Tengo, butto, sfoggio…

Tengo stretta alla schiena l’epidurale fatta ieri, nella speranza che porti beneficio. Tengo anche il male della forata per anestesia locale che ha fatto più  male dell’epidurale in sé. Tengo dentro di me la convinzione che qualcuno mi sia vicino e mi stia dando il proprio appoggio per guarire. Oso e sfido ancora la sorte: oggi penultima prova generale per  sfilata abiti spose. Tengo sempre presente la frase che ho sempre fatta mia” lo  spettacolo deve continuare” a meno che io non sia dentro ad un lungo e stretto contenitore di legno lucido. Sfoggio smalto, trucco., trecce, camicia colorata e rossetto acceso e vado incontro al destino!  Butto nel wc le paure di rimanere invalida, butto chi non mi ama, butto tutta l’ipocrisia che seminiamo nel mondo.  Butto sempre nel wc chi fa finta di non vedere e di non sentire, chi non si gira mai indietro, chi non mi sorride e chi fa del male agli indifesi. Chi amo? Per ora a questa domanda non so rispondere, ci penserò con calma. Dopo tutto la risposta non è  così  scontata. ..

image

La nostra storia.

image

Anno 1965. Una bambina di pochi mesi di vita, sorretta da una giovane e sorridente ragazza di 19 anni, cerca goffamente di muovere i primi passi. Sono sorelle e tra di loro ci sono ben 18 anni di differenza! Questa fotografia è  per me molto  significativa: due sorelle che in realtà  si sono sempre comportate come mamma e figlia.  A onor del vero era la piu’  piccola ad aver sempre considerato una seconda mamma, la grande. Un errore di comprensione e di ribaltamento dei ruoli, che ha costretto la grande a prendersi responsabilita’ che non le competevano. A prendere anche decisioni e a dare consigli al posto della mamma vera e vivente petaltro, ma troppo impegnata in altre faccende. Immagino che lo abbia fatto con fatica e con paura di sbagliare, dato che alla fine dei giochi io non ero sua figlia. Oggi 28 aprile 2016, le due giovanissime fanciulle della simpatica foto, divenute donne più che mature, hanno dovuto per forza di cose rimettere a posto i ruoli e stanno provando a rispettare le parti assegnate. Per la più  piccola, che vive tutti i cambiamenti affettivi con molto dolore, è  assai difficile accettare questo scambio naturale di ruoli e non riesce ancora a metabolizzare la trasformazione. Che avrebbe dovuto avvenire gradatamente anni e anni prima.

image

Questa signora non giovanissima ma neppure troppo anziana,  è  Invece la vera madre della bimba. Tra loro ci sono 41 anni di differenza e le due si stanno ritrovando ai giorni nostri nei loro esatti ruoli. Con molta fatica e sacrificio ancora una volta da parte della figlia piccola. Mamma ora novantatreenne, pensa ad altro e prega tutto il santo giorno. Una mamma, due figlie ancora tutte e tre viventi. Un papà che non c’è  piu’. Così  come  sono venute a mancare altre figure importanti della mia famiglia che erano di grande aiuto e supporto per le sorelle. Questa è  per sommi capi la mia storia di bambina nata per errore, ma in seguito molto amata dalla mamma e dalla sorella. Forse in modo sbagliato e con molta confusione, ripercuotendosi sul futuro di tutti.  Sono sicura che a volte il troppo amore fa compiere errori madornali e manda in tilt le persone. Oggi li vedo sotto un’altra ottica, sono storia antica ed è  inutile piangerci  sopra.  Li guardo con tenerezza ed affetto rendendomi conto che le protagoniste si sono riprese le loro parti iniziali, difficili da imparare ma doverose.
he visti oggi non sono più tali.

Un mercoledì pizzato.

image

Ho ripreso come era consuetudine a preparare la pizza di mercoledì. Naturalmente con il segreto di mia suocera!

image

Solo con questo piccolo trucco, da lei imparato negli anni, la pizza fatta in casa risulta molto digeribile e se ne può mangiare in gran quantità! Chissà  se l’avete imparato anche voi, leggendo la ricetta nella categoria apposita! Ho ancora male alla schiena e sono in attesa del risultato della risonanza. Ma vado avanti e impasto pure, così come sto portando avanti la sfilata che si svolgerà  il 21 maggio. Prendo gli antidolorifici, anche se in misura minore, faccio gli esercizi ed aspetto. Non devo aver fretta e metto in pratica la parola da me tanto decantata e dimenticata. “attesa”. Una buona serata a voi tutti dopo un pomeriggio con sole e tanto vento. Ve ne tengo una fettina se siete d’accordo, così  mi dite come la trovate!

Buona notte e dolci sogni.

Auguro ad ognuno di voi una dolce e tranquilla nottata, che porti riposo e consiglio. Oggi oltre ad aver fatto la tanto attesa risonanza magnetica alla schiena, sono andata a trovare la mia mamma Bianca. Era da più  di un mese che non andavo causa il dolore, l’ho trovata bene e serena come sempre. Si lamenta molto del fatto che vede poco le sue figlie,  cioè  io e mia sorella. Raramente altri parenti vanno a trovarla, sono tutti molto anziani ed ammalati. Quella che negli anni vi è  sempre andata con costanza è  la mitica zia Bruna,cioè  sua sorella. Che di anni ne ha comunque 84, nove meno di lei. Mamma Bianca si augura di arrivare a spegnere 100 candeline, e di arrivarci serena e senza particolari o dolorosi problemi. Per adesso accontentiamoci se il 28 maggio ne spegnerà  93. La sua vita l’ha vissuta tutta lavorando nei campi sino al 2004, anno in cui con il mio papà  entrarono insieme in casa di riposo. Mi manca ancora molto papà e mi manca lei, oggi aveva le mani particolarmente lisce. La pelle sembra di carta velina, quella che si usa per dividere il prosciutto crudo. Il viso invece è  ancora fresco, la mole  è  Quella che è  dato il proverbiale appetito che ha!

image

Prima di salutarvi vi dico che mi ha dato dei piccoli bacini sulle guance, come se io fossi ancora piccola,fragile ed insicura. L’ ho invitata a farmeli più  grossi, quelli belli pasciuti con lo schiocco. Lei me li ha dati, ma solo tre/quattro. Poi ha terminato con altri sempre piccini e delicati. Chissà  Perché! Ma lo ora il perché: le mamme hanno sempre ragione! Buonanotte mamma Bianca, buona notte a voi tutti….

image

( anno 2007: mamma,papà  ed Alice Aurora in casa di riposo)

Aspettando domani.

image

image

image

image

image

Purtroppo le fotografie fatte con il cellulare non rendono merito a queste rose e ai palloncini bianchi della siepe! Non le lascio mai tranquille al loro posto, nel giardino o sull’arco, a ridere e a chiacchierare tra di loro del più  e del meno.

image

Il cielo preannuncia ancora pioggia ma non mi disturba! Anzi! Ne approfitto per cogliere questo quieto colore non ben definito che trasmette calma ed infonde voglia di pulizia.
Spero che i miei fiori  mi perdoneranno ancora e si faranno forza per essere ancora più  belli e vanitosi per gli occhi di chi li guarderà.

image

Le ferisco tagliandole lo so e ne sono consapevole. Ma non resisto alla tentazione di portarle dentro casa, di fare delle composizioni e di ammirare i loro sgargianti colori.

image

image

image

image

Restando in attesa di domani, vi auguro una dolce cena e una rilassante e calda atmosfera nelle vostre dimore. Domani dopotutto è  un altro giorno. 

Corteggiatori di tutto il mondo!

Buona domenica ed un bacio affettuoso ad ognuno sulla punta del naso! Oggi complice la giornata uggiosetta e la schiena dolorante, continuo a scrivere sperando di portare un poco di allegria. Andremo a scovare insieme nuove peculiarita’ del nostro esemplare di Corteggiatore per errore, estinto nei millenni.  Chissà quanti tipi di corteggiatore avete incontrato fanciulle care e donne sgamate! Vorrei tanto conoscere i vostri trascorsi e con quale delle lettere analizzate sinora, siete andate a cozzare. Vi ricordo che abbiamo trattato le seguenti lettere dell’alfabeto: A, B, C, D, E, F, G.  prima di ricordare con quale dei felloni raccontati vi siete andate a “pocciare”. mummiasupanchina

V’invito a rileggervi se lo gradite,  le caratteristiche di ognuno, che troverete nell’apposita cat: CORTEGGIATORI SI NASCE”. Vi ricordo inoltre che gli articoli postati sono dei “ripubblicati” con qualche lieve modifica, lo faccio per dar modo di leggere anche gli scritti più vecchi che nessuno o quasi si dà mai il tempo di andare a scovare. Mi sono riproposta di arrivare sino alla lettera Z quindi ne mancano ancora un pochino. Questo essere fortunatamente non e’ più vivente, ma esposto nelle teche di cristallo al Museo di Topkapi. I resti esposti, perchè di soli resti trattasi, sono stati numerati e descritti a seconda di ciò che rappresentano. Se troverete dei rimasugli non riconducibili a parti del corpo umano, sappiate che a ridurli così furono le nostre progenitrici più accanite, quelle rimaste come si suol dire”fregate al quadrato”. Parti intime maschili non ne troverete nelle teche: si dice che le abbiano sbriciolate con la clava e ridotte in volo con gli aguzzi denti e poi usate nella marmellata di fico fiorone essiccato. Qualche pelo invece glielo hanno lasciato, come ricordo di ciò che fu e non si conclamò, di ciò che i corteggiatori possedevano ma che non hanno saputo sfruttare al meglio! Le visite guidate al Museo partono da Canali(fraz. di Reggio Emilia) ogni domenica alle ore 04.30 del mattino, il biglietto è gratuito ed è offerto dalla comunità delle pie donne del Paese. Tutte singles, s’intende per colpa dell’emerito imbroglione.
Lettera H come Hobbista.

Soggetto singolare maschile e fin qui nulla di strano, dotato di un gran senso dell’accumulo, inteso come approvvigionamento stagionale di signore e signorine, disposte e disponibili a diventar beni e tesori personali da aggiungere alle già sostanziose collezioni. Dopo questa prima definizione meramente tecnica del nostro accalappiatore, possiamo notare se attente e con occhi non foderati di lardo di colonnata, che egli si bea e si compiace degli esemplari che riesce a catturare e collezionare nel corso della sua vita. Modelli di femmina tutti diversi tra loro, da scambiare con altri corteggiatori hobbisti come lui, se qualcuno ne accumula una o più doppia. E’ un pò come quando da piccoli si collezionano le figurine dei calciatori e si dice, tra maschi” ce l’ho, ce l’ho, manca, manca”. Raramente si sbaglia: quel suo senso di disuguaglianza nel mettere da parte esempi rari e tutti diversificati tra loro, lo porta a prepararsi per tempo onde evitare queste figurine doppie. All’uopo prepara uno schema con le caratteristiche fisiche, culturali, culinarie ed intellettive di colei che manca all’appello. Gran pignolo perciò, un matematico nato, un sintetizzatore, insomma poco sesso e pochissimo sex appeal, pochi preliminari, ma molti calcoli con espressioni e parabole difficili. E’ una borsa d’uomo che non ha il coraggio di giocare in borsa. Ha idee ben chiare in testa, precisino e conservatore delle prede che conquista. Passa tutta la sua vita nella ricerca spasmodica dell’esemplare mancante per la sua collezione, è disposto a girare il mondo se viene a conoscenza di un raduno femminile dove potrebbe perdere la bussola circondato da cotante femmine. Può anche darsi all’alpinismo, scalando una montagna nudo e crudo, se sapesse che sulla punta vi è proprio quel pezzo, da 90/60/90. E’ uomo molto critico, di poche parole e pochi gesti, raramente fa regali, quasi mai prolifica, due volte all’anno si accoppia:a Natale e a Pasqua. Portatore di colite ulcerosa e gastrite per la cattiva alimentazione, non avendo il tempo materiale di sedersi comodo a tavola e mangiarsi una zuppa calda di cereali, accompagnata da una fettina di carne ai ferri. Gira sempre con il calcolatore in tasca non separandosene mai, nemmeno quando riposa. Spende per cene e week end fuori porta cioe’ sul pianerottolo, ma solo se può permetterselo. Diversamente e a malincuore, rinuncia al pezzo da catalogo, facendosi venire una grande acidità di stomaco ed un alito da tombarolo etrusco. Per questo grave e fetente motivo, la gran parte dei Corteggiatori hobbisti rimane single, emanando un sinistro odore di anfore e reperti archeologici. Se riceve una segnalazione da amici e conoscenti, parte subito, lasciando ogni cosa e dimenticandosi sovente di farsi manutenzione corporea. Infila la tuta da lavoro, in genere una salopette azzurra e rosa baby, con scritto “ESERCITO DELLA SALVEZZA”, mette guanti e cappello da Indiana Jones e non dimentica mai lo zainetto da boy scout raffigurante Topo Gigio, dotato di radar capace di individuare la preda anche a diversi metri di distanza! Usa legare lo zaino sulla sua pancia vuota, ma colma di diverticoli, dentro la quale ha ricavato una tasca come mamma canguro. Che immagine raccapricciante, non fosse altro per quell’etto e mezzo di burro di arachidi, spalmato sulla parrucca che indossa per non farsi riconoscere dai colleghi di Banca. Prima di partire alla ricerca della Happy girl perduta, riempie lo zainetto con i generi di conforto. Porta con se’ cioccolato Novi, orzo caldo, Hamburger, Hot Dog, Tachipirina, una borsa per l’acqua calda, calze sferruzzate dalla trisavola in lana merinos, di capra ammogliata, due Viagra per le emergenze, brogliaccio, biro, pallottoliere da asporto per fare la conta del numero che desidera raggiungere. Non dimenticherà di certo di inserire, tra le pieghe dello zaino qualche strumento tecnico che utilizzerà in corso d’opera per non sbagliare la mira: un righello, due goniometri, una squadra, un cerchiometro, la bolla da muratore e un metro da sarta, per prendere le misure della preda prima di fare la scelta definitiva.Questo tipo di corteggiatore solo in apparenza sembra freddo e distante, in realtà è ghiaccio allo stato puro, un icerberg in versione catalittica, un santone che stancherebbe anche la mia prozia, che attese ben quattro anni prima di perdere la sua verginità. Piuttosto magro e alto come aspetto fisico, indossa occhialini rotondi da topo ricercatore, dimentica sovente di lavarsi i denti, per la fretta che ha nell’andar per mercatini e aste. Sta molto attento alla farfalla che intende acchiappare, non deve superare le misure delle teche di cristallo dove intenderà collocarle, è cliente emerito delle catene in franchising di detersivi come Target. Perché mi state chiedendo curiose e bramose come non mai? Semplicemente perché tiene molto all’ordine e alla polvere che potrebbe accumularsi sulle sue collezioni private. Onde del mar per cui, acquista in gran quantità moci vileda, spazzoloni, secchi con detersivo per pavimenti al rabarbaro cinese, scope, stracci elettro statici per la polvere e piumini utili per togliere il più piccolo granello di sporcizia dovesse, Dio non voglia, andarsi ad infilare chissà dove. Ma mettersi in gioco e spolverare lui stesso, togliendo con tenacia e volontà impurità e ragnatele? Ma almeno per una volta e per il pezzo più importante della collezione? Su, pigro e lagnoso corteggiatore, fai uno sforzo, altrimenti anche sta volta ti va male ed il pezzo mancante te lo soffiano sotto alle narici!

La vita va avanti.

Faccio fatica a trovare le parole giuste per non annoiare chi mi legge. Chi ha dolore fisico o psicologico trasmette e scatena alla lunga, un senso di fastidio e di rottura di scatole. Sono convinta per mia esperienza personale che il soggetto ammalato divenga per chi gli è  accanto, un peso morto.. Non è  più  interessante e solare ed in quei momenti ha poco da offrire alla controparte, avendo lui stesso bisogno.  Lo annuso nell’aria, ĺo percepisco anche nei lunghi silenzi di chi dovrebbe telefonarmi per avere mie notizie. Siamo circondati dal dolore in ogni sua forma , basta ascoltare il tg e leggere i giornali. Ci commuovono le scene cruente di infermieri pazzi e squilibrati che picchiano i disabili e gli anziani. Se si ammala un famigliare stretto si tende a tagliar corto e a limitarsi a fargli tanti cari auguri. Tutti hanno le loro famiglie, i loro hobbies, i loro affari, ma per aiutare un parente o un  famigliare molto stretto, nel 2016 non c’è  più  voglia o tempo. Presi dentro ad un vortice inarrestabile non ci si pone la domanda: e se succedesse domani a me? Dando per scontato che se sfuggiamo al dolore altrui, se non ne siamo troppo partecipi  forse ci preserviamo e teniamo lontani gli spiriti malvagi. Oggi ho  fatto un piccolissimo giro in un centro commerciale, non sto ancora bene. La gente cammina diretta chissà  dove, come se non avesse più  tempo e corre corre a perdifiato, perche’ sta per scoccare l’ora x. Lo spettacolo deve continuare, a qualsiasi costo. Che riesca bene, che sia brutto e ripetitivo, che provochi disagio o risate non conta nulla. Domani signore e signori si replica.

image

È inutile.

Me ne devo fare una ragione, devo smettere di non accettare il fatto che è  un mese che non curo più  la mia casa. Sembra impossibile ma dopo anni che non prendo nemmeno l’influenza, la mia schiena si è  fermata. Faccio il minimo indispensabile alla sopravvivenza pensando a quando i blocchi erano totali. Riesco soltanto a preparare un pochino di cibo, apparecchio, ritorno a letto, sbocconcello qualcosina e mi metto sul divano. Un blocco semi totale alla schiena costringe la persona a stare ferma, a non volere  fare l’eroe e ad ascoltare le  regole che il corpo chiede. Ma non ci riesco a vedere la polvere che vola ovunque, la pila della biancheria da stirare che aumenta a vista d’occhio e tutto il resto in disordine. Era parecchio tempo che non mi ammalavo così come era tanto tempo che non conoscevo il divano. È  il senso di colpa che mi assale e mi soffoca.

image

È  il senso dell’impotenza che mi fa cedere il passo e ragionare sul fatto che nessuno di noi e’ di marmi ma se in una famiglia si ferma l’uomo le cose vanno in modi diverso. Se si blocca invece la dirigente di famiglia, sono guai x tutti, uomo compreso. Se si ammala non ha la sostituta e tutta l’azienda va a rotoli. Se poi si ha un marito che esce il mattino e torna la sera tardi, stanco morto, con che coraggio gli si chiede di pulire per terra, di cucinare o di cambiare le lenzuola? In questo periodo ricorriamo  spesso a cibi pronti o alla pizza a domicilio, ma cosi  aumentano le spese! Cerco di piegare la biancheria e di riporla non stirata, camicie di mio marito a parte. Cerco di usare la scopa e non l’aspira polvere  perché  è  troppo pesante da usare!

image

Cerco di fare ciò  che mi dicono ma il male a onde alterne continua. Devo aspettare gli esiti degli esami che farò  la prossima settimana e guardare fuori dalla finestra, se guardo dentro casa mi sembra già  halloween!

image

image

tutta l’azienda va a rotoli.

Mille e non più Mille?

Ieri il signor Word press mi ha mandato una dolce e aspettata missiva: ho raggiunto il traguardo dei mille articoli pubblicati!

image

image

È  un bel numero anche se alcuni sono stati ripubblicati e modificati! Avrei voluto dall’agosto 2012, anno in cui ho aperto il salotto, scriverne molti di più ma non mi è  stato possibile! Anche avere 154 iscritti  (ed il numero è  in salita ) è  per me un ottimo numero. Direi che averne migliaia che non ti leggono o pochi che ti leggono è  meglio la seconda opzione. Il mio cervello ed il mio cuore hanno ancora molto da dire e da dare, motivo per cui questo traguardo è  anche vostro. Auguri  a voi che mi leggete allora ed aspetto il duecentesimo che riceverà  da me un premio!

image