La maleducazione non conosce etnie, però noi Italiani…..

Spesso e non volentieri ci meravigliamo delle azioni da “furbetti del quartierino” e di gesti eloquenti accompagnati da parole chiare,compiuti da noi stessi e dai nostri connazionali. Pur di evitare la fila alla cassa del supermercato, in farmacia, all’ufficio anagrafe, o altro, sgattaiolamo (sarà corretto? Boh!)avanti di tre/quattro posti, arrivando ad usare ogni tipo di bugia. Nel peggiore dei casi, quando nessuna scusa “attacca”, si finge un malore per passare davanti agli altri. Non mi soffermo a fare un distinguo non necessario, sull’età, sul sesso, sul ruolo che questi maghi e strateghi occupano all’interno della nostra società. Questi maleducati di professione, hanno fatto loro questo modus vivendi, tradotto in azioni quotidiane dannose ed offensive per il prossimo. Persino al Pronto Soccorso, pur di evitare ore interminabili di attesa, qualcuno tenta di stare peggio di come realmente si sente, per ottenere un codice che non sia verde. Pensiamo a quante volte e in quante differenti situazioni in una giornata, abbiamo il dispiacere di incontrare queste persone insolenti e scorrette, che non solo ci mettono in difficoltà ed in grave imbarazzo, ma ai quali dobbiamo pure dare risposte,scuse e spiegazioni, risultando alla fine noi stessi quelli colpevoli ed incivili. Assistiamo a scene tutto sommato buffe, ma nella realtà tristi e penose,come il voler passare davanti a tutti i costi, con manovre da circo equestre a chi è in coda da ore per fare il check in all’ aeroporto, adducendo scuse da commedia all’italiana. Potrebbe in questi casi, tornare molto utile la scena indimenticabile di Tognazzi e degli schiaffi dati al volo, con gusto estremo, ai passeggeri seduti in treno.tognaffischaiffeggia

Ovunque andiamo c’è maleducazione ed inciviltà: da quando tentiamo di parcheggiare l’auto nel posticino che stiamo per raggiungere, ma un’altra auto sfrecciando in gran velocità se ne appropria, a quando andiamo in quegli uffici o negozi ancora sprovvisti del numeratore elettronico. Persino negli spogliatoi delle palestre, spostano la tua borsa con gli indumenti personali, te la mettono in altra posizione più comoda (a loro) appoggiando la loro, fingendo meraviglie d’oltre terra, al sol chiedere spiegazioni. Ah! L’italiano, poco furbetto e grande approfittatore!Fatte le dovute eccezioni per le persone civili e ben educate s’intende! ma molto preparato nel credere all’altrui ignoranza e goffaggine.

Mi chiedo perché ci sia sempre bisogno di fingere, di scavalcare, di passare davanti ad altri, di padroneggiare o di primeggiare nella vita,credendo l’altro nostro simile non idoneo a fare altrettanto, cioè stolto, quindi facilmente raggirabile. L’atteggiamento ormai consolidato e messo in pratica dai sapientoni dell’inganno, il voler fare fesso il prossimo con malizia e finta astuzia, lo si può osservare da secoli nella nostra già pesante quotidianità: il punto cruciale e preoccupante dal quale occorrerebbe partire per fare pulizia, risiede nell’essere umano e nelle regole non impartite, sin dalla più tenera età. Regole e linee guida comportamentali necessarie e fondamentali per una serena convivenza, che risulterebbe molto più semplice e cordiale se ci si attenesse a queste basilari linee,tutto sommato di buon senso. Queste linee guida, che non devono mai venire meno e dovrebbero essere il più chiare e ferme possibili,dovrebbero necessariamente provenire non solo dalla famiglia, intesa come genitori e parenti adulti, ma anche da tutte le altre istituzioni che ci circondano, instaurando così comportamenti educati e rispetto per tutti. Un’ ultima domanda, rivolta ai gentili lettori/i: come mai questi comportamenti all’estero non succedono? O capitano in modo raro e sporadico?
fontana-trevi2 Totò e la Fontana di Trevi, Uno dei film di maggiore successo di Totò è il notissimo Totò truffa 62 (per la regia di Camillo Mastrocinque). Il film si articola in una successione di gag, durante le quali Totò, nei panni di un consumato imbroglione, con l’assistenza del suo collaboratore Nino Taranto, porta a termine una lunga serie di truffe ai danni dei personaggi più disparati.

La truffa più famosa è senz’altro quella della vendita della Fontana di Trevi. In questa scena Totò, assistito anche in quest’occasione dal fido Nino Taranto, riesce a vendere il celebre monumento romano ad un ingenuo italo-americano (Ugo D’alessio), il famoso Decio Cavallo – Caciocavallo.

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2 Comments

  1. Sai, una persona può nascere con un deficit mentale ed è una “disgrazia”. Chi è maleducato lo è per scelta!
    Non so il motivo, forse godono nel mettere i piedi in testa agli altri. Ala fine della fiera si tratta sempre di rispetto.
    Questo mi ricorda una frase di Malcom X “Be peaceful, be courteous, obey the law, respect everyone; but if someone puts his hand on you, send him to the cemetery“. Ora non dico che bisogna mandarli al cimitero, ma una buona lezione di civiltà potremmo anche dargliela!

    Cris.

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  2. ………oppure trattare loro ancora peggio di come loro trattano noi! Sarebbe una logica risposta? Non credo, anche se un qualche vaffa… in più nella mia vita dovevo dirlo! Alla lunga la maleducazione non paga, la voce circola, il paese è piccolo, la gente mormora, aprire scuole di comportamento questo sì sarei molto favorevole. Sentiamo gli altri lettori e lettrici che cosa ne pensano…

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