Sindrome da WIFI, parte seconda.

Per studiare ed approfondire meglio la psicosi da Wifi, occorrerebbe stare ancora più ore al computer e dunque, come un cane che si morsica la coda, si viene ad aggravare lo stato di salute del soggetto ammalato. Sempre più incuriosita leggo ed apprendo che SYNIVERSE è una compagnia americana che si occupa di “global intercompatibility”, cioè una scienza che studia le interazioni umane attraverso le molteplici forme di connettività. Tutte escluse le forme tradizionali e classiche, come l’incontrarsi, il parlarsi a voce, il toccarsi, il guardarsi negli occhi..Le persone che sono affette da questa psicosi maniacale producono un giro d’affari di circa diciassette miliardi di euro l’anno. Diciassette miliardi non sono noccioline ed è inutile rimarcare che tale cifra o anche solo la sua metà, servirebbe per altri scopi ben più utili e di primaria importanza! Ma si può essere più deficienti di così? Ed il numero è destinato inevitabilmente a crescere. Oltre alla spesa che i soggetti dipendenti da Internet, vorrebbero contenuta, non sono in grado di rinunciare alla rete Wifi e sono in continuo, perenne movimento. Hanno paura, terrore, panico di perdersi qualche notizia e di perderla ancora prima che essa avvenga: la paura di non essere aggiornati sull’Isis, la paura di non essere all’altezza degli altri sdepti, la paura di non sapere in numero esatto dei migranti alle 21.35 e 17 secondi di ieri sera. Inevitabilmente questa paura genera altra paura. La paura del contatto fisico, del confronto umano, pupille contro pupille, si vedono nelle hall degli alberghi o nelle sale d’attesa degli aeroporti, gente connessa al cellulare che comunica con amici o famigliari che magari sono andati al bar o alla toilette. Che sia un virus iniettato da qualcuno? Cerco altri come me e ci diamo appuntamento su Facebook, o su Google Più, o su Pinterest, Linkedin o Whatsapp……senza nemmeno pensare alla remota possibilità di un numero di telefono o di un appuntamento, magari al buio e solo con la luce fioca delle candele se proprio tremo all’idea del colloquio e del contatto. Staremo a vedere!

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6 comments

  1. Un articolo interessante su qualcosa che dovrebbero toccare tutti noi.
    Io amo la tecnologia, e in un certo senso ne sono dipendente, come lo sono dalla Nutella, dalla Coca Cola e dalla pizza, ma questo non significa che sia una vera e propria malattia, almeno finché non diventa una vera maniacità, un disturbo che dovrebbe essere tenuto a bada. Come sempre ci vorrebbe moderazione, ma a volte non è così semplice.
    Io non amo la vita sociale, preferisco di gran lunga i blog e i social (nonostante non mi piaccia particolarmente facebook), ma questo non significa che ne sia completamente dipendente.
    Leggo molti libri cartacei, che non sono su internet, penso molto e parlo troppo. Eppure, da quando mi sono staccata dalla gente, più possibile, mi sento meglio e più in pace con me stessa. Il problema è che in questo modo il dover uscire crea ansia, come dover incontrare delle persone, e non va bene, ma mi dico che c’è tempo per rimediare, in fondo e che se internet mi da soddisfazioni che la vita sociale non mi ha dato, allora tanto vale cascarci.
    Poi se riuscirò a conoscere persone meravigliose anche nella “vita reale” meglio ancora, ma la maggior parte delle persone meravigliose, che mi hanno fatta sentire bene, a casa, e viva, le ho trovate qui.

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    • Spero di no naverti offesa chiedendoti se studi o lavori! Mi permetto solo di dirti come mamma e come persona che purtroppo ha altre forme di dipendenza, (v. medicine)di dosare l’uso dei social. Sarebbe un peccato se tu dovessi essere affetta alla tua età da una psicosi così grave, che se vuoi puoi evitare. Se leggi i libri veri e cartacei sei bravissima, io invece sono negligente e purtroppo leggo molto poco! Se non vuoi per ora incontrare gente, puoi andare in Biblioteca per i fatti tuoi a leggere, puoi fare ginnastica in casa, o dedicarti a sperimentare nuove ricette con la Nutella o preparare la pizza! Provaci con la mia ricetta che trovi nell’apposita categoria: ho vinto vari premi e ti assicuro che con il trucco che uso è una bomba di leggerezza e di bontà! Provi a farla, poi mi sai dire? Un abbraccio grande grande!

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  2. Tranquilla, non è un problema, non mi offenderai mai per una cosa del genere. Non mi vergogno di essere attualmente inoccupata. Cerco di leggere più possibile libri cartacei perché mi piacciono. La scrittura e la lettura sono le mie grandi passioni, purtroppo però per leggere cartacei ci vogliono soldi. La biblioteca la frequentavo da bambina, ma non mi è mai piaciuta perché ho sempre amato comprare libri e averli miei, per poterli rileggere e consultarli sempre e avere una bella libreria a casa mia.
    Magari proverò a sperimentare un po’ in cucina, non sono mai stata brava ma posso sempre provarci! Grazie grazie per i tuoi consigli ❤ un abbraccio!

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    • Buongiorno Irene, ci sono eh! Come vedi anche io ho i miei orari per rimanere al computer e da quelli no nscappo. Ho fatto mettere a mio marito dei timer in modo che io abbia la linea dalle… alle del mattino e dalle…alle del pomeriggio. Sempre compatibilmente con le altre mie occupazioni che sono davvero tante. Il blog è un mezzo simpatico, di conoscenze purtroppo (l’ho già detto miliardi di volte!) solo virtuali, mi permette però di sfogare la mia creatività con la scrittura. Prova la ricetta della pizza, con il trucco che andari a leggere, ne siamo ghiotti anche tutti noi e almeno una sera alla settimana la preparo! Buona mattina e continua a leggere. Il lavoro sono sicura che lo troverai, certo che all’inizio occorre adattarsi un pochino. Guarda che tutti gli extracomunitari che vengono qua da noi, i lavoro lo trovano immediatamente! Siamo forse più stupidi noi Italiani??? Se non ci diamo una mossa ci rubano non solo il lavoro ma anche la nostra bella Italia! C’è bisogno di gioventù come te per ripulirla, lucidarla, darle un aspetto dignitoso, aiutare gli anziani, imparare a cucinare e conservare tutte le nostre tradizioni. A Padova tra oggi e domenica lo sai vero che c’è una fiera del vintage? Il Vintage festival al centro san gaetano di Padova? Il programma è fantastico e credo che se tu lo guardi attentamente possa trovare un settore che ti incuriosirà! Vorrei tanto andarci anch’io domenica, chissà!

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