Il mio comò.

E’ rimasto a casa, come un pezzo di me stessa.Forse è il pezzo più importante rimasto a Canali, incastrato tra i suoi affetti viventi e non. Anche se sono ad un’ora di distanza con il corpo, la mia mente ed il mio cuore aleggiano come spiriti vivi e parlanti tra le mie mura domestiche che ritroverò ridenti, alla fine dell’estate. Il mio comò è semplice e lineare, come il resto della camera da letto. E’ di ciliegio e, contrariamente a tutti gli altri arredi rappresenta la parte di me più semplice e pulita. La parte più vera di Fabiana Schianchi, quella nuda senza orpelli e senza arzigogoli. La parte credo migliore, ma anche quella più vulnerabile e sensibile alle scosse telluriche della vita stessa. Il comò rappresenta il fulcro della mia camera da letto, stanza della quale sono gelosissima, inaccessibile anche ai miei figli, se non per necessità reali. La  stanza è assai grande e spaziosa, contiene anche il mio piccolo studiolo per scrivere e creare. E’accessibile solo a mio marito, per forza di cose e di firme. Questo semplicissimo basso comò è a otto cassetti: quattro per parte. Degli otto io da sola ne occupo sei, i rimanenti due sono per mio marito. Il comò ospita un vassoio di Sheffield Inglese, molto largo e lungo.Grandi manici ad orecchie lo completano ed è “ricamato” nei bordi e cesellato interamente a mano. Il vassoio che è ospitato dal comò, ospita a sua volta una delle foto che amo maggiormente, ed è quella dei miei due amori fotografatila sera della Vigilia di Natale del 2008, mentre Riccardo misura la maglietta di Winnie the Pooh sul torace di Aliceaurora.
C’è anche l’immancabile foto del Grande Puffo, cioè papà Antonio che tiene in braccio Alice. Più sotto un sassolino chiamatorosa del deserto, preso da mio marito in un altro viaggio, con altre persone, in un’altra vita. Di fianco alla rosa, due stelle marinepescate in un fondale in Calabria da mio figlio. Me le regalò anni orsono. Siamo io e lui intrecciati, il pensiero per me fu meraviglioso! Ma il gesto non era lecito, dato che le stelle marine non si possono raccogliere perchè sono patrimonio dell’Umanità, essendo in via d’estinzione. Accanto,la Madonnina del Battesimo di Alice Aurora che mi protegge sempre. O meglio, ogni qualvolta lo merito per davvero. Sopra al comò è appoggiata una cornice di legno dorato, eseguita nell’ottocento, che si rifà ai fasti barocchi del settecento.Il vetro è molato ed è al mercurio la lavorazione del legno è sontuosamente arzigogolata ed in queste foto non si vede la cimasa, che termina con una specie di punta a torre!Non è un errore tecnico, anche questa volta è questione di prospettive e di larghe vedute. Si è rotto il patto del Nazzareno, ed io non voglio vedere la fine della specchiera, ma desidero solo immaginarla ora che sono lontana da lei. Così come mi piacciono molto i fiori di campagna e le spighe di grano che ho raccolto, in segno beneaugurante di prosperità, amore, affetto e dedizione. Raccolgo i fiori durante  la mia camminata mattutina, poi li assemblo nel vaso che più mi attira in quel momento! Nel vaso ci sono anche i “cagnetti” gialli, chiamati comunemente così, ma in realtà si chiamano duroni o ciliegie gialle di Vignola. Quel pomeriggio di Giugno scelsi un vaso molto prezioso,con la forma ad anfora allungata, decorato in oro zecchino, le orecchie sono arricciate nella parte finale. Fa parte di una delle mie collezioni ed è della di una nota e conosciutissima casa di porcellane tedesche:/rosenthal.jpg?w=300″ alt=”rosenthal.jpg” width=”300″ height=”158″ />‘azienda tedesca produttrice di porcellane e articoli per la tavola, fondata nel 1879 a Selb, in Baviera. L’azienda, che nel corso del tempo ha acquisito i marchi Thomas e Hutschenreuther, dal 2009 è di proprietà dell’italiana Sambonet Paderno Industrie.Nella mia camera da letto vivo, dormo, lavoro, creo, dormo e riposo, mangio e faccio ginnastica, pulisco, sgombro armadi e faccio decluttering, scrivo i miei articoli e ricevo le amiche. A volte piango, spesso prego, leggo libri e riviste, guardo la televisione e faccio l’amore. Sono azioni che all’apparenza potrebbero risultarvi banali e scontate ma per me non lo sono, sono gesti miei intimi banalmente preziosi che di solito compio da sola, senza l’intervento di altre persone. Di solito. Sono perciò molto gelosa di questo spazio largo sei per cinque metri, molto arieggiato e fresco. cartolineeangelicakauffman 032Sopra ” la busta nuziale”, trattasi dell’antesignana del trolley o beauty case, come nel film “Caccia al ladro”, dove una meravigliosa Ingrid Bergman teneva dentro ad una pochette minuscola una vaporosissima camicia da notte! Questa busta della sposa serviva per contenere la camicia da notte e la vestaglia per la prima notte di Nozze ed è un regalo (molto gradito!)di mia suocera Luigina Genitoni, che la ricevette in regalo da sua suocera. Che a sua volta l’ebbe in dote dalla suocera. Il tessuto è voile leggerissimo, non è rovinata in sessun punto ed è una biancheria di grande pregio per la particolartià dei disegni a cestino. Il punto è punto ombra, e la ricamatrice fu molto precisa nell’effettuare questo capolavoro! Anni fa pensai di metterla in quadro “sotto vetro” affinchè non si sgualgisca mai.cartolineeangelicakauffman 036 cartolineeangelicakauffman 033cartolineeangelicakauffman 034Le pareti della mia stanza della vita sono lilla, gli ultimi tre quadri sono stati ricamati da me a mezzo punto e s’intitolano: In attesa di Riccardo, con amore mamma (anno 1994), Il girotondo delle rose.(anno 1990), Caccia alla volpe(anno 1996).

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3 Comments

  1. Carissimi amici vicini e lontani, vi devo delle scuse gigantesche! Il mio modo di scrivere così in fretta che a volte supera la barriera del suono, mi impedisce di non fare errori grammaticali.Anche il mio brutto vizio di non rileggere dopo aver scritto, è oltremodo antipatico e lo riconosco. Se non scrivo gli articoli prima in brutta copia escono delle imprecisioni che odio per il solo fatto di non rileggere e mi do della pigra, aspetto caratteriale che non mi riconosco! Per fortuna qualche anima buona mi segnala gli errori e prego tutti quanti affinchè mi sgridino e mi riprendano, quando gli errori sono troppi! Ancora scuse e oggi faccio il fioretto di scrivere prima in brutta, poi ricopiare in bella, come si è sempre fatto da che mondo è mondo! Chiedo venia a tutti.

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