Io sono tua madre e ti uccido.

E’ volutamente agghiacciante il titolo. E’ terrificante dover ammettere che troppi bambini fanno questa fine in tenera età, per mano di chi dovrebbe amarli di più al mondo. Anzi! Mi correggo ed uso l’ imperativo:una mamma con un cuore ed un cervello che funzionano perfettamente e all’unisono, deve senza riserva o remora alcuna, amare chi ha dato alla luce senza limiti e senza pregiudizi.E’ una legge di natura: chi ha portato dentro di sé la sua creatura per tanti o pochi mesi, sviluppa un’ attaccamento ed un senso di protezione che vanno oltre l’immaginabile, comportandosi come un soldato pronto a difendere chi tenta di attaccare o far del male alla propria creatura. In questo gli animali, che si stanno dimostrando esseri molto più intelligenti dell’uomo, non permettono ad altri simili di avvicinare i loro piccoli e sono pronti ad aggredirli e ad allontanarli con ogni mezzo a loro disposizione. Le mamme chiocce o cavalle, gatte o cicogne che siano, hanno in esse sviluppato un forte senso materno, un istinto di protezione e di cura, un comportamento di accudimento e nutrimento nei confronti dei loro piccini che è inequivocabile e non modificabile, anche se dovessero subentrare dei fattori esterni non previsti. Questi comportamenti animali sono corretti, giusti, materni, protettivi e naturali, si manifestano con continuità e regolarità, sino a che i cuccioli non si renderanno indipendenti e forti a sufficienza per provvedere da soli al loro sostentamento.

Comportamenti naturali, istintivi, scontati che sono intrinsechi in loro da sempre, che non verrebbero mai messi in dubbio o giudicati da noi esseri umani. A nessuno di noi uomini o donne, potrebbe venire il ragionevole dubbio che una mamma leonessa dopo aver partorito, possa un giorno uccidere il suo cucciolo. Queste femmine di animali sono state “programmate” o predisposte geneticamente dalla natura per rimanere gravide, preservarsi durante la gestazione, partorire, allattare, crescere e rendere autonomo il cucciolo. Ma quali sono i motivi per i quali gli animali non soffrono di disturbi mentali, tali per i quali ad un certo punto della loro vita la loro mente, sconvolta da chissà quali fantasmi ed obbrobri, decide lucidamente di uccidere il figlio. Per loro non conta con quale animale maschio si accoppiano, a volte dopo l’amplesso qualche specie uccide il compagno, non amandolo, non provando e nemmeno conoscendo aspetti emotivo/passionali che invece sono presenti ed incisivi nella coppia uomo/donna.Spesso queste mamme si estraniano dalla vita comune, andando a rifugiarsi in luoghi sicuri e tranquilli per una serena gravidanza. Sono mamme attente alla nascita della loro creatura e mamme amorevoli, che vigilano con lucidità e fermezza che tutto vada per il meglio. Sanno che devono continuare nel loro percorso e nel loro compito preciso, per il proseguo della specie ed attuano questi comportamenti ed azioni mirate al fine di non interrompere la stirpe. Purtroppo e non senza dolore acuto e tagliente, non possiamo più affermare questi concetti sublimati ma non più certi, nella donna/mamma.Ci dobbiamo arrendere ad una realtà atroce ed inconfutabile. .Ci dobbiamo interrogare su questi delitti inspiegabili, senza ragione o motivi, senza via di scampo per chi li subisce e per chi li effettua.Queste mostruosità vengono perpetuate ed attuate ai danni di chi dovrebbero essere amati senza misura, su corpicini di chi non ha mezzi per difendersi. Sono delitti compiuti prima sulla mente di chi si fida di loro, poi su quelle povere e tenere carni maciullate da chi, mai e mai e poi mai si aspetterebbe un gesto simile. I bimbi, carne della nostra carne, proseguo di noi stesse, piccoli ed indifesi, innocenti ed ignari, si abbandonano con tranquillità e pace tra quelle braccia che tra poco li uccideranno, cercano le mani delle loro mamme per avere carezze e certezze, quelle stesse mani che in un gelido giorno d’inverno li strangoleranno. Questi angeli bambini si affidano all’abbraccio ed al bacio di Giuda, non conoscendo ciò che le menti disturbate delle loro mamme hanno in mente di compiere. Da un po’ di tempo a questa parte, coloro che si definiscono “esperti in materia”, stanno tentando di spiegarci che tutte le uccisioni non sono raptus commessi in un momento di pura follia, ma sono il risultato finale di percorsi di lucida follia, ben studiati e programmati nei minimi dettagli. Il frutto di un disegno mentale diabolico, compiuto volutamente al fine di eliminare quello che credono sia l’oggetto vivente dei loro deliri e dei loro fantasmi reiterati negli anni. Il mostro respondabile della loro esistenza condotta in modo patoligicamente distruttivo.

Riconosco che sia presuntuoso e altezzoso provare a parlare di questi fatti sempre più frequenti, senza avere lauree in materia, o esperienze dirette o indirette.E’ già molto difficile provare a comprendere senza giudicare, è penoso, oltraggioso, inutile e sterile, offensivo additare come assassina a prescindere, colei che ha ucciso l’oggetto dei suoi deliri, perché di questi si tratta. Pur reputando il gesto un crimine punibile solo con la morte della madre, entrando così in una spirale di morti ammazzati con vendette trasversali, senza andare a fondo e senza capire i perché. Credo che su un solo punto siamo tutti d’accordo: il crimine su un bambino è inspiegabile con la lucidità, diviene inqualificabile come comportamento attuato. Appare un gesto rivolto a punire a volte, un padre assente o un passato devastante per la madre. Ammiro molto gli psichiatri che cercano di dare una spiegazione raziocinante o quantomeno scientifico/sanitaria, a quella donna che ha commesso il massacro ai danni della sua creatura. Entrano in gioco troppi fattori e troppi moventi, parrebbero dare risposte scontate. La gelosia, i parti avvenuti in tenera età, in quell’età dove le mamme bambine dovrebbero ancora giocare con le bambole, le violenze fisiche subite in famiglia da parte di genitori o nonni, gli stupri, le depressioni post parto da non sottovalutare, sono fattori che possono concorrere ad arrivare a questa fine estrema. Occorrono giorni, mesi, anni per cercare di inquadrare una personalità disturbata di una mamma che ha deliberatamente ucciso la propria bambina, buttandola in mare o dal balcone, strangolandola o colpendola con lame di coltelli. Credo che i segnali di pericolo che qualcosa di tragico potrebbe avvenire ci siano e se ben letti, potrebbero in un qualche modo far accendere varie lampadine in famigliari attenti, al fine di evitare queste premature morti. Una donna, per sua costituzione ormonale è decisamente più fragile ed emotiva, soggetta ad esaurimenti nervosi, a depressioni o a disturbi della personalità, che si possono manifestare in situazioni difficili della propria vita. Una gravidanza indesiderata, un parto traumatico, un aborto precedente, uno stupro subito, le violenze famigliari ai danni dei figli, bimbi che hanno coliche neonatali frequenti ed urlano senza sosta, litigi pesanti e botte tra coniugi, malattie non curate in gioventù potrebbero portare ad eliminare l’unica personcina che non ha mezzi per difendersi. Togliendolo di mezzo per sempre, la mente ammalata della mamma pensa che nella sua vita ci sarà un problema in meno da affrontare, pensa in modo deviato che quel bimbo le ricorda quel dramma già vissuto ed è il demonio, perciò va eliminato senza scrupolo. Alcune mamme agiscono lucidamente e con calcolata freddezza, per poi crollare psicologicamente dopo giorni di negazione dell’omicidio. Entrano quindi in una fase che non saprei definire ma che sento ed avverto come mamma. Subentra in loro uno stato di ipnosi e tentativo di cancellazione mentale dell’accaduto. Altre agiscono dietro un impulso o raptus insopprimibile, negando da subito e per sempre l’accaduto. In entrambi casi si tratta a mio semplice e puro pensiero di mamma, di gravissime patologie non condannabili con l’eliminazione delle stesse, ma bisognose di cure appropriate in strutture adeguate, con l’ausilio di medici esperti che devono seguirle per lungo tempo, con mezzi adeguati al loro disagio. Non dimentichiamoci che queste mamme, se dovessero rientrare in sé anche per un solo attimo e ricordare ciò che hanno commesso, opterebbero per il suicidio imminente. Credo infine che una donna o padre che uccide, se lo ha fatto una volta può essere soggetto a ripetere il gesto, una volta uscito dal carcere. A volte è sicuramente meglio l’oblio e la cancellazione del ricordo di quanto hanno commesso, l’ammissione verso se stesse e verso i loro famigliari, sarebbe un dolore così lacerante che non permetterebbe loro di vivere, senza la loro creatura. A Castiglione delle Stiviere c’è un ospedale psichiatrico, che somiglia molto di più ad un carcere ed è l’unico ospedale Italiano con una sezione femminile dove trovano riparo e cure queste “mamme assassine”.La nascita del figlio è il detonatore della miscela esplosiva che cova nella mente malata della madre e la nascita del bambino si trasforma in un incubo.

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2 comments

  1. Carissimo Papillon, intanto grazie perchè sei passato a trovarmi. Ci vuole un post così importante e delicato allo stesso tempo per scuotere gli animi? Animi che peraltro sono inermi ed immobili di fronte a cotanto dolore. Il tuo cuore piange, il mio di mamma è dilaniato e chissà quanti altri sono a pezzi. Se tu hai letto la lettera dedicata a mio figlio, pubblicata dal settimanale “CHI” dove, dichiaravo apertamente l’amore immenso materno che provo per mio figlio e quanto soffro se non lo sento tutti i giorni, ti puoi immaginare come mi sento dopo essere a conoscenza di ciò che mi succede intorno. Questa notte, dopo aver partorito ieri lo scritto, ti confesso che ho dormito molto male, ho avuto incubi e brutti pensieri di persone tagliate a metà. Ciò non toglie però una cosa: all’improvviso, senza un presunto o reale movente, anche se io fossi la mamma più amorevole e dolce del mondo, potrei arrivare a compiere una simile atrocità su uno dei miei due figli. Può succedere ad ogni donna/mamma, può capitare ad un papà, ad un nonno o al compagno che abbiamo, nei confronti di un figlio che abbiamo avuto dal primo matrimonio. Questo mi fa stare ancora più male e non vi è rimedio contro la sorte futura. Ti abbraccio con affetto e ti auguro una serena domenica.

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