Locanda Rebecco.

A volte si scoprono posticini deliziosi sotto tutti i punti di vista a  due passi da casa, solo con il passaparola. Vengono pubblicizzati poco, raramente appaiono sui giornali quasi a voler proteggere la loro intimita’ culinaria. 

    Chi li scopre, soprattutto qua in montagna,  ci arriva x sbaglio: o perché decide di fare una variazione al tragitto, o perché essendo artigiano (come  l’amico che ce l’ha consigliata ndr) deve recarsi in quelle zone a fare una riparazione. Quando in una trattoria, locanda, baita, agriturismo, rifugiosi è  stati bene, ma veramente bene si tende a consigliarlo ad altri. Non voglio prendere in considerazione la parola “ristorante” , troppo fredda e professionale in periodi di vacanze montanare. Stare e sentirsi bene in quel locale, per me significa rispondere a precise caratteristiche che mi faranno venire la voglia di ritornarci. Prima di tutto il tragitto per arrivarci: dev’essere agevole ma non troppo, nascosto agli occhi del popolo, magico e surreale come il tragitto che da Vetto d’Enza porta al piccolissimo paesino di Spinoso. Mentre mio marito guidava, mi pareva di essere dentro ad una favola animata, a destra e a sinistra fiori e bosco, alberi e montagne, pochissime auto incontrate. E se passava un’auto dalla parte opposta della carteggiata, l’ altra doveva fermarsi

    (Scorcio di Cervarezza alle otto del mattino, accanto alla fontana principale del paese. Temperatura di ieri 11/08/2016? Nove gradi!) 

    Il secondo requisito è il colpo d’occhio all’arrivo

    Deve incantarmi a prima vista,mi deve colpire subito o non scatterà più quella scintilla come di solito faccio in altre situazioni.Infatti si trova in un borgo Matildico del 1300.

     Superata la prova “  impatto iniziale ” entro e mi aspetto di trovare dentro, ciò che il “fuori” prometteva. E annuso la sala:  in pochi secondi la respiro, chiudo gli occhi e capisco se mi ci troverò bene

    Il magico contesto interno, sicuramente una ex stalla, è  stata ristrutturata ed adibita a locanda.  Arrivare molto prima dell’orario di inizio pranzo, consente di studiare il luogo, osservandone i particolari.  Gli arredi della Locanda Rebecco, molto semplici e spartani trasmettono pGulizia ed igiene. Niente fronzoli od inutili orpelli, che servono spesso a mascherare la cattiva qualità del cibo, ma una visione paradisiaca. Una nonna curva, sicuramente una delle nostre “cesarine” Reggiane era intenta a preparare a mano naturalmente, i mitici tortelli verdi che abbiamo poi gustato.

    la vista d’insieme ci ha catapultati in una dimensione antica, dentro la quale io e mio marito siamo ritornati bambini, quando estasiati guardavamo le nostre mamme che preparavano centinaia di tortelli. Qualche volta, ci davano il permesso di aiutarle. (FINE PRIMA PARTE ).       

    La “Locanda Rebecco ” è stata inaugurata il 7 marzo ed e’ gestita dalla signora Sara Garofano (ex sindaco di Vetto d’Enza ) è famiglia

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