Pochette d’antan merveilleux!

pochetteebigiotteria 010Pochette da sera in raso bianco, con manico formato da boulle semi rigide, ricoperte di raso. Nella mezzaluna di copertura dell’automatico di chiusura vi è un abbondante applicazione cucita a mano con canottiglie bianche!

pochetteebigiotteria 012L’epoca risale agli anni quarantacinque/cinquanta, la pochette in visione è adatta per cerimonie, teatro, o semplicemente da aggiungere ad altre reputate ora da collezione.pochetteebigiotteria 013Borsettina o pochette da sera in raso ecru’, tempestata di canottiglie color biscotto che descrivono foglie e rami. Chiusura a cerniera, manici doppi profilati di minuscole perline. Il raso a differenza dell’altra è satinato e non liscio.

pochetteebigiotteria 014Adatta a cene importanti, a cocktail, teatro, cinema e ballo!pochetteebigiotteria 020Passiamo ora ad una pochette molto molto singolare: è in codine di vero visone maschio, con chiusura dorata. E’ dotata (volendo!) di tracolla con la parte centrale in nappa morbidissima e la catenella dorata. Ricorda le catenelle di Chanel, anche se per la preziosità del visone si ritiene una borsetta molto importante!pochetteebigiotteria 017Qui possiamo ammirarla aperta con la parte centrale in nappa morbida, la chiusura con gancio dorato è a calamita.pochetteebigiotteria 021Borsetta anni 1940, in nappa, chiamarla pelle mi sembra molto riduttivo, data la morbidezza del pellame! Forma arricciata, termina con un inserto in legno di noce bionda ed è dotata di un solo manico. Chiusura tradizionale con un “Click”.pochetteebigiotteria 022pochetteebigiotteria 025Cestino anni 1960/1970, serviva per andare alla scuola materna o asilo. Era fornito nei tre classici colori: rosa, azzurro e bianco. Ora viene usato come borsetta informale primavera/estate e lo si vede talvolta sulla passerelle nelle mani delle modelle!  Da rispolverare e da adoperare anche perchè molto capiente! E pe noi donne, lo sappiamo le dimensioni non bastano mai, soprattutto se si tratta di borse e borsette!

pochetteebigiotteria 023Borsetta anni 1980, tutta rivestita in passamaneria colorata, cucita a sbalzo, coloratissima ed estiva! Per fermare le cornicette è stato usato un filo di pailettes che danno luce e brillantezza a questa fantastica borsa! pochetteebigiotteria 024Corredata da due manici, chiusura con tre automatici è adatta a signore di tutte le età e va bene per ogni occasione estiva!pochetteebigiotteria 027Per ultima la pochette per eccellenza delle mie collezioni. La mini pochette della sposa! Periodo anni 1930, interamente cucita a mano con perline minuscolissime color macramè. Misura solo cm. 20 ed in tutta probabilità serviva alla sposa solo per contenere il Rosario ed il fazzoletto da naso. Non certo il cellulare di ultima generazione! E’ perfetta ed integra in tutte le sue parti, fantastica, elegantissima e adatta per qualsiasi occasione o cerimonia importante!pochetteebigiotteria 028Appoggiata aperta su un centrino in filet della stessa epoca, direi che fa proprio figura! Per chiusura una perla infilata e oserei dire….che perla di pochette!

Per ulteriori informazioni, dettagli, foto e prezzi non esitate a chiamarmi! (320/4380039)

Prendimi: sono tuo!

Certo che la direttrice del settimanale “Grazia” ci ha azzeccato questa settimana! Ha ben pensato, con tutte le disgrazie che ci sono in giro, di mettere in copertina l’immagine curativa per depressioni ed altro, di uno dei modelli più pagati al mondo: David Gandy. Forse e non vorrei perdermi in una braga, David 35 anni,credo sia il modello/uomo/uomo più bello e virile al mondo. Ero abbastanza serena stamattina, mi son svegliata alle otto con il sorriso, ho consumato la mia parca colazione e mi sono diretta all’edicola di Cervarezza per acquistare le riviste che escono al giovedì. Sempre con il sorriso ho scelto “Grazia” ed ho iniziato a piangere. Gli edicolanti devono aver pensato che sono proprio giù di morale, che l’aria di montagna non mi fa bene, invece io singhiozzavo perché vedendolo a torso nudo, con quella tartaruga scolpita, quegli occhi azzurri che ti trapassano da capezzolo a capezzolo, tutti quei peli al posto giusto cioè sotto alle ascelle e all’inizio/pube… mi sono sentita male!La frase e poi che hanno scelto è stata la ciliegina sulla torta: Prendimi, sono tuo. Ho pagato le riviste e tra le lacrime mi son chiesta come diavolo faccio a prenderti, dove sei, dove vengo a prenderti? Perché tu lo sai, vero di essere irraggiungibile e non è vero che non te la tiri, con tutto quel po’ po’ di virilità e di feromoni che ti ritrovi addosso! E pensare che per colpa di un profumo, “Light Blue” nella campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana dell’anno 2007, ti sei ritrovato ad essere un uomo desiderato e bramato da milioni di donne. Pensa David che ogni tanto, i ruoli si capovolgono e siamo noi donne a desiderare forsennatamente di vedere voi uomini mezzi nudi.
Ma non ti reputo un uomo oggetto, no anzi! Sei solo un dio britannico di 35 anni, un metro e novanta di sexitudine e forse,hai anche una certa intelligenza, dato che dici che tra poco ti ritiri dalle scene e vuoi diventare stilista. Ti stai già dando da fare ed hai creato una tua linea di intimo, non poteva essere diversamente, mica ti ci vedo a disegnare berretti di lana e bastoni da passeggio! Mio Dio, ma quanto sei bello, bel tenebroso che ti presenti sul set fotografico con il cagnolino Alfie della tua povera fidanzata Mollie. Dico povera perché io non dormirei la notte sapendo che ho accanto l’uomo più bello del mondo! Ma pensa, non sei nemmeno egoista. Quando Mollie lavora, tu fai il dog sitter! E dici che la peggior cosa nella vita è credere di essere migliore degli altri, solo perché per caso, ti ritrovi sotto ai riflettori. Mi piaci molto David, anche se amo mio marito, è la prima volta che mi dichiaro pubblicamente per un uomo che non sia la mia dolce metà, ma nello scrivere l’articolo sto ancora piangendo perché penso a come fare per sentire la tua tartaruga e tirarti i pelini delle ascelle. Ah proposito ragazze! Domani si festeggia la giornata mondiale dell’orgasmo e se qualcuna ha difficoltà a raggiungerlo, suggerisco di dare un’occhiatina di sfuggita alla carrellata di foto che tra lacrime e gioia, mi sento di pubblicare!M’intrighi David, mi esasperi, m’attizzi, mi fai cambiare il colore dei capelli, m’inzuppi la mente di brodo di giuggiole, quanto vorrei che ti arrivasse questa lettera!davidsottoladocciaMi preme molto che ti possa arrivare direttamente sull’ombelico del mondo questa mia missiva! Vorrei che tra tutte quelle scritte e questa per te, le altre vengano bruciate e solo questa arrivi a destinazione!
ilculettodiDavidgandypisello di davidgandyCaro dio etrusco, caro bronzo di carne umana britannica che nulla avesti a che veder con le striminzite misure dei tuoi predecessori, donaci anche a noi, umili e semplici donzelle stagionate un poco della tua salute globale. Non tener tutta per te, per le tue compagne ed il felice Alfie, tutto quel po-po e quel din-don che madre natura ti ha donato! Non essere avaro, sii gentile e fai la tua quotidiana donazione: iscriviti al mio blog e sarai il benvenuto! Anzi, se deciderai per il sì, ti faremo tutte insieme ( e siamo più donne che uomini..) una festa che nemmeno ad Holliwood non s’era mai vista! te lo prometto,

calimero

 

Calimero che non sei altro!pinupanni50 benvenuto

Luna di montagna.

lalunadiCervarezza 001Ti ho vista ieri sera, muta e severa, mi guardavi dall’alto della tua imponenza parlandomi come solo tu sai fare. Eri più bella e dolce del solito e mi hai costretta ad alzarmi dal mio giaciglio per fermare con il mio obiettivo, la tua pienezza di donna e mamma. Eri bella, rotondeggiante e colma d’amore per tutti come ogni mamma sa esserlo. Io al tuo cospetto mi sono sentita vuota ed inutile.lalunadiCervarezza 002lalunadiCervarezza 003Oh Luna amorevole, dimmi tu a quanti amanti hai fatto compagnia, a quante persone hai indicato la via con la tua luce sempre accesa e mai stanca d’illuminare. Tu sì che hai pazienza e ogni anno risplendi di luce ancor più giovine e piena di passione, guardando noi che ti ammiriamo dal basso sempre con il naso all’insù. Dolce e sensuale Luna, portami amore e passione brucianti come i raggi che entrano ora nella mia camera da letto e trafiggono la mia ombra con mille e mille frecce infuocate. Portami pensieri buoni, gesti romantici, fammi ritornare quella che ero, ridammi l’amor che mi prendesti un dì. Senza l’amor perduto, tu sai che io non posso vivere! lalunadiCervarezza 004Ed ora che fai: t’offendi e scurisci tutt’attorno per vendetta? Tu lo sai che possiedi il tutto del mio odierno nulla, tu sai che hai nel ventre i miei segreti e continui a custodirli con gelosia senza mai ridarmeli indietro. Fatti accarezzar solo una volta, torna ridente sol per me e gioca e ridi, e corri intorno alle mie gonne, che svolazzanti ti fanno la ruota come il pavone alla sua bella!

Le infedeltà maschili (Prima puntata)

Avevo il forte desiderio da tempo memorabile, di approfondire ed affrontare questo tema di cui nel titolo più sopra, con persone che sapranno gestire e comprendere al meglio i miei pensieri e le mie riflessioni. Riflessioni profonde, domande alle quali non ho dato tutte le risposte, o se ne ho trovata qualcuna, essa non mi soddisfa appieno. Sappiamo per certo dalla notte dei tempi, che l’uomo e questa volta intendo Uomo, soggetto singolare maschile, è portato a rivestire i panni del cacciatore o corteggiatore, noi eterne e stupide bambine,  quello della facile preda. Sin dalla più tenera età, siamo state ammaestrate e indottrinate, a sederci con le gambine strette e ben chiuse, dobbiamo fare le brave, starcene a casa a fare l’uncinetto, crescere i figli, preparare cibi succulenti, esaudire il compagno nelle sue richieste sessuali, a volte a noi non gradite. In teoria, anche se siamo negli anni duemila, a notizia certa di tradimento subito e conclamato, per il bene di non si sa chi, qualche donna decide di non reagire in nessun modo, ma digerire, con l’ausilio di un liquore digestivo robusto, comportamenti maschili, non consoni ai patti di fedeltà e rispetto reciproco, scambiati in quel dì di festa. Nei decenni,in tutti i Paesi del mondo e in ogni ceto sociale, si è potuto osservare, leggere dai media o assistere di persona, a tradimenti ai danni di Donne esemplari e molto intelligenti. Queste donne,  non solo hanno accettato che il proprio uomo pratichi sesso non nel talamo nuziale,  ma sono arrivate addirittura ad accettare, i figli derivanti dalle altre unioni non ufficiali. Credo che ci siano tradimenti e tradimenti, fermo restando che chi mette le corna comunque vada ha tradito le promesse. Ne derivano conseguenze altamente delicate quando l’infedeltà non è un atto sessuale fine a se stesso, ma lascia dietro, anzi mette davanti ai due amanti la nascita di un innocente creatura. Capiremo bene che la situazione è delicata, gli equilibri sono di cristallo, perché l’inconfutabile prova del tradimento è visibile agli occhi di tutti, con la gravidanza “dell’altra”. L’ altra, il terzo o quarto incomodo o donna scomoda, donna che non mi sento assolutamente di condannare o giudicare, oppure chiamare con il fin troppo facile appellativo di “rovina famiglie”. Ricordiamoci sempre il vecchio detto ”Per costruire un fossato ci vogliono due rive”, quindi per fare un figlio occorrono un uomo e una donna, chi si accoppiamo insieme. Questo tra tutti i tipi di tradimento, credo sia il più grave ed importante, ma la storia e gli avvenimenti ci insegnano che anche in questi casi, la moglie, spesse volte, non fa nulla di eclatante per punire il fedifrago. Non lo prende a pugni e a cazzotti, non gli recide il membro, (anche se qualche volta è avvenuto ndr..)  ma rimane al suo posto, nella loro casa, svolgendo il noto ruolo di moglie, usando il cognome del marito, aspettando con pazienza, che “passi a nuttata”. A volte la nottata, potrebbe durare tutta la vita, ma le signore come Flora Carabella, vedova Mastroianni, sono rimaste a Roma nel loro splendido palazzo adornato da quadri e mobili del cinquecento, facendo il mezzo punto per mezzo secolo.  Ah! la dolce vita romana! Ne ha sterminate più lei del colera, dando lustro a uomini e donne bellissimi, attori meravigliosi che hanno lasciato un’impronta salda nel cinema italiano, ma hanno lasciato altrettanti figli sparsi qua e là. Alcuni, come nel caso di Chiara Mastroianni, figlia di Marcello e Catherine Deneuve, riconosciuta come figlia legittima, altri come nel caso di Mazarine Pingeot, tenuta segreta alla Francia per molti anni, essendo figlia del loro presidente Mitterand. Mi chiedo inoltre, come la signorina Hillary Diane Rodhan, non abbia divorziato, non abbia fatto scoppiare scandali ulteriori oltre a quelli già esistenti, ma abbia sopportato stoicamente, tutti gli atti propri cioè con penetrazione, o impropri cioè senza penetrazione o fellatio che dir si voglia, che il marito, un tale Bill Clinton, si faceva fare nella stanza ovale della Casa Bianca. Per il bene della Nazione e del Mondo? Nutro molta stima per la signora Hillary, ex segretario di Stato in corsa per la candidatura a Presidente degli Stati Uniti d’America. Sarebbe la prima donna Presidente d’America, forse ad aver sopportato qualche fellatio: il nobil gesto darà i suoi frutti? Un’altra donna che vale la pena di ricordare per la sua dedizione ed adorazione assoluta per il marito, buongustaio di femmine bene in carne è quel piccolo grande scricciolo, di Giulietta Masina, moglie dell’istrionico Federico Fellini, che ha condiviso Rimini ed il suo letto con Sandra Milo,(per citare la preferita del sultano) per decenni. Potrei perdermi nel ricordare Franca Rame, Franca Bettoja, Erminia Ferrari, Franca Gandolfi, lady Diana, Jacky Kennedy…ma la lista è assai lunga e volendo, potrei ricordarmi anche di certe mie antenate.  E’ perfettamente inutile che ci nascondiamo dietro una coltre di bugie, fingendo che nella nostra casata sia sempre andato tutto bene, i nostri uomini? Tutti Casa, Chiesa, Famiglia e…amanti. Non per ultima la regina d’Inghilterra, esempio di forza e tenacia uniche, inimitabile in tutte le occasioni di scandalo della sua famiglia. E ne avrebbe ben donde per dare di matto! Queste donne, mostri sacri di fermezza, con nervi d’acciaio e cervelli funzionanti, sono state immobili per anni al loro posto, non dando mai segni di squilibrio mentale, ma hanno continuato a rivestire il loro ruolo di Moglie fedele e paziente. Pertanto hanno potuto così, non solo ereditare gli immensi patrimoni dei mariti infedeli, ma…e qui viene la parte più affascinante, sono state considerate delle vere eroine di sopportazione rispetto alle vicende, poco simpatiche, accadute proprio a loro. E’ difficile dare la patente di tradimento di serie A oppure B, oppure C, si tratta comunque di mancanza di fedeltà e di rispetto, di derisione ed umiliazione della consorte. Per par condicio, tratterò in seguito anche le infedeltà compiute da donne nei confronti del loro partner. Data la complessità, la varietà e le mille sfumature di queste situazioni, non escludo di poter ampliare questo tema, ed approfondire assieme a voi altre sfaccettature e note di colore.

I am a stupid girl.

Iamastupidgirl 001Iamastupidgirl 002A giudicare dal tipo di fotografie che mi sono autofatta, devo aver mangiato molto pesante ieri sera! Ho anche sbagliato la tunica caftano di due taglie, il mio seno sembra una quinta, quando in realtà arriva solo ad una misera terza

e a giudicare dalla rivista ancora sul water…Iamastupidgirl 003Iamastupidgirl 005Ed infatti nell’ultima rinsavisco, penso a che cosa ho fatto? Guardo al Cielo chiedendo scusa ai selfisti, ai fotografi, ai blogger, agli acculturati, ai laureati, ai miei figli…..agli amici ed amiche e mi dico che “E’ ora di darci un taglio di fare la stupidina!” Scherzi a parte, questo è il mio buongiorno a tutti!

La mia Cervarezza tra ombre e luci magiche.

ancoracervarezzailparcotana 017Finalmente è fiorito il mio geranio! A Canali era morto, qui con l’aria e l’acqua buona è rifiorito!Fontana_Rometta_DSC_6053ancoracervarezzailparcotana 019Dal mio balcone alle 15.00 del pomeriggio mentre sorseggio un caffè!

ancoracervarezzailparcotana 020ancoracervarezzailparcotana 024ancoracervarezzailparcotana 035ancoracervarezzailparcotana 028Il mercoledì pomeriggio al Parco La Tana a Cervarezza Terme si gioca insieme, si ricama, si legge, si gioca a bocce,donne comprese, ed i bambini con l’aiuto di due signore molto creative fanno lavoretti manuali. E c’è anche chi come me, prova ad immortalare attimi e paesaggi conosciuti da sempre ma apprezzati da poco!fontanaancoracervarezzailparcotana 034ancoracervarezzailparcotana 041Che fatica salire più di cento scalini con quella specie di racchette, chimate se non erro ciaspole!ancoracervarezzailparcotana 040E nel sereno ritorno, non posso non immortalare altre edicole votive…ancoracervarezzailparcotana 003ancoracervarezzailparcotana 002ancoracervarezzailparcotana 039ancoracervarezzailparcotana 014ancoracervarezzailparcotana 007Vi lascio la mia buona serata con le immagini di questi due fiori dei quali Cervarezza è colma. Alcuni sono belli e rigogliosi, altri appassiti, come i giorni che trascorriamo. Qualcuno è bello ed in fiore, altri tristi e sfioriti e cadranno,  per fare posto ai successivi.

Noi, gli orgasmi diversi.

Leggo direi almeno una volta all’anno sulle riviste, quel fattaccio brutto dell’uccisione di Anna Fallarino e di uno dei suoi amanti, da parte del marito il marchese Camillo II Casati Stampa Sforza di Soncino.anna

E ogni volta m’interrogo su quante possibili varianti esistono nel modo di provare piacere, ossia di raggiungere l’acme del godimento sessuale in maniere non tradizionali o classiche. O catalogate tali da esseri umani più o meno normali. Ma chi siamo noi, per dire che è normale provare un orgasmo tradizionale, durante un amplesso, avvalendoci dei cinque sensi e del nostro compagno/a e di nessun’altra variante o variabile? Questa bellissima ragazza, Anna, sognava il cinema, i salotti scintillanti e la bella vita fatta di lusso, di diamanti, di fiabe e purtroppo anche di diversi amanti procurati dal marito. annafallarino

Potrebbe avere tutti gli uomini che vuole ai suoi piedi, senza dover essere schiava degli ordini precisi del marchese, che molto probabilmente è impotente o non in grado di raggiungere un’erezione o un orgasmo degni di essere chiamati così. Oppure più semplicemente, ma nutro parecchi dubbi al proposito, egli gode nel vedere la moglie posseduta da altri uomini ai quali lui ordina con precisione estrema, ciò che devono fare sul corpo passivo di Anna. E documenta tutto con fotografie e filmini, cogliendo i particolari di mani, braccia, peni, la vagina di lei che produce liquido, i visi di tutti quei ragazzi ingaggiati per strada, che godono come porci. Camillo sa spiare e documentare gli attimi nei quali lei sembrava una cagna in calore, nuda ,sguaiata, volgare tanto da sembrare per lui una puttana.La sua puttana non pagata, che non sapeva dire di no a questi giochi perversi e indecorosi. E gode a sua volta in modo non naturale e spontaneo. L’affascinante e sensuale Anna Fallarino subisce le penetrazioni di uomini rozzi, puzzolenti, sudati e muscolosi davanti a suo marito che spia, controlla, osserva, ordina e gode del piacere che lui stesso non può provare. E paga fior di quattrini, paga milioni per vedere la moglie posseduta da altri. Sino a che un bel giorno che cambierà per sempre l’esistenza dei due sposi, Anna conosce lo studente Massimo Minorenti che viene assunto dal marchese per fare sesso con la moglie.lamarchesacasatimassimominorentiIl fato giocherà un brutto scherzo a tutti e tre: Anna si innamora follemente di Massimo. Il marchese comprende che questa volta l’ha persa per sempre e progetta di uccidere entrambi. Lo farà la notte del 30 Agosto 1970 con un fucile Browning calibro 12 e poi si toglierà la vita. Questo è solo uno dei tanti modi di raggiungere o simulare un piacere che a parer mio non è concepibile con spiegazioni razionali. Ci sono altri di raggiungere l’orgasmo ben noti e spiegati anche nei libri, dove per godere occorre soffrire molto e non credo ci sia bisogno di ulteriori spiegazioni. Ci sono anche coppie che si scambiano i partners e fanno sesso tutti e quattro insieme, nella stessa stanza, non valutando il fatto che forse ad uno dei componenti, potrebbe con il tempo venire a piacere il marito dell’altra. Sono orgasmi diversi, provocati e raggiunti solo e soltanto in determinate situazioni: una coppia se di vecchia data o stanca della solita routine, può provare piacere davanti ad un film pornografico, imitando le scene che vede. Lui può aver bisogno di due donne lesbiche che amoreggiano davanti ai suoi occhi e solo così raggiunge il cosiddetto orgasmo. Lei lo raggiunge  con vibratori o sexy toys di fronte a lui o in modo solitario, ma con lui diviene anorgasmica. Perché? Insieme possono picchiarsi e frustarsi a più non posso, ed avere i più atomici orgasmi che la storia ricordi. Ma come è quantificabile l’entità e la portata di un orgasmo? Se io donna grosso modo normale, raggiungo i miei orgasmi in modo (penso) tradizionale, posso pensare che i miei siano ben più piccoli e lievi di quelli provati da lei che usa altri artifici diversi per raggiungerli. E diversamente non riuscirebbe mai, il suo cervello ed il suo corpo sono abituati così e solo così godono. Non so se i due godimenti sono sullo stesso piano e possono definirsi punte di piacere fisico identiche. E sfido chiunque sessuologo a misurarne la portata e l’intensità, anche se esistono strumenti medici in grado di misurare la portata delle contrazioni della vagina, interpretando il tutto tramite un grafico. annaeilomarchese

Non dimentichiamoci che un orgasmo, così come il piacere in tutte le sue forme, non parte dai genitali o dagli occhi o dall’olfatto ma nasce dal cervello. Subentrano anche altre variabili come il partner con il quale si scambiano le effusioni sessuali, interviene il fattore età e gelosia, la competizione e gli ormoni che anche in questo caso comandano l’orgasmo. Nella pubertà e nell’età adolescenziale non vi è la necessità di avvalersi di modalità strane, si viene anche nel sonno in modo naturale, mentre si dorme e spesso al mattino non si ricorda più l’accaduto, si prova solo una grande sensazione di benessere e tranquillità. Nelle diverse e colorate sfumature della scrittrice inglese, non c’è nulla di nuovo, sin dai tempi antichi si hanno documentazioni di persone che frustano o incatenano l’altra per provare piacere. Lei, la signora E.L. James ha solo saputo raccontarlo nei minimi dettagli con conoscenze mediche e scientifiche, avvalendosi anche dell’aiuto del marito. Che abbia scritto con conoscenza di causa? Il caso di Anna Fallarino non è l’unico nella storia ad avere un epilogo così drammatico, ve ne potrei raccontare a decine! Non me ne voglia chi leggerà, ma se io uomo o donna impotenteo con gravi disagi sessuali, ho bisogno di avere un orgasmo o pseudo tale, preferisco pagare una prostituta o un gigolò per soddisfare in un qualche modo i miei leciti e normali bisogni fisici. Senza arrivare ad uccidere nessuno. Sempre che il mio cervello mi consigli così.

Stronzi o cattivi? ( ripostato)

Mi offre lo spunto per sviluppare questo tema, S., che in merito alla seconda parte dell’intervista che ho “subito” dalla Bignardi, mi dice “Io non so essere stronza, mi manca la giusta cattiveria”. Queste sue parole mi fanno riflettere parecchio, non amando la parola “stronzo” e dovendola usare diverse volte nel corso di questo post, la sostituirò con la parola “striminzito”. Personalmente non credo che per essere striminziti occorra essere cattivi, non vanno di pari passo i due aggettivi qualificativi usati al negativo. Si può essere striminziti solo in determinate occasioni e non con tutti. Si colpisce mirando bene l’obiettivo “persona”. Striminziti non si è sempre e tutti i giorni, a tutte le ore di tutto l’anno! Si usano certi toni, certi eufemismi, certe sdolcinerie, si finge di sorridere davanti e ti trombano dal di dietro, con una nonchalance elegante e subdola. Questa potrebbe essere di primo acchito la definizione più calzante che mi viene in mente per riferirmi allo striminzito. L’essere umano cattivo/a invece lo è sempre, non finge, lo è con tutti, non può fare diversamente e non sa progettare a priori l’atto di stronzaggine acuta, riversata con goduria sul bersaglio giusto. Non su un altro, con il quale può dimostrarsi al contempo, carino e molto gentile, nonché accattivante, altra leggera variante dello striminzito. Il cattivo per eccellenza non è dotato di un’intelligenza eccezionale, o quantomeno la usa e la dosa molto male, lo sento come un essere molto rozzo e grezzo, che spara cattiveria a vanvera, anche laddove non ce ne sarebbe bisogno. Capace di compiere azioni grossolane, si avvale di un linguaggio molto forte e deciso, sa come farsi mal volere, a volte può chiedere scusa pentendosi del gesto compiuto. Lo striminzito no, è arguto, perspicace, sa qual’è il punto debole dell’avversario e affonda la lama nella piaga elegantemente, quasi sempre sfoderando un sorriso beffardo. Abbino la stronzaggine (non riesco a sostituire questa parolaccia!) soprattutto al genere femminile, non me ne vogliano le mie sorelle in Eva! Colloco la cattiveria invece in tutti e due i sessi, se poi una persona oltre che striminzita è anche cattiva le faccende relazionali si complicano maggiormente. Cattivi lo si può diventare in seguito a vicende molto dolorose accadute nel corso della propria esistenza. Successivamente si potrebbero sviluppare astio e livore, aggressività, violenza, ferocia, e altri stati d’animo non riconducibili alla stronzaggine pura e semplice. Trovo che chi si comporta da persona striminzita abbia questa peculiarità sin dalla nascita, ereditata dai genitori o da chissà chi, ma l’ombra e i primi sentori si intravedono già in tenera età, per poi coltivarla in adolescenza, conclamandola nell’età adulta. La persona striminzita può anche aiutare un altra persona in gravi difficoltà di salute o se la vede sdraiata per terra: l’essere umano cattivo non aiuta nessuno. A meno che, ma qui entriamo in un meandro molto complicato, non ne tragga un enorme beneficio per se stesso. Per guarire da questa peculiarità non saprei che cappello mettermi, se ce l’avessi come costante della mia vita. Non saprei se rivolgermi ad un Santo per guarirne, ad un medico, al Parroco o se tenermela ben stretta, sapendo di possederla. Diverso è il problema della cattiveria, che se mal gestita può sfociare in perfidia sino a far compiere al soggetto cattivo, atti e gesti dei quali potrebbe amaramente pentirsene. Il cattivo per eccellenza, i film, i libri, i racconti ce lo insegnano: ci sono sempre i buoni ed i cattivi, in genere sono i buoni che vincono alla fine. In genere il bene vince sul male, ma contro la st…..aggine poco si può fare. Colui che riveste il ruolo reale di “cattivo” può anche arrivare ad uccidere, lo striminzito in genere sta dietro le quinte e manda avanti il cattivo per manovrare con stronzaggine i fili. Non mi sento perciò di appartenere a nessuna delle due categorie, ma se dovessi darmi un brutto voto me lo darei per la stronzaggine che a volte ho usato e uso, in dosi lievi e sporadiche.giocatori Ma attenzione! Solo con chi lo è con me per primo, allora reagisco e qualche battuta pungente mi scappa. Altro non saprei fare, altro non voglio fare, dal momento che non sono una persona cattiva. Anche quando ho ricevuto tanto male non ho reagito con cattiveria, ma ho incassato, mettendo “le pive nel sacco”. Che poi il mio sia un atteggiamento giusto e risolutivo questo non lo so, so per certo che tra i tanti difetti che ho, la cattiveria non mi appartiene. Forse su questo ci dovrei lavorare un poco, non mi piace per niente essere striminzita, anche se qualcuno/a lo meriterebbe molto di più di quanto io non sia stata. Aspetto vostre sensazioni e pareri, che mi auguro siano costruttivi e sinceri come sempre. Buon appetito a tutti, anche se il galateo non lo prevede, ma qua siamo tra amici…

Non ho gli occhiali porca miseria!

Pomeriggio brutto questo! Sono arrivata come di consueto alle 16 al mio magazzino “Il paese dei balocchi” dove vi è installato il computer decisa e motivata a scrivere un altro articolo. Cerco nella borsa, la rovescio sulla scrivania, frugo in ogni angolino e mi accorgo che ho lasciato in casa gli occhiali da vista! “Sono perduta! “ ho pensato, come faccio a leggere le nuove notizie e a scrivere? Purtroppo la mia vista è calata molto da vicino e abbisogno di quegli orripilanti strumenti per leggere e scrivere. Ma come son ridotta? Sto pensando, mentre strizzando occhi e aggrottando la fronte cerco di mettervi al corrente di questa tremenda situazione! Dovrei tenerne un paio in borsa sempre, uno in ufficio, uno in casa e uno attaccato al collo come si fa con i campanelli colorati delle mucche di montagna! Basta poco per fare andare in crisi l’essere umnao, anche se data l’esigua distanza, potrei andare a prenderli. Ma so che se torno indietro, poi mi sdraio sul letto e al computer non ritorno più. “Poco male”, penserà la stra grande maggioranza di voi, con tutti i blog che ci sono in giro, una cazzata in meno da leggere fa solo bene alla salute! E invece no! Anche senza occhiali scrivo lo stesso, almeno mi sfogo e come viene viene. Il vento che ci perseguita furente da tre giorni ha alterato stati d’animo, fatto venire emicranie e risvegliato le cervicali, tra le quali anche la mia. Resto in tema con gli ormoni padroni quindi, accorgendomi di essere diventata con il tempo anche ventopatica. Un tempo così non era, adoravo il vento ed il suo ululare continuo, mi faceva compagnia, oggi invece mi dà un fastidio infernale! Come si cambia accidenti con gli anni che trascorrono inesorabili! Quello che ieri l’altro mi piaceva fortemente oggi non lo sopporto più e viceversa. Non sono poi mica tanto originale lo so e lo ammetto. Pensandoci bene mi sembra di avere alcuni segnali di un mestruo in arrivo, invece spero proprio che non sia così! Il ginecologo ha dichiarato il mio stato di arresa e le ovaie un anno fa hanno alzato bandiera bianca finalmente. giardinodellacasadiriposo 001Come vorrei essere come questa pianta grassa, che nonostante gli anni e le intemperie continua a fiorire e a regalare agli occhi di chi la può vedere, fiori gialli stupendi! Non produco più uova e questo per la società è un grave disagio! Non essendo più una donna fertile ed in grado di figliare, non contribuisco a far girare l’economia. soprattutto quella nel settore dei bebè & affini. ma io me ne frego e dico a Matteo che ho figliato due anime, con il benestare anche di Papa Francesco che raccomanda di non fare come i conigli. Quindi il mio dovere l’ho già fatto e le uova se devo dire il vero non mi piacciono molto. Ma questo nervosismo di oggi, il seno dolente, male al basso ventre e scontrosità diffusa mi fanno mal pensare: staremo a vederre. Se è mestruo si vedrà, se è solo vento sparirà e se invece nome non ha prima o poi se ne andrà. Siete d’accordo?lavitavaavantiinmusica 001lamiacamminatadel mattino 009

Gli ormoni padroni (II Parte) Ripubblicato!

Nell’introduzione generale dell’argomento trattato in precedenza, proviamo a studiare insieme, alcune tipologie di fastidi fisici o morali arrecati dall’eterno mestruo, per ora ancora riservato ad un vasto pubblico femminile. Abbiamo scoperto che non tutti i cicli sono uguali, ma potremmo quasi asserire che i comportamenti da esso derivanti accomunano milioni di donne. Vorrei tentare oggi, l’approfondimento dei disagi di tipo femminile che noi donne proviamo sulle nostre pelli, facendoli di rimando arrivare sulle vostre gonfie ed arrabbiate “palle”, dicasi testicoli. Osserviamo  quali tipologie di inconvenienti dobbiamo fronteggiare, per non apparire con il cartello in fronte “sono mestruata”, sempre a causa degli infidi e perfidi  ormoni guasti, che si rivelano dittatori e dominatori. Partiamo dall’abbigliamento che indosseremo soprattutto nei primi due giorni, in generi portatori di flussi abbondanti, con colorazioni che vanno dal nero pece, al marrone castagna, per poi virare ad un rosso vino novello ed arrivare al famoso rosso conserva, che tutto il mondo ci riconosce. Il ciclo mestruale è patrimonio dell’Unesco, pertanto i colori delle bandiere sono uguali in ogni stato del mondo! Sceglieremo capi di abbigliamento comodi, larghi, deformi, scuri, che ci permettano di camminare non di traverso per via del pacco di assorbenti che dobbiamo inserire dentro alle mutande. Sconsiglio fortemente l’uso di leggins, minigonne, shorts, o calzoni pitonati aderenti che non solo ostacolerebbero il passo, ma metterebbero in evidenza una sporgenza nella parte centrale dei glutei, dando adito alla facile deduzione che siamo pannolate. Un altro limite senz’altro rilevante, sono i colori da indossare: mai il bianco, il panna, il giallo chiaro, il rosa pallido, il verde acqua marina, l’azzurro cielo, per farla breve tutti i colori che potrebbero venire macchiati di rosso ed il sangue, soprattutto se secco, è una delle macchie più antipatiche da sciogliere. Se vogliamo non perdere per la retta via il contenuto degli slip, sappiamo benissimo che dobbiamo indossare una mutanda contenitiva, tipo pancerina Gibaud, di colore nero o viola cardinale, con altezza ascellare e un pezzettino di stoffa che scenda al di sotto dell’inguine. In questo modo siamo protette e a scanso di proposte indecenti da parte del fidanzato, che comunque arriveranno ugualmente, adducendo la scusa che “di te amo tutto, anche il tuo sangue” per poi svenire causa un calo glicemico causato da un innalzamento del membro maschile e causa l’atavica paura del sangue (alcuni svengono, lo so con certezza!) nel mezzo dell’amplesso. Poi non dimentichiamoci che in quei giorni anche i nostri feromoni cambiano profumazione, adattandosi al nuove regime di dittatura e diventano sgradevolissimi. Pertanto teniamo a portata di ascella un buon deodorante e laviamoci spesso: ascelle, piedi, parti intime, ed usiamo un buon dentifricio. E’ sconsigliabile in ogni caso l’uso dei baci alla francese per non perdere credibilità nei confronti . dell’amato bene. Le leggende antiche raccontano che quando le nostre progenitrici avevano il loro “periodo” non potevano nemmeno preparare la conserva perché avrebbe assunto acidità e sapore amarognolo. Ma ai giorni nostri il problema è sormontabile dal momento che le conserve si acquistano già pronte. Si era impure, infette, ammalate, pericolose e potevamo anche fare “fatture” a chi ci era antipatico, non esistevano però nemmeno gli scontrini fiscali, figurarsi le fatture!  Non si poteva nemmeno entrare in Chiesa per la santa Messa, se non previo avvertimento al Parroco che con una speciale benedizione lavava via “il sangue marcio” e depurava le nostre nonne, permettendo loro di varcare la soglia della Chiesa. Idem per la puerpera che appena partorito, non poteva entrare in Chiesa, specialmente durante i 40 giorni nei quali la donna continua a perdere sangue, se non con il procedimento di “lavaggio spirituale delle interiora” da parte di un uomo, per intenderci del Parroco.E doveva essere “tirata” cioè strattonata per un braccio, dentro alla Chiesa, da un’altra donna anziana del Paese, non più fertile ma in età di climaterio conclamato e documentato!  Mia mamma si prestò a questo rito satanico oserei dire, dopo avermi partorita, parliamo del remoto giugno 1964!  Credenze popolari, credenzini, comodini, tavolini , cristalliere e comò tramandati di generazione in generazione, alle quali le beote, cioè noi credevamo ciecamente. Non tutte riusciamo ad indossare ad esempio il famoso OB, per fastidio, conformazione interna, non praticità o sensazione di un corpo estraneo all’interno di noi stesse. Molte donne invece trovarono l’idea rivoluzionaria, permettendo loro di fare anche attività ginnica come il nuoto, lo sci, il tennis, la pallacanestro e la pallavolo senza timore di lasciare per i campi da gioco strisce di marcature a uomo rosso fuoco, o pezzi di assorbenti! E cosa non trascurabile, ci si era tolte il pensiero di colorare l’acqua di rosso cardinale, con il ragionevole esito di essere squalificate dalla gara. Il succitato prodotto per me, ad esempio non sarebbe stato adatto, ai tempi d’oro della Resistenza (dei pannoloni intendo!) avrei necessitato di dieci o.b. messi in orizzontale, in verticale ed in obliquo, faccenda estremamente impossibile ed importabile! Fatto sta che questo stratagemma segnò che segnò una rivoluzione all’interno della vagina femminile.  Nel 1947 l’ingegnere tedesco Carl Hahn, dopo aver visto la pubblicità di un assorbente interno in una rivista americana, si convinse che un prodotto simile potesse rivoluzionare il mercato tedesco dell’igiene intima femminile. Ottenuto il supporto legale dell’avvocato Heinz Mitagg, futuro socio dell’azienda nascente e della dottoressa Judith Esser, una ginecologa che fornì le consulenze mediche, ideò l’assorbente interno  O.B.. Poco dopo venne aperta la prima fabbrica di assorbenti interni nel Wuppertal. Rimaneva e permane tutt’ora il quesito piccante, la domanda ovvia e scontata, ma la faccio ugualmente: in quei giorni legati al vecchio partito, voi avete il desiderio di fare sesso o petting? C’è anche chi dice se si può rimanere incinta ugualmente, ci sono alcune donne che riservate e pudiche non desiderano sporcare o macchiare l’altrui natura intima, ed in un certo senso le comprendo. C’è invece chi lo fa senza porsi problemi di sorta anzi, convinta del fatto che non vi sarà gravidanza ci danno dentro ancora di più. Personalmente ho le mie idee ben “circoncise” (come dicono molti giornalisti analfabeti in questi giorni..) e difficilmente le  cambierò. Faccenda complicata ed antipatica il ciclo! Come gli equinozi ed i solstizi, cambiano, ci cambiano, ci mutano e ci fanno diventare un’altra, regalandoci un aspetto da trota andata a male, regalandoci anche gli odori di quel tipo di pesce. E’ sempre un disagio, comunque la mettiamo, siamo ancora più antipatiche ed il bello è che tutti se ne accorgono!  Anche se indossiamo la pezza contenitiva camminiamo in un modo strano, ci vestiamo come non ci vestiremmo mai, calziamo scarpe della valleverde che nemmeno mia mamma a 91anni calzerebbe! Deambuliamo e diventiamo claudicanti tutte d’un colpo, stiamo sedute con le gambe aperte dando adito a dubbi di tutt’altro genere,. in un colpo solo acquistiamo due taglie in più ri reggiseno il che non guasta, per poi riperderle dopo pochi giorni. “L’intervento al seno non ti è riuscito bene, vero? Ma da che chirurgo sei andata a farti quella mastoplastica additiva? Ne hai meno di prima! ” Meno male che ci facciamo aiutare dall’amica del cuore, quella che lei il ciclo proprio non le riguarda, perché ha adottato dei sistemi che mai e poi mai si evincerà nulla, quali siano ancora non ci è concesso saperlo! Impaurite le chiediamo di continuo, se si vede qualcosa in mezzo alla carreggiata, se si evince che abbiamo il mestruo, se trapelano quegli etti di stoffa e cotone bianchi! Però siamo sciocche ed ingenue:  per fare questa prova del 9, fingiamo di raccogliere un fazzoletto che ci è caduto per terra,  ci mettiamo piegate in avanti, a novanta gradi si dice? Con le gambe allargate e la gonna rialzata, in modo tale che se qualcuno passa in quell’istante ce la fornisce lui la risposta senza ombra di dubbio alcuno: Sì, mia cara signora, si vede perfettamente che lei è nel suo periodo, ha due panettoni in mezzo agli slip, ciclo1come si fa a sbagliare! Al che tutte e due insieme andiamo alla prima toilette a sistemare il pacco, a proposito..non ho mai capito perchè le donne alla toilette ci devono sempre andare accompagnate da un’altra donna: forse non siamo più in grado nel di farla da sole? Mah, vallo a sapere…. donna-petali-rosa-mestruazioni