L influenza ha colpito ancora.

Alice aurora ha ancora 39 di febbre! Se sta meglio più  tardi scrivo , altrimenti passo!

Ora sto scrivendo con il cellulare per non fare rumore e non svegliarla dato che ho i tasti della tastiera rumorosi come carri armati! Oggi qui è primavera ma le classi delle nostre scuole sono decimati. Siamo nel picco dell’epidemia e solo a pensarci, pochi decenni fa si poteva anche morirne. Ringraziamo Santa tachipirina, sant’antibiotico, ma non abusiamone! Diamo la tachipirina solo se la febbre supera i 38 e antibiotico solo se ordinato dal medico! Si fa un uso troppo massiccio di questo medicinale e i batteri poi sono duri a morire!

Cerchiamo di far bere molte minestrine con brodo di pollo che aiuta la congestione nas

ale ed è  indicato per influenze! Diamo da bere molta acqua, the leggero, camomille e succhi di frutta allungati  con acqua. E noi mamme non proviamo la febbre ogni dieci minuti, tanto quella fa

  il suo lavoro ugualmente. Io per prima mi devo ricordare di non  coprirla troppo come faceva mia madre con noi figlie! Io che avevo già 39/40 di febbre venivo “imballata”  come un pacco postale dentro maglie, maglioni di lana.ed infilata sotto montagne di panni e coperte di lana! Cosicché  facevo il fumo in camera da letto! E non dimentichiamo di strofinare i polsi con alcool se la febbre non scende!

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Mercoledì 27/01/2016: parliamo delle Donne d’Italia.

Desideravo averlo in regalo a Natale, questo importante libro scritto da Bruno Vespa per conoscere più da vicino le Donne che hanno fatto la storia d’Italia e che hanno sicuramente influenzato le decisioni su più fronti a livello mondiale. Uscito a Novembre 2015, “DONNE D’ITALIA” è l’ultimo di 25 libri tutti scritti da Vespa magistralmente e con quella punta di ironia mista a leggero sadismo, tipica a mio vedere di Vespa. Non desidero soffermarmi oggi su Bruno Vespa uomo, anche se devo riconoscere che dopo parecchia antipatia nutrita nei suoi confronti, un poco mi devo ricredere. Non fosse altro per la professionalità, la serietà, la cultura ed il distaccato garbo con il quale quest’uomo dell’Aquila ha saputo condurre programmi televisivi importanti, conferendo anche con un Papa in diretta telefonica. Oggi cercherò di parlarvi di questo libro imponente come contenuti, importante come nomi citati, curioso per la quantità di dati riguardanti le signore citate. E’ un libro degno di essere letto con attenzione da uomini e donne, le protagoniste indiscusse del manuale. Parlare in un solo post di un libro così denso di storia femminile passata e presente, sarebbe impensabile così come sarebbe sterile e superficiale volerlo leggere in pochi giorni senza approfondirne i contenuti. Riconosco ed ammetto che leggo troppo poco e di conseguenza sono ignorante su nozioni storiche imparate sui libri di scuola, per sbaglio, di corsa, spiegate da insegnanti nati stanchi, già negli anni settanta!Oppure ho dimenticato, troppi gli anni trascorsi! Per fortuna avendo due figli, ho potuto e posso ancora farlo con la piccola! ripassare parecchie materie ed in questo li devo ringraziare! Loro studiavano (il grande ora lavora!) io interrogandoli, ho avuto e ho ancora modo di rispolverare eventi e concetti dimenticati nell’oblio, date e città, persone che hanno lasciato un segno ben marcato nelle vite di tutti. Amavo la storia, l’italiano e la geografia, avrei voluto diventare insegnante di lettere e specializzarmi in giornalismo, non mi è stato possibile. Cerco di sfruttare oggi il tempo rimastomi che è sempre pochissimo per apprendere e la concentrazione mista alla memoria, non sono più quelle di un tempo.Ma leggo di tutto: dalle riviste, ai quotidiani, alle ricette, leggo anche se non dovrei i bugiardini dei medicinali ( un giorno vi dirò perchè si chiamano così..), leggo vecchie lettere e telegrammi, leggo i libri dei miei figli e leggo ancora ad Alice. In questi giorni che è ammalata ne approfittiamo per stare insieme e per farle compagnia, le leggo le favole che conosce a memoria, tant’è che lei mi corregge se tralascio una parola o leggo male un nome!Per quest’anno ho preso con me stessa l’impegno solenne di leggere almeno 5 libri! Leggere e capire se possibile ciò che leggo, a sfogliare le pagine siam capaci tutti!Raccontare il potere e gli assi nella manica che hanno avuto le Donne durante venti secoli di vita raccontata da Vespa, non è semplice se pensiamo che egli parte da Cleopatra per arrivare a Maria Elena Boschi, la nuova Merkel disegnata però da Botticelli! A parere dell’autore la Boschi è la donna più potente dell’intera storia Italiana, passando avanti a pezzi da novanta come Anita Garibaldi, Matilde di Canossa, Cornelia madre dei Gracchi donna nell’ombra ieri ma di grande valore oggigiorno per ciò che ha saputo fare e rappresentare. Ho imparato chi era Margherita Sarfatti, solo leggendo questo libro e sono rimasta di sasso quando ho letto che Messalina era affetta da una malattia ben precisa, la parafilia estrema. Soffriva di una dipendenza totale ed assoluta dal sesso, non ne poteva fare a meno, oggi verrebbe di sicuro curata in una clinica per ammalati e dipendenti dal sesso! Ella ne era schiava completamente e si guadagnò per questo motivo l’appellativo di “meretrix Augusta”. Usciva di notte quando il marito , l’Imperatore Claudio dormiva, travestita e con l’aiuto di un’ancella , si recava nei postriboli per vendere il suo corpo a quanti più uomini poteva. Si racconta che una notte vinse una gara e si accoppiò con venticinque uomini! Sono arrivata in queste serate a Laura Boldrini, altra donna di spessore, Presidente della camera dei deputati. Per ora ho notato che in ogni donna raccontata ci sono elementi comuni e ben precisi. Il forte potere esercitato verteva principalmente su fattori comuni a quasi tutte: il fascino, la sensualità, la bellezza, il forte erotismo sprigionato dalle nominate e l’esercizio di tali armi per pilotare o far capitolare il soggetto che a loro interessava. Saranno riuscite nel loro intento le nostre eroine consorelle? Io credo che ne stenda di più un corpo femminile se ben posto e ben offerto, con garbo e con eleganza, che non la durezza di certi comportamenti maschili. Mi sbaglierò? A mercoledì per saperne di più!

Un altro premio!

Dalla mia amica Franca del salotto :lemieemozioniinimmaginieparole I colori più intensi li tingono le emozioni

ho ricevuto un premio simpatia! per ora la ringrazio di cuore e domani pubblicherò i nomi dei 15 blogger! Sono tanti e per me è sempre molto difficile,ma ci proverò!Ora qualche foto di camicie da notte sensuali, facenti parte di un corredo di nozze datato 1971! Tutte fatte a mano dalla sarta Mirella!

Seta color azzurro cielo, con spacchetto laterale impreziosita da pizzo francese!Trasparenze maliziose in organza trasparente, per una prima notte da urlo selvaggio! Fiori e pizzo in cintura e a bordo manica, color verde speranza! Speranza sì, ma quale??

 

Pura seta e ricami a mano, purezza e candore per la sposa che non deve dormire!Particolari del ricamo denominato “nodo d’amore” collo a smerlo, seta pura impalpabile!Raso rosa e pizzo macramè per la vestaglia nuziale, che scivolerà via al primo alito di vento…Et voilà! La sua camicia da notte che fa pendant, seta pura la stoffa, roselline di seta e foglioline in un verde tenero pizzo trasparente e ruches per la sposa invernale!Camicia da notte a “sottoveste” in seta celeste, a vita alta, lunghezza intera ai piedi, ricami sul decollete applicati stoffa su stoffa.

Si ringrazia la sposa G.S. che mi ha donato parte del suo corredo nuziale per aumentare le mie già numerose collezioni!

I piani capovolti.

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Quando ti svegli alla mattina alle 6.30 e tutto intorno tace, sei al massimo della felicità e dell’appagamento. Riesci a percepire soltanto il rumore della stufa che si è accesa alle 06.00, ed il lento incedere dei tuoi passi, ascolti incredula e beatamente stupita i rumori del nulla che dorme ancora! Che meraviglia! alba a canali 001

Non hai ancora nessuno accanto a te che ti chiama, nessuno che reclama colazioni o merende, nessuno che ti fa fretta e t’impone di preparare il completo per la ginnastica, non ci sono in giro neanche i gatti che vogliono la loro colazione…e tu , tu sei contenta e sorridi, mentre ti guardi allo specchio e ti accorgi che hai i capelli ancora arruffati e addormentati. Ti trascini le gambe con le ciabatte da notte, fai uno sbadiglio e ti accorgi che hai dormito nove ore di fila, era troppa la stanchezza ed il tuo corpo ha parlato e dormito per te! Anche se tu lo rifiutavi quel sonno ristoratore, anche se tu non vuoi dormire molte ore perchè dici che per ogni ora dormita, è un’ora in meno di vita, ma se non dormi bene, non puoi vivere bene! …e piano piano inizi con i rituali del mattino. Con i tuoi ritmi, con i tuoi modi, con le tue sequenze e non quelle che la società e la famiglia t’imporrebbero. Quando sei felice per aver riaperto gli occhi (e non darlo mai per scontato), quando guardi l’agenda rossa del 2016 e ti accorgi che hai un programma da rispettare, inforchi gli odiati occhiali da vista e, con gli occhi ancora addormentati,  ti rendi conto che nel redigerlo eri stata un tantino 20160118_090004.jpgabbondante!Scrivi sempre troppo, troppi compiti da portare a termine, troppe incombenze da eseguire, sei troppo prolissa e non ti concedi errori o cambi di programma, ma ti devi ricordare che non sei una multitasking! Tu quella  malattia lì, strana e moderna non la devi prendere, non sei una nativa digitale e non lo sarai mai! Ti piace troppo tirare a mano la sfoglia quando ti prendi il tuo tempo, ami tanto preparare il ragù all’antica e l’arrosto come faceva Bianca, ti delizi nel preparare torte che poi regali e non mangi, godi nel vedere che i tuoi cari apprezzano le pietanze che prepari. Ma non sei eterna, non sei più giovanissima, anche se rincorri la gioventù con creme e sieri costosi e fai quelle buffe smorfie allo specchio! Vuoi esserci sempre tu a curare i tuoi figli e hai sacrificato il tuo lavoro di Cassiera di banca anche per questo! ma basta un niente e i piani, come i piatti, si possono capovolgere e allora va tutto a gambe all’aria e non ti resta che accendere una candela e pregare!camiciedanotteepochette 047 piatti da torta 001piatti da torta 003 Continua a leggere “I piani capovolti.”

Si ricomincia!

Utente WordPress.com Segue da
img-20151231-wa0002.jpg Ringrazio di cuore gli ultimi tre amici nuovi arrivati a far parte di questo multi etnico e colorato salotto! Spero di tenervi compagnia e che voi la facciate a me, in completa simpatia ed allegria! I propositi per continuare l’anno in armonia, cercando d’incuriosire sempre più persone ci sono tutti e la settimana sarà scandita da argomenti precisi. Vi ringrazio per la vostra iscrizione e vi ricordo i temi che cercherò di affrontare durante la settimana:

 

justnotmakeupreviews
http://justnotmakeupreviews.wordpress.com
13 ore, 15 minuti fa
CriticaComunista
http://adelfonenci.wordpress.com
4 giorni, 20 ore fa
Recensioni shopping online
http://recensionishoppingonline.wordpress.com
5 giorni, 20 ore fa

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Mi scuso!

Buon pomeriggio a tutti quanti. Mi scuso se in questi giorni non riesco a mantenere il programma settimanale con gli argomenti del giorno. Sono molto presa con la preparazione del necessario per il mercato di domenica 24/01. È  il primo dell’anno nuovo e come ogni anno è  una preparazione molto più  dettagliata. A partire dall’inventario scritto a mano prima e riportato a computer poi, un’accurata selezione degli oggetti da mettere  in sconto, poi esposizione delle novità, prezzatura di ogni singolo oggetto, e naturalmente proposte anche per il carnevale! Questo mese di gennaio è  un poco il mese di transizione tra l’inverno e l’inizio  della Primavera x quanto  riguarda il commercio. Per l’allestimento dello stand,  ho deciso di vestire le tavole di legno con  tovaglie bianche in Fiandra.

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Sopra stendero’ antichi centri ovali e strisce di pizzo ricamati con i nodi d’amore. Niente scintillio o sfarzo natalizio,  solo tanto bianco pulito e stirato alla perfezione! Q Continua a leggere “Mi scuso!”

Tornerai ancora dolce e bianca?

Ci voleva questa soffice, silenziosa ed affettuosa nevicata per farmi mettere mano alla macchina fotografica!Quel poco che avevo imparato forse l’ho dimenticato, ma volevo immortalare i primi timidi fiocchi che a Canali verso le ore 08.33 sono scesi. L’avevano annunciata già per ieri i nostri esperti del Comune di Reggio Emilia e dell’IREN, ma è arrivata solo in montagna. Qua in pianura non ne voleva sapere di fare il suo trionfale ingresso. Poi stamattina dapprima mista ad acqua, poi pura e morbida ha tolto la pioggia ed ha iniziato il suo lento lavoro di pulizia, da sola. Sono uscita sotto al portico subito, non ho resistito! Un attimo per controllare se la Fujifilm era carica e solo con il maglione dolcevita bordeaux addosso, la calzamaglia di lana giornatadineveegnocchi 047spessa, ed i pantaloni, in ciabatte sono letteralmente volata a scattare! Che sensazione di libertà sentire i fiocchi di cotone morbido cadermi in viso!Che meraviglia dopo tanta attesa! Il mio desiderio di oggi è che questa nevicata che auspico pesante ed abbondante, possa ripulire la mente da pensieri insalubri e nefasti. Vorrei ripulisse tutte le menti a partire da quelle che hanno pensieri crudeli, vorrei spazzasse via tutte le crisi economiche di questo mondo, le brutture, i disastri ecologici e le persone cattive con chi soffre. Vorrei tanto potesse fare una magia: sciogliere tutte le cattiverei umane come fa lei, quando c’è il sole e si scioglie lentamente. Rimanermene in casa stamane da sola, con la stufa accesa, lo stereo appena percettibile, il rumore di questa vecchia tastiera, una tazza di caffè mista ad orzo e una brioche integrale ai frutti di bosco è un regalo inaspettato! Le rose nel mio giardino non hanno mai smesso di fiorire da maggio scorso, non sono mai morte e la faccenda è inconsueta! Ma quanta forza hanno ‘ste rose? Non mi ricordo dove le avevo comprate e che nome hanno, di sicuro non temono le stagioni e non si lasciano abbattere facilmentegiornatadineveegnocchi 043. Vedremo se con la neve che le ricopre continueranno a vivere, vincendo anche contro le intemperie! Mi sento molto meglio guardando questo quadro imbiancato che mi circonda, anche attraverso le inferriate è uno spettacolo senza pari! E pensare che fino a pochi anni fa, la temevo tantissimo per via della guida certamente pericolosa. Bisogna stare molto attenti, mettere le gomme termiche e avere sempre le catene a bordo! Guai a sfiorare il pedale del freno, però ripensandoci bene le termiche non le ho messe! Mio marito me lo diceva a dicembre che sarebbe arrivata, ma io rimanda che ti rimanda siamo arrivati al 5 febbraio e non sono attrezzata! Mi sa che oggi pomeriggio pian pianino, senza frenare vado con la mia slitta dal gommista! Intanto mi godo il calore del fuoco ed il panorama…

 

(Canali, 05/02/2015)

Sfumature di luce.

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Cogliere le luci del mattino alle otto, ancora in pigiama infreddolita, ma con l’occhio attento e vigile alle sfumature di colore. Basta girare le spalle, voltare i piedi e le luci cambiano colore e prospettiva.Sembra di essere in posti diversi ad orari diversi, non è così. Qualcuno lassù si diverte a mettere tubetti di colore qua e là, forse si annoia e così fa vedere a noi colori e macchie dell’infinito diverse tra di loro. E’ uno scherzo dell’occhio? E’ un falso d’autore? ma no, basta girare la schiena ed alzare i tacchi….tutto qui!lelucidimattinaalleotto 003

 

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ma ci sono anche i colori di stasera, dal mio vialetto ancora rose gialle  e rosa in cielo…ed infine uno dei gatti che si fa toilette. Dopo tutto al mattino appena svegli ci si lava per benino! Questa è una gatta gatta gatta femmina, l’abbiamo chiamata Stella!lelucidimattinaalleotto 021

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Continuiamo a parlare della più amata dagli Italiani!

Sappiamo oramai che è il frutto più amato dagli italiani, che ne consumano circa 17 kg. all’anno pro capite, abbiamo imparato che nel mondo ci sono circa 20.000 tipi di mele e che si trova in tutte le stagioni. Alcune hanno nomi antichi, come la “Mela Musona”,  la “Parmein Dorata”,mela-pom-del vescovomela_pearmain la Ruggine Dorata”, ed il “Pom (mela) del Vescovo”, il “Pomellone” la “mela carlona” e la simpatica “mela rosmarina” . Questi sono nomi di mele molto antiche, che ancora oggi vengono ricercate e studiate nei vivai e negli istituti specializzati. Gli scienziati vogliono capirne le proprietà per sviluppare poi nuove varietà di questo eccezionale frutto! Queste mele all’assaggio sono molto lontane dai nostri gusti e hanno caratteristiche diverse dalle mele alle quali siamo di solito abituati. Si scopre che esse sono più farinose, acidule e meno croccanti, ma sono più profumate e contengono più vitamine di quelle note. mela musona

Se la Cina è il primo produttore mondiale, l’Italia è il secondo produttore europeo dopo la Polonia. Troviamo estesi meleti nelle zone alpine, dalla Valtellina all’Alto Adige che concentra il 50 % della produzione Italiana. Nel Trentino abbiamo il 20% della produzione Italiana, l’intero Trentino Alto Adige (nella foto la mela musona) conta circa 15.000 coltivatori e rappresenta il 15% della produzione totale Europea. Poi andiamo ai colli del Piemonte, la pianura Romagnola, in Campania ed in Basilicata. Negli ultimi anni le mele hanno ulteriormente migliorato la loro qualità, perché sono stati rinnovati i frutteti e sono state migliorate le tecniche di produzione, conservazione, selezione e confezionamento.

mela carlona
mela carlona

A fare la differenza è stata soprattutto la concentrazione della produzione delle varietà più consumate nelle zone vocate, arrivando ad identificare le microaree con il clima migliore. Concentrare la produzione delle mele più note nelle zone adatte, ha avuto un importante effetto: ha liberato i terreni nei quali coltivare nuove varietà, dopo accurati studi e ricerche mirate. Solo poche qualità di mela si trovano casualmente e spontaneamente in natura, melagoldendeliciousla Golden Delicious è una di queste, scoperta negli Usa nel 1891 e portata in Europa nel dopoguerra. Generalmente si tratta di mele costruite in laboratorio e tutelate da brevetti, come ad es. la Royal Gala, registrata nel 1977 oppure la Pink Lady, nata nel 1992. Se al mercato troviamo la mela “Gala” non sarà mai quella originale del 1974! In circa ottanta anni nel mondo sono state brevettate ( mi fa sorridere il termine!) oltre 400 varietà di mele. Le nuove vengono gestite come socie di un club riservato, al quale sono iscritti tutti i membri della filiera. Nonché i proprietari del brevetto e del marchio, i coltivatori e gli addetti al commercio dei raccolti. Gli agricoltori devono pagare le royalties per l’uso,la varietà e l’affitto delle piante.

mela rosmarina
    (mela rosmarina)

Nei primissimi mesi dell’anno 2015 i costi necessari a questa produzione, hanno iniziato a risalire dopo una fase di calo durata circa otto anni. Ma come facciamo a scegliere le mele migliori?D obbiamo tenere presenti tre fattori molto importanti: la classe, l’origine, la data di confezionamento. La classe o categoria che dir si voglia e la dimensione sono dati che riguardano l’aspetto esteriore e non la bontà del frutto. Se una mela è di qualità “extra” ci dice che è bella, colorata, grossa ma non ci dice che sia di qualità ottima, però stiamo sicuri che questo dato fa salire il prezzo! L’origine, invece è dato utile perché abbiamo imparato che ci sono regioni famose per la bontà delle loro mele e la provenienza delle stesse è così una garanzia per noi. La data di confezionamento: ci permette di capire il grado di maturazione del frutto. Quando le mele vengono tolte dalle celle frigo ed imballate iniziano già a degradarsi. Le mele conservate dentro i banchi refrigerati nei super mercati, offrono garanzie di qualità migliori. Le mele invece ammucchiate in casse e cassoni sono spesso ammaccate e facilmente deperibili. Meglio sarebbe scegliere le confezioni che le tengono separate bene l’una dall’altra. Per conservarle a casa nostra vanno tenute al fresco, in cantina o garage o in un sottoscala, portico…oppure se non abbiamo questi spazi le metteremo nel frigorifero, nella parte più fredda, senza sovrapporle tra di loro.

(continua…)camiciedanotteepochette 051

Proviamo a difenderci dall’invidia.

E’ uno dei sentimenti più brutti in assoluto. Genera imbarazzo e dolore sia che  la proviamo per gli altri, sia che la subiamo. Diventiamo oggetto di prese di mira in modo negativo, scherno e siamo additati in modo ossessivo compulsivo. In genere affermiamo di non conoscere questo antipatico stato d’animo, ma sentiamo un frigolio dentro l’anima se vediamo una collega d’ufficio fare carriera al nostro posto, quando abbiamo lavorato sodo per anni affinchè il posto fosse nostro.  Se ella indossa un tailleur all’ultima moda, se si è rifatta le labbra o il seno, che noi vediamo cadenti e sottili su noi stesse, se impariamo che la nostra amica si sposa prima di noi o un nostro amico parla di quel viaggio che volevamo fare da secoli, scattano dentro di noi sentimenti ed emozioni con i quali facciamo molta fatica a rapportarci. E’ la tanto temuta e famigerata punta d’invidia. E’ un sentimento che viene paragonato alla cattiveria e che ci mette davanti alle nostre fragilità interiori e ai nostri limiti umani. Socialmente è inaccettabile pertanto viene taciuto e negato, ma purtroppo questo stato d’animo è provato sulle nostre umane carni. L’invidia bisogna saperla gestire. Esistono dei trucchi suggeriti da psicologi per imparare a governarla, affinché coloro che la provano non passino la vita a “rodersi il fegato” come si suol dire. L’invidia nasce da un confronto con qualcun’ altro che non siamo noi stessi, che possiede qualità o beni materiali, o risorse intellettuali, o partner che anche noi vorremmo avere ma che per qualche strano gioco del destino non abbiamo e forse non avremo mai. Essa con la sua radice cattiva porta a galla insicurezze, ed innesca una serie di emozioni negative come il senso d’inferiorità, l’impotenza di fronte all’altro, la rabbia cieca e l’odio. Per non rimanere invischiati in questa rete di sentimenti dannosi dobbiamo focalizzare le nostre emozioni, dobbiamo ammettere con noi stessi che essendo umani, sì, in questo caso siamo anche invidiosi. Usiamo anche noi il confronto come occasione per dimostrare le nostre risorse e ciò che abbiamo appreso con il tempo, imparando a nostra volta dagli invidiati gli atteggiamenti migliori e i modi di comportamento che vorremmo fossero i nostri. Se ci circondiamo di persone positive, serene, appagate e tranquille, che noi reputiamo un modello al quale ispirarci, possiamo senz’altro attingere mettendo da parte l’invidia. Cambiamo così il nostro pensiero, desideriamo ascoltare  ed imparare, non invidiare e magari “stramaledire” colui che possiede una villa con quattro piscine e noi siamo in 50 metri quadrati con mutuo trentennale da pagare. Non fermiamoci a quei pensieri del tipo:per lei è stato facile! “E ti credo gliel’hanno pagata gli suoceri o i genitori!”. Proviamo invece a chiederci  se ella è felice in quella villa e se anche lei, ci invidia proprio perché abbiamo quel piccolo e delizioso nido, dentro al quale abitiamo con il nostro compagno e siamo felici con lui. Lei dopo tutto, anche se abita in tale mole di metri quadrati li odia, perché si è separata da poco ed il marito è scappato con la sua migliore amica. Non fermiamoci mai alle apparenze: l’invidia spesso è fuorviante e ci porta a credere che la realtà sia solo una: quella del nostro punto di vista. La facciata esteriore in genere è solo ciò che l’essere umano fa trasparire, come noi stessi facciamo con loro. Se ci riflettiamo sul serio, tantissime volte alla classica e banale domanda”Come va? Come stai? “ rispondiamo che stiamo benissimo, che tutto va a meraviglia anche se abbiamo appena litigato con nostro marito, anche se non riusciamo a pagare le bollette di casa, anche se abbiamo scoperto che nostra figlia bigia la scuola, ed abbiamo perso da un mese il nostro posto di lavoro. Torna in ballo l’arte squallida del mentire, aggiunta all’ingrediente ed al fattore delimitante “invidia”. E’ un mix esplosivo! Quello che noi conosciamo delle altre persone è solo una minima parte e non possiamo trarre delle conclusioni per cui catalogare lei fortunata, io sfigata. Dietro a quella casa con quattro piscine c’è solitudine, sofferenza, pianti, impotenza e tanta rabbia. La nostra amica immaginaria, che prendo come esempio, ma che potrebbe essere benissimo nostra zia, nostro cugino o la vicina di casa, se ha tutti quei soldi e quelle ville,  di primo acchito sembra più fortunata di noi e più agiata economicamente. Può essere in realtà  una persona molto sola, triste, depressa e senza scopi veri nella vita, che a causa di questi forti vincoli farà molta fatica a crearsi una propria identità ed una propria autonomia economica, fisica ed emotiva. Anzi! Noi stessi siamo da lei invidiati per quel poco che possediamo essendocelo guadagnato con le nostre sole forze. Quindi non è tutto oro ciò che luccica, non dobbiamo dimenticarcelo mai. Un altro espediente per vincere l’invidia è quello di partecipare alle gioie degli altri, condividerle, essere felici per loro e magari pensare: se potrò, un giorno anch’io raggiungerò quel tal risultato. Ora ci lavoro su e cerco di capire in tutta serenità come ha fatto Tizia a divenire così…che so, magra e tonica! Nessuno di noi è Superman o Wonder Woman, non dobbiamo confrontarci con nessun super eroe, ma con una persona che ha le nostre stesse potenzialità. Lei forse le ha messe a frutto prima di me, ma ciò non toglie che anche io posso imparare! Mi congratulerò con sincerità e con sorriso con lei, per aver raggiunto il risultato che bramava da molto tempo. Così non metterò tra di noi la barriera dolorosa dell’invidia ma ci avvicineremo e ci sosterremo a vicenda, qualora anch’io volessi raggiungere il suo stesso risultato.In questo percorso per guarire o stare lontano definitivamente dalle invidie, occorre la ferrea volontà di mettersi in gioco nelle relazioni sociali, così come dobbiamo prenderci cura del nostro corpo ed amarlo molto. L’invidia è una vera ferita che sanguina, è un taglio della pelle e provoca dolore fisico. Concludo riportando un trafiletto su quanto emerso da uno studio eseguito dall’Istituto nazionale di scienze radiologiche di Inage -Ku  in Giappone, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista SCIENCE: Attraverso tecniche di IMAGING, i ricercatori nipponici hanno scoperto che i circuiti neuronali sono gli stessi che si attivano quando ci facciamo male. Forse l’invidia serviva ai nostri avi per stare alla larga dagli estranei e rafforzare l’attaccamento al proprio clan. Era uno stimolo per la sopravvivenza dell’individuo che così era più protetto e di conseguenza positiva lo era anche il gruppo stesso. Oggigiorno non è più così, ma se viviamo male, soffrendo di questo sentimento “rancido” proveremo ugualmente due tipi di dolore: fisico e psichico. Il mio povero papà era solito ripetere una frase” Meglio essere invidiati che invidiare”: Oggi, non sono più d’accordo con queste sue parole, si sta male in due, in due si soffre, chi invidia forse maggiormente, ma anche l’invidiato speciale soffre parecchio.lelucidimattinaalleotto 018

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