Oggi sono nuda per voi!(..meno male che non mi vedete!)

Ebbene sì, poche ora ci separano dall’inizio di quello che dovrebbe essere l’anno della rinascita in tutti i sensi delle nostre vite. Si conclude uno degli anni più faticosi e lunghi che io e voi abbiamo trascorso. Un anno pieno di intemperie e di difficoltà, intervallato da qualche piccolo successo personale che vedrò di tenermi ben stretto. Non mi piace fare bilanci, scrivere numeri, non piaccio a tutti, anzi! Il mio carattere, solo in apparenza crudo e brutale ha fatto allontanare alcune persone: virtuali e reali. Altre invece incuriosite e desiderose di approfondirmi, sono rimaste “fedeli” al mio modo di pensare e di scrivere.Chi se n’è andato non ha voluto o saputo attendere e conoscermi meglio. Oggi, ma solo per oggi, mi presento a voi in una veste vera, anzi vorrei mostrarmi completamente nuda, senza arzigogoli inutili. Vorrei mostrarmi a voi con tutte le mie fragilità, tutte le mie difficoltà che ancora mi accompagneranno e tutti i disagi che credo mi appartengono così come sono propri dell’essere umano normale.Vorrei trascorrere questa giornata che si prospetta molto lunga sin dalle prime ore della mattina a conversare con voi, seduti dentro una grotta termale ma vorrei che anche voi foste nudi! Nudi di tutte le azioni ed i comportamenti che vi hanno procurato disagio e dolore in quest’anno 2015, nudi di ogni cattiveria ed invidia se reputate d’averne dentro di voi. Nudi di ambizioni, di colore della pelle, di religioni diverse, nudi di avidità ed ira, insomma dei semplici e naturali perciò bellissimi, essere umani nati per essere tutti uguali senza differenze, che noi stessi abbiamo creato. Vorrei che fossimo tutti in cerchio a ridere e a scherzare, ognuno può guardare in viso l’altro senza farsi meraviglie delle cosidette  imperfezioni fisiche che ci rendono meravigliosi. Guardiamo oltre, diamoci la mano e facciamo progetti dentro alla grotta, lasciamoci avvolgere dalle nubi delle calde e terapeutiche acque termali, lasciamo che lavino via tutto ciò che di più brutto e faticoso ci hanno fatto inghiottire nel 2015. Io non lo so se quest’anno siete stati bene in mia compagnia, non so se avete di me un’opinione benevola, che quadro vi siete fatti di me, se siete felici di avermi incontrata o se girate pagina quando inciampate nel mio salotto. Alcune volte sono stata scortese e troppo schietta? Beh, ne ho pagate le conseguenze ma mi è servito anche per “mettere alla prova” alcune persone che non sapevo se tenere come amici veri oppure no. E puntualmente si sono smascherati! Sono stata di conforto e di aiuto per qualcuno di voi? Se sì, mi fa molto piacere e tornerò ad esserci se mi vorrete ancora come compagna di viaggio! Comunque sia stato il mio viaggio con voi, io sono stata onesta sempre e sincera al limite della crudeltà! Lo dice anche il mio motto: dire la verità sempre ed evitare inutili e sterili bugie. Io oggi, mi offro a voi come amica nuova per l’anno 2016 e come conoscente dell’anno 2015. Vorrei abbracciarvi tutti, darvi la mano e sentire le vostre voci dentro quella grotta fumosa, vorrei camminare ancora con voi e fare un altro pezzo di strada insieme. Insieme a voi sono maturata, sono cresciuta e qualcuno/a più di altri mi ha dato la spinta per continuare a scrivere mettendomi sempre alla prova. Non so se ho raggiunto l’obiettivo, se vi sono interessata come persona che nel bene e nel male aveva comunque qualcosa da dire. L’ho fatto col cuore, con tutta me stessa, con tutto l’amore e la passione che la scrittura mi trasmette, insomma…..l’ho fatto per voi! Spero che da domani siate ancora in numero maggiore a scrivermi, a darmi consigli, a propormi nuovi progetti da sviluppare insieme. Io ci sono, sono qua, nuda senza vergogne per me e per voi: desidero per voi tutto l’amore, quello sincero, per voi e per i vostri cari, ma soprattutto desidero continuare a chiacchierare con voi. Io senza voi non sono nulla, voi senza di me invece potete continuare ad esistere Il mio modo per farvi gli auguri è questo.Essere sempre me stessa, sincera, garbata, senza falsi e sterili moralismi, parlando chiaro e tondo. Ad alcuni sono affezionata più che ad altri, penso sia naturale e corretto, con qualcuno si sviluppa più empatia anche se solo virtualmente. Non vogliatemene, ma rimaniamo tutti ins02_fantasy-buona-notteieme. Buon anno!

aggiungiamo una statuina!(seconda parte)

angese-landini-moglie-matteo-renzimatteo-renzi-sito-hacker-1 Caro Babbino Matteo,anch’io come te non sono stata di parola e non sono riuscita a scrivere la seconda parte della tua lettera in tempo per il giorno 25! Per una volta mi sono presa con te una piccola rivincita e ti ho mentito, dal momento che ti fai desiderare come io desidero la macchina del tempo e ancora non l’ho ottenuta! Tu fai finta che questa sia la lettera rivolta alla Befana che oramai arriverà anche a Roma, passando per Reggio Emilia, porterà il saldo della cacca a tutti quanti,l’anticipo ce lo sta portando da dodici mesi e oramai abbiamo lòe Ziggurat colme! la signorina befana, vergine forever, l’ha già dichiarato agli Italiani. Ma credo d’aver capito che agli abitanti della terra di mezzo, agli hobbit con i piedi larghi e pelosi e anche voi voi che siete sempre seduti su quelle poltrone di velluto rosso, riceverete dei commessi nuovi che vi divideranno con i mitragliatori d’ordinanza, quando vi azzufferete e ci farete vergognare! Lady Befana vi porterà tante piccole gabbiette per mettervi al sicuro. Caro babbo Mattel, con il foulard in testa e la scopa in mezzo alle gambe non ti ci vedo ancora.supermatteoForse sant’Agnese sarebbe più appropriata: il naso lo possiede già, i nei glieli presti tu, la scopa credo che la usi spesso per lucidare casa e per dartela in testa qualche volta. E fa bene, perché tu sei recidivo e non mi ascolti, fai finta di regalarci ottanta euro di mancia sul davanti e sul retro cioè nel di dietro, ce ne prendi duemilaecinquecento in tasse nuove e fantastiche. Come la tassa se una donna supera la taglia 44, o se un uomo soffre di prostata ingrossata, oppure se in casa usiamo la stufa a pellet invece che a legna! Se poi possediamo una gabbia per conigli o un pollaio per le galline,ci applichi delle tasse come seconde, terze e quarte abitazioni per animali. Ma secondo te, dovremmo ucciderli ‘sti poveri animali pelosi e pennuti? Dovremmo farne arrosti e brasati da inviarti per Capodanno? Li dobbiamo abbandonare per strada, così dopo ci metti in galera per abbandono di pennuto? renzi Continua a leggere “aggiungiamo una statuina!(seconda parte)”

Matteo, stai sereno dentro al Presepio(seconda Parte).

angese-landini-moglie-matteo-renzimatteo-renzi-sito-hacker-1 Caro Babbino Matteo,anch’io come te non sono stata di parola e non sono riuscita a scrivere la seconda parte della tua lettera in tempo per il giorno 25! Per una volta mi sono presa con te una piccola rivincita e ti ho mentito, dal momento che ti fai desiderare come io desidero la macchina del tempo e ancora non l’ho ottenuta! Tu fai finta che questa sia la lettera rivolta alla Befana che oramai arriverà anche a Roma, passando per Reggio Emilia, porterà il saldo della cacca a tutti quanti,l’anticipo ce lo sta portando da dodici mesi e oramai abbiamo lòe Ziggurat colme! la signorina befana, vergine forever, l’ha già dichiarato agli Italiani. Ma credo d’aver capito che agli abitanti della terra di mezzo, agli hobbit con i piedi larghi e pelosi e anche voi voi che siete sempre seduti su quelle poltrone di velluto rosso, riceverete dei commessi nuovi che vi divideranno con i mitragliatori d’ordinanza, quando vi azzufferete e ci farete vergognare! Lady Befana vi porterà tante piccole gabbiette per mettervi al sicuro. Caro babbo Mattel, con il foulard in testa e la scopa in mezzo alle gambe non ti ci vedo ancora.supermatteoForse sant’Agnese sarebbe più appropriata: il naso lo possiede già, i nei glieli presti tu, la scopa credo che la usi spesso per lucidare casa e per dartela in testa qualche volta. E fa bene, perché tu sei recidivo e non mi ascolti, fai finta di regalarci ottanta euro di mancia sul davanti e sul retro cioè nel di dietro, ce ne prendi duemilaecinquecento in tasse nuove e fantastiche. Come la tassa se una donna supera la taglia 44, o se un uomo soffre di prostata ingrossata, oppure se in casa usiamo la stufa a pellet invece che a legna! Se poi possediamo una gabbia per conigli o un pollaio per le galline,ci applichi delle tasse come seconde, terze e quarte abitazioni per animali. Ma secondo te, dovremmo ucciderli ‘sti poveri animali pelosi e pennuti? Dovremmo farne arrosti e brasati da inviarti per Capodanno? Li dobbiamo abbandonare per strada, così dopo ci metti in galera per abbandono di pennuto? renzi Continua a leggere “Matteo, stai sereno dentro al Presepio(seconda Parte).”

Facciamo la pace?

Ce l’hanno insegnato da piccini, ce l’hanno inculcato a dottrina, a scuola, in famiglia, all’Oratorio, ce l’hanno predicato in Chiesa nell’omelia domenicale.Ci hanno bombardato con i libri dolci come il libro “Cuore”,”la piccola fiammiferaia,” con gli sceneggiati a puntate, nei quali il buono vince sul cattivo e spesso lo perdona, insegnando la regola e portando una morale. Nel perdono quando questo può esserci, si offre una possibilità di divenire migliori, si offre un’opportunità, ci si accorda e si dimenticano i vecchi rancori e gli oggetti causa di diverbi accesi. I diversi sceneggiati in bianco e nero ben impressi nella mia memoria, erano intrisi di bontà, di educazione, di esiti positivi, di persone che lavoravano tutte quante per lo stesso fine: catturare il “cattivo” di turno, metterlo un po’ in punizione e poi riammetterlo ad una vita sociale normale, accettando il fatto che aveva sbagliato. Gli si dava una seconda chance, oggi non più. Va da sé che non si trattava di situazioni gravissime, reati per i quali non esiste punizione adeguata, quelli oggi non desidero prenderli in esame. Una prossima volta lo farò con piacere. Ricordo con gioia, con nostalgia il mio Mivar che a volte emetteva onde e grafici grigiastri, mentre guardavo tutti gli sceneggiati per bambini e ragazzi al pomeriggio, a puntate. Non me ne perdevo uno, li conoscevo tutti a memoria e mi sbrigavo a studiare, per aver il consenso da mamma Bianca per accendere il Mivar.Seduta su una delle sedie di finta noce del tinello,a gambe incrociate, le mani chiuse a pugno sulle guance, senza telecomando seguivo Rin Tin, Tin, Zanna Bianca, Furia cavallo del West, Lassie, Sandokan, Orzowei, Heidi, Candy Candy, Woobinda, Mazilla, Goldrake….sino ad arrivare al più moderno Rex.“Facciamo la pace?””Puoi perdonarmi?”. “Ti prometto che non lo faccio più mi eprdoni?”Sono frasi ricorrenti, tipiche,accomodanti, sensibili, serene, usate dai protagonisti di queste finzioni televisive, ma anche da noi, protagonisti della vita reale. Tre semplici parole alle quali ricorriamo quando dopo una lite o un diverbio più o meno forte, desideriamo fortemente riappacificarci, con la persona con la quale abbiamo litigato.Non sto ora a verificarne i motivi, posso aver avuto io la colpa, la può aver avuta lui o lei.Si sta male arrabbiati sempre e comunque, c’è un nodo aggrovigliato di fili di ferro che non fanno passare il mal di stomaco. E’ brutta la fase dell’allontanamento, è dolorosa se tieni all’altro. Continua a leggere “Facciamo la pace?”

La difficile arte di vivere un pigiama.

La giornata si presta a rimanere nell’indumento per eccellenza, stropicciato, con una mini macchietta di caffè, allargato, striminzito, con l’odore di marito e figlia addosso alla sottoscritta, vecchio di tre anni. Pur sempre la mia copertina di Linus, oggi giornata pigiamale per eccellenza! Chi tra di voi si vuol unire al nuovo “CLUB DEI PIGIAMAROLI”?? Vi è mai capitato di indossare il vostro pigiama preferito come abbigliamento pomeridiano, di tenerlo anche a cena non togliendolo nemmeno per andare a dormire? Avete mai fatto caso perché in certi giorni, a volte tutto il giorno, a volte solo il pomeriggio, ciondolate per casa, con addosso il vostro pigiamino o camicia da notte? Scommetto che non vi siete mai domandati il perché non riuscite a staccarvi da quel pezzo di stoffa che odora ancora di cuscino e di notte e come mai non vi sentite a disagio nel mostrarvi a voi stessi e agli altri, in abiti privati e non in abiti da giorno? Io curiosa della vita e di tutto ciò che la compone, ho fatto i miei dovuti studi e mi sono accorta, che resto in pigiama in determinate situazioni e solo in alcune circostanze ben precise, vediamo quali sono. Tralascerei la sciatteria e l’incuria nei confronti di me stessa non fa parte del mio mondo, a meno che io non “stia covando” una malattia e allora, in quel caso me ne infischio dell’abbigliamento ma cerco un termometro, corro a letto, mi preparo un altrettanto antiestetica borsa dell’acqua calda, infilo una cuffia in testa, scalfarotti di lana ai piedi e attendo. Amo fare un pisolino pomeridiano, indossando uno dei miei pigiami, e quando apro gli occhi sento dentro di me, se intendo rimanere così o vestirmi di tutto punto per scendere al piano di sotto. Uno dei motivi che mi inducono a rimanere in pigiama al pomeriggio, è il desiderio di comunicare il mio disappunto per qualcosa che è accaduto in famiglia, o un disagio che provo di getto. Non vestirmi con abiti da giorno, non con la tuta ,altro indumento da usare solo in palestra! Ma tenere addosso quel due pezzi deforme, accompagnerà il mio pomeriggio e svolgerò le mie attività con addosso il pigiama ed il grembiule. Una scena da vedersi terribile! A meno che il pigiama non sia di raso o seta, di voile o di chiffon, di pizzo o fatto all’uncinetto….e qui rientriamo nel discorso dei bauli della nonna. Ma son altri discorsi, altre stoffe riservate a momenti della vita molto particolari. Poi ci sono i pigiami “del bisogno improvviso” cioè quelli che tengo sempre pronti in una valigia: se dovessi andare di corsa all’ospedale, nessuno in casa saprebbe prepararmi un trolley d’emergenza! I miei pigiamini invernali sono felpatini, lana fuori e cotone sulla pelle, oppure cotone pesante, dipende dalla temperatura esterna. Sono molto accollati, non dolcevita ma girocollo, con i bottoni sul davanti per praticità nell’ indossarlo. La parte di sotto cioè sono almeno una tg 46/48, desidero sentirmi larga e comoda pur indossando ancora una tg 44 di tutto rispetto. Potrei indossare una camicia da notte, ne posseggo alcune ma a quel punto avrei le gambe non protette e da un anno a questa parte le mie estremità sono sempre gelide, vampate calorifere a parte. Va da sé che a furia di lavaggi anche i pigiami più agguerriti, quelli che puoi strapazzare anche a 60°, perdono la consistenza iniziale. Il cotone felpato si può allargare come si può restringere, dipende in quale Stato è stato confezionato e quali pecore o capre sono state soppresse. Sbiadiscono i colori, gli elastici si allentano, le cerniere cedono ed i bottoni oltre che i nervi, saltano,ti ritrovi quindi nelle ore pomeridiane a girare per casa sotto gli occhi dei passanti, come il Puffo dispettoso, ripreso e sgridato dal Grande Puffo, senza ottenere nessun cambio d’abito! Le maniche invece tendono ad accorciarsi o ad allargarsi oltre misura. Brutto segno se rimango in pigiama, qualcosa non va, è una protesta la mia, anche contro la crisi economica che ci fa imbruttire tutti quanti. Non recandomi in piazza con le bandiere a fare la pagliaccia, decido di protestare rimanendo in pigiama. Se mia figlia non vuole fare i compiti e per puro caso mi sono vestita, ritorno in camera e indosso il due pezzi pigiamesco. Se qualcuno suona il mio campanello apro in pigiama, fosse anche l’elettricista di famiglia (cioè mio marito..). Se sono triste e fuori piove resto in pigiama, così accorcio le distanze tra il pomeriggio ed il momento di coricarmi la sera. Non parliamo poi di quando ho voglia di coccole e tenerezza! Non c’ abito nuovo che tenga, non ci sono jeans ma è uan guerra persa in partenza: pigiama ad oltranza, anche il giorno dopo sino a quando non faccio scorta abbondante di coccole & affini. Con tutto ciò che sta succedendo in Italia e all’estero,questa ci parla del pigiama! Eh ragazzi miei,se ci pensate bene c’è correlazione e c’è un senso, ognuno trovi il suo poi mi farà sapere. Rimanendo in pigiama mi sento protetta ed accudita come una bambina, strofinando le braccia e toccando la parte esterna dei pantaloni mi sento a casa e non vorrei più toglierlo per un giorno intero. Peccato che la stoffa assorba gli odori del cibo, della carta, dei detersivi, si impregni degli aromi di cucina e anche degli odori sgradevoli, che a volte, senza volerlo si accumulano in certi angoli della casa. Mi son detta che non devo rimanere così al pomeriggio, non è elegante, denota trascuratezza come le signore che giravano per casa con i bigodini ed i cetrioli sopra alle occhiaie! Potrei perdonarmi al sabato mattina o alla domenica prima di andare alla Messa, non in altre occasioni. “Ma se li abolissi per sempre, ‘sti pigiami, ed andassi a letto solo con due gocce di Chanel numero 5? O mi blocco con la schiena e le sue ernie, o è la volta che li brucio in piazza assieme ai reggiseni, che non uso quasi più!

Lontananza.

mareintempestaDSCF4094DSCF3852 Se partendo con la pioggia rumorosa e cinguettante
per una meta sconosciuta,
pensassi di non tornar più tra le mie rose
e la mia luna in fiore,luna e stelleme ne rimarrei seduta
a sognare i luoghi bramati e desiderati.
Veloce è il viaggio del ritorno,
conto i passi che mi dividono
dai miei luoghi con gli amati mattoni,
che mi attendon come soldati innamorati.
Sorrido felice al pensier delle mie siepi,
che rivedrò parlarmi di tutto ciò che
mi son perduta in pochi giorni.
Rivedo i gialli dei boccioli che parlano d’estasi
e tormento,rosagialla tocco i rossi delle foglie di vellutopescatore nel lago rosso delle rose che paiono bocche pitturate e schiuse
pronte per un bacio nascosto.
Conservo in me immagini nitide e dolcissime
di torri e merletti, di castelli e principesse,
osterie e donzelle che mi servono
nettare degli dei in orci di terracotta.roseto
Risento nelle mie narici l’odore acre
di sanpietrini posati uno ad uno
da uomini vecchi e stanchi.sanpietrini-anteprima-400x396-435838fioredisanpietriniSputano per terra saliva e sudore, componendo un mosaico di rara bellezza in quella piazzetta, custode di tante chiacchiere
svolazzanti e veloci come il volteggiar
delle mie gonne a ruota.
Se partendo sapessi di non trovarti
più al mio ritorno, ma ti immaginassi
in un altro luogo, se non sentissi più il tuo respiro
in lontananza che riecheggia come l’eco della mia voce,
non prenderei mai per mano quella valigia.
Me ne rimarrei per sempre seduta su quei sanpietrini
con le mani tese e le orecchie vispe e sveglie
come le vibrisse del gatto, che mi danza attorno a
queste stanche gambe.sanpietrinifiori

Ripartire da cinquanta.

Questa è la lettera integra ed in originale che ho scritto in Novembre alla direttrice del settimanale “GRAZIA”, signora Silvia Grilli. Ne è nata un’inchiesta che la giornalista Simona Coppa ha costruito con le lettere di altre due donne di 48 e 50 anni. Lo spazio dedicatomi sul giornale, uscito il 24 Dicembre era molto ridotto e a mio modesto parere non ha messo il evidenza il senso della mia lettera. Per questioni di spazio è stata ridotta a circa 300 caratteri, ma ringraziando molto la direttrice Silvia Grilli, non è esattamente ciò che mi aspettavo. ho pensato di pubblicare e l’originale ed in altro post, il trafiletto scritto su “GRAZIA”. Buona lettura a buon 27 dicembre 2014!

Esiste una quantità notevole di donne in Italia e nel mondo che non hanno più il loro posto fisso di lavoro.La motivazione più scontata e plausibile è la nota e grave crisi economica che imperversa in ogni settore merceologico. Ci sono molte donne che hanno perso il lavoro per cessata attività dell’azienda, cioè fallimento della stessa o bancarotta dichiarata.Ci sono donne alle quali sempre per gli stessi motivi di gravissima crisi non viene riconfermato il posto di lavoro a tempo determinato. Vengono scoraggiate, a volte “mobbizzate”.Saranno presto tolti definitivamente, gli incarichi denominati “a progetto”, sarà scoraggiato l’uso dei contratti denominati “di collaborazione o a scadenza”.Può succedere che non vengano reinserite quelle donne, ora mamme, nel posto che occupavano prima del parto al rientro dal loro periodo di maternità. Le ricordo che in Italia, non è ancora diffusa e ben regolamentata la modalità del telelavoro, cioè il lavoro svolto da casa dalla donna e mamma, in fasce d ‘orario a lei più congeniale. Le banche ed altre aziende non favoriscono il part time, costringendo la madre ad usufruire di nonne, baby sitter, strutture di asili e nido, spendendo barche di euro e per conservare il posto di lavoro e per pagare tali sostituti di loro stesse, laddove nonni non ve ne sono più. In molti casi si lavora (lo dico con conoscenza di causa con il primo figlio che ora ha vent’anni) si lavora per girare lo stipendio ad asili o baby sitter. Ci sono alcune aziende che concedono queste tipologie di lavoro, ma è ancora lungi dal divenire un’opportunità certa ed è lontana la visione dello svolgimento del lavoro che non sia dentro i muri dell’azienda stessa. In altri casi viene cambiata loro la mansione, facendole recedere dall’incarico che svolgevano prima della mansione più importante e delicata al mondo: partorire una creatura. Il datore di lavoro, spesso un ente privato o azienda,(rari e sporadici casi avvengono negli enti pubblici) assegnano a queste donne, dopo il rientro un incarico di minore importanza. Ci sono poi le fusioni di banche,(oltre ai fallimenti!) le cessioni di aziende al miglior offerente, la chiusura dei piccoli esercizi commerciali. Con la nascita sempre maggiore ed il proliferare dei grandi centri commerciali ed outlets o catene in franchising, che prendono il posto del piccolo negozio il problema si amplifica e si diffonde a macchia d’olio. Continua a leggere “Ripartire da cinquanta.”

Il mio carosello 2014!

statuinetortadiananasfoto_fabiana_schianchi1tisanaqSCAMBIECAMBItortadimeleevisseropersemprefeliciwaterd'oro ho scritto 557 post, ho pubblicato una fiaba per bambini e ne ho regalate 1000 copie ad una onlus di Reggio Emilia che si occupa di esaudire i desideri di bambini gravemente ammalati di tumori e leucemie.Ho continuato a cucinare,sperimentando anche ricette nuove, ho visitato le Marche dopo 30 anni da quella vacanza mitica con le mie amiche! DSCF3856DSCF3888 libro per adulti che ho letto quando mi riproposi di ricominciare a leggere di più e a scrivere di meno! halloweenjpgle ragazzerubate

Belle le rose,questo mazzo è simile a quello che portai a mia mamma Bianca in casa di riposo, lei adora le rose (come me!) e le voleva gialle, come il colore che rappresenta la gelosia.
Belle le rose, sono uno dei qmiei fiori preferiti assieme ai lilium!
Ho recuperato un pezzo importante del rapporto con mia madre,sto ricevendo roa da lei le carezze e l’affetto normale che da lei non ho mai avuto, non la odio più per tutto ciò che mi ha fatto, “a fin di bene” lei diceva! Questo mi pare un grande traguardo! Ho anche iniziato una nuova piccola attività di vendita di pezzi vintage, ho avuto il coraggio fermo di troncare rapporti d’amicizia che erano divenuti sterili, improduttivi per entrambi e si erano trasformati in rami secchi. Ho invece ricominciato a coltivare con pazienza e gioia altri rapporti d’amicizia che avevo dimenticato ma che vale la pena continuare a vivere. Mi sono state pubblicate lettere su due settimanali importanti”CHI” con lettera aperta a mio figlio e “GRAZIA” con l’inchiesta” RICOMINCIO DA CINQUANTA”!.
il sentiero sconosciuto Continua a leggere “Il mio carosello 2014!”

Se partendo..

Se partendo con la pioggia rumorosa e cinguettante
per una meta sconosciuta,
pensassi di non tornar più tra le mie rose
e la mia luna in fiore, me ne rimarrei seduta
a sognare i luoghi bramati e desiderati.
Veloce è il viaggio del ritorno,
conto i passi che mi dividono
dai miei luoghi con gli amati mattoni,
che mi attendon come soldati innamorati.

Sorrido felice al pensier delle mie siepi,
che rivedrò parlarmi di tutto ciò che
mi son perduta in pochi giorni.DSCF3961

Rivedo i gialli dei boccioli che parlano d’estasi
e tormento, tocco i rossi delle foglie di velluto
delle rose che paiono bocche pitturate e schiuse
pronte per un bacio nascosto.
Conservo in me immagini nitide e dolcissime
di torri e merletti, di castelli e principesse,
osterie e donzelle che mi servono
nettare degli dei in orci di terracotta.
Risento nelle mie narici l’odore acre
di sanpietrini posati uno ad uno
da uomini vecchi e stanchi.
Sputano per terra saliva e sudore, componendo un mosaico
di rara bellezza in quella piazzetta, custode di tante chiacchiere
svolazzanti e veloci come il volteggiar
delle mie gonne a ruota.
Se partendo sapessi di non trovarti
più al mio ritorno, ma ti immaginassi
in un altro luogo, se non sentissi più il tuo respiro
in lontananza che riecheggia come l’eco della mia voce,
non prenderei mai per mano quella valigia.
Me ne rimarrei per sempr