Un Natale coerente.

Ci volevano questi anni di crisi enorme, di oculatezza e cernita negli acquisti, di tasse e balzelli da dover onorare, di vestiti rimessi a nuovo dalla mia sartina di un tempo, di scarpe riparate dal calzolaio, mestiere da riscoprire, per farmi riscoprire il vero ed umile senso delle festività natalizie. Se non tutti i mali vengono per nuocere, direi che questi anni di lotte quotidiane per arrivare dignitosamente al giorno dopo con onore e fierezza, sono anni nei quali ho imparato a non buttare via nulla, ma a trasformare tutto a riciclare, parola da rimettere in circolazione velocemente se ancora tanti non l’hanno fatto! Riconosco e provo sulla mia pelle e su quella di mio marito, che sono tempi durissimi, di trasformazioni totali, di nuove abitudini giornalieri e modalità di conduzione della nostra vita completamente differente da quella alal quale io e milioni d’ Italiani eravamo abituati. Io per prima, quando me lo potevo permettere, o almeno lo credevo! Ero abituata ad un lusso esageratamente alto e non all’altezza comunque dello stipendio che percepivo, quando lavoravo in Banca! Ho ricevuto dai miei genitori, contadini per una vita, alcuni immobili dai quali percepisco un affitto, ci pago sopra tasse esagerate, essendo tutte seconde e terze case, devo farvi le dovute e necessarie manutenzioni, perché alcune non sono giovanissime, ma sono felice e grata a loro per avermi messo in condizione di non saper sino ad oggi, che cos’è un mutuo, un prestito in Banca, un fido, oppure, ancora peggio che cos’è un usuraio. Purtroppo da qualche anno l’edilizia è in gravissima crisi, inutile ripeterlo, il “mattone” oggi costa solo a mantenerlo ed i meno fortunati non riescono nemmeno a percepire un affitto o se hanno gli affittuari non è detto che possano pagare ogni mese. Se poi l’immobile è vuoto, cioè non affittato i balzelli salgono ancora di più. Non è quindi il tempo giusto per pensare di fare investimenti sul mattone, comprando. Io ho la mentalità impartitami dai miei genitori difficile e dura a morire”Se hai un gruzzolo da parte, compra una casa ed affittala!”. Ora, i cartelli “VENDESI”, “AFFITTASSI” proliferano da ogni angolo della nostra bella Italia, non entro nel merito dell’Europa o del resto del mondo perché non conosco questi dati. Va da sé che se sono calati i prezzi per le vendite di tali immobili, sono calati anche i prezzi per gli acquisti, ma è anche scontato che soldi contanti non ne circolano più. Per chiedere un mutuo in banca devi essere lavoratore a tempo indeterminato e possedere un immobile, o trovare un parente o un genitore che lo possieda e garantisca per te, se a fine mese non paghi la rata del mutuo, gravata da interessi da usurai per l’appunto. E sta parlando una povera ex cassiera di Banca, che di tassi e commissioni bancarie qualcosa ha visto in vent’anni in quell’Istituto bancario! Si calcola che per questo Natale un Italiano normale, nella media, con medio/basso tenore di vita, spenderà per pensierini e regalini Natalizi dai 100 ai 175,00 circa. Io penso che in tanti spenderanno anche meno e tra quelli ci sono anch’io. Se prima compravo senza ritegno alcuno, senza oculatezza senza mai pensare al futuro e al colore nero che lo avrebbe rappresentato, se prima come milioni d’ Italiani facevo la cicala, ora dobbiamo giocoforza fare tutti quanti le formichine. Buttavo tutta la mia tredicesima in vacanze invernali, regali per me e per i parenti, per gli amici e per il Parroco, le maestre, i clienti più gentili, insomma distribuivo a destra e a manca come un qualsiasi Babbo Natale, un po’ ingenuo che distribuiva doni anche ai “bambini non ubbidienti”. Per fortuna che c’è la crisi, mi dico in questi giorni! Occasione per cambiare modo di vita, occasione per ricordare le frasi del mio povero papà che mi ripeteva sovente che così facendo, con le mie “mani bucate”, avrei mangiato presto “il vitellino ancora nella pancia della mucca”! Sante parole, mai ascoltate, mai messe in pratica, ma ora vive ed applicate alla lettera. La mia rappresentazione del Natale quest’anno è molto modesta per nostra scelta. Abbiamo addobbato l’Albero non per intero, ma abbiamo lasciato appositamente dei rami vuoti a ricordarci di chi non ha nulla e tutti gli spazi vuoti nei cuori e negli animi di chi, non può nemmeno permettersi un pandoro. Abbiamo invece distribuito il nostro esagerato Presepe (in realtà sono due uniti..) per tutta la casa, creando dei mini spazi in ogni angolino, con poche e sparute statuine Presepiali, per ricordarci il senso vero che non è certo quello commerciale delle luci e dei balocchi. Desideriamo vedere un angolino di Gesù in ogni stanza, abbiamo quindi voluto creare un percorso spirituale che ci accompagni da quando entriamo in casa a quando andiamo in cucina, in bagno, in lavanderia, nelle camere da letto e nei rispettivi studi di lavoro. Molte statue e casette sono invece rimaste, per scelta, negli appositi scatoloni. Sotto all’Albero la cesta dei doni è pressoché vuota e se sarà riempita, lo sarà solo di piccolissimi pensierini inerenti la nascita del Bambinello. Abbiamo deciso di non regalare inutilerie, cose superflue delle quali le nostre dimore sono colme e stracolme. Io e le mie amiche di sempre ci siamo dette reciprocamente e senza vergogne sterili, ciò di cui avremmo maggiormente bisogno, (si fa per dire!) in questo momento. Qualcuna ha bisogno di una tovaglia, qualcun’altra di pannoloni e latte in polvere per il bambino piccolo, una ha chiesto un cesto di provviste alimentari, un’altra canottiere e mutande per sé e per il marito. Altre pastelli, album da disegno e materiale di cancelleria per i figlioli. Banditi i giochi quest’anno per i nostri figli: solo libri ed abbigliamento! Insomma, cose che necessitano per davvero, anche se qualche marito ha invece dichiarato che un bel pezzo tecnologico ed all’ultima moda, non lo disturberebbe affatto! Quindi tutte insieme, ci adopereremo per acquistare (nel discount più economico!) i regali che abbiamo scelto, divideremo se spese, stando attente anche all’aspetto estetico! Li confezioneremo insieme, secondo la nostra fantasia cercando di usare materiali da incarto che non siano la solita carta ed il solito fiocco rosso. Dedicheremo a queste operazioni natalizie un pomeriggio o una serata,che diventerò anche occasione per stare insieme a chiacchierare, donandoci reciprocamente un paio d’ore di questo nostro fuggente tempo. L’arcaica frase “basta il pensiero!”, sono convinta che quest’anno sia più che azzeccata e consona ai tempi presenti. Usiamo però un pensiero affettuoso in empatia con chi lo riceve, ben confezionato e soprattutto accompagnato da un biglietto d’auguri scritto a mano, per esprimere con dolcezza e semplicità ciò che sentiamo per la persona che riceverà il nostro piccolo, ma significativo dono. Fatto quest’anno con il cuore, con l’ingegno, con una minima spesa ma con il massimo calore. Questo per me è il senso del regalo natalizio in questo Natale 2014, che deve necessariamente essere coerente con l’attualità che viviamo ogni giorno. Auguri a tutti!

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