Ho messo via..

Ho messo via un pò di rumore
Dicono così si fa nel comodino c’è una mina
E tonsille da seimila watt.
Ho messo via i rimpiattini
Dicono non ho l’età
Se si voltano un momento
Io ci rigioco perchè a me, va

Ho messo via un pò di illusioni
Che prima o poi basta così
Ne ho messe via due o tre cartoni
Comunque so che sono lì
Ho messo via un pò di consigli
Dicono è più facile
Li ho messi via perchè a sbagliare
Sono bravissimo da me.

Mi sto facendo un pò di posto
E che mi aspetto chi lo sa
Che posto vuoto ce n’è stato ce n’è ce ne sarà.
Ho messo via un bel pò di cose
Ma non mi spiego mai il perchè
Io non riesca a metter via te

Ho messo via un pò di legnate
I segni quelli non si può
Che non è il male nè la botta
Ma purtroppo il livido.
Ho messo via un bel pò di foto
Che… 

Oggi è il 31 di  Marzo del 2017, questo mese interminabile sta finalmente giungendo al termine. Troppe cose e tutte molto pesanti da digerire mi sono capitate da metà gennaio ad oggi! Ora con questa canzone stupenda di Luciano, che amo tanto,  così come amo lui e Vasco da una vita. Sono miei conterranei, abitano tutti e due molto vicino a casa mia: Luciano a 10 minuti,(si divide tra Reggio Emilia, centro storico e la sua Correggio). Vasco abita invece a Zocca (Modena) a circa 50 minuti da casa mia. Sono 2 uomini che sanno il fatto loro, 2 poeti che scrivono TUTTI i testi delle loro canzoni.  Come tutti gli esseri umani hanno fatto entrambi cazzate in gioventù,  ma chi tra noi non le ha fatte? Vasco forse ne ha fatte molte più di Luciano, è anche un po’ più anziano quindi ha anni in più di cazzate rispetto al Ligabue.  Ed io, quante ne ho fatte? Boh, io sto nel mezzo, anche se ero quel che si diceva una brava  ragazza, tutta casa e chiesa, timorosa di Dio e timorosa di mia madre e mio padre.  Per non tenerla troppo lunga che devo andare a fare la doccia,dico che con oggi ho messo via, chiusi a chiave in questo baule parecchie cosette… 

Partendo da stamattina ho messo via i piumoni pesanti, li ho tolti dal letto dopo il lungo pseudo inverno.  Ho messo via i maglioni pesanti, ho messo via i pattumi perché sotto al,portico con il caldo oramai puzzava non.  Ed ora sono dietro la casetta degli attrezzi..

Ho messo via le calze, i collant, le scarpe pesanti, ho steso fuori la biancheria e non più in lavanderia..poi mi sto anche togliendo qualche Sassolino dalle scarpe con persone “stronze e molto cattive” che negli anni passati e recenti mi hanno fatto MOLTO MOLTO MOLTO male. Dimenticavo di dirvi che il buonismo finto, quello che io odio e quello che rovina le Nazioni, Italia in primis, da oggi l’ho proprio messo via. E sapete dove l’ho chiuso???qua dentro…..

Non ci sono parole…..

Alatri, muore a vent’anni pestato a sangue dal branco. I genitori donano gli organi

Aveva difeso la fidanzata che era con lui. Colpito con pugni, calci e una spranga di ferro dopo una lite scoppiata in un circolo

di CLEMENTE PISTILLI

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26 marzo 2017

È morto Emanuele Morganti, il ventenne di Alatri massacrato di botte nella notte tra venerdì e sabato nella piazza centrale della città. Il giovane era stato ricoverato a Roma e sottoposto a un intervento chirurgico per tentare di ridurre le conseguenze delle lesioni, ma non c’è stato nulla da fare. I genitori hanno autorizzato la donazione degli organi.

Morganti è stato colpito con pugni, calci e una spranga di ferro. “I medici dell’ospedale capitolino hanno rilevato la rottura delle vertebre cervicali e varie fratture craniche provocate con un paletto. Il ragazzo era tenuto in vita artificialmente dall’alba di oggi. Poco dopo le 15 anche il cuore si è fermato”, scrive il sito Città di Alatri su Facebook.A picchiarlo sono stati altri ragazzi come lui, più o meno coetanei, così hanno riferito i testimoni. Oltre venti persone sono state interrrogate per cercare di capire chi, in particolare, abbia inferto sul ragazzo i colpi che gli sono stati fatali, quelli che gli hanno provocato le fratture al cranio ed alle vertebre cervicali; colpi inferti probabilmente con un grosso oggetto di ferro, una spranga o una chiave inglese. Nel pomeriggio, il cerchio si è ristretto e nove persone sono state trattenute più a lungo in caserma.

 
Decine i testimoni e gli amici della vittima ascoltati dai carabinieri. Secondo quanto trapelato, al centro dei sospetti ci sarebbero dei giovani italiani e albanesi, alcuni dei quali vengono sentiti anche in queste ore dal pm della procura di Frosinone, Vittorio Misiti. Nello specifico si tratterebbe di 4 buttafuori del locale, tre di nazionalità albanese, un uomo di Ceccano (Fr) ed altri giovani di Alatri.

Al ‘Mirò’, un circolo Arci che si trova in piazza Margherita nel centro storico di Alatri – già teatro di altre risse in passato – il giovane era arrivato dalla frazione di Tecchiena, dove abita la famiglia. Ci era andato insieme alla sua ragazza per ascoltare musica.

Verso le due di notte, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i due ragazzi erano al bancone del bar quando si é avvicinato un giovane albanese che ha iniziato a importunare la fidanzata di Morganti. Emanuele ha reagito. È scoppiata una lite. Sono intervenuti i buttafuori del locale, che hanno portato i due all’esterno. Qui il diverbio sarebbe degenerato coinvolgendo in una maxirissa il gruppo degli amici dell’albanese con quello di Morganti mentre intorno in molti assistevano terrorizzati. Emanuele sarebbe stato colptio con pugni e calci, poi uno degli aggressori avrebbe preso un oggetto di ferro, forse una spranga o una chiave inglese e avrebbe colpito alla testa il giovane che a quel punto è caduto a terra incosciente.Inizio questa settimana riportandovi di sana pianta l’articolo che il mio tablet SAMSUNG mi manda con il Briefing quotidiano.  Oltre che addolorata come mamma di Riccardo e di Aliceaurora,  perché poteva succedere o potrebbe in futuro, sono amareggiata e “schifata” per l’accaduto. La foto postata non è a caso: è un vecchio giaccone WOORKICH che regalai a Ricky verso i 15/16 anni. Ne compirà 23 il 23/6. Anche lui fu vittima di un episodio di bullismo, fortunatamente molto meno grave, ma che portò ugualmente delle conseguenze disastrose da punto di vista psicologico. Quando successe, era un pomeriggio di settembre…. me lo ricordo benissimo, tornò in casa prima del previsto  ed era bianco come un cencio..,,si accascio’ sul divano ed io, che solo a guardarlo intuisco già che cosa pensa e come sta,…gli chiesi che cosa successe. Riccardo ebbe la forza di parlare e di raccontarmi tutto. Vennero prese misure idonee e nel “branco” ad accerchiarlo vi era pure il suo migliore amico di allora. Fu un attentato di bullismo in piena regola: c’era il mandante, cioè la mente che organizzò il fatto,  l’esecutore materiale, il basista, il maledetto fotografo che fotografo’ l’ accaduto con il cellulare per poi metterlo in rete, e c’erano i suoi amici che lo  accerchiavano, tra cui N.C., il migliore amico come ho scritto più sopra. Mentre scrivo sto ancora malissimo e rivivo quel tremendo episodio. Riccardo aveva solo 15 anni….non racconto altro perché mi fa troppo male. Immagino dunque il dolore,lo sgomento e l’angoscia di quei 2 poveri genitori…una cosa sola mi chiedo” perché 3 disgraziati erano albanesi? Perché se avevano precedenti penali o erano delle teste calde, sono stati fatti entrare nel nostro Paese? Per gli italiani che hanno partecipato al massacro, dico solo che mi vergogno di essere Italiani. Albanesi & CO,a casa loro subito e che vadano nelle loro carceri a scontare l’ergastolo, sempre che in Albania ci siano le carceri. Per gli Italiani spero invece gli diano l’ergastolo visto che in Italia la pena di morte non c’è. Ed in casi come questi, io, mamma, non avrei dubbi a scegliere. 

Io sono qui.

Dove sono stata, in tutti questi anni
io me ne ero andata
a lavarmi i panni
dagli inganni del successo

http://www.angolotesti.it/C/testi_canzoni_claudio_baglioni_874/no

a riscoprirmi donna

io sempre la stessa
più grigia ma non doma.
Siamo tutti dentro la storia
tardi o presto,
e io sono qui
tutti in libertà provvisoria
in arresto o a nasconderci

e dove eravamo rimasti
chissà dove
ma io sono qui
forse prigionieri o fuggiaschi
forse altrove a difenderci
la realtà mi ha fatto atterrare
il mio errore fu di errare
e non ero un eroe

ma sono viva
e sono qui
e vengo dentro a prenderti
da solo disarmata e innamorata
tu devi arrenderti….

ci sono io e sono qui
con la pazzia di stringerti

mi hai perquisito gli occhi
e sai sono pulita
non posso ucciderti mai più…

e si torna a scendere in pista
un altro viaggio
e io sono qui
non perdiamoci più di vista
nel coraggio
di riprenderci
dentro l’abito della festa quello scuro

ora sono qui
l’unica paura che resta del futuro
è di non esserci
tra sparare oppure sparire
scelgo ancora di sperare…
finché ho te da respirare

finché ho un cielo da spiare
per sapere che
io sono viva e sono qui
e vengo dentro a prenderti
da solo disarmata e innamorata

tu devi arrenderti
ci sono io e sono qui
perché ora so pretenderti
far fuori la tua scorta
e fuori dalla porta
sarò ad attenderti così
e scriverò il mio nome
sui fogli della gente
fino a sapere come
mi chiamo e non chi sono veramente
ma quaggiù sto
a chiedere perdono
se sono una donna giusta
ma sono giusto una donna…

sono qui
e vengo dentro a prenderti
da sola disarmata e  innamorata
e devi arrenderti
se sono io e sono qui
e resto qui a viverti per vivere
da qualche parte
a mettere le porte al vento
per questo sono qui..

I mestieri moderni.

Sono tante le cose che ho imparato a fare nel mio mezzo secolo di vita. Sono tanti i piccoli o grandi mestieri nei quali mi sono cimentata sino ad oggi, tutti diversi tra di loro, tutti molto utili alla mia  formazione  di donna, moglie e lavoratrice.  

So di non aver ancora finito d’imparare, non si finisce mai! So che rimarrò legata alle mie note passioni e so che forse un giorno,  invece di continuare a vendere il vintage e l’antiquariato, mi metterò tranquilla a fare la nonna….

Tra tutti i mestieri che quotidianamente svolgo e come me tantissime donne, ce n’e uno che amo a dismisura e nel cui ruolo, mi ci trovo molto bene. 

Certo che per fare ciò che tra poco vi dirò, non serve il libretto d’istruzioni, non ci sono scuole per andare ad impararlo e si commettono errori in continuazione.  Ma si può sempre migliorare ed imparare, se solo lo vogliamo e ci applichiamo con costanza ogni giorno.   Non serve diploma o laurea, non servono master o stage, non ci vuole l’Erasmus o il tirocinio in azienda, non dobbiamo andare a fare l’apprendistato sperando poi di venire assunte ed avere il posto fisso fino alla pensione. 

Per svolgere questo antico mestiere, che è  x me il più bello del mondo, bisogna nascere con la vocazione, occorre sentirselo nel cuore, occorre saper guardare con occhi amorevoli e protettivi chi ci sta davanti. Io quegli occhi li’ per come li intendo, non li ho mai avuti sul  mio piccolo corpicino di bambina. 

Dunque dolci lettori e lettrici, per svolgere questo mestiere che amo più di tutti gli altri, occorre AMORE, PAZIENZA, DEDIZIONE,COMPRENSIONE, CURA, BASTONE E CAROTA….e lascio a voi gli altri sostantivi. Se non l’avevate ancora capito il mestiere di mamma è quello che sento più mio. E non lo cambierei per nulla al mondo, nemmeno per una carriera a Dubai, dove vivrei facendo il bagno nel petrolio, sventolando miliardi di euro… Buon pranzo a voi, vi aspetto..

Parlami ancora.

Ogni giorno è un giorno in più per amare,

Un giorno in più per sognare,

Un giorno in più per vivere.

(  San Padre Pio).



Non siamo noi a scegliere i libri, sono loro che ci chiamano per essere acquistati, letti e capiti, per poi trarre insegnamento cio’ che con le loro parole vogliono trasmetterci. Questo libro, affascinante e misterioso sin dalle prime pagine, si trovava in un’immensa libreria Mondadori di Rimini. Non sono stata io che ha deciso di comprarlo, e’ stato lui che ha chiamato me.  Tra tutte le migliaia di libri, variopinti, alti o bassi di spessore, piu’ o meno costosi, libri che trattano centinaia di argomenti…sono stata attratta con forza e fermezza, solo da questo titolo e da questo serafico volto dell’autore.  Il libro, niente di speciale come grana di copertina, gia’ scontato a euro 7,90, niente titoloa rilievo, insomma un libro normalissimo, era nascosto sotto ad altri e non ballava all’occhio immediatamente. L’ ho sfogliato un attimo come faccio di solito, un rapido sguardo alla sinossi e poi, nello sfogliarlo mi sono fermata giust’appunto sulla pagina che reca la frase di Padre Pio, riportata più sopra.  Voi che cosa ne dite? 

Da domenica pomeriggio,per me la strada dei miracoli ha riaperto.( v. Miei articoli dal titolo: la strada dei miracoli si è interrotta) Buona serata  a tutto VOI con affetto.

Bruciato l’inverno.

Ieri sera dopo una deliziosa cenetta nel ns. Hotel, un’altrettanto deliziosa sorpresa ci aspettava in spiaggia. Qui a Rimini c’è la tradizione di bruciare l’inverno per dare il benvenuto alla Primavera. È la festa del fuoco o “di fugazz” come dicono qui a Rimini.

Hanno preparato un enorme falo’ al porto, recintato e governato dai Vigili del Fuoco ed hanno così bruciato l’inverno, (che peraltro quest’anno non c’è stato..) x dare il benvenuto alla Primavera! Una tradizione loro molto molto suggestiva ed emozionante, che mi ha fatto ritornare indietro nei decenni. I miei amici ed amiche sulla spiaggia, facevano il fuoco,  proprio qui sull’Adriatico. Cuocevano la carne, bevevano del buon vino, cantavano ed i più bravi suonavano la chitarra. Poi l’immancabile bagno di mezzanotte. Io purtroppo non avevo il permesso dal generale Bianca, di andare al mare con le amiche, quindi queste cose dal vivo  non le ho mai potute vivere. Dopo secoli di “sentito dire” , ieri sera finalmente, c’ero anch’io.