziarli per come ci hanno cresciute. Se allora c’era una rabbia sorda nei loro confronti e nel loro modo molto determinato e forte, nel crescermi, oggi nutro per loro rispetto ed ammirazione perciò che sono riusciti a fare con due figlie. Soprattutto la minore, cioè io, nata da loro quando avevano 41 anni lei e 45 lui, cioè in una fascia d’età, nella quale nel lontano anno 1964, si era considerati già “vecchi”. Perciò hanno doppiamente tribolato e fatto molta fatica, nell’educare questa ragazzina nata quando loro erano quasi pronti per fare i nonni. hanno dovuto trovare risorse e metodologie adatte a me che andavo a scuola in tram, che volevo andare alle prime festine di sera ed in discoteca. Non hanno mai preso le mie difese se a scuola facevo “focaccia” (forse non l’ho mai fatta in verità o forse solo una volta, la seconda non mi sarebbe stata possibile, mi sarei ritrovata in un collegio!), non mi hanno mai eletta ad intoccabile, davanti ad un professore, ma hanno sempre caldeggiato e parteggiato, giustamente, per le Istituzioni Scolastiche. Comportamento questo che oggi avviene sempre meno, coprendo le malefatte dei nostri appoggiati e svoglaiti figli studenti, facendo apparire l’insegnante come svilito e un incompetente. Ringrazio i miei genitori per avermi insegnato una scala di valori precisa, mi hanno insegnato che cos’è il rispetto e l’educazione, il dare del “lei” all’insegnante come ai miei tempi usava. Va da sè che queste regole di vita si devono poi applicare anche ad altre categorie di persone, che spaziano dal contadino al Parroco, dall’uomo che seduto in terra chiede l’elemosina alla Suora. Queste basi di vita non sono di una semplicità elementare, sono l’essenza del vivere bene, sono il filo conduttore che ci permetterà e consentirà ai nostri figli di trovare una loro collocazione nel mondo futuro, che sarà indiscutibilmente foriero di gioie e altrettanti doloro. Non sarò mai e lo scrivo anche oggi come ieri, dalla parte di un figlio che cerca di prendere per i fondelli “qualcuno” offendendo l’altrui professione e l’altrui carattere. Amo i miei figli così come i miei genitori hanno amato me smisuratamente, allora non lo capivo e li odiavo quasi. Oggi li devo ringraziare e dire loro “meno male che siete stati così severi con me!”. Cari ragazzi e spauriti genitori, usate maggiormente il rispetto e la dolcezza di un sorriso e non dimenticatevi mai dell’uso delle paroline magiche:”per favore”,”Grazie””Avrei bisogno di una gentilezza!”,”La preggo di scusarmi” “arrivederci e buona giornata” .

GENTILISSIMI genitori, mi rivolgo a voi che come me avrete senz‘altro figli adolescenti che frequentano le scuole superiori. Mi sono trovata quest’anno, anno nel quale mio figlio sta terminando la seconda superiore,in una situazione a dir poco paradossale, dove io e la mia famiglia siamo rimasti inermi ed increduli sulle risposte che ci sono state date. Premetto, che il ragazzo ha deliberatamente deciso di non studiare mai, di non applicarsi in nessuna materia, nemmeno nelle più semplici, ma ha scelto di voler a tutti i costi “perdere l’anno scolastico”. Non solo ma dal settembre 2009 a tutt’oggi e’arrivato sempre in ritardo a scuola. e per sempre intendo sei mattine su sette. Ad un certo punto dell’anno scolastico, verso febbraio mi sono accorta che mancavano un certo numero di richieste di giustificazioni per i ritardi.Ne ho chiesto ragione alla vice preside e mi è stato risposto che qualche insegnante del proprio “team” o se ne è dimenticato o ha abbuonato al ragazzo i ritardi. Chiedo un colloquio d’urgenza-con il preside portando con me l’elenco delle assenze di mio figlio che non sono state da me giustificate. Viene effettuato un controllo accurato del registro di classe in mia presenza, (…) Infine viene chiamato il “fètentone” e la Professoressa nonché Vice Preside, dedica una ramanzina dolce e soave al mio figliolo. Conclusione: sono io la bestia rara che ha osato “denunciare” mio figlio chiedendo spiegazioni. Non-ho usato né .mai lo farò con nessuno dei miei due. figli omertà, non coprirò nessun tipo di ribellione contro le istituzioni Scolastiche e non sarò complice di nessuna marachella: piccola o grande che sia!Mi è ‘stato chiesto infine se io madre preoccupata, che pretende delle risposte ho per caso dei conflitti con mio figlio. Io mamma preoccupata e desiderosa di collaborare con la scuola sono passata per una persona disturbata psicologi
camente che esagera i ritardi del figliolo. Io, non posso sapere al mattino dove va il ragazzo, minorenne per l’altro, che cosa fa, che giri frequenta, ho solo lo strumento della comunicazione che la scuola mi dovrebbe fornire. Altrimenti, io lo penso in classe tranquillo, si fa per dire, a studiare e ad imparare con gli altri.Certamente l‘adolescenza è un periodo delicatissimo nella vita di una persona, non affermo il contrario, ma lasciare correre sempre e non comunicare alla famiglia così tanti ritardi è una grave negligenza da parte della scuola. Per questo chiedo e pretendo dalla Scuola che mi e ci aiuti, segnalandoci sempre se qualcosa non va o se subentra un fatto anomalo. mi sembra il minimo! Non era mai successo, per lo meno in quell’Istituto, che una madre “sbugiardasse” il figlio, ma anzi mi è stato detto che buona parte dei genitori tendono a coprire le marachelle, le fughe, le assenze, i ritardi, le uscite anticipate. Chiedo che anche gli insegnanti facciano la loro parte, aiutandoci e dando ai nostri ragazzi dei segnali forti durante l‘anno scolastico, insegnando loro che non si può e non si deve prendere per i fondelli la scuola. Aiutateci a formare gli uomini e le donne del domani, da soli, senza voi, noi genitori serviamo a poco. Fabiana Schianchi
Risposta del capocronista dottor Davide Nitrosi:
La prima scuola è la famiglia, si dice.E lei mi sembra un’ottima preside della scuola famiglia.

Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

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