Amarcord.

Cari ragazzi e ragazze, chi vi scrive e’ una mamma qualunque di 44 anni, che come tutte le mamme degli adolescenti d’oggi vive assieme ai loro figli un periodo molto delicato e difficile che fa parte nel bene e nel male del percorso della vita.Ho un figlio di quasi 14 anni e una bambina di 3 anni. Non vi nascondo che in questo momento è il  più grande a darmi preoccupazioni e pensieri, la piccola avrà tempo per darmeli. Non venitemi ora a dire che sono antica, o sto facendo della retorica!Ci sono passata prima di voi con genitori anziani e vi assicuro, molto severi.Col senno di oggi li devo ringraziare per l’educazione e le regole ferree che mi hanno impartito.Quella che sono oggi lo devo in parte a loro ed in parte a me stessa per averli ascoltati e seguiti. Ovviamente quando ero ragazzina non li sopportavo e contestavo tutte le regole impartitemi. Questa guerra avveniva soprattutto in estate ,quando il termometro segnava  38 gradi all’ombra. In modo assai improprio e superficiale parliamo oggi di estati torride, estati infernali, estati tropicali, ma vi ricordo che anche allora, con il caldo non si scherzava per niente! Io c’ero e come credo molti di voi, non avevo il condizionatore come abbiamo tutti oggi, non c’erano le zanzariere alle finestre, erano lussi di pochi. In casa solo gli odiati e puzzolenti zampironi, ve li ricordate? zampirone

La dolce e cara mammina mi impediva persino di andare in “Cooperativa”, l’allora Bocciodromo del mio paese, immaginidiRivalta(foto storiche di Rivalta, il mio paese natio  ndr)

per bermi un bicchiere fresco di chinotto da cento lire, bibita che io adoravo. Solo cinquanta lire mi davano,perciò potevo permettermi di domandare la misura del bicchiere più piccola. La barista,chiamata da tutti la pantera, per la sua non ovvia bontà e dolcezza, mi guardava come se io fossi una povera mendicante, ben sapendo chi ero e che i miei genitori, contadini ma benestanti e gran risparmiatori, non mi avrebbero dato una somma maggiore per il bicchiere più grande. chinotto_new

L’avrei persino rubato, dalla gran voglia che avevo di berlo per il caldo afoso e ora che me ne posso permettere a casse, non lo sopporto più: mi viene la nausea solo a vederlo. In casa dentro ad un vecchio e sempre rotto frigorifero REX, c’era solo acqua del pozzo o lo sciroppo Fabbri all’amarena, Sciroppo_amarena_560_ml_Fabbri_1

per allungare l’acqua. In dispensa le amarognole e disgustose bustine di IDROLITINA, per far diventare frizzante l’acqua, ma a me sembrava di dover inghiottire un antibiotico, perciò con veemenza, mi rifiutavo di bere quella schifezza. idrolitina

Ora voi dolci ragazzi e ragazzine, sorriderete o inorridirete, al pensiero che io alle ventuno doveva già rientrare in casa. Voi sicuramente d’estate a quell’ora state ancora cenando ed io che avevo il coprifuoco e dovevo andarmene a letto con tutte quelle zanzare. Altro che notti bianche, altro che ritornare a casa alle sei delle mattina sbronzi e fatti (o disfatti?!), quando i miei genitori si alzavano per andare nella stalla ad accudire le mucche! Niente cellulare, non c’era Internet,Facebook era un alieno, Iphone uno strumento lunare e un selfie? Forse esisteva l’autoscatto e la macchina Polaroid, che storpiava sempre le fisionomie. Non credo che nel 1975 sapessimo che cos’era un cellulare o che cosa sarebbe divenuto! Io per essere richiamata all’ovile sentivo le voci dei miei genitori che dicevano”Fabiana, andom a let. Subet),andiamo a letto. Subito. Era quel “SUBET” (subito!),che stava ad indicare che non si poteva transigere o discutere. Era un ordine, non era un richiamo o un consiglio, era sicuramente e senza ombra di dubbio un ordine tassativo, senza sé e senza ma, al quale dovevo ubbidire. Subito, punto e basta. Bastavano uno sguardo e quella parola SUBET.  Così gli anni passavano, ed io andavo avanti nelle mie attività scolastiche e nei miei sogni e buoni propositi di brava ragazza, ed eccomi qua. Vi auguro una buona fine della scuola ed un’estate piena di risate ed allegria, contornati da tanto fresco chinotto, all’ombra di una quercia gigante, così come vi auguro di dormire senza tutte quelle zanzare che oggi sono divenute anche tigri!

Firmato: una mamma come tante. Fabiana Schianchi.

Amarcord

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12 Comments

  1. Cuore di mammma….ricorda la figlia che è stata.
    Credo che non si possa fare più confronti, la generazionalità si è accorciata perchè il mondo corre, ma io i “vecchi” miei tempi (che non sono i tuoi, ne ho molti più di te), un po’ li rimpiango.

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    1. Mi sono volati via tra le mani e non mi accorgevo che stavo crescendo! Se potessi riacchiapparli quegli anni di chinotto non bevuto e di sgridate di mia mamma. Il mio caro papà non c’è più, la mamma 93 anni è i ncasa di riposo, mia sorella (vedova) ha 70 anni e non si è ancora ripresa dal lutto….mi manca la mia famiglia d’origine, è uno strappo lacerante anche da mio figlio che non abita più con me da quasi 5 anni. Anche se è a 5 km di distanza. Non voglio accettare che il tempo è passato, non mi capacito di tutti coloro che non ho più al mio fianco e di quanti ancora ne perderò prima di raggiungerli tutti! SArò nostalgica, vivrò nel passato come mi dice sempre mio marito, ma io ho davanti a me tutto di quel passato, che mi è servito per comportarmi oggi in modo serio e degno di essere donna e mamma.

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      1. Ci provo ma sono circondata! Ieri dal pediatra solo bimbi con virus e febbri molto alte. Io ed Alice, in un angolino con il bavero della giacca rialzato. Se non ci si ammala dal medico, allora vuol dire che la corazza è proprio robusta. Sempre per non parlare dei medici condotti, una delle bimbe di ieri aveva 39.5 circa ed era in sala d’attesa. Non esiste più che il medico vada a casa dei casi più gravi! Buona mattinata cara Franca, meno male che stamane esco!

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