Corteggiatori si nasce, lettera D come Dandy

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D come dandy o damerino oppure, confidenzialmente “dindirindindino”. A Reggio Emilia e dintorni, lo chiamano appiccicandogli il nome di “DINEIN” se è di bassa statura, “DINETT”, se arriva a malapena al metro e settanta, “DINOUN”, se non entra negli ascensori. Simpatici vezzeggiativi, che lui non ama, essendo molto fine ed altezzoso, ma per consuetudine e per differenziarlo dagli altri corteggiatori per errore, continueremo a chiamarlo così. E’ un uomo, (ci si augura!) singolare e atipico, raro ed introvabile esemplare di corteggiatore perfetto e senza difetto, fermo restando il Capostipite per eccellenza, l‘unico ed il solo, riposto nella teca di cristallo Swarovski al Museo di Topkaki Per le caratteristiche eleganti e sopraffine, in lui intrinseche dalla nascita, risulta molto difficile da gestire, quasi incompatibile con la razza umana femminile, semplice, normale e bonacciona, che vorrebbe andare al sodo in tempi ragionevolmente brevi. Mi spiego meglio: le femmine, desiderano copulare con susseguente procreazione, prima di andare in pensione. Anch’egli però un difettuccio ce l’ha: è una puzza di naftalina e trielina mescolate con una punta di Sassolino, che si diffonde dal naso in poi. E’ bene che le papabili, ma non le papamobili, attenzione, si preparino ad un’impresa titanica o ai tempi nostri “concordianica”, per essere portare da Sua Raffinatezza all’altare maggiore e poi al talamo nuziale. Elle, o esse, insomma le dame, si preparino in casa una grossa scorta di deodoranti per ascelle e intimità varie, di diverse profumazioni: suderanno parecchio e ne abbisogneranno spessissimo! Non credano le amate puritane di essere da Sua Eleganza, corteggiate ed irretite al primo appuntamento. In tutta probabilità, con il caratterino che si ritrova, pretenderà il contrario. Vorrà essere lui essere adulato ed ossequiato dalle prede, che diventeranno, loro malgrado, corteggiatrici, con regole ferree imparate nei college esclusivi di Oxford. Dindirindindino, dal canto suo e dall’alto del suo sguardo di ciglia con mascara in abbondanza, sempre misterioso e sfuggente, farà già la grazia ed il regalo di esistere. Ma vediamo di restare calme e serene, focalizzandoci sulle componenti del suo essere, tenendo bene a mente, che Egli, cioè Sua Eleganza, non nasce nudo e sporco come noi miserrimi, ma esce allo scoperto già lavato, pettinato, vestito di tutto punto e con le scarpe lucidate. Dicendo all’ostetrica, che è appena ritornato da un ballo durato nove mesi e assai movimentato, la poverina incredula ma basita, fa finta di credergli!

violino.gifDa qui in poi, condurrà tutta la sua vita, all’insegna dell’eleganza, della finezza, della perfezione e dell’originalità, non solo nel vestire e nell’abbigliarsi, ma anche nei gusti personali in fatto di scelta delle pulzelle, mature al punto giusto, naturalmente illibate, con tanto di certificato del ginecologo e senza un boccolo fuori posto. Il suo tipo di donna, reincarna alla perfezione il prototipo “Rossella O’Hara”lui naturalmente se la incontrerà, se la svignerà via col vento, pur somigliando a quel manico di scopa con le tarme, di Ashley Wilkes. Per il dispiacere di donne bene in carne, morbide, accoglienti e materne, non corteggerà mai una contadinotta della bassa padana, oppure una preda con davanzale fuori misura. Ricercherà nelle presunte “corteggiande”, una superiorità intellettiva,che Sua Sapienza possiede. Uomo tutto d’un pezzo, soffre per questo spesso di mal di schiena e cervicale, usa incipriarsi il naso, i pochi e cadenti peli che ha sotto alle ascelle e all’interno narici, emulando la sua musa per eccellenza Wanda Osiris. castellodinotte

Si adorna con campanellini di bisquit, che nasconde tra le basette o appende alle orecchie, per annunciare il suo arrivo con un lieve tintinnio natalizio. In questo modo, discreto ma deciso, le appetibili ed appetitose damine, potranno avere il tempo di srotolare il tappeto rosso d’ordinanza, di lana mohair, rara fibra ottenuta dalla lavorazione del pelo della capra d’angora. In questo modo, il manichino vestito, camminerà su di esso, ondeggiando, e a tratti, si solleverà da terra, possedendo anche il dono della levitazione. Tra un balzo e un ondeggio, arriverà al cospetto del corpetto con pizzetto della leggiadra creatura. Non appena sarà a distanza di abbraccio, Sua Levissima, con mani scarne e lunghe, le dita con unghie appuntite e dipinte, farà un tentativo di abbracciare colei che ansima. Ma, levitando in continuazione, non vi riuscirà, risulterà sfuggente, viscido come un’anguilla del Po ed anacchiappabile(traduzione: non acchiappabile). Grazie alla levitazione che gli consente di farsi parecchi giretti qua e là, può conversare amabilmente con più di una ragazza per volta, mostrando anche il dono dell’ubiquità. Confonderà le proposte amorose, le dichiarazioni con intenti, questo è certo, sbaglierà i nomi delle pedine, ma per quella sua totale rigidità e fermezza, in tutti i sensi, non è ritenuto adatto alla procreazione. Ebbene sì, mie dolci meringhe, Sua Rigidità, mancherà sempre e con chiunque tenti l’approccio, di un componente essenziale per l’ottima riuscita del connubio carnale atto al proseguo della specie dei Corteggiatori per errore: il raro e oramai introvabile dono della lievitazione naturaleleone

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11 comments

    • Mi hanno sempre raccontate nonna e zie, che nelle risaie le nostre progenitrici, chinate e a gonna tirata sù , subivano comunque il disturbo di serpenti e serpentelli d’acqua che s’infilavano laddove non si dovrebbe! Ma loro, vi erano abituate, io urlerei come una pazza avendo molta paura dei serpenti! Avevano calze nere spesse sino al ginocchio, stivaloni da cow boy, cappelli a tesa larga, la loro buona dose di “eau de sudeur d’ascell” ma mi pare di capire che esercitavano sui masculi un certo rimescolamento sanguigneo! La bassa padana è anche la mia terra: mi chiedo oggi se in passato ho fatto danni irreparabili. Forse qualcosa ho combinato tant’è che certi professori, oggi ottantenni mi hanno confessato che si presero una bella scuffia per la biondina dai capelli lunghi del corso “L”

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      • Mia nonna ricordava sempre quella sensazione di viscido che i serpentelli d’acqua le procuravano, di schifo e di sporcizia vivendo nell’acqua e nel fango tutto l’anno. Poi una doccia con un mastello in 2/3 ragazze, una tazza di riso in bianco, cioè proprio scondito e via! Tutte a dormire nel fienile. Credo che a quell’epoca velleità pruriginose non ne avessero proprio! Che vitaccia poverette le nostre antiche mondine!

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      • Eh si, tempi duri! Non c’era posto per tanti grilli per la testa. Ma erano persone vere… con meno istruzione magari, ma con molta più umanità in tanti casi.

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