Progetta un sito come questo con WordPress.com
Crea il tuo sito

Quando un libro funziona.

Ho accennato qualche articolo fa all’impegno portato a termine, di essere riuscita a leggere i 3 libri che mi ero prefissata di leggere durante le vacanze estive. Sono oramai al termine anche del terzo “L’uomo di superficie” di Vittorino Andreoli, libro profondo che in tanti dovremmo leggere e sopratutto, dopo averlo capito,  farci qualche domanda. Quello che fra i tre mi ha colpita al cuore, irretita e catturata completamente è “Il magico potere del riordino” scritto da Marie Kondo, la signora giapponese che ha rivoluzionato completamente il concetto di riordino e di cambio armadi o cassetti, come erroneamente si dice in gergo comune. Mi ha talmente affascinata che ho già iniziato a mettere in pratica ciò che lei scrive. L’autrice parte dal presupposto che per fare un ordine definitivo nelle nostre abitazioni, senza effetto boomerang, ognuno di noi deve necessariamente buttare parecchie cose che non usa più. Siano esse biancheria, scarpe, cosmetici, bigiotteria, borse, libri, ricordi affettivi ( i più dolorosi da buttare!), pentolame, pizzi o merletti, qualsiasi cosa che occupa le nostre abitazioni e che non ci suscita più nessun tipo di interesse va buttata nel pattume. L’autrice mette l’accento in tutto il libro sul fatto che non dobbiamo riciclare, donare, barattare, vendere, o destinare ad esempio le maglie e gli abiti che non mettiamo più, a nessun altro componente della nostra famiglia. Esso va buttato e basta, diversamente questo abito continuerà a vagare di persona in persona, di casa in casa, non trovando mai pace e nemmeno la giusta collocazione. La tematica affrontata viene da lei vista con spirito e mentalita’ zen, cioè quei pensieri orientaleggianti che non tutti noi europei condividiamo e facciamo nostri. E’ diventata una specie di “guru” del riordino e viene chiamata nelle case ove c’è bisogno di imparare a sistemare e a buttare ciò che non ci è più necessario.Racconta che a volte quando entra in queste stanze non si vede più nemmeno il pavimento tanto è invaso da cianfrusaglie, entrando nelle camere da letto delle ragazze soprattutto vi sono montagne di abiti, scarpe, cappotti, libri, dischi, trousse di trucchi, e tutto ciò che la mente può immaginare. Afferma che mediamente in un’abitazione a lavoro terminato, che può durare anche alcuni giorni vengono buttati via dai trenta ai duecento sacchi di immondizia da 40 kg. ognuno.! Ma vi rendete conto della quantità esorbitante di oggetti che ci soffocano, che non sono più utili, che non guardiamo più e che sono lì sono per farci impazzire e prendere polvere?  Lavora a chiamata, tiene corsi per dirigenti di famiglia ed insegna quasi esclusivamente a donne. Dice che se qualche uomo o dirigente d’industria la chiama per fare ordine nel suo ufficio deve avere una raccomandazione speciale, altrimenti si rifiuta. Avrà i suoi buoni motivi per farlo! L’ho letto d’un fiato, parola per parola e vi assicuro che è un libro importante anche se a primo impatto potrebbe sembrare facile fare ordine in casa e riporre ogni cosa al proprio posto. Non è così. Sono tornata una settimana  fa dalle vacanze estive, ho fatto nove lavatrici e sto ancora finendo di stirare la biancheria. Ho giù iniziato a mettere in pratica i suoi consigli e le sue ferree regole, mi sono accorta che con mia figlia e mio marito abbiamo già prodotto dieci sacchi grandi di immondizia di ogni genere. Mi  ha dato una scossa con la corrente elettrica questo libro magico! Sono riuscita a buttare dopo anni, anche ricordi del passato che non avevano altro scopo che quello di provocarmi dolore e farmi piangere, ogni qualvolta li tiravo fuori dagli armadi, li toccavo e li guardavo.Quindi era giunta l’ora di buttarli, anche se come scrive la Kondo i ricordi vanno buttati per ultimi, in un giorno nel quale si è calmi, senza essere consigliati o redarguiti da nessun altro. La scelta del buttare è nostra e solo nostra, nessun altro può intervenire. Se guardando un abito o un paio di scarpe realizzo che sono due anni che non lo metto, con certezza non mi suscita più interesse e non lo metterò più. Occupa quindi solo spazio inutile, lo ringrazierò per essermi stato utile ma ha fatto il suo tempo quindi si butta. Stila un lista ben precisa per ottenere un effetto definitivo, si parte proprio dalla biancheria per finire con i ricordi. La cosa che ho scoperto e che mi fa impazzire è che lei non parte dal riordinare una stanza alla volta ma si occupa di una categoria per volta. Se lavora sul riordino della biancheria della casa ad es., la prende tutta e per tutta intendo quella di ogni angolo della casa, la mette distesa per terra o su un grande letto ed inizia la cernita. Sto imparando alla mia età, come riporre le calze, che vanno distese e non arrotolate come fossero palle da tennis, come distendere le mutande e le canottiere….il senso di calma, di serenità e di piacere fisico che provo ogni qualvolta butto via qualcosa è impagabile. La leggerezza della quale avevo bisogno, la valvola di sfogo che cercavo è racchiusa in un libro. Ne parlerò ancora…

Autore: Fabiana

Sono nata il 6/6/64. tutto il resto é noia, mi trovi su SHPOCK, su VINTED, SUBITO.IT. SE HAI BISOGNO CHIAMAMI X COSE SERIE al 3204380039!

4 pensieri riguardo “Quando un libro funziona.”

  1. è vero, sara certamente vero, però le cose in più che la mia mamma aveva conservato, adesso che non c’è più lei mi sono tanto care,e sono anche molto belle e rare, e penso con rammarico a quelle che invece sono state buttate e delle quali mi ricordo bene e che oggi sarebbero bellissime e preziose, voglio dire , chissà quale è la cosa giusta da fare…

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: