Progetta un sito come questo con WordPress.com
Crea il tuo sito

La compagnia del pitturino.

Tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta ricordo un caldo furente e molto aggressivo, a Rivalta di Reggio Emilia, cioè nel mio paese d’origine! Suppongo così fosse per tutta la Pianura Padana e per tutta l’Italia in generale. Non esistevano di certo i condizionatori o gli umidificatori, noi in campagna non avevamo le zanzariere alle finestre ma le zanzare, sì! Eccome se ce n’erano e nemmeno gli odiati e puzzolenti zampironi potevano estirparle tutte! Ti ronzavano nelle orecchie senza sosta alcuna, curandosi poco dello zampirone, sino a che stremata per il continuo zzzzz mi addormentavo sudata in mezzo a dus cuscini per non sentirle nelle orecchie! Oggi ci lamentiamo del nulla e avendo i condizionatori ovunque, se dobbiamo percorrere un tratto di strada sotto al sole per raggiungere l’auto diventiamo matti, ben sapendo che dentro l’abitacolo la ritroveremo, dentro casa pure, in ufficio o in azienda lo stesso. Forse solo le Chiese non ce l’hanno, ma essendo molto alte e con muri spessi non ne hanno bisogno. Infatti oggi cerco di ricordare che cosa facevo con le mie amiche di allora, per trascorrere in allegria quelle interminabili giornate estive afose, che cosa c’inventavamo al posto di Whats App e di Facebook? Dove scrivevamo le nostre storie d’amore mai cominciate? A chi affidavamo i nostri tormenti amorosi? Ma naturalmente al mitico diario con il lucchetto e la chiavetta per aprirlo! diariohollyhobbye diarioconlucchetto

Io che abitavo in campagna ed avevo numerose piante ed alberi da frutto, chiamavo al pomeriggio le mie amiche e ci sedevamo in cerchio, sotto ad un grande ciliegio per scrivere a mano, con la biro le nostre confessioni quotidiane. Poi, terminato il momento della terapeutica scrittura, raccoglievamo le ciliegie e le usavamo per fare gli orecchini!ciliegeOccorrevano quelle doppie, per far notare una ciliegia davanti al lobo e una dietro: un’eleganza mai vista, giocare a fare le signore bene! Poi quando ci veniva fame, le mangiavamo staccandole dalle orecchie a morsi l’un l’altra! ciliege orecchino

Era un divertimento semplice ed innocente ma a noi piaceva moltissimo! Quando a Giugno arrivavano le prime lucciole, un altro gioco che facevamo la sera, era quello di andare nei miei campi con dei vecchi vasetti di vetro che mia mamma avrebbe tenuto per metterci la conserva. Ognuna di noi rincorreva le lucciole e le catturava, chiudendo poi con il coperchio il vasetto. Si faceva a gara chi riusciva ad avere il vaso più luminoso, anche se sapevamo che dopo poco tempo le povere lucciole senza aria e senza libertà, morivano, cioè non facevno più luce! Questo a noi dispiaceva molto ed abbandonammo il gioco dopo un paio di estati! Erano però nate le prime lanterne con le luci dentro!vasoconluccioleSe volevamo truccarci e giocare “alle signore”, io sapevo dove andare per procurarmi i trucchi! Mia sorella Giuliana, maggiore di me aveva una borsetta di perline nere e lì dentro teneva il rossetto, che allora si chiamava “pitturino”, lo specchietto d’argento da borsetta, una matita nera e forse, ma non ne sono sicura…un ombretto sul verde.Con il pitturino ovviamente ci coloravamo, sbavando un pò, le labbra, con la matita nera.. e qui viene il bello! ci marcavamo le sopraciglia come Moira Orfei e Pavarotti e ci facevamo un piccolo puntino su una guancia. Era l’immancabile neo che vedevamo i nTv a molte attrici come la bellissima Virna Lisi! Con quel neo nero ed il pitturino sulle labbra ci sentivamo donne, femmine fatali che avrebbero steso i ragazzi del paese, che invece, giustamente pensavano al bigliardino e a giocare a pallone! Peccato che da loro non potevamo farci vedere così “mascherate” altrimenti le nostre mamme ci avrebbero dato sonore punizioni per tutta l’estate!virna-lisi C’era un altro insormontabile problema che affliggeva quasi tutte noi, ragazzine della compagnia del pitturino: a quell’età avevamo pochissimo seno. Quindi disperate, andavamo nel bagno (chi di noi ce l’aveva!) o in camera da letto dei genitori per rubare del cotone idrofilo e metterlo dentro al reggiseno tg prima scarsa!! A volte lo infilavamo di fretta, in modo che un seno era più grande dell’altro…le risate!! Venne poi il periodo di mettere i vestiti eleganti di mamme o sorelle, le scarpe con i tacchi con i quali regolarmente inciampavamo, i foulard ed i guanti creando i primi outfit… e ci davamo consigli di bellezza tra di noi! Una cosa che a me piaceva da morire erano i cappelli: in casa ne avevamo alcuni ed io, con quei copricapo a tesa larga mi sentivo una regina. Ed infine i primi tentativi di schiarire i capelli per sentirci bionde come Marilyn Monroe ma usavamo prodotti veramente bio: camomilla, birra e limone…che pasticci e che puzza nei capelli! 

Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

5 pensieri riguardo “La compagnia del pitturino.”

  1. Mi riconosco moltissimo nella “compagnia del pitturino”.Mi ricordo che, allora, tutte le borsette erano vendute dotate di uno specchietto nella busta interna. E poi…le lucciole! Io non le vedo più qui a Reggio. Spesso si passavano le serate estive all’aperto, nel buio più totale, al massimo illuminate da una sigaretta e…dalle lucciole.
    Complimenti per il diario.
    Maria Assunta

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: