Prendi la carta igienica!

Iniziai molto tardi a fare le vacanze estive al mare.  Non lo vidi e ne conobbi il suo saporel sino ai quattordici anni, quando invece le mie amiche sin da piccoline vi andavano con genitori e fratelli. Oppure quelle meno abbienti, venivano iscritte al Comune di Reggio Emilia per andare nelle estinte colonie estive, un tempo molto poco curate ed accoglienti. Invece quassù a Cervarezza, grazie a mia sorella, ho potuto trascorrere i mesi più caldi estivi. Nel preparare la valigia di cartone di allora oltre alla raccomandazione di mia mamma Bianca di mettere canottiere di lana, maglioni di lana, berretti di lana e mutande ascellari, il termometro, l’aspirina, le supposte di glicerina, una peretta èer il clisterino…neanche fossi andata sull’Everest! mi sovviene sempre un ritornello: e non ti dimenticare la carta igienica! La carta igienica, sì signori, quella cartina sottile e morbida che serve per pulire le parti intime. cartaigienica

Oggi è morbida, colorata a seconda di che culetto deve pulire, a volte profumata di fragola o menta, camomilla per distendere o ging seng per dare una botta di vita! La troviamo in pacchi famiglia da sedici/venti rotoli e mia mamma li avrebbe acquistati di sicuro, ve ne sono a due veli o tre, dipende dalal quantità anatomica che deve igienizzare!  Vi assicuro che allora sembrava carta vetrata, una specie di paglietta per pulire le pentole dal grasso più impenitente, e puntualmente mi escoriavo, provocandomi ferite che mia madre scambiava per la fatica di andare in bagno con dolcezza. Di conseguenza: prugne, supposte, ciliegie, prugne e mele cotte, mal di pancia di continuo e chilometri di carta igienica. Una cane che si morsicava la coda! Fatto sta che mi metteva i rotoli ovunque, anche nella piccola borsettina di stoffa che avevo. Forse aveva il sospetto che mia sorella non ne potesse comprare? Diceva sempre, con certezza medica, che il cambiamento climatico mi avrebbe fatto divenire costipata di intestino, ossia stitica, quindi bisognava attrezzarsi per far funzionare l’intestino. Si premuniva di portare a mia sorella, oltre alla sottoscritta, innumerevoli vasetti di marmellate di pere e fichi, cestoni di prugne dei nostri campi, ciotole di ciliegie e duroni di Vignola, zucche come tromboni da Chiesa, pesche ed albicocche, zucchine e cipolla da cuocere a vapore. Va da sè che occorrevano parecchi rotoli di carta igienica per le ovvie conseguenze dell’alimentazione forzata. La situazione è tragicomica perchè io a quei tempi ero dotata di un intestino molto molto sensibile, quindi lei sapeva benissimo che non avrei avuto bisogno di simil stratagemmi, ma continuava a ripetermi che il cambiamento climatico mi avrebbe resa stitica! Una volta arrivata quassù, indottrinata da nostra mamma, mia sorella Giuliana iniziava a praticarmi la “cura”, e la prima sera si iniziava con un piccolo e doloroso clisterino! La notte invece del fresco ed agognato riposo un avanti e indietro continuo dal bagno . Iniziavano così la vacanze di montagna, andando avanti tra prugne e minestroni bollenti, camomille dolcissime e miele a volontà mescolato alle ciliegie.  Le sporadiche telefonate dalla cabina telefonica del bar di Cervarezza, la mitica Tavernetta che ora non c’è più ,erano per comunicare alla mamma che io avevo di continuo mal di pancia, ero inappetente e di malavoglia e trascorrevo le mie giornate sempre…sul water. Rimasi così traumatizzata da quelle punizioni corporali che in anni recenti, scrissi anche un libro riguardante l’argomento! A proposito, non vi ho detto come rispondeva mamma Bianca quando mia sorella le comunicava il mio stato di salute”…ah ve lo dico sempre che cambiare aria provoca malesseri generali e fa divenire stitici! Povera Fabiana”piacereiosonounwater

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