Ogni giorno ci avviciniamo all’ignoto.

Ogni giorno moriamo un pochino anche se forse non ce ne accorgiamo. Ogni ventiquattro ore siamo più vecchi e stanchi delle ventiquattro ore precedenti e un nuovo capello bianco nasce e fa compagnia agli altri. Ogni luna che vediamo attraverso quelli che chiamano “occhi”ci avverte che un altro giorno è trascorso, la sua luce abbagliante ci insegna a fare il conto allo rovescia. Perchè? Ci avviciniamo ogni mattina e ogni pomeriggio sempre di più al nulla. Un nulla sconosciuto e tatno temuto che ancora ci fa paura, un nulla che può essere grande come la Terra, spaventoso come le malattie o inafferrabile come l’amore vero e grande. Non sapremo mai cosa ci aspetta, stiamo tutti aspettando di conoscere e di sapere, per tramandare agli altri ciò che vedremo ed impareremo. Non ci è permesso dirlo ai nostri simili, perchè chi è più in alto di noi, non vuole che si dica cosa c’è oltre questo corpo? Parlatemi di qualcuno che ci è riuscito ed andrò a trovarlo, anche abitasse nell’Antartide! Ci andrei a piedi pur di conoscerlo e chiedergli i segreti dell’ignoto.  Qualcuno di noi dovrebbe poter ritornare indietro per spiegarlo a chi rimane, a chi come me e come voi, è in attesa. Leggo che qualche personaggio strano, ai fini della ricerca, perchè quando non sappiamo che pesci pigliare tiriamo sempre in ballo “la ricerca” accetta di farsi ibernare e firma di farsi  svegliare, magari tra cento anni. Nella vana ed assurda speranza di essere ancora com’è oggi, nel sogno di ritrovare i vecchi amici del bar, nel desiderio di sapere cosa succede dall’altra parte. Riusciremo a farcelo dire da un ex ibernato, come si sta in un luogo che non è questo? Perchè ci fa tanta paura il “non sapere” il “non conoscere” che cosa ci aspetta? Non dare un volto, un nome, una località o un colore all’ignoto e all’ignorabile è per noi miserrimi motivo di disperazione e di terrore. Per molti che si fanno queste domande, per tanti che vivono alla gioranta, non gliene può fregare un accidenti di niente! Io non so, non conosco come andrà a finire, che cosa diventerò e come mi presenterò, tutto questo se ci penso mi fa impazzire! Dove si trova quel tutto dentro al niente, come si chiamano le morti o le assenze di vita? Ma ora stiamo tentando di parlare di questa vita che viviamo ora, oggi, 6 Marzo 2015. io non m iriferisco alla fine delle altre che abbiamo già vissuto e delle prossime che vivremo! Nell’altra località ci saranno i colori e le voci? O sarà tutto muto ed insapore come su queste piattaforme virtuali? Faremo ancora l’amore e soprattutto ci sarà l’amore in quel soffio di sconosciuto? Incontreremo gente o ci saranno solo pezzi di mattoni, rimasugli di polvere e granelli di zucchero? Come attendere senza pensare, senza presupporre, senza sperare, senza ipotizzare? Mentre me ne sto qua a pigiare questi tasti, la stufa scoppietta da sola e non si chiede perchè, il silenzio della casa vuota mi dice che sono sola e che lo sarò fino alla fine, gli oggetti appoggiati distrattamente per casa non si curano dell’oggi o del domani. Solo io con il mio respiro e  con le mie stanche braccia e dolorante testa, mi riempio il cervello di domande che molto probabilmente non avranno mai risposta soddisfacente. Il sole fuori fa il suo lavoro, le tende e le zanzariere non oscurano a sufficienza ma sono lì da anni e lì rimarranno. I raggi della grande palla infuocata, oggi sono più prepotenti di ieri, anche se più vecchi di un solo giorno e più stanchi di scaldarci. Un giorno vorrei, solo per un giorno vorrei rivedere mio padre, la mia nonna, mio fratello che non è mai nato,ma che so che oggi potrebbe essere qua con me a farmi compagnia.  Come saranno vestiti i resti di noi stessi, come saremo adornati e come cammineremo? Cari amici, il mio venerdì è di riflessione profonda e di umiltà conscia nel sapere che non sono niente, oggi mi dedicherò molto a questi pensieri e alla preghiera più profonda con me stessa. Mi interrogherò in solitudine ed in silenzio sperando di intravedere un segno ed una piccola risposta a ciò che vado cercando da sempre.  Chi ha passato il tunnel ed è andato di là per qualche tempo, tramite il coma ha visto e sa. Qualcuno è ritornato e ce lo ha raccontato, ma quella non era morte o assenza di vita per sempre. Era un distacco momentaneo e ancora non riesco  a comprendere se sia la verità. Credo che si possa scegliere anche come morire ed in base alla scelta ognuno entrerà in vite nuove e diverse. E che frasona fabiana! Posso decidere io se togliermi questa vita e andare a sperimentarne un’altra, posso non nutrirmi e decidere di ammalarmi per poi lasciare che io mi spenga come una candela. Posso rimanere ad accudire un ammalato di Ebola senza le dovute precauzioni, pur sapendo cosa mi attende. si può morire di rabbia o di nostalgia, senbrerà stupido e sciocco ma si muore anche d’amore non ricevuto e non regalato. Si può morire nel cuore e nell’anima, anche se le tue gambe ti sorreggono ancora, non è detto che la morte sia sempre e solo una. Mi fermo qua, spengo le luci e chiudo le imposte, mi raccolgo intimamente dentro me stessa e provo a raggomitolarmi su me stessa, cercandomi ancora.

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13 comments

    • Sì renza hai ragione. Oggi ho focalizzato questi pensieri e mi hanno coinvolta molto, le risposte sono non facili ma ho delle mie idee che coltiverò pian piano. Certo che in vista di domenica 8 marzo 2015 con il mercato del vintage che mi appresto a fare, non credevo di venire assorbita da tali pensieri…. Ti mando un abbraccio affettuoso, posso?

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  1. Ciao cara Franca, non lo so.,, come scrivo nella mia piccola biografia qui a lato, io non dovevo nascere. mia madre all’epoca, parliamo del 1963, aveva in mente di abortire per motivi suoi che oggi provo a capire e forse anche a comprendere. Certo sono stati motivo di dolore per anni, sapere che sono nata per errore e dovevo essere altrove. dovevo essere altro, ma non quello che sono adesso! Sto accettando il fatto che nonostante lei non volesse un altro figlio dopo la prima, poi mi ha amato in maniera smisurata e ai giorni nostri ci stiamo ritrovando. Lei compirà 92 anni in maggio, io 51 in giugno ed ho una sorella che ha 18 anni più di me. ma ci sono su questa giostra che è questo mondo e in un qualche modo provo a ritagliarmi anche io un piccolo pezzettino per me . Ti abbraccio anch’io!

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  2. Io penso che l’altro mondo ,visto che ci si va tutti e tantissimi son già andati, non può essere poi così brutto.
    Magari non c’è proprio niente. Quando muore si perde conoscenza e basta.
    Beh… in tal caso c’è ancor meno da preoccuparsi… 😀 …no?!

    Che dire? Visto che non ci si può fare niente, tanto vale prenderla con filosofia e goderci ciò che possiamo goderci.

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    • Felice di leggerti Bea! Buona serata, la mia stanchezza si è amplificata e devo fare esami ulteriori di approfondimento per la tiroide oltre a quelli già prenotati. Mi alzo al mattino già stanca da diversi giorni….

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  3. Ciao carissima Beatrice! Ho appena terminato lo stiro mentre l’arrosto di maiale sta cuocendo. Sabato intenso o meglio come tutti gli altri giorni, sono io che mi trascino le gambe. Non mi sento di scrivere post nuovi, rischierei di scrivere cavolate e non ho l’ispirazione giusta. Tu sai bene che se devo scrivere qualcosa tanto per riempire una pagina, non lo faccio. Sono in attesa di svolgere tutti i miei approfondimenti ed esami, ci vorrà qualche giorno di attesa e poi spero di avere un quadro più completo. Voglio capire da dove mi deriva tutta questa stanchezza e lo vorrebbe capire anche il mio medico. Vedremo un pò! Tu come ti senti? Hai progetti per il week end o lezioni di muica e canto?

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  4. Spero tu abbia passato un bel pomeriggio musicale. Noi invece ieri ed oggi in casa, con maltempo e parecchia umidità. Speriamo ritorni il sole ad allietare le prossime giornate, ma temo che sino a mercoledì/giovedì. lo hanno chiamato l’ultimo colpo di coda dell’inverno, io dal canto mio spero sia l’ultimo colpo di coda anche per altre faccende mie irrisolte. Aspetto la svolta, a 36 0gradi, mi chiedo se mai arriverà! Buona serata Bea, a presto.

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