Passerà?

È stato un anno difficile per me. Non ve lo nascondo ed è inutile far finta di niente. Non parlandone non evito il problema, anzi come mio carattere più lo evito e più mi uccide. Forse stasera le dita ed i pensieri vogliono parlare e trovare un ragionevole motivo a tutto quel susseguirsi di eventi fisici dolorosi che mi si sono appiccicati addosso e che ancora non mi danno tregua. Non cerco commiserazione e né tanto meno comprensione, soffrirei ancora di più. Non gradirei leggere parole di circostanza o finto affettuose, preferisco il silenzio. Non incolpo la vita o la sfiga, sarebbe troppo facile!  è stato così e non aspetto di certo con ansia il 31 dicembre per dire” meno male che è finito! Un anno così brutto era da decenni che non lo trascorrevo!” Vorrei trovare una soluzione definitiva e smettere di soffrire fisicamente. L’episodio di questi giorni si ripresenta ogni tanto ma non era da molto che ne ero fuori. Basta che io abbassi la guardia per qualche giorno, che non rispetti il mio stile di vita sano ed equilibrato, basta che io non mi voglia bene e ci ricasco dentro a “piedi pari”. 

 Gli antidolorifici si susseguono a tamburo battente e non riesco a trattenere le urla quando il dolore si fa acuto. Mi spavento da sola e mi chiedo come faccia un essere umano a provare dei tipi di dolore insopportabile e non gestibili con la sola forza di volontà. A chi mi ha detto che ognuno sente il dolore a modo proprio ed ognuno ha una soglia di tollerabilità diversa dall’altro ho risposto che è vero. Ma ho anche pensato che egli certi tipi di dolore non li ha x sua fortuna provati. Quando succedono queste cose tutto il resto va dietro la schiena, sparisce tutto il mio mondo colorato e anche i miei affetti passano in secondo piano. Mi chiedo dov’è Dio in quei momenti, gli chiedo se non veda ciò che provo e come mi sento. Vacilla tutto in certi frangenti e la mia vita già messa a dura prova dai lutti avuti, si sbriciola come le case di quei tristi luoghi che vediamo in TV in questi giorni.

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28 commenti

  1. Fabiana perché hai scritto del tuo dolore? Non è la prima volta che incontro la malattia e il dolore in rete, in genere leggo e resto attonito, commentare sembra pleonastico. Ma tu ne scrivi immagino la gabbia della sofferenza fisica e morale, forse scriverne ha un effetto curativo? Vorrei tanto fosse così per te, non ti conosco ma riconosco il sapore intellettuale del dolore: davanti a quello solo il silenzio ha un senso. Spero tu sia forte e che queste poche righe se non risolutive siano almeno un lieve balsamo. Ciao

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  2. mi dispiace che ti sia tornato il dolore, dopo che con pazienza e lottando eri riuscita a mandarlo via. Infatti mi chiedevo perché da qualche giorno non scrivevi più. Adesso ho capito.
    nemmeno il riposo ha giovato?
    Spero che tutto torni normale e il dolore scompaia

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