Il desiderio del martedì mattina.

Ben alzati a voi che avete senz’altro fatto questa tre giorni di festa! Ben alzati anche a chi invece, come me ha sempre lavorato dimenticandosi di onorare e omaggiare l’Immacolata Concezione, che in quanto pura e buona come una vera Mamma sa essere ,asupico possa comprendere e perdonarmi ancora una volta.immacolataconcezione. Questa settimana in via d’estinzione è stata diversa dalle ultime trascorse. Ho dovuto giocoforza ascoltare il mio corpo ed i miei sensi,che come bravi campanelli d’allarme hanno suonato varie volte per avvertirmi che qualcosa stava andando storto, al pari dei miei vecchi amici storici, i signori Attacchi Di Panico. Qui non si tratta della signorina Ansia Generalizzata che può nella vita capitare a tutti, o della signora Depressione Atavica, che una volta che attacca con te bottone non ti lascia più. Non menzionerei nemmeno le zitelle gemelle, signorine FOBIE OSSESSIVE, non cito il disturbo cognitivo comportamentale,non voglio nemmeno ricordare i disturbi di personalità quella è roba per palati raffinati ed esigenti!Mi tengo sul classico che andrà sempre di moda, mi appello ai cari, vecchi, saggi amici storici, gli amici della porta accanto, gli amici di sempre, quelli che se li chiami, arrivano subito: gli ADP. Sembra il titolo nobiliare di una vecchia casata storica,quando s’incontrano cognomi doppi o addirittura tripli, per non dire quadrupli.Oppure la sigla di un nuovo e molto votato partito di destra!Sono molto ben addestrati e preparati, si esprimono in tonalità alta, grave, acuta, media o bassa a seconda della gravità delle situazione da evitare. Hanno varie note musicali che conosco a menadito, pur essendo stonata come un vecchio campanaccio alpino! Sono per me fonte di grande aiuto, nonché spie eccelse che nulla hanno da invidiare a Mata Hari. mata-hari-1907aka-mata-hari

Fungono da “vaccino” antidisastro, se solo mi degno di ascoltarli bene e di non fingere con me stessa che non suonino.Non devo ignorarli o prenderli per i fondelli,queste sono le regole che abbiamo stabilito decenni fa, non devo essere stolta e far finta di nulla! Le volte che ci ho provato ho pagato cara la mia noncuranza nei loro confronti.Puntualmente, dopo poco tempo il disastro prende corpo, si fa strada dentro me e si manifesta in tutta la sua grandezza, varietà e gravità. Ammetto che a volte mi comporto come una borsa da passeggio, divento antipatica anche a me stessa, sono molto irascibile e pretenziosa, scorbutica al limite della stronzaggine e lo riconosco pienamente!Non occore che io finga con me stessa: non mi aiuta, devo solo ammettere e riconoscere, due verbi che a volte trascuro. Io stessa quando entro dentro queste spirali attorcigliate non voglio stare con me stessa, desidererei scappare lontano da me, fuggire via dalla mia persona e darmi una sberla sonora! Non ci credete? Eppure vi assicuro che non mi sopporto in quei momenti e con una come me, non riuscirei mai ad avere una relazione stabile. Sarà per via del mio doppio segno zodiacale? Mah! Più me lo chiedo e più devo ammettere che risposte non ne ho, mi rassegno e chiudo un occhio, consapevole che difficilmente riesco ad adattarmi molto facilmente alle nuove situazioni. Ammetto che su questo punto dovrei fare un secondo coming out, sette ammende e parecchi mea culpa. Ma son così, che ci posso fare? Mica mi posso cancellare con il bianchetto o annientare come la donna invisibile! Ho cercato di smussare gli angoli spigolosi del mio carattere negli anni, ho provato con aiuti costosi e forse quasi inutili a cambiare e a migliorarmi, ho usato spesso la gomma su me stessa, ho cercato di fare un lavoro di cesello applicandomi tanto.”Forse non abbastanza?” me lo chiedo spesso! Ma almeno ci ho provato?Ce l’ho la giustificazione ed il libretto d’istruzioni?In questi ultimi anni di pseudo maturità mi sono anche chiesta spesso, stretta nell’inutile ma reale morsa dei sensi di colpa, se ne vale la pena. Questa settimana ammetto che ho tirato troppo e troppo stretta la corda della mia persona,da ieri ne sto pagando le conseguenze. Ci sono momenti nella vita di una persona uomo o donna che sia, nei quali regna il bisogno assoluto di ritrovare i silenzi,la pace dei sensi e della mente, guardando e toccando solo il proprio corpo. Si prova il bisogno di sentire sotto alle dita la biancheria profumata con quel ammorbidente che solo noi conosciamo. Si chiama odore di noi, della nostra casa, della nostra persona, sono i feromoni che ci appartengono e che sono inconfondibili, quelli che ci permettono di ritrovarci dopo una grande tempesta, nella quale come zombie impazziti, vaghiamo di qua e di là senza meta, andando a sbattere la testa ovunque.Ci diamo gomitate, testate,ci facciamo lo sgambetto rimediando solo lividi e ferite. Senza il nostro porto sicuro e senza i nostri aromi e profumi saremmo niente, saremmo un piccolo ammasso di carne e ossicini rosicchiati, da un turbinio di vite folli e assatanate, di altrettante povere carni. Seguendo la scia di questa stella cometa, lasciando che essa ci trasporti e ci guidi a destinazione salvifica, teniamo gli occhi chiusi ed i sensi aperti.Il sentire il respiro che si fa pesante e leggero nello stesso tempo,il cuore che decelera piano,le narici che inspirano ed espirano, guidate da una mano invisibile che avverto forte, mentre mi imprime dentro il suo sigillo unico e singolare. Oggi e nei giorni a venire so che avrò la necessità fisica di respirare il profumo dei miei cassetti, vorrò stare seduta sul divano e sistemare ancora le casine del Presepio.Vorrò toccare le mie pentole anche se scrostate appena e cercherò i lembi delle lenzuola per aggrovigliarmici dentro.Sento il desiderio prepotente di raggomitolarmi dentro una coperta di lana in posizione fetale, protetta ed accarezzata come non succede da tempo. Ho bisogno di girarmi nel mio letto e desidero riudire i rumori e i suoni del mio nido. La suoneria allegra e natalizia del timer del forno,quando sta per terminare la cottura la mia torta di mele,lo scoppiettio dei pellet nella stufa che giocando tra di loro, si rincorrono descrivendo a volte un cerchio a volte fuochi d’artificio. Sorrido guardando con curiosità il camminare a piedi nudi di mia figlia, la pentola a pressione che borbotta quando ospita una zuppa di legumi. La lavatrice che sommessamente lavora al mio posto, oppure l’aprirsi faticoso del mio antico cantarano, con tanto di cigolio nelle serrature. Sono rumori a me famigliari, li saprei riconoscere al buio uno ad uno e quando non li sento tutti che suonano la melodia scritta per me, mi scatta dentro la paura che qualcosa stia per accadere. Non mi sento protetta e al sicuro:ho bisogno dei miei profumi e dei miei rumori, ci sono abituata e non potrei farne senza. Sì certo, per un lasso di tempo breve ne posso fare senza, mettendo l’anima a dieta e sperimentando suoli, aromi, colori e sensazioni nuove, ne posso impregnare l’anima ed attingere nuove emozioni non potrà che farmi bene! Poi c’è una forza misteriosa che mi attira prepotente verso di sé e mi riporta nei luoghi noti e ieri, oggi e anche domani questo bisogno lo sentirò ingordo e insaziabile.

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4 comments

    • Buongiorno bea, la stanchezza dei giorni trascorsi nella preparazione della fiera “Cambi & Scambi” se ne sta piano piano andando. E ora ho i nervi che si stanno finalmente rilassando, la soddisfazione è stata comunque enorme! Buona mattinata e a presto!

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  1. Abbiamo bisogno di ritrovarci nel nostro grembo materno e ri rimanere lì a contemplare i lresto del mondo, che se avesse capito come fare, farebbe come si conviene. Tornare a respirare dentro un involucro protetto da tutto. Almeno per un bel lasso di tempo, non dico i nove mesi di gestazione ma poco ci manca! Ora ho ancora il sapore del caffè in bocca, me lo gusto e me lo tengo più che posso! La stufa è accessa e balla, oggi da me a Reggio Emilia ci sono solo tre gradi! Cominciamo a sentire il freddo per davvero: era ora! Un abbraccio al sapore di caffè caldo come l’abbraccio di un fuoco avvolgente.

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