Il decluttering dei ricordi

Questa strana stagione di mezzo, in questa terra Italiana di mezzo non più definita come etnie e come modalità di vita, questi residui di un’estate lunghissima e torrida, queste sensazioni di voglia di nuovo e di pulizia mi hanno indotto a fare pochi giorni fa, il cambio biancheria, partendo dalla camera di mia figlia. Non era mai successo che ai primi giorni di Settembre e soprattutto dopo un ritorno dal mare, io avessi voglia ed energia per fare un cambio biancheria! Stordita per il caldo piacevole che ancora “non ci molla”, invasa dalle foglie secche giallo scuro che invadono il mio cortile ed entrano prepotentemente anche in salotto, confusa ed emozionata per l’inizio della quinta elementare di mia figlia, con lei abbiamo fatto uno di quei “ripulisti” nella sua camera da letto che ricorderemo per gli anni a venire. Ora sembra spoglia, triste e muta, anche se so che verrà riempita ben presto con oggetti e orpelli consoni alla sua età di pre adolescente. Buttate le bambole che erano state deturpate nei capelli, rovinate con le forbici, denudate tutte, buttate le Barbie e le Winks, tolti roulotte, camper, macchine, bagni, toilette, cucine sempre delle Barbie…. e mentre buttava (lei!) io pensavo e ripensavo a chi le aveva regalato questo o quello, a quanto aveva desiderato quel peluche parlante per Natale, a quanti soldi inutilmente spesi e in  quale occasione erano arrivati nella sua cameretta. Dopo un’intera mattina, sudate, stremate e puzzolenti di sudore, le mensole erano vuote e l’armadio dimezzato. i cassetti semi vuoti, le decine di peluche regalati o buttati. Gli abiti e l’intimo tutti divenuti stretti, regalati alle cugine o alla Caritas, i libri di favole della sua libreria, divisi e quasi tutti destinati a bambini meno fortunati o alle vendite. Sembra ora una di quelle camerette nuove appena acquistate, perché, inutile dirlo! Oltre al cambio biancheria ho lavato vetri e tende, puzzle e quadri, lampadario abat jour ed appliques, mensole e libreria, tappeti e copriletto…. e mancava poco che imbiancassi anche i muri, improvvisandomi pittore per un giorno!Cervarezzaparteseconda 004

Ci siamo sentite molto meglio dopo, stanchissime, ma svuotate e liberate da quel famoso senso di oppressione che si prova quando le dimore sono colme e stra colme di ogni ben di Dio! Ci si sente leggeri, stanchi e provati come dopo aver fatto una corsa ad ostacoli, correndo velocemente, ma la sensazione di pulito e di buono che il declutterin genera non sono scemenze!  Butta questo e butta quello, togli la bambola e butta i pastelli morsicati, taglia i vecchi disegni pasticciati, metti nel sacco i quadern irovinati, raccogli CD, agendine, portacellulari rotti… non mi ero resa conto che non avevo fatto la raccolta differenziata. Il sacco del pattume, l’unico adoperato! aveva raggiunto la considerevole misura di mt. 1.50! Ho usato una di quelle buste contenitive per cappotti e capi lunghi e ad occhio e croce dentro ci saranno stati sui dieci chilogrammi di immondizia! Prima di buttarlo e perché era divenuto pesantissimo e perché gli operatori ecologici lo avrebbero lasciato davanti a casa, l’abbiamo ri diviso in altrettanti contenitori: plastica, ferro, carta, vetri, abbigliamento. Dopo una doccia rinfrancante ed un pranzo ampiamente meritato, mi son sentita una strana frenesia, un pizzicore lungo tutto il corpo, uan specie di tremolio alle mani, al quale non ho dato peso più di tanto.”Sarà la stanchezza” ho pensato, effettivamente l’impegno (se fatto bene) del decluttering è faticoso e richiede tempo, energia, organizzazione mentale, spirito fermo e occhio critico ed allenato, per non buttare ciò che potrebbe ancora servire. E’ stato un attimo, un temporale estivo che arriva all’improvviso e tutto devasta lasciando carcasse d’auto che galleggiano mute. Mi sono diretta come in trance, verso una delle scatole delle fotografie e le mie mani hanno preso e distrutto quelle che l’anima gridava in quel momento. Ho buttato via tutti quei piccoli album di foto cartacee in quei formati standard di anni fa, ho strappato e tagliato i telegrammi, i biglietti d’auguri di altre situazioni,  strappo dopo strappo, taglio dopo taglio, ho praticamente svuotato quattro scatoloni del mio passato che cominciava a divenire troppo ingombrante e pesante da digerire. Altri sacchi d’immondizia, altri ricordi che non significano finalmente più nulla, altri colori sbiaditi e lontani dal mio mondo, altre fabiane che non ricordo più di possedere. Che liberazione! Che senso di felicità! Che sensazioni di pulito, di nuovo, di fresco hanno invaso il mio animo ed il mio cuore! Quando mio marito afferma che il passato non conta, tanto non ritorna ed è inutile rimpiangerlo, io lo criticavo e dicevo che per me il passato era il mio presente, sempre lì con me a devastarmi e a ricordarmi ciò che non volevo ricordare. Quando andavo a cercare la tal foto o la tal altra, per piangerci un poco su, ero in un’altra dimensione e con una regressione temporale ben poco produttiva. Non rimpiango d’averlo fatto: la mia mente ed il mio cuore hanno deciso per me facendo una selezione umana mirata e ben precisa, conservando il presente, tenendolo stretto a me ma liberandomi da atavici sensi d’oppressione al torace. Prossimo obiettivo: togliere dalla libreria Media di Word Press le vecchie foto prese dalla rete e fatte da una primipara volonterosa! Poi paga ed appagata, me ne sono andata a fare il mio agognato pisolino, in fondo domani è un altro giorno e si vedrà!

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4 comments

  1. Hai fatto proprio bene, dovrei anch’io dare una sana sistemata alla mia cameretta. Sono piena di libri impolverati, ben cinque scaffali lunghi 1 metro stipati e la polvere si sa, che si accumula dappertutto!) Eppure pulisco almeno due volte la settimana anche i libri, ma dovrei fare un bel po’ di spazio. Poi, maledizione alla mia anima da scrittrice, l’intera scrivania piena di fogli, foglietti, di ogni dimensione, spiegazzati, torturati, mangiucchiati. Dovrei proprio buttare via tutti o per lo meno sistemarli in qualche cartella.
    Beh, che dire carissima, grazie per l’articolo che mi ha fatto tornare in mente quanto bello è l’ordine, anche e soprattutto se guadagnato con fatica!

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    • Ciao carissima Irene!Sono stra-felice quando posso trasmettere un’idea o parlarvi di esperienze positive. Tu non immagini dopo quell’immane ma necessaria lavorata, il senso di libertà e di ordine mentale che mi ha pervasa. Alice, essendo piccola non ha focalizzato il punto emotivo della situazione, era molto contenta perchè vedevo in ordine quasi religioso la sua camera! Forse così non l’ha mai vista, anche se temo che verrà riempita in breve. per ora ce la godiamo così linda e semi vuota, prova anche tu a fare ordine e pulizia, selezionando ciò che desideri tenere. Si lavora molto molto meglio nel pulito, nelle zone libere e vuote, te lo dice una che per anni ha collezionato migliaia di oggetti! In un prossimo articolo vi parlerò anche della pulizia delle mie cristalliere che contegono le collezioni di: ceramiche, porcellane, vetri, cristalli, argenti, ……….

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      • Bravissima! Poi mi saprai dire, anzi ! Lanciamo un appello a tutti gli amici in ascolto, cioè in lettura in questo momento: fate pulizia negli armadi, sulle scrivanie, nei comò ed ovunque ci sia sovraffolamento. Vi sentirete bene, benissimo in pace con voi stessi e con il mondo e la sensazione di aver fatto qualcosa di grande e di pulito, di onesto che restituisce una fresca boccata d’aria è assicurato. Decluttering per tutti! Ma da subito però!

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