Butto la spugna.

igirasolidiCervarezza 016Sono a un bivio della mia esistenza e sono ad un passo dal gettare veramente la spugna o alzare bandiera bianca. Ma non si tratta di default, di inquinamento atmosferico, non si tratta di bombe d’acqua o crisi politica. L’argomento è molto molto più importante e per me è il centro della mia vita. Mi spiace molto rifarmi viva dopo diversi giorni di silenzio con un argomento pesante, un fardello da condividere con chi non conosco, ma che credo accomuni molta più gente di quanto io possa pensare. Se scrivo i motivi sono due: o sono molto felice o sono con il morale a terra. Oggi propendo per la seconda scelta. E mentre le dita scorrono veloci penso a quanti come me sono genitori e quanti stanno male perché hanno figli che non ascoltano i consigli di chi è più grande e maturo di loro, penso e mi ribello al fatto che quando un figlio dovrebbe ascoltare la mamma o il papà si gira dall’altra parte, fa sberleffi e pensa di avere in tasca la verità assoluta. Naturalmente il più delle volte agisce al contrario di ciò che gli viene suggerito dai genitori, dai nonni, dai pochi amici che gli vogliono bene veramente. Chiede consulto anche al medico condotto che gli offre una versione similare a quella già sentita e lui, scocciato per quella versione e non per quella che vorrebbe sentirsi dire, che fa? Cambia medico di base. Il tempo passa e ascolta sempre meno i genitori, chiude il telefono, diserta gli incontri, non si fa trovare e la situazione piano piano gli sfugge di mano. E ricontatta la madre o il padre e chiede che cosa sta succedendo, che cosa sono quei sintomi e quelle sensazioni che prova e che non ha mai avuto, e teme di avere un tumore o giù di lì e si agita ed inizia a fare esami ed indagini mediche. Esami su esami, tac e risonanze magnetiche, indagini delle quali nemmeno si sospetta l’esistenza ed inizia ad avere paura. Allora la madre, che in questo caso si rivela mamma amorevole lo asseconda, lo ascolta, cerca di rassicurarlo e gli fornisce ancora una volta il suo pensiero, conoscendolo visto che lo ha partorito. Lo porta da un altro medico che a lui non piace assolutamente perchè parla uguale ai medici di prima e ai genitori e cambia ancora. La mamma  conosce abbastanza bene, non voglio dire benissimo, il suo cucciolo, basta un’occhiata per capire tante volte il suo stato emozionale. E qui scatta il secondo step della non accettazione della versione del genitore da parte del figlio. Del figlio stupido o testone, orgoglioso e stronzo dalla nascita, che appartiene a quel novanta per cento circa di figli che non ascoltano i genitori.Perciò figli stronzi, cocciuti, testardi, supponenti ed alteri che andranno sicuramente incontro a guai nella vita sociale, nei rapporti di lavoro, nelle relazioni amorose. Io perchè mamma di 51 anni non sono più intelligente o più saggia di mio figlio e di mia figlia,  semplicemento sono già passata attraverso i baratri dell’adolescenza, delle crisi d’amore, sono stata dentro alla depressione più furente e agli attacchi di panico da P.S.. Ho avuto due mariti, ho seppellito un genitore, una nonna e un cognato ai quali ero affezionata moltissimo. Sto per assistere alla fine dell’altro genitore, mamma Bianca è all’ospedale con una grossa polmonite, cresco la bimba piccola con i piccoli problemi che la sua età per ora comporta. Non sono un fenomeno da baraccone, non sono un super genio,  ma credo di avere esperienza di queste schifezze di vita. Posso dire di aver fronteggiato situazioni paradossali,  con guai che arrivano tutti insieme.  Non vorrei trovarmi nei panni di quei genitori che hanno perso in questi giorni i figli per droga, alcool o tutti e due insieme. Esistono anche altre modalità di perdita di un figlio pur avendolo vivo al mondo: quando si è inermi nell’aiutarlo a stare bene si perde un figlio, quando hai fatto tutto l’impossibile per cercare di aiutarlo e quando non ci sei riuscita lo hai perso.  Quando vedi che lui sta male e tu di più l’hai già perso,  quando sai che qualunque cosa gli dirai lui non ti ascolterà. Se perdiamo il contatto ed il filo con i nostri figli ,quell’empatia che ci aiuta reciprocamente possiamo dire di averli persi ed è forse peggio che vederli morti. Perchè loro sono al mondo, noi sappiamo che sono vivi ma diventano “intoccabili”, “inavvicinabili”, “impredibili”, hanno messo un muro tra noi e loro ed è peggio perché sei inerme ed indifeso. Li guardi soffrire e crepare, crepi anche tu e ti strappi i capelli e non puoi farci niente. Non vorrei che nessuno di voi si trovasse in questa situazione triste e disarmante senza sapere più che cappello mettersi. Forse dovrà toccare ancora di più il fondo del barile per accorgersi che quello che gli ho sempre detto non erano cazzate? Quanto devo ancora soffrire per vedere che mi ascolta e decide in autonomia data l’età di cambiare registro? Quante lacrime devo ancora versare invano prima che lui si rassegni a seguire un percorso che se fatto per tempo è lieve e corto? Amici sconosciuti io non lo so se queste parole vi arriveranno dritte al cuore anche se non siete genitori, ma con il senno di poi vi giuro che io di figli non ne metterei più al mondo.E non è una frase fatta o detta sull’onda del dolore acuto e tagliente. Si soffre troppo e se loro respirano male noi siamo con il sedere per terra. Io non ho seppellito mio figlio, ma credo di averlo perso ugualmente. Non sono stata capace di farmi ascoltare da lui e lui non ha avuto fiducia in me. Penso di aver gravemente fallito come madre e come mamma, prego Dio che possa ascoltare qualcun’ altro di cui si fida maggiormente e prego che questa persona possa farlo tornare il ragazzo che era prima. Io non ce la faccio più, butto la spugna e fra lacrime e disperazione sto a guardare se spunterà ancora il sole o se le tenebre ci inghiottiranno per sempre.igirasolidiCervarezza 011

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18 commenti

  1. Molto forte ciò che hai scritto… però penso anche che non bisogna autocolpevolizzarsi troppo così… di fondo un figlio è una persona a se… ha la sua psicologia e la sua testa… potresti essere anche la mamma da manuale ma, se il figlio non recepisce non è colpa tua…

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  2. Ciao Fabiana. Io non posso capire appieno quello che scrivi. Pero comprendo che quando c’è un legame forte tra due persone, ed una delle due arranca, l’altra, pur facendo di tutto per sostenerla e farla emergere, sa che non basta, allora si dispera insieme a lei! Questa cosa è bruttissima. Uno si sente un peso e finisce per deprimersi di più,l ‘altra si sente ugualmente inutile perché è impotente.
    Ci si dovrebbe liberare di ogni cosa. Ma sono parole che finiscono per restare nell’aria. Quando capita a noi stessi non siamo più cosi bravi e razionali.

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  3. Non sono madre ma conoscendoti so che hai grandi sentimenti e sentirti cosi’ non mi piace affatto, ti sono vicina . Per ora ti abbraccio e piu’ tardi ti scrivo in privato. 65Luna

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  4. Capisco il tuo scoramento come è razionale attendersi, quando si osserva e non si può.
    Che altro dire? Resta alla finestra, perché, se il figlio è testardo, l’unico modo per indurlo a ragionare è non tempestarlo di consigli.
    Un grosso augurio per mamma Bianca.
    Un grande abbraccio
    Gian Paolo

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  5. Sono Nonno di cinque nipoti e padre di tre figli.
    Bisogna mettersi in testa che i figli non sono di nostra proprietà e che ognuno ha la propria personalità. Qualunque cosa noi si faccia… sbagliamo sempre (secondo i figli).
    Avevo uno Zio molto saggio che aveva due figlie. Diceva: “le mie figlie fanno quello che credono meglio. Se mi chiedono qualcosa, se hanno bisogno d’aiuto io ci sono. Non pretenderò mai che i miei consigli vengano da loro percepiti come ordini.
    Ti auguro buona fortuna.
    Quarc

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