Non posso non scriverlo.

Contravvengo alla mia decisione di non postare più nulla, morsicandomi un labbro perchè dopo le mie dimissioni lo avevo giurato a me stessa, ma sono un essere umano e pertanto soggetto ad  errori o atti dei quali forse, ci si può in seguito pentire. Sento molto dolore non commisurato e non meritato, non cercato e non agognato. L’argomento tanto antico quanto attuale, mi impone di scrivere nero su bianco. La questione è arcaica quanto mercenaria, la faccenda è sempre e solo quella e non guarda in faccia nessuno. Per loro, si uccide senza guardare chi è il bersaglio. Si può uccidere anche solo con la lingua e chi perisce sotto la lama tagliente delle parole che bruciano, ahimè! non ne esce comunque vivo. Mio Dio che schifo mi fanno! Non c’è colore della pelle  o religione o stato economico che esista. Per loro si uccide ancora nel 2015 e lo stiamo vedendo in TV e leggendo ovunque.Non si uccide nel nome di un Dio che nessuno di noi ha mai visto o conosciuto, se ci sarà un Dio non è certo Lui che chiede di uccidere nel suo nome. menzogne! Si uccide solo e soltanto per potere, per sete e fame di vendetta, per pavoneggiarsi agli occhi degli altri,  per credere di essere più potenti e più forti degli altri nostri simili, per arricchirsi sino ad essere satolli di soldi e danaro. Sino a vomitarlo dalla gran quantità che se ne vuole ingurgitare, più ne hai più ne vuoi, più ne hai e più uccidi. Non c’è fine e non c’è morale, sei come in uno stato di delirio perenne e vedi solo e soltanto il loro colore e la loro forma. Per loro disconosci anche tuo figlio, chiami prostituta  tua madre ed infanghi il nome dei morti.Non mi sta bene, non è il mio modo di pensare e di vivere. Ma mi ci ritrovo invischiata senza volerlo. Quest’anno dispari come numero finale, il 2015 per me è iniziato sotto il peggiore degli auspici, con la sfiga attaccata allo stomachino di mia figlia, ora prosegue nel vedermi “vittima” e “coinvolta” in un giro d’incomprensioni lungo vent’anni. Mi ritrovo a dover combattere ancora con i fantasmi del mio passato per colpa di una lingua biforcuta che anche alla sua età venerabile, ha parlato troppo e troppo male. Mi è insopportabile tutto questo: perchè per me non c’è mai pace?  I nomi sono stati infangati, i morti però non possono parlare o scusarsi o spiegare, ed è troppo tardi per tutto. L’astio uscito fuori dalle bocche, sa di diabolico, il fiato con il quale si respira male in questi giorni è un alito gelido ed indemoniato, i livori, le rabbie, le zone d’ombra su alcune persone non più esistenti mi costringono a ribaltare i miei pensieri e ad aprire sarcofaghi che avevo chiuso per sempre. Gli epiteti, l’accidia, i tradimenti, il rubare, i sotterfugi, il seminare zizzanie, il raccontare bugie, che hanno sempre chiamato “a fin di bene” mi stanno sommergendo. Le bugie non sono mai a fin di bene, la verità lo è, ed è la sola che va detta e raccontata. Le bugie, le menzogne, i fatti distorti possono solo portare male ed odio: una menzogna è una menzogna cioè uno stravolgimento della verità detta per meri scopi utilitaristici. Non va mai detta, soprattutto se danneggia un altra persona. Voglio uscire da questo tunnel che si sta facendo sempre più stretto e buio, non vorrei rimanerne intrappolata a causa di carta sporca al pari di carta igienica, carta velenosa, carta inzuppata di escrementi, pezzi di carta per i quali anche oggigiorno dopo anni, qualcuno sarebbe disposto a tutto. Non cè bisogno di andare molto lontano: in tutte le famiglie, soprattutto quelle definite più “perbene” più agiate, più aristocratiche il vile dio danaro si insinua tra le lingue e le bocche dei componenti della famiglia, zombie impettiti vestiti a festa, ma pronti ad uccidere se non sono satolli di soldi! Più c’è benessere e più questi mostri girano nei nostri portafogli e meno c’è amore. Più ci sono soldi più girano le rabbie, i tradimenti, gli stupri, gli odi e più si bestemmia. I morti non possono più parlare, i vivi vogliono aprire le tombe, sono pronti a tutto pur di sapere, ma se poi trovano cadaveri di cui non sospettavano nemmeno l’esistenza? I vivi superstiti sono pronti a far riemergere verità che non consocevano e a soccombere sotto le macerie ritrovate? I vivi, con le carni nervose e gli occhi trasfigurati ed accecati dall’odio, occhi che uccidono impregnati e velati di sangue di vendetta, vogliono sadicamente sapere “l’ammontare”, la somma, le cifre, vogliono fare assurde ricerche per poi trarre conclusioni forse sbagliate. Erano da farsi a tempo debito le ricerche, cavolo mi dico io! Occorreva non girare le spalle e farsi allora le domande, andare sino in fondo chiedendosi il perchè. Li odio dal profondo del mio cuore, questi bastardi e sporchi soldi! Mi servono come a tutti per mangiare e per vivere, ma non ne vorrei uno in più che non mi fosse necessario alla sopravvivenza! Se i danari fossero persone, forse io ucciderei loro. Ora è tardi per chiedersi il perchè, per capire come andarono le nostre esistenze, ora non è più il tempo di spiegare, gli anni se ne sono andati e con essi la mia voglia di capire e di indagare. Basta! Lasciamo riposare in pace i defunti e possibilmente chiudiamo con fermezza la bocca diabolica ai vivi. Scusatemi lo scritto, ma era inevitabile.

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2 comments

  1. Ciao Bea, ti ringrazio per la comprensione e mi dispiace moltissimo se anche per te oggi è una brutta giornata!Ed è la priam volta che te lo sento dire dopo tanto tempo che mi scrivi!Quindi non ho dubbi che lo sia. Non volevo scrivere nulla, lo avevo promesso e dichiarato, ma quando gli eventi sono così gravi e dolorosi, forse scrivendo e condividendo con altri il dolore, forse si sgonfia un pochino. La questione danaro sporca gli animi e rende pazze le persone, non le fa più ragionare, fa dire e compiere azioni sconsiderate delle quali raramente ci si pente. Dovremmo ritornare indietro e vivere in quasi povertà, solo con il necessario non cercare i modi per arricchirsi bulimicamente sempre di più. Anche a costo di fare del male agli. Questo genera solo odio, devastazione, guerre, uccisioni. Stasera non mi è possibile telefonarti, ma lo farò nei prossimi giorni. Speriamo entrambe in una via d’uscita. Ti abbraccio forte anch’io.

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