..e ti ricordo ancora..

    

Oggi giorno di San Lorenzo non fosse per la giornata particolarmente brutta e piovosa, sarei andata stasera all”osservatorio astronomico di Cervarezza. E come tradizione vuole, sarei stata con il naso all’insù per guardare se passava una stella cadente. E come ogni volta mi sarei preparata per tempo il desiderio  da esprimere, non dicendolo a nessuno, nella speranza che si avverasse. Questi per me sono anche giorni del ricordo mai affievolito, di una persona speciale venuta a mancare la notte di ferragosto del 1977. Trentanove anni sono passati da quella triste notte, ma non ti ho dimenticata mai. Vengo poco a trovarti al cimitero, sai che non mi piacciono. Poi mica tu sei li che mi aspetti! Tu sei ovunque intorno a noi, sei anche qui con me ora mentre ti scrivo e mi chiedi un caffè! Non avevi vizi, se non quello di donare tutto di te agli altri , ma il caffè e le caramelle di menta le adoravi. Ed il vizio lo hai trasmetto alle nipoti, cercando anche di insegnarci le tue maniere regali e nobili, pur essendo stata adottata da una coppia di rudi contadini parmensi. Non c’azzeccavi nulla con quel mondo di campagna dal quale provengo anch’io. Tu donna alta, bellissima e con un portamento diverso dai tuoi figli e nipoti, esprimevi nobilta’ d’animo e di movimenti, qualsiasi movimento o cosa tu dicessi. Avevi il tono di voce molto basso ma limpido e mi parlavi con dolcezza e con una nenia ritmica come solo una Nonna sa fare con i nipoti.    

Ho dormito con te nel grande letto a bacchettone sino a pochi giorni prima che tu te ne andassi. Con grande dignità e silenzi, senza urla o strepiti seppure dilaniata da quel male che non ha mai perdonato nessuno. Dolce, cara, affettuosa e saggia nonna Ione,  non dimenticarti della tua nipotina più piccola e di quando l’accompagnavi a raccogliere le viole nel campo dell’avv F. di Rivalta .

Ti piaceva raccogliere la frutta e la verdura per poi mangiarne sino a scoppiare! Hai avuto 5 figli,  una morta dopo pochi giorni dopo la nascita per malnutrizione, dal momento che non riuscivi a nutrirti a sufficienza per darne a lei. La guerra incombeva, non c’era nulla da mettere sotto ai denti ma tu, con abile maestria e senso pratico, di Notte andavi a caccia di Ricci per poi sbollentarli e pelarli. La loro carne è molto tenera se cucinata bene e tu ti eri inventata una ricetta da vero gourmet! Per contorno bucce di patate cotte sul fuoco e questo per te e i tuoi 4 figli era già un pranzo da Re. Ti ho sognata tante volte in questi anni, ti ho chiesto di aiutarmi quando ero in mezzo al fango e non riuscivo ad uscirne. Non mi hai mai abbandonata e io anche se avevo solo 13 anni, di noi due abbracciate strette non ho dimenticato nulla.  Nemmeno i tuoi capelli bianchi e  setosi, lunghi sino oltre la schiena che raccoglievi in un morbido chignon dopo che io te li avevo lavati con sapone di Marsiglia ed aceto. Cara nonna Ione se vedrò una stella nelle prossime notti, ora il desiderio da esprimere ce l’ho. Mi ascolterai ancora? 

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