Italia cancellata, Sindrome da Wifi, amicizie terminate.

 

Titolone complesso, argomenti d’attualità e pesanti, temi difficili da affrontare ma provo a dare tre risposte concrete alle osservazioni altrettanto profonde della nostra amica Renza. Per quanto riguarda l’Italia, conservo dentro di me il timore peraltro fondato che mi accomuna al pensiero di milioni d’ Italiani, anche se apparentemente fingono quel buonismo ed altruismo che potrebbe sì durare lo spazio di una settimana, di un mese, di un anno. Quando arriveremo (perché ci arriveremo!) a dimenticarci che eravamo Italiani e nello Stivale avevamo le nostre radici, la nostra stirpe, la nostra dignità (chi ancora l’ha conservata) sarà un colpo di morte tremendo per coloro che non lo avevamo ipotizzato o compreso. L’unico mio auspicio è che si parla di integrazione sia veramente un abbraccio di genti diverse, un intreccio di colori e di usanze, ma noi abbiamo il diritto di conservare la nostra Nazione e con essa le nostre regioni e via discorrendo. Chi verrà da noi troverà senz’altro lavoro! Con la sporcizia che abbiamo ovunque, (Roma docet), con le valli che si sbriciolano, le strade che si aprono, gli anziani che nessuno di noi vuole più pulire ed accudire, credo che gli extra comunitari seri e senza macchia, troveranno lavoro ma non dovranno mai dimenticarsi che sono in casa nostra. E quando una persona nuova entra in una casa nuova, come minimo chiede” Permesso, posso entrare?”. Non ci si può buttare dentro da una finestra, in fin di vita, imponendo la presenza. Integrazione forse sì, ma in casa d’altri, con leggi e nomi Italiani, io e te se andiamo a visitare una moschea dobbiamo toglierci le scarpe, se andiamo in certi paesi orientali dobbiamo metterci il velo davanti alla bocca. Quelli non scherzano mica come noi! Uccidono e basta, stop, fine della festa. Rimango fortemente convinta della mia idea, l’Italia piano piano verrà cancellata e queste buone maniere e bon ton, chiamato Integrazione o intreccio di popolazioni avverrà come diranno loro e non noi. Per secoli li abbiamo usati come bestie da soma, li abbiamo ridicolizzati e considerati come schiavi, ora e nel futuro potrebbero invertirsi i ruoli. Per quanto riguarda la sindrome da Wifi ed i problemi di salute ad essa correlati, direi che la situazione è già sfuggita di controllo dal momento che la malattia c’è già e si sta diffondendo non solo tra giovani ma anche tra adulti. Le motivazioni possono essere svariate, anche a me piace molto scrivere, sono restia a chiudere il blog, ma non mi azzardo ad andare su altre piattaforme e aborro nel modo più assoluto Facebook in primis, seguito da altre forme di comunicazione non verbale. Il mio progetto di vita è far divenire il blog uno strumento quasi reale, con persone che arriveranno a conoscersi e a guardarsi in viso almeno una volta all’anno, userò quanto la tecnologia potrà offrirmi per entrare nelle case dei miei iscritti, e spero che siano pochi e convinti! E parlare con la mia voce e la mia mimica fisica per interloquire con altri esseri umani. Diversamente, anche in questo caso, avverrà l’estinzione della specie umana intesa come voce, come amore, come l’esprimere le emozioni ed i pensieri. Anche un banale colloquio di lavoro risulterà impossibile da sostenere a voce per un giovane. Consiglio quindi ai giovani sopratutto (e me lo permetto solo per l’età e quel poco di esperienze di vita che ho accumulato!!) che se desiderano aprire e gestire un blog o sito virtuale rivolto al pubblico virtuale e sconosciuto, almeno lo facciano in gruppo, progettando un ‘idea da sviluppare insieme, idea nella quale ognuno lavorerà con ricerche fatte sulla carta ed in Biblioteca. Il gruppo di amici/e potrebbe poi ritrovarsi in un luogo pubblico per esporre la propria idea ad un pubblico vivo e vegeto, ascoltando pareri e consigli. In ferie ho cercato e ci sono riuscita, di non cercare la connessione Internet anche se nella Hall ce n’erano diverse. Sul mio telefono cellulare riesco solo a vedere le mail che mi arrivano ma non ho la possibilità di rispondere tramite il cellulare. Mio marito mi ha disinstallato, su mia precisa richiesta tutte e dico tutte le funzioni che non siano il semplice e banale telefonare. Ti dirò di più, quest’estate quando ero a Cervarezza Terme, la mia bambina girava spesso con le amichette da sole per il paesino, che è grande come una presina da cucina. Però per stare tranquilla le abbiamo dato un telefono cellulare affinchè fosse reperibile sempre. Da lì in poi l’odissea del Whatsapp (non so nemmeno come si scrive….) i profili delle amiche e lei attaccata sempre al cellulare. Stava giust’appunto diventando una sindrome, era come drogata, ipnotizzata, non mangiava quasi più per andare sempre a vedere se arrivavano messaggi. Ed ha solo dieci anni! Morale glielo stiamo dando ad orari ben precisi, e domenica suo padre glielo toglierà sino alla fine della Prima Media, così come avevamo stabilito in passato. Lei è incavolata ma accetta volente o nolente la decisione presa, è stata un’eccezione: non deve diventare una malattia molto pericolosa! Per l’amicizia, scriverò un altro articolo, è un tema che mi sta troppo a cuore. Porta pazienza, così mi leggi e mi leggete ancora.

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