Toglietemi tutto, ma non..

Erano diversi giorni che dava evidenti segni di grave ed invalidante malattia. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, si usa dire in questi casi! “Passerà anche questa volta” mi ripetevo con aria beffarda e poco convinta, mentre i rumori e le danze che provenivano dal piano di sotto,  non davano adito a dubbi o incertezze. Ho provato a curarla con amore e dedizione, le ho fatto ingurgitare quelle polverine pseudo magiche ma tanto dannose per le sue arterie o tubature che dur si voglia. Come ogni medicina che fa bene da una parte e male dall’altra, ho ceduto anche io alle varie reclame televisive e ho comprato l’ anti calcare per eccellenza, quello “raccomandato dagli idraulici” del quale non voglio fare il nome ed ulteriore pubblicita’ non retribuita. 

Mossa stupida ed inutile Fabiana!”. Forse non ti ricordi che hai l’addolcitore da anni e che la tua acqua è più dolce di un baba’? Ti faccio presente che come diceva Bianca, tu lavi anche quando i capi sono puliti e usi non si sa il perchè, troppo detersivo. Devi usarne poco,   altrimenti la biancheria non si risciacqua per bene ed i capi si sgualciscono anzitempo”.  Mi risuonavano nella mente al ritmo di una centrifuga nuova,  queste sagge parole che ho udito per secoli da Mamma Bianca che di bucato fatto al ruscello, nel periodo liberty, poteva tenere corsi avanzati . 

Si era a suo tempo specializzata, nel lavare i panni sporchi non in casa, ma al ruscello, usando cenere bianca  di camino come detersivo. Al posto dell’ammorbidente, la sola acqua limpida e gelida del solito ruscello. Invece come centrifuga finale, la forza delle sue braccia, che battevano e sbattevano le lenzuola bianche  contro i sassi, per togliere tutta l’acqua dell’ultimo risciacquo. Bei tempi quelli! Oggigiorno facciamo tutto con gli elettrodomestici, sesso compreso. Le invenzioni sin qui sperimentate sono utili ed ingegnose, ma nin dobbiamo dimenticarci che creano dipendenza totale. Supportata nella grave disgrazia dai suggerimenti del mio saggio marito, abbiamo deciso di comune accordo di cambiarle anche il filtro,  di pulire gli ingranaggi e, non paghi le abbiamo sostituito anche la guarnizione. Ma non c’è stato nulla da fare, un accanimento terapeutico inutile che le ha accelerato soltanto il momento della dipartita finale. Come una donna che è stata lasciata per una più giovine ed attraente,  piango lacrime a fiume per l’abbandono e la perdita prematura da parte dell’amato bene. Come una fontana di Roma che necessita di restauro,  anche la mia lavatrice, ha iniziato a perdere le acque e ad allagare la mia lavanderia. Tempo 24 ore e le ceste del bucato sporco straripavano come il Po quando non ne può più.  Insomma per farvela breve e non annoiarvi, vi dico che il giorno dopo il funerale della mia  I., sono andata di volata ad acquistarne un’altra di ultima generazione con “sconto del 30% sino al 31 Gennaio 2017, fino ad esaurimento pezzi”…

Non ho portato il lutto nemmeno per i canonici 7 giorni e l’ho sostituita alla velocità della luce! Ma oggi, anno 2017 non ci proviamo proprio ad andare al ruscello con i nostri panni sporchi? Che in genere si dovrebbero lavare in casa con lavatrici funzionanti.

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3 commenti

  1. Se si rompe la lavatrice, esco e vado a comprarne una nuova con la stessa scioltezza come se fossero due panini … non saprei nemmeno da che parte cominciare a lavare i panni nel ruscello

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