Qua ci vuole un miracolo istantaneo!

La vita di noi esseri umani è costellata di difficoltà e problemi abnormi quotidiani, divenuti superiori alle aspettative, insormontabili a volte come risoluzione, trasformati per entità casistica e tipologia.No neravmo preparati a tali tipi di problemi, non siamo ancora attrezzati con i nostri soli mezzi fisici e psicologici a risolverli, ma siamo certi di una cosa soltanto: li dobbiamo fronteggiare e risolvere nel più breve tempo possibile.La nascita stessa di un bambino, evento definito da tutti come meraviglioso,unico, raro, strabiliante, commovente, è in realtà un grosso trauma per quel piccolo feto che esce allo scoperto, dopo nove mesi circa di sicuro e comodo alloggio nel grembo materno.Da qull’istante in poi, sarà per lui un continuo susseguirsi di battaglie più o meno grandi, più o meno vinte per conquistarsi un pezzettino di vita in più. I tanti artifici inventati dall’uomo per prolungare l’esistenza su questa Terra ed in questo mondo, sono milioni, creati non senza fatica e non senza altrettante battaglie.Dagli antibiotici alle automobili, dai comodi e caldi abiti che hanno preso il posto delle pelli di animale, dai medici, dagli insegnanti ai cuochi provetti, passo dopo passo, lotta dopo lotta, l’uomo si è conquistato il posto che ricopre oggi nella società. Ma in che modo e con quali presupposti lo ricopre non oso descriverlo, sarei ripetitiva, monocorda e soprattutto non sta a me ricordarvi in quali mani siamo oggi.Non possiamo nemmeno addurre la scusa del”ma noi non lo sapevamo, a noi non ce lo avevano detto, noi non ce ne siamo accorti! ma quando è successo?”. Passeremmo per stolti, per emeriti imbecilli, per dormienti su di u nramo, per ignoranti, voce del verbo ignorare.Lungi da me l’intenzione sgradevole di usare l’aggettivo qualificativo in modo dispregiativo ! Avremmo la necessità impellente di avere soluzioni precise, strategie, formule matematiche, nozioni di vita normale e semplice, regole base da seguire sin dal grembo materno. Dovremmo trasformarci tutti insieme con un sol colpo di bacchetta magica, in Maga Magò, Archimede Pitagorico, nella fata buoan di Cenerentola?Dovremmo studiare tutti come dei veri Einstein? No, deduco oggi che costa troppa fatica applicarsi, studiare e ripetere a voce alta, siamo tutto sommato un popolo di fannulloni, di giocolieri e bugiardi, “semo tutti Italiani”. Non faccio nemmeno di tutta l’erba un fascio, tralascio le brave persone che ancora incontro e so che esistono, quelle non hanno bisogno dei miei e dei vostri elogi, li diamo per scontati e naturali. Così dovrebbe essere, così dovremmo essere, invece qua oggi di scontato non c’è proprio più nulla. Un vuoto totale, un cratere senza fine, una disillusione continua, ogni giorno una notizia bomba che vince su quella del giorno precedente ci stordisce e ci rimbambisce.

Succedono fatti strani nelle nostre logore e vecchie vite, situazioni non consone al conosciuto, senza un nome ben preciso che da lontano, si potrebbero definire miracoli.Si tratta di eventi straordinari,eccezionali, dei quali sino a qualche centinaia di anni fa non si sospettava neppure l’esistenza. Come l’evento a mio avviso eccezionale, ma banale allo stesso tempo di campare sino a cent’anni tranquillamente. Impensabile sino a qualche decennio fa! E si è destinati, forse, con la ricerca e l’ostinazione terapeutica di certi medici, ad arrivare anche a superare di gran lunga i cento! Improponibile, quando a trent’anni si era già vecchi e si poteva morire per un’influenza. Miracoli? Prodigi? Giochi da prestigiatore? Mah!Le risposte credo possano dare adito ad un ampio ventaglio di elucubrazioni e pensieri. Non so chi possa classificare e dare il nome esatto a questi fenomeni non usuali. Ribaltando un attimo la situazione, quando abbiamo un problema interiore o fisico,una pena d’amore oppure un licenziamento in corso un figlio che fa uso di sostanze stupefacenti, oppure soffre di grave ed incurabile malattia, che cosa facciamo? Siamo,credo un po’ tutti, portati a chiedere un segno divino, una prova dal Cielo, un fenomeno tangibile che ci faccia risolvere quel determinato problema. In quel momento, molti di noi,già ricorsi a tutti gli espedienti terreni possibili ed immaginabili, ricorrono a Gesù, alla Madonna o a qualche Santo, noto per aver compiuto quelli che chiamiamo miracoli. Ma chi può stabilire con certezza e non sarà certo la Chiesa ed i suoi componenti in quanto sono esseri terreni, che se si avvera la soluzione del dramma si è trattato di miracolo? Non attribuisco al Vaticano e ai destinati a decidere questo immenso e supremo potere decisionale! Noi preghiamo instancabilmente davanti a quella statua in Chiesa, promettendo l’impossibile se il figliolo guarirà dal tumore o se, riusciremo a non perdere il lavoro.E allora, spaventati, spauriti, allarmati e disperati, chiediamo, ci buttiamo in ginocchio e supplichiamo battendoci il petto, facciamo voti e fioretti nell’attesa di ottenere. Come se bastasse chiedere per ottenere, domandare ed avere, questo l’essere umano pretende. e lo pretende sin dalla più tenera età con la mitica e bonaria figura irreale di Babbo Natale: io ti chiedo il giocattolo perchè son sicuro di essermi comportato bene, tu Babbo, me lo porti. Non metto nemmeno in considerazione il fatto che tu babbo (e mamma aggiungo..) non mi accontenti e mi doni qualcosa di completamente diverso, di meno pregio, meno costoso da ciò che IO, bimbo, ti ho domandato. E’ fede vera questa? Sono questi i gesti di vera fede e bisogno di amore? Sono queste azioni meramente meccaniche con ottenimento sicuro del tornaconto? Solo questo, noi miserrimi sappiamo dimostrare a Qualcuno più in alto in determinati e nefasti frangenti? E’ ostinazione o solamente mero tornaconto e bisogno di risolvere con i misteri, ciò che non è risolvibile con la scienza e con la razionalità? Qual’è il confine tra il miracolo vero, e l’ accadimento naturale ottenuto. Il miracolo è un bene talmente prezioso e oserei dire impossibile, che se accade è sicuramente concesso a pochissime anime prescelte da Dio.Anime che per qualche strana ragione, in quel momento sarebbero le elette, le prescelte, le favorite e da qui un’altra tremenda domanda: ma Dio o chi per Lui, fa una cernita, scegliendo chi far vivere e chi far morire? E’ difficile capire e comprendere,ci vuole una fede smisurata, immensa e scevra da nebbie. Riusciamo a trovare le risposte solo se un ricercatore dopo anni di studio in Equipe, riesce ad ottenere la giusta medicina per quella malattia e a sconfiggere quel virus pericoloso. Riusciamo a dare una logica e terrena spiegazione, se siamo riusciti a raggiungere un traguardo sportivo che ambivamo da anni, siamo felici se il Capo ci ripensa e invece di licenziarci, ci da un aumento in danaro e ci dauna seconda possibilità. Accettiamo, anche se con immenso dolore, la fine di una relazione e ci auspichiamo di iniziarne un’altra più soddisfacente e si potrebbe continuare con mille esempi. Ma se andiamo davanti a Dio in una Chiesa e lo preghiamo di ottenere quel miracolo e non arriva, allora non vi è più miracolo, non c’è il prodigio e siamo pronti a mettere in discussione tutto, non pensando che il miracolo vero è già sotto ai nostri occhi: siamo noi, ancora vivi e desiderosi di migliorare, noi che chiediamo e non sappiamo vedere i progressi ed i risultati ottenuti, noi che nel momento stesso in cui chiediamo il miracolo, siamo così stolti da pensare, che qualcuno sopra di noi, faccia la cernita.

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