Loro siamo anche noi.

La mia giornata inizia circa alle 6 del mattino, da quando Alice va alle scuole medie. È ancora buio, l’orario è cambiato e tutto tace intorno. V’è uba pace surreale e cammino piano per non disturbare chi dorme, tendendo l’ orecchio che inconsapevolmente cerca rumori strani. La mia stufa a  pellet programmata per ripartire alle 5.30 scoppietta, felice di potermi riscaldare la casa. Da quando ho lei abbiamo mandato in pensione i caloriferi,  che oltre ad essere ora superflui facevano lievitare la bolletta del gas in modo stratosferico. Avvolta ancora dal tepore della mia camicia da notte,  mi guardo intorno e controllo  se ogni amico o amica è ancora al proprio posto. Il frigorifero è acceso e colmo, la macchina del caffè e’ pronta per essere accesa, il gas funziona a dovere ed il televisore mi comunica le prime notizie collegandomi con il mondo. La  mia cassettina dei medicinali che devo assumere giornalmente mi guarda attonita, io con le dita conto che ci siano le scorte. Impazzirei se sapessi che non ho le mie medicine , le mie droghe sintetiche che mi servono x vivere. “e se fossero rimaste tutte sotto le macerie ? E se i soccorsi prima di un mese non possono portarmele? E se poi le razionano o mi danno dosi inferiori x accontentare anche chi come me, soffre delle mie medesime patologie.? Questi pensieri atroci me le fanno  abbracciare e amare queste odiate medicine che oramai vomito e che mi fanno sentire diversa da voi! E invece siamo milioni che in italia e nel mondo le assumiamo! Anche se parecchie sono state eliminate e altre diminuite io se potessi le ucciderei con le mie mani coloro che mi rendono la vita accettabile! Poi ritorno alla cucina ed inizio ad apparecchiare x la colazione, guardo i comodi divani e ripongo i tre caldi e colorati plaid che alla sera ci mettiamo addosso, mentre sorseggiamo la camomilla calda guardando voi che un divano ed un letto non l’avete piu’. Desidero mandarvi anche io coperte calde, camomille, medicinali,  sapone x lavarvi, desidero dividere con voi questo momento tragico ed entrarvi dentro. Perche’ io non sono esente da tutto questo è non mi reputo fortunata perché a me no e a voi si! So in parte che cosa provate. Ho dormito in auto anche io nel sisma degli anni settanta, ero su rampe di scale negli altri tra gli anni 80 ed i 90. Mi tremarono mani e gambe x lunghissimo tempo. Abito a due passi da Modena e se vado a vedere quei posti mi rendo conto che li’, c’è  stata la guetta e sono scoppiate le bombe. Ci siete voi ora da aiutate, chissenefrega del referendum del 4 Dicembre? Loro cioè noi tutti in primo piano, loro che anche questa notte non hanno dormito, loro che si sono raggomitolati in auto al freddo, loro che piangono. Ed io piango con voi, alcuni non se ne vogliono andare, sono sopratutto gli anziania non voler abbandonare le loro terre tanto amate quanto da loro stessi curate. Però voglio anche agire oltre a mandarvi mille sms x la raccolta fondi che chissà se vi verranno dati veramente.  Siamo stati traditi ancora da Madre Natura, che punisce ed agisce a sua discrezione portando devastazione e morte laddove non è stata amata a sufficienza. L’uomo emerito pezzo di escremento umano al quale hanno dato anche la laurea di ingegnere o geologo o architetto…ha voluto spremere la mammella della mucca sino a seccarla per sempre. Hanno costruito su faglie e ovviamente lo sapevano. Hanno innalzato edifici a mo’ di  stendardo laddove bisognava piantare solo fiori. Vado in bagno,il mio personale e mi lavo poi mi asciugo tremolante ma con la mia biancheria personale. Sono qua, ho dolori fisici in questi giorni indicibili ma sono dentro le mie mura, con le mie medicine ed il mio letto caldo. Sono fortunata e ora penserò anche al vostro dolore non certo paragonabile al mio. Telefono ora alla Caritas x chiedere che cosa posso fare di concreto x voi miei fratelli e sorelle. 


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3 comments

  1. Ho appena litigato con una amica che sosteneva un tizio che diceva che lui non avrebbe messo un euro perché si è stufato della carità. Perché un paese civile deve prevenire le catastrofi, avere strutture efficienti, che già si pagano abbastanza tasse bla bla. Io la penso come te: ognuno ha i suoi problemi, a anche gravi, ma girare la testa dall’altra parte quando succedono fatti di questa gravità non è umano. Non si tratta di carità, ma di solidarietà. Se no, che persone saremmo? Un abbraccio.

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