La vita va avanti.

Faccio fatica a trovare le parole giuste per non annoiare chi mi legge. Chi ha dolore fisico o psicologico trasmette e scatena alla lunga, un senso di fastidio e di rottura di scatole. Sono convinta per mia esperienza personale che il soggetto ammalato divenga per chi gli è  accanto, un peso morto.. Non è  più  interessante e solare ed in quei momenti ha poco da offrire alla controparte, avendo lui stesso bisogno.  Lo annuso nell’aria, ĺo percepisco anche nei lunghi silenzi di chi dovrebbe telefonarmi per avere mie notizie. Siamo circondati dal dolore in ogni sua forma , basta ascoltare il tg e leggere i giornali. Ci commuovono le scene cruente di infermieri pazzi e squilibrati che picchiano i disabili e gli anziani. Se si ammala un famigliare stretto si tende a tagliar corto e a limitarsi a fargli tanti cari auguri. Tutti hanno le loro famiglie, i loro hobbies, i loro affari, ma per aiutare un parente o un  famigliare molto stretto, nel 2016 non c’è  più  voglia o tempo. Presi dentro ad un vortice inarrestabile non ci si pone la domanda: e se succedesse domani a me? Dando per scontato che se sfuggiamo al dolore altrui, se non ne siamo troppo partecipi  forse ci preserviamo e teniamo lontani gli spiriti malvagi. Oggi ho  fatto un piccolissimo giro in un centro commerciale, non sto ancora bene. La gente cammina diretta chissà  dove, come se non avesse più  tempo e corre corre a perdifiato, perche’ sta per scoccare l’ora x. Lo spettacolo deve continuare, a qualsiasi costo. Che riesca bene, che sia brutto e ripetitivo, che provochi disagio o risate non conta nulla. Domani signore e signori si replica.

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11 comments

  1. capisco perfettamente. Io sto ancora benino, per fortuna, ma mio marito che e’ molto piu’ grande di me ha i suoi problemi di salute ed io che ancora lavoro faccio quello che posso. So che se dovessi stare male io sarebbe la fine, le nostre figlie hanno la loro vita, i loro figli ed i loro problemi. So che nessuno potrebbe aiutarmi ed e’ un pensiero che mi angoscia un po’. Ma con il mio grande ottimismo poi mi dico che tanto le cose vanno come devono andare, perche’ preoccuparsi?
    un caro abbraccio 😜

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  2. è vero, purtroppo il dolore e la malattia sono spesso accompagnati dalla solitudine, per fuga (si fugge da chi sta male, è una forma di esorcismo). ci vuole forza d’animo e vero coraggio ed altruismo per scegliere di avvicinarsi proprio a chi sta male, ma di queste doti l’umanità scarseggia. Ce ne accorgiamo maggiormente quando il male tocca noi, ma tanto è sempre così. Fatti coraggio tu, approfitta del fatto che sei donna e quindi forte, otto volte più forte di un povero uomo. La tua malattia, come pure la solitudine che ne scaturisce, è per te un punto d’onore, ti rende superiore a chi, miserino, ti snobba. E dedicato ai fuggitivi: “…noi che tu vedi per ignavia tiepidi, per pigrizia languidi, per negligenza quasi morti.” (Fra Tommaso da Celano, “Vita di San Francesco di Assisi”). A presto

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    • Combattero’ anche da sola. Tanto oramai ho capito che nella vita e soprattutto nelle situazioni più difficili e dolorose siamo comunque soli con noi stessi. Piantati sopra il nostro bel piedistallo di carta non ci poniamo nemmeno le domande. Fatalista? No un po’ egoisti ed egocentrici. Io per esempio in questo periodo ricevo da alcuni di voi, delle parole molto belle e non banali. Che non sento e non percepisco nella mia vita reale.

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