E’ solo un’illusione.

unfaronellanottebuia 003

Illusione.nebbia di Gennaio 001

Ho bruciato la mia identità
scritta da altri senza il mio plauso.
Ho cambiato l’indirizzo del mio corpo
per piacerti ed esserti indispensabile.
Ho cambiato le mie retrograde e fredde idee
il pensiero non dimentica,il cervello non risponde
e va dritto per la sua stanca strada.
Come fare ad aspettare la prossima Vita con te?
Posso mangiare l’erba e bere il fiele dell’attesa,
posso consumare migliaia di suole camminando come una pazza,
pericolosamente in bilico tra l’essere e l’essere dannata per sempre.
Non era così l’immagine che mi ero costruita
in questa putrida testa,
convinta e superbamente ossessionata
di possederti con forza e quell’adorabile comando
al quale tu non sapevi rinunciare.
Ma tu sei uomo e non sai decidere,
tu virtuoso e paziente attore di un film
che reciti male per avere in cambio
quei quattro danari che ti servono.
Tu sei un nulla se ti guardassi meglio,
fatto di carne e pensieri fermi che si sbricioleranno
come neve al sole, al primo cambio di rotta
del tuo e del mio cuore.
Sei ancora vivo forse, anch’io la sono
e sono ancora là, seduta a qual bar, con il seno proteso
in avanti verso la tua bocca, bramosa di succhiare
il mio latte come un bambino
che cerca il nutrimento dalla mamma.
Lo so che mi avrai ancora,

non è ancora terminata la lotta con il tempo,

so che mi farai ancora più male nell’entrarmi
dentro.Me l’hai detto ed io ti credo, e lo voglio
questo male d’amore, a qualunque costo e a qualunque
conseguenza celeste andrò incontro.

nebbia di Gennaio 002
Dopo secoli di forzata prigionia che hai voluto
forzatamente costruire tu, non ho ancora accettato il distacco
del cordone ombelicale da te. Ma tu hai conservato
la mia placenta, dove ti racchiudi quando il cuore
ti scoppia e hai freddo: lì dentro sei ancora al calduccio
e mi possiedi ed io anche.
Non ti perdono ma ti aspetto,
qualunque uragano mi uccida e mi sfiguri
io non crollerò, anche se la vita mi prenderà a schiaffi
e sfigurerà ciò che ami di più.
Ardo al pensiero delle tue mani nervose
e di quelle falangi sanguinanti
nell’attesa di riavere dentro il tuo sesso ed il tuo cuore.
non ti tradirò mai e mai l’ho fatto anche se tutto gioca a
mio sfavore. nebbia di Gennaio 003

Ho visto decine di lune, attraversato mondi nuovi,

ho strisciato in terra come un verme
a nulla è servito, solo a costruirmi un’illusione.
Le rose sbocciano prepotenti come seni che crescono,
le siepi si ergono come uomini eccitati, l’erba profuma
di amplessi consumati al buio, i fiori sono impregnati
di saliva e di umori passionali che mai più rincontrerò.

Li raccolgoe ne faccio tesoro, li bacio uno ad uno

sapendo che in un angolo una scintilla è ancora accesa

e nessun paragone umano potrà spegnerla.

sprazzid'autunno 007

Come faccio a non dirvelo…

 

 

 

Come fare a non collegarsi almeno per un minuto? Giusto il tempo di scattare due foto a ciò  Che mi circonda, un saluto alla mia amica nebbia padana, che sta già  per andarsene….uno sguardo a qualche piatto d’Italia acquistato nelle vostre belle regioni!
E poi via per mercatini del vintage e antico, alla ricerca dell’oggetto che non ho ancora con me! Quale sarà  il più bello? Ma naturalmente quello che devo ancora portare a casa!!! Buona domenica dolci amiche e simpatici amici miei

Acquisti del sabato mattina

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Dimenticavo di farvi vedere le due pochette per una vera ed unica “dirigente di famiglia di primo livello”. Le ho acquistate stamane da “accessorize” con lo sconto del 70 p.c.! La pochette/razzo per non dimenticarmi che non posso fermarmi mai, anzi! Devo eseguire tutto alla velocita’ supersonica di un razzo. Costava 40 euro! Poi non ho resistito alla bustina gufetta, per sorridere alle sfortune della vita e ricordarmi che quando viene sera per me, viene anche per voi! Costava sui 25 euro se non ricordo male! Vado a fare cyclette!

Un minestrone di prodotti!

prodotti di bellezza 003Un piccolo campionario dei prodotti Bottega Verde che sto usando in questo periodo: a partire da sinistra: crema mani al pepe verde, in genere questa la metto nel cruscotto della mia auto. A seguire deodorante alla Violetta, è molto forte e con molto alcool, per la mia pelle è irritante e mi arrossa le ascelle. Quindi lo uso come deodorante per ambienti, soprattutto in uno dei bagni, quello funzionante con ventilazione forzata, così non lo consumo. Si può notare che ne ho usato proprio pochissime gocce. Acquisto inutile di fretta, acquisto non oculato quindi il denaro non ho risparmiato! Proseguo con il latte detergente alle mandorle dolci, lo uso tutte le sere ed è molto dolce e morbido, non arrossa la pelle ed ha un profumo delicato molto gradevole. Dopo uso comunque il suo tonico che ho terminato e che comprerò in settimana al Grand’Emilia, nello store di Bottega Verde! Ci laviamo spesso e per fortuna le mani, nel bagno da notte, cioè quello adiacente le camere da letto usiamo il nettare d’Inverno al melograno, con polvere di stelle! ha un profumo adorabile e lascia per davvero qualche piccola paillettes lucida! Non irrita la pelle e la scia le mani ababstanza morbide, basta usarne poco. Poi arriva la crema da mettere sul decollete e sul collo, zone spesso dimenticate, chissà perchè ma ci si ferma al viso, invece con le mani dobbiamo proseguire ed arrivare sino all’incavo dei seni! Ce ne vorrebbe un chilogrammo per sera, la texture è morbida non unge ed aiuterà, forse a non far comparire rughe e segni di vecchiaia!  Tengo buono il fatto che almeno mi liscia ancor di più la pelle e la lascia di velluto, ne uso in abbondanza perchè viene assorbita subito dalla mia pelle! Ogni sera dopo la doccia, oppure anche durante il giorno se faccio attività fisica e dopo una mega lunga doccia!Si chiama Effetto Lifting, trattamento collo e décollete con derivati della soia, estratto di alga ed estratto di fiori di loto! Il tubetto color beige chiaro, girato male è un gel borse ed occhiaie  a base di soia, riso e lievito, molto fresco ( io lo tengo in frigorifero!)  che attenua i segni di stanchezza sotto agli occhi! Mi piace molto, è decisamente efficace ma la sua durata resiste per una sola applicazione, è perciò da applicare ogni qualvolta gli occhi sono molto segnati. Va steso bene nella zona perioculare, picchiettandolo come tutti i sieri e le creme per occhi, va messo dopo la detersione e sotto al primer, che va sotto al fondotinta! Insomma farci manutenzione non è cosa corta, non è faccenda gratuita e ci vuole molta costanza, determinazione e anche qualche tecnica base per non sbagliare i passaggi di rito! Occorre anche avere voglia di continuare a piacerci e ad amarci, per essere amate dagli altri, principio fondamentale di quest’anno!  Dulcis ed intrigantibus in fondo, il bagnodoccia della serie “I nettari preziosi”. questo è alla fragranza della gardenia reale! E’ fantasticamente erotico, pizzica leggermente, non fa moltissima schiuma ed induce in tentazione… cioè quella di usarne un flacone intero ogni volta! Lascia addosso una scia che attira i mosconi, ma io avendo le zanzariere ovunque non corro questo tipo di problema!sieri di Bottega Verde 001 A fianco del calice Tedesco, in cristallo con fiori in rialzo, abbiamo lo stick antietà, contorno labbra ed occhi alla rosa mosqueta del Cile(sarà vero?) con pro retinolo, vitamina e olio di rosa mosqueta. Questo ve lo consiglio caldamente! Io lo passo sulle labbra diverse volte in un giorno come un burro cacao, ed oltre a tenere le mia labbra ( non rifatte!) molto morbide ed idratate, dovrebbe evitare la formazione di quelle odiose rughette verticali, tipiche di una fumatrice. Non impiastricca, non da fastidio e crea una barriera protettiva, lo sto quasi finendo, è ottimo!Meno male che ho smesso di fumare undici anni fa, stavano già comparendo i primi segnetti verticali!! Accanto i magnifici tre moschettieri che sto testando: la linea Phitovital sieri phitovital Non voglio cantare vittoria, ma qualcosa si sta muovendo, la mia pelle appare più tonica, più soda e meno opaca. Lo metto alla sera prima di andare a letto sulla pelle perfettamente pulita, lo massaggio per alcuni minuti e non aggiungo niente altro. Al mattino noto per davvero che i contorni del viso sono tesi ed il viso è molto riposato! Ho iniziato il terzo flaconcino, quello del mantenimento idratante/levigante e lo continuerò per due settimane! Dopo essermi lavata il viso con sola acqua tiepida, per togliere i residui della sera prima, stendo in abbondanza la fantastica “LIFTISSIME DI LIERAC” liftissime-lierac-crema-setosa-effetto-lifting-50-ml

e sono quasi pronta per cominciare la mia giornata!prodotti di bellezza 004Non devo dimenticarmi anche di questi fedelissimi, anche se sono sui generis sono tutti quanti ottimi, marche storiche come la Palmolive, il bagnoschiuma Vidal, vi ricordate la pubblicità con il cavallo che corre sulla spiaggia….?cavallovidal

la Cera di Cupra, la Kaloderma nel vaso gigante, marca che usava per il viso anche la mia quasi centenaria mamma. Il deodorante in stick Borotalco, lo shampo Testanera, la Nivea….tutti nomi testati e provati da generazioni di nonne, mamme, figlie e ora li usiamo anche noi mamme e forse future nonne!Nuovo ed eccezionale è l’ultimo a destra, l’olio riparazione e bellezza di Biopoint con olio di macassar, olio di jojoba e olio di moringa. Dopo lo shampoo e la maschera ultra dolce di Garnier, altro prodotto a casso costo molto efficae! Questa maschera è  a nutrizione intensa, per capelli ricci o mossi tendenti al crespo, o tinti come i miei, metto qualche goccia di questo olio miracoloso ed i capelli diventano di seta. Riesco a pettinarli anche in casa e sparisce l’effetto crespo!

Mi stupisco di come noi donne riusciamo ad usare così tanti prodotti per la cura di capelli, viso, unghie, corpo, pelle, mani e piedi, trucco,  ed altro…Poi non li ho fotografati tutti i miei aiuti in scatola, magari in un altro post, riconosco che spendo un capitale in prodotti, anche se sto attenta alle offerte, ai tre per due, dò la precedenza come spesa alla cura del viso e dei capelli. Una buona immagine di noi, i capelli curati e morbidi, uno sguardo non stanco e provato, una bocca morbida ed idratata, labbra non screpolate, il corpo elastico e ben nutrito… direi che sono peculiaritò che mi aiutano ad affrontare meglio le magagne della vita. Mi coccolo, mi amo, spero tanto di essere ancora molto amata e di non spaventarmi quando tra qualche anno mi guarderò allo specchio! E se si romperà, pazienza! Vorrà dire che l’ho usato molto per guardarmi e restaurarmi! E voi, che cosa ne pensate? Allora a lunedì, domani giorno di riposo, lunedì ringrazierò i nuovi iscritti ed altro…Ah proposito: la panzana della settimana consisteva oggi in uno scherzo che ho fatto alla mia carissima amica Laura Rocca, del salotto Racconti dal Passato, cioè la “Dama con il Cappello! Buona domencia Laura e scusami per lo scherzetto innocente!

 

damaconilcappello

Buon giorno amori miei!

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Le piantine grasse hanno deciso di non morire, il geranio pianta tipicamente estiva sta buttando foglie e piccoli germogli!
Non vogliono morire  e si stanno riprendendo! La vita vince sulla decaduta terrena…

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Io invece sono ancora nell’oltre tomba, regno dei cadaveri z ombies anche se sto stirando da un’ora! A più  tardi per altri argomenti un poco più  frizzanti♡♡♡♡

Fabianina ingenuina.

Eri troppo costruita e diligente,ancora scolara e già volevi
essere maestra di vita. Che presunzione alticcia!
Paurosa della vita e dell’ignoto, non ti hanno aiutata a maturare,quando dovevi farlo.

Ti atteggiavi a saputella, non sapendo nemmeno
dove avevi la testa. Superba e acerba bellezza in fiore!
Beati i tuoi sedici anni vissuti male! Trascorsi in un carcere sporco,
in una finta cuccia calda, con la ciotola di un latte sempre freddo e scaduto.
Devastata adolescenza: perché di essa non ti sei nutrita?
Perché non hai bevuto la coppa
dei temuti e proibiti veleni, che potevano addormentarti per giorni?
Perfetta gioventù, contenuta tra le righe,bruciata nel non fumare mai
nemmeno una sigaretta, aborrendo gli altri che ne abusavano.
Terrore di quella boccata di proibito che forse,
ti avrebbe fatto crescere,
e che ora odi e ripudi come si fa con un appestato,
sfogando la rabbia nell’adolescenza di tuo figlio.
Svieni e tremi come una foglia al sol pensiero
che lui la possa  toccare.

Tu, stupida e capricciosa bambina,almeno una volta dovevi provarla,
solo una,per capire di starne lontano per sempre.
Ingenua bambola di bisquit, sempre la prima della classe,
quella che nominata dalla maestra col camice nero,
faceva l’appello con superbia.

Ma ora nella vita chi ti chiama?
A chi, devi rispondere con occhi bassi:”presente”.
Ora, alle porte  di un climaterio precoce ed inatteso come il defunto menarca,
se qualcuno ti chiama, con un sussurro rispondi :”assente”.
Non riesci a far tornare indietro l’orologio,a manipolare le lancette
e i fili bianchi che prepotenti e cattivi
spuntano sempre più numerosi nei tuoi capelli e nel tuo pube.
Vendicativi che siete! Non avete pietà di me e della mia piccola dignità
gridate forte vendetta e rabbia per quello che era e non è più,
quello che è stato e mai più sarà.

Nessuno vi sente,
nessun vi risponde, ora siete voi i protagonisti
di questo tempo rimasto da non sprecare.

Il senso di colpa: origini, cause, conseguenze.

Ce l’hanno inculcato per bene sin dalla nascita: sei nata femmina, LUCIDELPORTICHETTO E OGGETTIDAVENDERE 014a poco servirai nella vita. Anzi! Sappiamo bene che in certi Paesi nascere Donna è un grosso limite, un disonore, un’onta, un problema, un errore che la natura ha compiuto. Certe ataviche e stupide idee sul cognome che una femmina non può trasmettere ai figli, sono state fortunatamente ovviate dalla nuova legge sul doppio cognome. Volendo. La mia testimonianza personale, parla da sola e la dice lunga sull’essere nata femmina. Nella mia presentazione di inizio blog, credo di spiegare a grandi linee il disgusto di mia madre quando scoprì di essere incinta: punto primo desiderava abortire, punto secondo che almeno fosse maschio se proprio lo avesse tenuto. Prendo spunto dal post sui piani capovoltiimg-20160126-wa0071.jpeg

e mi dico che quello che ci frega è sempre e solo lui: il senso di colpa. E’ un seme velenoso intrinseco in noi donne che ci tortura l’esistenza in ogni frangente! Non conosco donna che in un certo qual modo non ne abbia provato un ramo. Servizi Bavaria mamma, coppie di tazze tedesche ed inglesi 024 Essendo bene attaccato alle nostre viscere si è nei secoli ramificato, ha prodotto altri figli e questi hanno generato altri semi putridi che ci affliggono in parecchie situazioni. Contro questi stati d’animo ancora non abbiamo a conviverci, ci proviamo ma prevale sempre quello sfarfallio dentro allo stomaco che ci tormenta e non ci fa essere in pace con noi stesse. Qualsiasi cosa facciamo, come la facciamo e le strategie messe in atto per compierla, ai nostri occhi ci sarà sempre qualcun’altra più in gamba di noi, più brava di noi, più organizzata di noi, più creativa di noi, più accattivante di noi. Servizi Bavaria mamma, coppie di tazze tedesche ed inglesi 014

Crediamo di essere a un passo dal traguardo , il fato corto e stiamo per toccare lo striscione…ma proprio per un mezzo metro non ci arriviamo! Possiamo provare inadeguatezza rispetto al ruolo di moglie, se la suocera è imbattibile nello stirare le camicie o nel fare l’arrosto che tanto piace al nostro uomo! Diventiamo rosse paonazze, il cuore batte forte ed arriva il senso di vergogna, se camminando per strada qualcuno ci fischia dietro per una gonna forse troppo corta. calimero

 

Temiamo di fare brutta figura in palestra, perché il nostro giro vita non è come quello di altre compagne di corso. E poi c’è lui, il fratello gemello del senso di colpa: l’ansia da prestazione: vogliamo fare tutto, subito e bene. Ma “presto e bene” stanno male insieme, vecchio detto sempre attuale! Ci lasciamo abbattere facilmente, cadiamo in uno stato di prostrazione profonda ed i risultati raggiunti se ne ritornano indietro, facendoci ritornare punto e a capo, il capino ritorna dentro al guscio e noi indietreggiamo e perdiamo quei pochi successi ottenuti!  Complici gli ormoni, padroni della nostra vita dalla nascita alla dipartita terrena, complici i troppi stimoli esterni, complici le parole che ci sentiamo dire anche dai famigliari che pesano come la lama di una scimitarra, ci troviamo in uno stato perenne di lotta intestina con noi stesse per adeguarci a ritmi e a competizioni inaspettate.vogliadi Primavera 2016 016

I risultati sono catastrofici e ci portiamo addosso sensi di colpa per colpe che nostre non sono. Qualche anno fa, l’uomo durante un amplesso si preoccupava essenzialmente di produrre la sua bella eiaculazione, pochi minuti e tutto terminava così senza porsi domande di come stavamo noi. Era un dato certo che lui doveva avere il meritato orgasmo e noi anche se non lo avevamo, ed era molto frequente!  era la stessa medesima cosa. Ci chiedevamo quindi se eravamo normali oppure frigide, provando il senso di inadeguatezza e di colpa, di vergogna e di umiliazione per essere classificate solo “donne atte alla procrezione”. Insomma mamme, madri, mogli e sorelle, ma non femmine! Che errore madornale, abbiamo consentito si verificasse! E non abbiamo chiarito a suo tempo che non doveva essere così, lo vedremo nel prossimo articolo…Dovevamo sbrigarci anche in quella situazione, altrimenti perdevamo il treno e l’orgasmo! Ci sono inoltre i confronti con altre donne, che pensano di essere onnipotenti, parola che vuol sostituire la più moderna “multitasking”, ( sistema operativo abbreviato in SO, in lingua inglese OS, “operating system”, in informatica, è un insieme di componenti software, che rende operativi da qui il nome computer, apparati e dispositivi informatici.) che non ha certo il significato che noi gli attribuiamo oggigiorno. Questa perenne ricerca della quasi perfezione in ogni settore della nostra vita, ci ha inculcato anche complessi d’inferiorità riguardanti il nostro stesso aspetto fisico. Spesso sono proprio le madri che ci fanno notare difetti che tali non sono, costruendo in noi idee distorte. Fin da bambine ci ordinano di coprire le orecchie perché a sventola, coprire le gambe perché storte, non ridere per via dei denti da castoro, ci dicono che siamo basse, grasse, senza seno e con il naso da nonna Abelarda. Se questi difetti appartenessero ad un figlio maschio, non si chiamerebbero difetti ma “vezzi”! Sarà assai difficile sradicare dal nostro intimo più profondo questi semi cattivi, sarà doloroso entrare in una quasi indifferenza e neutralità nei confronti dell’altro/a. Vivremo ancora lotte quotidiane per sentirci a posto con noi stesse e dirci che abbiamo fatto tutto il possibile, ma se non impariamo a smettere per prime di fare paragoni e confronti diverrà insostenibile proseguire.Servizi Bavaria mamma, coppie di tazze tedesche ed inglesi 017

Ricordiamoci che se decenni fa non raggiungevamo la gioia nel talamo nuziale o non nuziale, forse forse la colpa non era nostra del tutto. Per fare un fosso ci vogliono due rive, per sviluppare un amplesso due persone. Mi piacerebbe molto leggere pareri anche e soprattutto discordanti dal mio! Buona serata a voi, cari e dolci amici!LIDOPODIBORETTOEMIACAMMINATAACANALI 024

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Grazie Franca!

E’ con molto piacere che ricevo dalla mia amica Franca, perfetta padrona di casa del salotto/ blog “lemieemozioniinimmaginieparole” che ricevo questo simpatico premio.Non amo molto le catene o premi virtuali ma mi fa piacere essere ricordata o citata da qualcuno! Dovrei ora, secondo le regole del gioco nominare 15 blogger ai quali assegnare e far girare il premio! Non riuscirò ad individuarne 15 più bravi di altri, quindi simpaticamente e senza preferenze per questa volta nomino tutti i miei 118 iscritti! Chi vuol partecipare partecipi e faccia girare! Io intanto vi abbraccio tutti ed in particolare Franca. Esporrò presto nella libreria di casa anche questo trofeo! Buon pranzo a tutti.

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Lontani parenti o parenti molto lontani?

Langhirano di Parma, anni venti, sul bar sali e tabacchi del Paese, di proprietà del noto “Cicchettaro”, cioè colui che vendeva le sigarette, troneggiava una targa scolpita su legno di quercia che recava le seguenti parole:
PARENTI=SERPENTI
CUGINI=ASSASSINI
FRATELLI=COLTELLI
AMICI=NEMICI
Mio padre Antonio ha ripetuto queste parole sino alla fine dei suoi giorni, soprattutto quando si entrava nel merito dei suoi fratelli lasciati a Langhirano per venirsene ad abitare a Reggio Emilia. Nella sua stirpe la nidiata parentale era piuttosto nutrita, se consideriamo che lui era l’ultimo di una covata di dieci fratelli e sorelle viventi. Sarebbero stati in dodici ricordava, forse tredici, ma alcuni morirono cammin facendo da piccini, oppure nascevano già morti. A parte due maschi che non ebbero figli, i cugini Schianchi sono quattordici. Per parte materna invece il numero si riduce ad otto cugini. Per un totale di ventidue tra cugini e cugine, numero comunque di tutto rispetto. Ad essi, aggiungiamo i mariti, le mogli, i figli che divengono per me cugini di II e terzo grado. Fatta questa doverosa premessa, cerco di focalizzare il mio percorso famigliare attraverso qualche semplice domanda postami ieri sera da mia figlia Alice Aurora, mentre lavavo i piatti. “Ma tu mamma, li conosci i tuoi zii e zie?” “Loro ti hanno mai visto?”” Ti vogliono bene come zia Giuliana ne vuole a me e a mio fratello?” Non solo mi sono fermata di colpo, ma mi sono tolta il grembiule ed ho pensato ai miei rapporti parentali con le mie due dinastie, quella materna e quella paterna e devo dire con amarezza che le considerazioni sono alquanto amare. Tra me ed i miei cugini ad esempio non c’è mai stato un rapporto affettuoso, poche le telefonate e tutte negli anni trascorsi e pochi i contatti. Ci si vedeva in genere solo a matrimoni, a funerali o il due novembre sulle tombe dei cari estinti. Poi con il passare degli anni, si sono praticamente annullati anche questi sporadici contatti, per divenire nulli oggi. A parte la mitica Zia Bruna, sorella di mamma Bianca, con la quale ho sempre avuto un rapporto affettuoso e sulla quale abbiamo sempre potuto contare, con gli altri non ci sono rapporti. Né telefonate se non per avvertire che è morto qualcuno, né biglietti d’auguri a Natale, né telefonate per sapere come sto. Sono consapevole che nel presente e nel futuro non potrò contare sulla presenza dei miei cugini e cugine, considerando che gli zii paterni sono tutti morti. Avrei anch’io bisogno della presenza affettuosa di una cugina che mi telefonasse o che mi venisse a trovare, anche se sono tutte nel Parmense. E farei la stessa cosa anch’io, come ho provato a fare in passato, con telefonate e visite, ma poi vedendo che le cose scemavano di anno in anno ho lasciato perdere anch’io. Finché il mio papà era vivente andavamo a trovare i suoi parenti a Langhirano, era sempre lui che andava da loro e molto raramente il contrario. Teneva per così dire legati quei fili dei cromosomi, del dna e dei geni che sono l’origine di noi tutti e che non dovrebbero essere spezzati da distanze o rancori pregressi. Nonostante il trattamento riservato al mio papà da parte di alcuni fratelli maschi, lui continuò a rispettarli e a cercarli sempre, sino a che anche l’ultimo ed il più dispettoso tra tutti (lo Zio Eugenio qua sotto in fotografia, vestito da Passatore!)chiuse gli occhi per sempre. Gli zii materni con le beghe ed i rancori tra loro e contro mia madre non sanno veramente se esistiamo io e mia sorella, tanto meno i loro figli. Questa parte di legami parentali manca, è una lacerazione con il sangue del mio sangue e non riusciremo più a ricostruire ciò che non vi è mai stato. Con delusione e tanta tristezza ammetto che anche il legame con l’unico nipote di sangue che ho, (il figlio di mia sorella..) si sta affievolendo, pur avendolo amato come un fratello. Complici e nemici il tempo tiranno e sempre più corto, le famiglie impegnative, le occupazioni a tempo pieno anche con il mio amato nipote ci si vede e ci si sente sempre meno. Conservo dentro di me l’affetto solido di mia sorella, con i cognati e cognate non ci sono rapporti se non a Natale, quando riusciamo ad esserci tutti quanti! Non avendo fratelli maschi , avrei avuto bisogno di un cugino o di una cugina con la quale intrattenere un rapporto affettivo intenso e continuativo reciproco, un rapporto costruito sul bene e sulla possibilità di poterci dire”se hai bisogno, conta pure su di me”. Queste parole non le ho mai potute pronunciare con nessuno di loro, la faccenda ripeto mi fa stare molto male. Se penso alle famiglie del Centro Sud, dove anche i padrini e madrine di Battesimo sono considerati genitori, vedo un abisso con la mia dinastia. Mentalità diverse, ma loro il senso della famiglia ce l’hanno ancora, tra cugine si vogliono bene come sorelle, si consigliano e si frequentano, si vedono regolarmente e se una ha bisogno, l’altra in genere c’è. Quando l’una non uccide l’altra.

 

(nelle foto d’epoca su cartoncino rigido ingiallito, a sinistra i miei nonni materni: Nonna Ione che ho avuto la fortuna di conoscere e nonno Aldo, morto di tifo all’età di trentadue anni! Alla destra i miei nonni paterni che abitavano a Langhirano, frazione Case Schianchi, grossi possidenti terrieri e coltivatori diretti. Nonna Elvira, un’eroina di quei tempi, aveva sfornato tredici figli, dei quali mio papà Antonio era l’ultimo della nidiata. Usava così a quei tempi: grandi e numerose famiglie patriarcali, nelle quali si dava del voi o addirittura del lei ai genitori e dentro le quali vigevano regole ferree dettate dal Patriarca. Regole alle quali anche la moglie era assogettata. Un anno nonna Elvira era gravida e l’anno dopo allattava, di conseguenza era divenuta molto cagionevole di salute ed ebbe diverse malattie che la portarono a morire molto giovane, verso i 51/52 anni! Il marito/padre/padrone, nonno Giovanni Schianchi, oltre ad ingravidare a oltranza la moglie, se ne andava in giro per le sue terre, con il calesse guidato dal cocchiere. Controllava che tutti i suoi braccianti lavorassero per bene le terre e lui dispensava ordini qua e là. Sovente usava un bastoncino di salice anche con i figli per farsi intendere e rispettare!)

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