E meno male!

Anche questo Ferragosto con le sue paturnie di grigliate e di finto buonismo, dei parenti e degli amici riyrovati, ce lo siamo tolti dalle palle! Lasciatemelo dire a quest’ora x me insolita per scrivere, ma accidenti alla vita! Quando è troppo è troppo! Mi rifaccio alla famosa frase di Garrone, “anche sto Natale se lo semo levati dalle palle!  

Sono nauseata e dall’odore della legna ancora acerba, che tentava di ardere negli svariati barbecue, nonché dai soliti discorsi a tavola clonati dagli stessi fatti nel sontuoso ma assassino pranzo di Natale. Prima regola: non appena ci si siede a tavola, facendo a gara a chi trova un posto all’ombra, si comincia subito a sparlare di chi non c’è e anche di chi non c’è più.

Tra una fetta di salame di Felino (PR) un crostino ai porcini, e tre calici di prosecco per oliare le lingue, si intavolano discorsi riguardanti testamenti, donazioni, eredità, lasciti, doni….senza tralasciare disquisizioni sul perche’ il de cuius, della sua “disponibile” ne ha fatto cio’ che voleva! Al primo brindisi una prece per

ricordare chi ci ha lasciato. Arrivati agli spiedini di agnello, giù maledizioni perché il poveretto non ha donato ciò che noi poveri viventi, ci aspettavamo.

Verso il dolce, si comincia invece a sparare sulle nuore,  sulle suocere, sulla zia single, sul cugino divorziato e senza figli, nella speranza che in un giorno non molto lontano, passando a miglior vita si ricordino di noi. Naturalmente i sopracitati son tutti presenti e anche un po’ rimbambiti per il caldo, il fumo, il prosecco e il piedino che qualcuno,nella speranza di non esser visto, ha fatto all’amica di famiglia. Ma i piccoli si sa che son curiosi e vanno spesso sotto al tavolo a giocare a nascondino e, scoprendo la tresca di piedi urlano forte che lo zio vedovo ha toccato i calli della signorina X.

Quando poi finalmente si arriva al caffè, ai digestivi, all’ammazzacaffe’ è ai pensierini da scambiarsi  ( quelli riciclati del Natale ovviamente!) Il clima si surriscalda oltremodo. Oltre a qualche Pampers che vola per aria, se ne volano anche parole e ricordi ante guerra, di quando quella volta Tizio (presente a tavola) disse a Diletta sua moglie (seduta alla sua destra!) Che andava a fare la notte allo zio, in agonia. Invece la passò con Rugiada, detta l’Affamata, facendo fuoco e fiamme!! Naturalmente per l’eredità,  essendo il primo nipote in linea di successione! e meno male che oltre al Natale c’è anche il ferragosto…

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