Cenerentola ha fatto carriera.

C’era una volta in un piccolo paesino sconosciuto una piccola bambina che abitava in campagna, giocava con il gatto, mangiava poco e male ed era circondata da mucche, maiali, galline e conigli.La bambina era figlia di due poveri braccianti che a servizio dal  padrone del paese lavoravano giorno e notte per portare in tavola un tozzo di pane ed un piatto di minestra fredda. La bimba puliva la casetta, teneva in ordine la cucina e le camere da letto, ramazzava in terra, lavava i pavimenti ed i vetri. E sovente piangeva, sola e triste e consapevole del suo triste destino. Accudiva anche alle galline ed ai coniglietti e portava lo sterco delle galline alla moglie del medico del paese, che era considerato un potente concime per i fiori. In questo modo la megera, sterile, cattiva ed invidiosa,poteva aver rigogliosi e ridondanti fiori nel suo splendido giardino! Si contentava di poco la matrigna cattiva! Non avendo figli ma solo due cani ed i fiori, si mangiava tutto il santo giorno il fegato rodendosi per le piccole gioie altrui. La ragazzina si vergognava molto nel portare una cassetta di “gallinella” alla donna cattiva, ma era obbligata dai genitori, altrimenti erano botte. La giovine crebbe, divenne una donna e si sposò con un uomo benestante e pian pianino dimenticò le angherie e le tribolazioni della sua infanzia. Ma la matrigna cattiva, dopo aver trovato morti tutti i suoi fiori del suo giardino la incolpò accusandola di averle portato concime cattivo. Perciò animata da brutte intenzioni, le fece un sortilegio: più aumentavo i suoi agi ed il suo benessere, più la giovine donna si trasformava in una persona cattiva e fredda, distante e acida, diventando sempre più simile alla megera. Aveva con il tempo dimenticato la povertà, la fame, il freddo, le umiliazioni, le botte, le urla e complici i maledetti soldi, spendeva a destra e a manca il patrimonio del marito. Venne un brutto giorno nel quale anche il marito la lasciò e da lì forse incominciò la sua fase di declino, fortemente amplificata da lei stessa. Il sortilegio continua tutt’oggi e questa mia cara amica, che non riconosco più, non compie da sola nessun gesto manuale ma ricorre a persone che le facciano tutto al suo posto. Non si lava più i capelli da sola come faceva da bambina, non si taglia più le unghie dei piedi e delle mani, non si cura più il viso da sola, non cuce più nemmeno un bottone, non spolvera, non fa il suo letto…..Ricorre ald estetisti, parrucchieri, sarte,  non fa da mangiare, non lava, non stira, non pulisce casa e demanda ad altri tutto quanto ci può essere di piacevole nel mondo. Così facendo però è diventata irriconoscibile e mi sta allontanando sempre più rinfacciandomi di continuo ciò che lei in passato ha fatto per me e che io mai e poi mai riuscirò a darle indietro. Vecchiaia? Solituine derivante dal fatto che non ha più un compagno vicino a sè? Cattiveria frutto del maleficio? Depressione? Desiderio di buttare in faccia a chiunque passi sulla sua strada i soldi accumulati e le proprietà immobiliari? Non la capisco più ,non siamo più sulla stessa lunghezza d’onda, mi perderà di sicuro se continua su questa ignobile strada. Provo spesso a consigliarle di dedicarsi ad un’attività manuale che la distolga dai suoi negativi e nefasti pensieri: il ricamo, l’uncinetto nel quale era molto brava quando era più povera! La scrittura dove lei emergeva rispetto alle altre amiche, la cucina, era un’ ottima cuoca quando giovine sposa preparava dei manicaretti squisiti per il marito e per le amiche! Provare a darsi uno smalto brillante da sola, creare un piccolo oggetto con materiale da riciclo….Se leggerà il mio scritto son sicura che riderà di guso. o forse no? Mi spiace moltissimo vederla così, io non vorrei che mi facessero anche il bidet a meno che non fossi gravemente ammalata ed allettata! E’ così gratificante poter dire: questo l’ho fatto io, fosse anche lavare un lavello colmo di piatti! Quanto durerà ancora il sortilegio fatto dalla megera cattiva? Quando riprenderà ad essere umana, dolce e premurosa com’era prima? Attenta ai bisogni degli altri, anche se dice che per gli altri ha fatto abbastanza ed ora si fa servire e riverire da badanti ed assistenti, giardinieri ed artigiani,parrucchieri, sarte, cuoche ed autisti.. facendosi portare anchela spesa in casa. E’ la retrocessionne dell’intelligenza dell’essere umano, fermo rimanendo il suo sstatus di donna benstante! Così facendo purtroppo, questo bambina oramai adulta non concepirà più la parola dolcezza, l’ha persa per la via facendo pesare a tutti ciò che ha fatto nel suo passato. Non è prestando o regalando qualcosa che ci si può far perdonare, se dopo lo si deve rinfacciare. Amici ed amiche datemi un vostro parere su questa favola reale che ho voluto condividere con voi.

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2 commenti

  1. Che “favola” triste che ci hai raccontato oggi, cara Fabiana…..
    Io spero che magari questo racconto sia molto simbolico ed allegorico, e che non rispecchi fedelmente la realtà, perchè in tal caso si tratterebbe di una storia molto malinconica, molto diversa dalle belle ed allegre avventure di Gattolona…..
    Un augurio di felice settimana,
    R.

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    • A parte il sortilegio della megera cattiva che è un simbolismo di trasformazione della persona in questione, è tutto reale purtroppo! Il tempo, le disgrazie, la salute, gli eventi che la signora ha subito, non tutti felici, che possono essere peraltro quelli di milioni di persone l’hanno portata a questa radicale trasformazione. Non è una favola e se lo fosse non avrei avuto il taglio giusto per raccontarla. Auguri anche a te e grazie per il tuo pensiero.

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