The show must go on!

C’è poco da stupirsi e da meravigliarsi ascoltando e guardando i fatti a noi noti degli ultimi giorni. Tristi scenari già visti, corollari e protocollo ripetuti e che purtroppo ancora si ripeteranno. Ci hanno abituati ad assistere inermi e con la bocca aperta a questi massacri, come fossero cambiamenti climatici Residuid'Autunno 005conosciuti, come fossero ore del giorno che si susseguono e cambiano numero ad ogni giro di lancette. Poi tutto passerà, i riflettori si spegneranno anche questa volta? Che cosa ne rimarrà di questo Autunno che tanto ho amato per tutti i suoi colori scintillanti e le emozioni che mi ha regalato? Residuid'Autunno 019Soltanto una data in più da ricordare? Avremo bene in mente per molti anni questo 13 Novembre 2015, che molti davano per un venerdì nero credendo alle scemenze che si dicono. Come quando un gatto nero ci attraversa la strada e qualcuno, assai maleducato! Si tocca le parti intime o fa le corna per allontanare “la sfiga”! Forse questa volta però i creduloni avevano ragione: assieme al due novembre, anche il 13 sarà giornata della memoria. Comincia ad essere molto lunga la lista delle date da ricordare e dovremo servirci di un’agenda ampia per commemorare tutto quello che l’essere umano è riuscito a toglierci, tutto quello che ha distrutto e polverizzato, con la pazzia di menti ammalate indottrinate sin nella culla ad un solo obiettivo. Uccidere e massacrare il prossimo. Una delle scene che non condivido affatto e che mi trasmette ancor più tristezza e senso d’impotenza, è quel pellegrinaggio continuo nei luoghi dei massacri. Tutto quell’andirivieni di persone con occhi in lacrime che portano fiori, candele, fotografie, pupazzi o “souvenirs” che vorrebbero per l’appunto ricordare, chi oggi non c’è più. Credo che così facendo non solo si alimenti “la goduria paranoica” di chi ha commesso i fatti, ma si vogliano dimostrare con una catena umana di persone e lucine gesti comuni, che poco servono a demonizzare la morte. Quei luoghi non sono luna park e non dovrebbero diventare ammassi di qualsiasi cosa, destinata solo a divenire un ulteriore mucchio di sporcizia e polvere. A mio modestissimo parere i luoghi che hanno visto, raccolto ed accolto, anche se per pochi minuti o pochissime ore vite umane non andrebbero sporcati con nulla. Ci sono altri modi più umili, meno dimostrativi, ma non per questo meno sentiti che quello di mettere continui lumini come in un cimitero. E’ un rimestare di continuo il coltello nelal paiga, sino a quando un bel giorno nessuno metterà più nemmeno un sassolino. Residuid'Autunno 004Non dobbiamo dimenticarci che da quella piazza, da quelle strade, dalle vie e dai palazzi circostanti ci sono altre persone che vi passeranno. Altri genitori che spingeranno un passeggino, altri anziani che andranno a fare una passeggiata, altre persone che magari da sabato in poi, correndo più in fretta si recheranno alle loro occupazioni. Mi auguro che non sia tutto dimenticato in breve tempo e che quelle vite strappate così prematuramente alla vita stessa, possano ovunque si trovino consigliare chi di dovere per prendere le decisioni migliori affinché nessun essere umano venga più sfiorato. Ammiro tantissimo i genitori di Valeria Solesin, composti e racchiusi nel loro dolore che immagino immenso, senza confini e senza limiti. E’ il loro semplice e decoroso comportamento quello che  sento più vicino al mio essere, per ricordare e piangere qualcuno che ho amato e che ora non è più con me. Residuid'Autunno 017

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