Parenti lontani o lontani parenti?

mammabianca01072015 005Langhirano di Parma, anni venti, sul bar sali e tabacchi del Paese, di proprietà del noto “Cicchettaro”, cioè colui che vendeva le sigarette, troneggiava una targa scolpita su legno di quercia che recava le seguenti parole:
smaltietrucchi 003PARENTI=SERPENTI
CUGINI=ASSASSINI
FRATELLI=COLTELLI
AMICI=NEMICI
Mio padre Antonio ha ripetuto queste parole sino alla fine dei suoi giorni, soprattutto quando si entrava nel merito dei suoi fratelli lasciati a Langhirano per venirsene ad abitare a Reggio Emilia. Nella sua stirpe la nidiata parentale era piuttosto nutrita, se consideriamo che lui era l’ultimo di una covata di dieci fratelli e sorelle viventi.

loziooresteschianchi 021Sarebbero stati in dodici ricordava, forse tredici, ma alcuni morirono cammin facendo da piccini, oppure nascevano già morti. A parte due maschi che non ebbero figli, i cugini Schianchi sono quattordici. Per parte materna invece il numero si riduce ad otto cugini. Per un totale di ventidue tra cugini e cugine, numero comunque di tutto rispetto. Ad essi, aggiungiamo i mariti, le mogli, i figli che divengono per me cugini di II e terzo grado. Fatta questa doverosa premessa, cerco di focalizzare il mio percorso famigliare attraverso qualche semplice domanda postami ieri sera da mia figlia Alice Aurora, mentre lavavo i piatti. “Ma tu mamma, li conosci i tuoi zii e zie?” imieiantenati-006.jpgFoto della stirpe SchianchI: il mio papà  è quel bimbetto magrissimo con braccia e gambe conserte! compleannivecchi e nuovi 004“Loro ti hanno mai visto?”” Ti vogliono bene come zia Giuliana ne vuole a me e a mio fratello?” Non solo mi sono fermata di colpo, ma mi sono tolta il grembiule ed ho pensato ai miei rapporti parentali con le mie due dinastie, quella materna e quella paterna e devo dire con amarezza che le considerazioni sono alquanto amare. Tra me ed i miei cugini ad esempio non c’è mai stato un rapporto affettuoso, poche le telefonate e tutte negli anni trascorsi e pochi i contatti. Ci si vedeva in genere solo a matrimoni, a funerali o il due novembre sulle tombe dei cari estinti. Poi con il passare degli anni, si sono praticamente annullati anche questi sporadici contatti, per divenire nulli oggi. A parte la mitica Zia Bruna, sorella di mamma Bianca, con la quale ho sempre avuto un rapporto affettuoso e sulla quale abbiamo sempre potuto contare, con gli altri non ci sono rapporti.

loziooresteschianchi 012Né telefonate se non per avvertire che è morto qualcuno, né biglietti d’auguri a Natale, né telefonate per sapere come sto. Sono consapevole che nel presente e nel futuro non potrò contare sulla presenza dei miei cugini e cugine, considerando che gli zii paterni sono tutti morti. Avrei anch’io bisogno della presenza affettuosa di una cugina che mi telefonasse o che mi venisse a trovare, anche se sono tutte nel Parmense. E farei la stessa cosa anch’io, come ho provato a fare in passato, con telefonate e visite, ma poi vedendo che le cose scemavano di anno in anno ho lasciato perdere anch’io. Finché il mio papà era vivente andavamo a trovare i suoi parenti a Langhirano, era sempre lui che andava da loro e molto raramente il contrario. Teneva per così dire legati quei fili dei cromosomi, del dna e dei geni che sono l’origine di noi tutti e che non dovrebbero essere spezzati da distanze o rancori pregressi. Nonostante il trattamento riservato al mio papà da parte di alcuni fratelli maschi, lui continuò a rispettarli e a cercarli sempre, sino a che anche l’ultimo ed il più dispettoso tra tutti (lo Zio Eugenio qua sotto in fotografia, vestito da Passatore!)loziooresteschianchi 042chiuse gli occhi per sempre. Gli zii materni con le beghe ed i rancori tra loro e contro mia madre non sanno veramente se esistiamo io e mia sorella, tanto meno i loro figli. Questa parte di legami parentali manca, è una lacerazione con il sangue del mio sangue e non riusciremo più a ricostruire ciò che non vi è mai stato. Con delusione e tanta tristezza ammetto che anche il legame con l’unico nipote di sangue che ho, (il figlio di mia sorella..) si sta affievolendo, pur avendolo amato come un fratello. Complici e nemici il tempo tiranno e sempre più corto, le famiglie impegnative, le occupazioni a tempo pieno anche con il mio amato nipote ci si vede e ci si sente sempre meno. Conservo dentro di me l’affetto solido di mia sorella, con i cognati e cognate non ci sono rapporti se non a Natale, quando riusciamo ad esserci tutti quanti! Non avendo fratelli maschi , avrei avuto bisogno di un cugino o di una cugina con la quale intrattenere un rapporto affettivo intenso e continuativo reciproco, un rapporto costruito sul bene e sulla possibilità di poterci dire”se hai bisogno, conta pure su di me”. Queste parole non le ho mai potute pronunciare con nessuno di loro, la faccenda ripeto mi fa stare molto male. Se penso alle famiglie del Centro Sud, dove anche i padrini e madrine di Battesimo sono considerati genitori, vedo un abisso con la mia dinastia. Mentalità diverse, ma loro il senso della famiglia ce l’hanno ancora, tra cugine si vogliono bene come sorelle, si consigliano e si frequentano, si vedono regolarmente e se una ha bisogno, l’altra in genere c’è. Quando l’una non uccide l’altra.

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